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  “Ai russi in Costa Rica manca solo una chiesa ortodossa”

Intervista di Miguel Palacio a Nicholas Zakharov, presidente della comunità della Madre di Dio di Vladimir a San Jose, Costa Rica.

pravoslavie.ru

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Grazie alle fatiche di Nicholas Ivanovich Zakharov, un avamposto di Ortodossia russa si è formato in Costa Rica: la comunità della Protezione della Madre di Dio, poi ri-dedicata all'icona della Madre di Dio di Vladimir. La comunità conta oggi quasi sessanta parrocchiani, e sta costruendo una chiesa in una pittoresca zona di San Jose, la capitale del Costa Rica.

Nicholas Zakharov con padre Daniel McKenzie, e sua madre, A. A. Porgin-Zakharova

Nicholas Ivanovich, ci parli dei suoi genitori, per favore.

Mio padre, Ivan Sergeevic, ha servito nell'esercito dello tsar e ha partecipato alla guerra civile. Come molti patrioti, è finto in Crimea, da dove è venuto in Francia per mare. Papà è morto quando avevo due anni.

Mia madre, Aleksandra Alekseevna, è nata nel 1900 ed è morta nel 2000. E' nata a Mariopol, sulle rive del Mare d'Azov, ed era l'unica figlia del Sacerdote Aleksej Mikhailichenko e dela sua matushka, Theoktista. Non solo il padre di mia madre era sacerdote, ma lo era anche suo zio. Padre Aleksej è morto prima della rivoluzione, ma suo fratello è stato ucciso dai bolscevichi.

Mia madre ha studiato presso l'Istituto delle fanciulle nobili, nel dipartimento dell’agricoltura. Subito dopo la rivoluzione del 1917, fu arrestata insieme ad altre studenti e insegnanti dell'istituto. Ogni notte, diverse persone erano portate via dalla sua cella di prigione. Nessuna persona che era stata portata via era mai tornata. Poi arrivò il turno di mia madre. Si preparò al peggio, ma il capo della prigione inaspettatamente disse: "Ho mangiato molte volte al tavolo di tuo padre, e quindi ti sto dando la libertà". Inoltre, la assegnò a una famiglia ebrea. Là le dissero, "Ieri eri al potere tu, e ora lo siamo noi. Tieni la bocca chiusa e non parlare di politica".

Nel 1923, mia madre emigrò in Francia, dove sposò Ivan Sergeevic Zakharov. Durante la NPE (Nuova Politica Economica) anche sua madre, mia nonna, riuscì ad arrivare in Francia, e dopo molti altri spostamenti, finì i suoi giorni in Argentina.

Quale fu il suo destino nell’emigrazione? Che ruolo aveva la Chiesa nella vita di quei russi che avevano dovuto lasciare la loro patria?

In Francia, gli emigranti vivevano in condizioni molto difficili. Fortunatamente, mio padre fu in grado di ottenere un lavoro come tassista. La maggior parte dei medici, ingegneri e studiosi russi pulivano bagni e spazzavano pavimenti, per guadagnarsi il pane.

Nel 1935, arrivammo ​​in Paraguay. Uno degli emigranti dell’armata bianca, il generale Ivan Timofeevich Belaev, cercò di organizzare là un "avamposto russo" - un rifugio per i profughi russi. Non importa dove andassero i russi della vecchia guardia, la prima cosa che facevano era fondare una chiesa ortodossa. Così fu in Paraguay: nel 1928, ad Asuncion, capitale della nazione, fu aperta una chiesa dedicata alla protezione della Madre di Dio.

Dopo aver vissuto ad Asuncion per sette anni, ci siamo trasferiti nella città di Encarnacion, non lontano dal confine tra Paraguay e Argentina, dove si costruiva una chiesa dedicata a San Nicola taumaturgo. Ho partecipato al lavoro di costruzione, posando i mattoni. Il batjushka che aveva cura della nostra piccola comunità era padre Andrej.

Nel 1954, il Paraguay subì un colpo di stato militare. Seguendo l'esempio di molti abitanti russi di quel paese, la nostra famiglia si trasferì in Argentina, nella provincia di Villa Diamante. Gli emigranti erano sull'orlo della povertà totale, perché la loro struttura era stata sequestrata dai ribelli. Tuttavia, essi cominciarono immediatamente a costruire una chiesa. Il rettore era padre Nicholas Masich. Padre Nicholas era un uomo dal destino difficile. Fu nei campi stalinisti, visse in emigrazione in Germania, finì tra le persone internate (i cosiddetti DP), estradate in Unione Sovietica dopo la seconda guerra mondiale. Grazie a Dio, fu in grado di partire per l'Argentina.

Nel 1959, padre Nicholas si trasferì negli Stati Uniti e poco dopo invitò la nostra famiglia a raggiungerlo. Negli Stati Uniti, iniziammo di nuovo da zero, prima a San Francisco, e poi 25 chilometri da lì, a Burlingame. Lì, sotto la direzione di padre Nicholas, gli emigranti russi costruirono una bella chiesa con una cupola dorata. Il mio contributo alla costruzione è segnato da due lettere di ringraziamento da parte dell’ordinario della diocesi di San Francisco e dell’America occidentale della Chiesa russa all'Estero, l’arcivescovo Antonij (Medvedev, 1908-2000). Ho vissuto negli Stati Uniti dal 1959 al 1984.

Posa della prima pietra per la fondazione della chiesa della Madre di Dio di Vladimir.

Cosa l’ha ispirato a reinsediarsi in Costa Rica?

Ci sono stati motivi personali dietro questa scelta. Il Costa Rica è probabilmente il paese più pacifico dell'America Latina. Ha tutto quello che una persona potrebbe sognare. È necessaria solo una chiesa ortodossa per fare di un russo locale una completamente soddisfatta.

Intorno alla metà degli anni '80, nel paese non c'era praticamente nessuno dei nostri connazionali. Ho invitato mio padre e altri amici a trasferirsi in questo paradiso terrestre. Ho fatto arrivare mia madre dopo di loro.

Com'è nata la vostra comunità?

Nel 1994 sono andato a Miami per incontrare l'arciprete Daniel McKenzie (ROCOR), a cui ho chiesto di assumere la cura pastorale del gregge ortodosso russo in Costa Rica. Batjushka è stato d'accordo, e presto è arrivato in aereo. Ho preso la responsabilità di tutte le sue spese finanziarie connesse con il viaggio. Padre Daniel ha servito la Liturgia nella mia casa a San Vito, non lontano dal confine con Panama (credo che questo sia stato il primo servizio ortodosso in Costa Rica). Da San Vito ci siamo diretti a San Jose, e anche qui padre Daniel ha servito la Liturgia in una casa privata. Io stavo vicino all'ingresso e spiegavo ai nuovi arrivati come farsi correttamente il segno della croce, e come ricevere la benedizione da un sacerdote.

Padre Daniel è un ottimo prete, rispettato da tutti nella comunità. I suoi antenati sono irlandesi, è sposato con una donna russa, ed è il rettore di una chiesa a Miami, dedicata a san Vladimir, pari agli apostoli.

Perché la comunità ha scelto la Madre di Dio di Vladimir come sua patrona?

Originariamente la comunità era dedicata alla protezione della Madre di Dio. Spiegherò perché. I primi profughi venuti in Francia dalla Russia dopo il 1917 sembravano scheletri viventi. Molti di loro avevano la tubercolosi e soffrivano la fame. Mia sorella maggiore, Olga, morì all’età di un anno. Io ero nato molto debole, con la tubercolosi. Il dottore disse a mia madre che non sarei sopravvissuto. Poi lei ha iniziato a pregare davanti all'icona della Protezione della Madre di Dio perché pregasse il suo Figlio di salvarmi. Un giorno, quando avevo due anni, ho detto a mia madre che era venuto da me un uomo con grandi ali. La mamma mi portò dal medico senza indugio. Il medico non poteva credere che stava vedendo un bambino che solo di recente aveva visto in punto di morte. Mi ristabilii completamente. in ricordo delle preghiere di mia madre, ho dedicato la comunità alla Protezione della Madre di Dio. In seguito la comunità ha cambiato nome.

Quante persone ci sono nella comunità?

Alla vita della parrocchia partecipano attivamente sessanta persone tra quelle emigrate dall’ex URSS nel corso degli ultimi 30 anni, quelle native del Costa Rica, e membri di altre nazionalità. A Pasqua ci sono fino a 100 persone. Mi risulta che ci sono stati ottantacinque battesimi nella nostra comunità.

Chi svolge ora il ruolo di pastore per gli ortodossi in Costa Rica?

Nel 1994, tre o quattro mesi dopo la sua prima visita, l’arciprete Daniel ci ha visitato di nuovo. Alcuni russi mi hanno aiutato a comprare per il nostro pastore un biglietto, grazie al quale ha visitato il Costa Rica regolarmente.

Nel 2004-2006, l’arciprete Georgij Salatnikov, un sacerdote della ROCOR dalla Russia, ha servito in Costa Rica. Purtroppo, non è stato in grado di stabilire un rapporto con la comunità.

Lo ieromonaco Nicholas (Perekrestov) è venuto un paio di volte da New York. Serve alla Cattedrale della Madre di Dio del Segno, nella residenza del Santo Sinodo della Chiesa russa all'estero a Manhattan.

Successivamente la comunità è stata nuovamente seguita da padre Daniel. Con il suo supporto, diversi parrocchiani sono entrati le sessioni estive di canto ecclesiastico al seminario della Santa Trinità a Jordanville (USA). Ora possiamo vantare il nostro coro professionale.

Padre Daniel ha svolto un ruolo importante nella preparazione di un giovane sacerdote, padre Rodion Aragon, per il servizio della Chiesa. Padre Rodion è venuto all’Ortodossia di sua iniziativa, ed è stato uno dei parrocchiani più attivi. Dopo aver lasciato il suo lavoro nel campo della musica, è entrato al seminario della Santa Trinità nel 2008. Dopo pochi mesi è stato ordinato diacono, e nel gennaio del 2009 è stato ordinato sacerdote. Nel giugno dello stesso anno, è tornato dagli Stati Uniti in Costa Rica.

Padre Rodion e la sua matushka Elena hanno ridato la vita alla comunità. Hanno costruito una cappella accanto alla loro casa. I servizi sono stati condotti in russo [slavonico] e spagnolo. Ma il Signore ha voluto che padre Rodion non servisse come nostro sacerdote molto a lungo. È stato colpito da una malattia mortale, e ha sofferto molto. L’11 gennaio 2010 padre Rodion si è addormentato nel Signore. Noi non supereremo presto il dolore di quella perdita.

Quando è iniziata la costruzione sulla Chiesa?

Nell'aprile 2006, la nostra comunità ha acquistato un appezzamento di terreno di 2.500 metri quadrati, a nord-ovest di San Jose, a dieci chilometri dal centro della città. Abbiamo in programma di costruirvi una chiesa e un edificio per il refettorio, una scuola domenicale e una biblioteca.

Nel gennaio 2008, il vescovo Gabriel (Chemodakov) di Manhattan (al momento, segretario del Sinodo della Chiesa ortodossa russa all'Estero), Arciprete Daniel McKenzie, e il rettore della chiesa del Patriarcato di Mosca dedicata alla santa Protezione a Panama, Arciprete Alexander Gorbunov, pose la prima pietra. Il Sinodo ha deciso di dedicare la chiesa di Vladimir l'icona della Madre di Dio. Una capsula con una particella delle reliquie di San Andrei Bogoliubsky è stato collocato nella fondazione. Il suo nome è indissolubilmente legato all'icona di Vladimir.

I parrocchiani presso il cantiere della chiesa

Da quel momento, la costruzione è progredita in modo significativo. Le pareti della chiesa sono già costruite. La costruzione di una chiesa in Costa Rica è stato il sogno di padre Rodion, e dobbiamo fare ogni sforzo per portare a compimento questa buona opera.

Come vede la firma dell'atto di comunione canonica tra il Patriarcato di Mosca e la Chiesa russa all’Estero?

Ritengo che l’atto sia un evento positivo. Il Signore stesso ha portato le due parti della nostra Chiesa insieme in unità.

Che significato hanno avuto i "Giorni della Russia in Costa Rica" per la comunità della Madre di Dio di Vladimir?

I "Giorni della Russia" hanno evocato non poca risonanza nella comunità costaricana. La stampa ha fatto una copertura completa degli eventi ad essa connessi. Il coro del monastero Sretenskij ha fatto una particolare impressione ai costaricani. I credenti ortodossi hanno ricevuto enorme gioia spirituale al Moleben e alla benedizione delle acque celebrati dal corrente Patriarca, sua Santità Kirill di Mosca e di tutta la Rus’, di fronte all'icona miracolosa della Madre di Dio"regnante". Io sono venuto appositamente nella capitale per essere presente a quella funzione.

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