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  Alcune note preliminari sull’influenza della massoneria sul primo ecumenismo greco

del monaco Seraphim (Zisis)

geopolitica.ru

15 agosto 2017

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Nella foto: il patriarca Ioachim III di Costantinopoli e il suo sinodo

La fin troppo ovvia tenacia con cui il clero e l’intelligentsia ecumenista hanno finora promosso e continuano a imporre il loro ordine del giorno, a prescindere da tutti gli ostacoli che incontrano, è forse un serio segno che il coinvolgimento della massoneria e del globalismo negli affari della Chiesa ortodossa è tutt’altro che terminato.

ancoratus.532@gmail.com

Introduzione

Nei nostri tempi stiamo tutti sperimentando il rapido e forzato avanzamento della globalizzazione nelle sue varie forme. Potrebbe darsi, però, che meccanismi globali così enormi e complessi come quelli che stanno dietro alla globalizzazione abbiano lasciato da parte la religione, che per tutti è il fattore più decisivo, il catalizzatore, delle questioni e delle complicazioni sociali? L’ecumenismo come movimento religioso che gradualmente – anche se molto costantemente – mescola le religioni e le denominazioni in un insieme quasi uniforme, sconfiggendo l’autocoscienza dogmatica di gruppi religiosi molto diversi, ha a che fare con la globalizzazione o no?

Le società segrete, in particolare la massoneria tra loro predominante, hanno iniziato a pubblicare ampie informazioni sui loro appartenenti, documenti in precedenza strettamente riservati. Grazie a questo sviluppo, possiamo tracciare l’attività di alcuni prestigiosi sacerdoti e teologi ecumenici, all’interno del Patriarcato Ecumenico e della Chiesa di Grecia, notandone lo stato massonico e la disposizione pro-masonica. Confrontando alcuni aspetti distintivi del loro pensiero e della loro attività pratica con i resoconti e le linee direttive ufficiali dei massoni, per esempio il disprezzo per i dogmi della Chiesa, la proclamazione di un’imminente unificazione delle religioni, e così via, sembra che la presunta identificazione di quegli uomini di chiesa come massoni o teosofi possa essere pienamente accertata. Questo articolo si concentra in particolare sui casi dei ben noti patriarchi greci Joachim III di Costantinopoli (1878-1884 e 1901-1912) e Meletios IV (di Costantinopoli 1921-1923 e di Alessandria 1926-1935) e degli illustri professori di teologia greci Nikolaos Luvaris (1887-1961), Dimitrios Balanos (1877-1959) e Amilkas Alivizatos (1887-1969). Descrive il loro contributo immediato o mediato all’ecumenismo e mette in luce le tattiche da loro impiegate per raggiungere determinati obiettivi. La loro epoca, i primi decenni del XX secolo, è stata caratterizzata da uno vigoroso e globale sforzo massonico e teosofico per promuovere non solo l’ecumenismo interreligioso e inter-cristiano, con il Consiglio Ecumenico delle Chiese come la sua la manifestazione più nota, ma anche un governo embrionale globale (la Società delle Nazioni). Anche se questo articolo racconta sviluppi che riguardano solo gli affari della Chiesa greca, l’autore ha trovato prove che coinvolgono anche la teologia russa e la Chiesa romena, campi di una possibile ricerca futura.

San Nikolaj Velimirovich, nell’anno 1930, durante una conferenza ortodossa al monastero di Vatopedi sul Monte Athos, che si teneva in preparazione per un già previsto, anche se a uno stadio così precoce, Concilio ecumenico ortodosso, fece una sorprendente valutazione – sconosciuta alla maggior parte della gente – della minaccia che la società segreta dei massoni pone alla Chiesa; affermò: “La questione della massoneria. La grande Chiesa di Costantinopoli ha notato nel proprio elenco alcune eresie con il loro nome, come l’uniatismo, il chiliasmo ecc., ma il pericolo massonico supera tutti gli altri pericoli e purtroppo numerosi intellettuali vi sono affiliati. Questo è il nuovo arianesimo; e davanti a noi c’è una grande lotta, che dobbiamo intraprendere senza paura nel nome di Dio. La più grande minaccia al cristianesimo nel mondo non è il bolscevismo né altro, ma la massoneria, perché è un nemico sia esterno che interno. Diciamo che la religione cristiana è la Religione, la sola religione, e che l’Ortodossia è l’unica vera religione; Ma [i massoni] rinunciano al Vangelo e a Cristo, mettendoli allo stesso livello di Mosè, Buddha, Maometto”. [1] Di conseguenza la conferenza definì ripetutamente ha definito le tendenze dell’ateismo, della massoneria, della teosofia e dello spiritismo come questioni che devono essere affrontate attraverso una cooperazione inter-ortodossa. [2]

Anche se l’avvertimento di san Nikolaj fu alla fine ignorato, e quindi non fu preso in considerazione dalle successive conferenze preliminari degli anni ‘60 e ‘70, e nello stesso tempo un brigadiere della gendarmeria greca, Alexander Drempelas, tra molti altri studiosi, fece eco alle parole di san Nikolaj evidenziando il grave pericolo massonico che incombe sull’Ortodossia greca e sullo Stato greco; nel suo libro Il problema della polizia greca (1970) il brigadiere Drempelas presentò il suo stesso resoconto: “Appartengono alla massoneria tanti intellettuali, politici, giudici, funzionari statali di alto rango, ufficiali dell’esercito, soldati, tutti i greci americani ricchi e vescovi o teologi. Questi ultimi, diventati massoni come teologi individuali, sono stati promossi diligentemente nella gerarchia dell’Ortodossia e sono diventati le peggiori rovine della nazione. La loggia di Atene fino all’anno 1963 aveva come suo gran maestro il rettore dell’Università, che era anche professore di una facoltà teologica, e un ex avvocato”. [3]

Ci troviamo di fronte alla solita teoria della cospirazione, o ci sono prove sostanziali per sostenere tali rivendicazioni?

I riferimenti casuali allo stato massonico di prestigiosi primati e teologi della Chiesa greca, emersi occasionalmente da vere fonti massoniche, erano in passato trattati per la maggior parte e così a lungo, con un ben intenzionato dubbio, presumibilmente come se fossero messi di auto-promozione dei massoni [4] o anche come propaganda sovversiva dei vecchi calendaristi greci (GOC) per abbattere le istituzioni ecclesiastiche ufficiali. [5]

Sembra, però, che la massoneria e le sue società affini, alla fine libere da secoli di persecuzioni di re e di papi, oggi abbiano spensieratezza di rivelare sempre più i loro segreti un tempo ermeticamente sigillati per quanto riguarda la loro infiltrazione in varie strutture sociali, politiche, culturali e religiose. Per esempio, il libro di Manfred Agethen, Secret Society and Utopia, una ricerca dettagliata relativa all’attuazione del piano degli illuminati alla fine del XVIII secolo per conquistare lo Stato tedesco, è indicativo di questo nuovo approccio riveduto agli eventi storici.

Un altro esempio è l’istituzione massonica COMALACE (Contribution des Obédiences Maçonniques Adogmatiques et Libérales A la Construction Européenne), un’associazione di giurisdizioni massoniche militanti, che funziona nei nostri giorni nel cortile dell’Unione Europea. [7] Così incarna in modo molto ufficiale il ruolo prominente che la massoneria si aspetta di svolgere negli sviluppi futuri in Europa, mirando alla secolarizzazione delle società un tempo cristiane del nostro continente.

L’odio atavico delle società segrete verso il dogma della Chiesa

Su basi teoriche, la massoneria, la teosofia e il rosicrucianesimo hanno sempre propagandato il loro disprezzo dei dogmi della Chiesa, sostenendo di instaurare invece un cristianesimo filosofico o gnostico – cioè un cosiddetto “cristiano esoterico” e “tollerante” – adatto al proprio relativismo religioso (si tratta del vecchio motivo massonico del “Gesù buono, amorevole e umile” contro “l’odiosa, presuntuosa e intollerante Chiesa dei chierici” [8] o per dirla in altri termini: “più cristianesimo e meno ortodossia”. [9]

Manly Palmer Hall (1901-1990), un grande mago e luciferiano e anche un celebrato massone, ha scritto in uno dei suoi libri più citati: “Il vero massone non è legato a un credo. Realizza con l’illuminazione divina della sua loggia che, come massone, la sua religione deve essere universale: Cristo, Buddha o Mohammed, il nome significa poco, perché riconosce solo la luce e non il portatore. Rende culto in ogni santuario, si inchina davanti a ogni altare, che sia tempio, moschea o cattedrale, rendendosi conto con la sua vera comprensione dell’unità di ogni verità spirituale. Tutti i veri massoni sanno che gli unici pagani sono coloro che, avendo grandi ideali, non vivono alla loro altezza. Sanno che tutte le religioni sono una storia raccontata in molti modi per i popoli i cui ideali sono diversi, ma il cui grande scopo è in armonia con gli ideali massonici”. [10]

La stessa posizione riguardo alla Chiesa è sostenuta dai rosacrociani (rappresentati in gran parte dall’Antico e Mistico Ordine Rosae Crucis, AMORC), una società segreta la cui storia è intrecciata con quella dei massoni. [11] Nel proprio opuscolo del 1942 intitolato “Make Your Own Prophecies” in cui i rosacrociani prevedono anche lo sviluppo della “realtà virtuale (digitale)” di oggi [12], l’AMORC “prevede” anche la creazione di una religione o una chiesa uniforme: “Allora, che cosa riserva il futuro per la religione? Noi prevediamo un panteismo mistico come religione di domani. La dottrina centrale di questa religione sarà che un’intelligenza universale, come serie o concatenazione di cause creative e perfette nel suo insieme, pervade ovunque e tutto. Anche se è assolutamente impersonale, fornisce nella sua perfezione una facoltà all’uomo, a cui egli può attingere per prevenire e rimuovere qualsiasi discordanza in sé o nelle sfere delle sue attività di vita [...] Non sarà solo una fede nella fratellanza dell’uomo, ma in una fratellanza dell’essere. [...] Non ci saranno chiese, ma una chiesa. Non ci saranno sette, ma livelli e gradi di comprensione. L’uomo avanzerà dall’uno all’altro quando si dimostrerà competente. Nessun uomo avrà la comprensione assoluta di questa mente universale, poiché dovrebbe essere consapevole di tutto ciò che essa comprende. Allo stesso modo, nessun uomo ne avrà una concezione sbagliata, perché ogni stato di coscienza sarà correlato al conseguimento personale dell’individuo”. [13] È ovvio che i rosacrociani dichiarano la prossima abolizione di dogmi e credenze, e anche delle nozioni di ortodossia e di eresia, e l’assoluta dominanza di una fede di tipo buddhista o New Age in un “dio” impersonale.

Quelle stesse prospettive delle società segrete, una minaccia per tutti i credi consolidati, sono state portate avanti da Alice A. Bailey (1880-1949), la persona più influente del movimento New Age, derivato dalla Società Teosofica. La sua attrazione per la massoneria e la sua repulsione verso la Chiesa è espressa nelle sue stesse parole: "Sono questi misteri che Cristo ripristinerà al suo ritorno, ravvivando così le chiese in una nuova forma e ripristinando il mistero nascosto che da tempo hanno perso attraverso il loro materialismo. Anche la massoneria ha perso la vera vita che una volta possedeva ma, nelle sue forme e rituali, la verità è preservata e può essere recuperata. Questo lo farà il Cristo. [...] La presentazione della verità religiosa in passato ha bloccato la crescita dello spirito religioso; la teologia ha portato l'umanità alle porte stesse della disperazione; il delicato fiore del Cristo è rimasto sbiadito e imprigionato nelle grotte scure del pensiero dell'uomo; l'adesione fanatica alle interpretazioni umane ha sostituito il vivere cristiano; milioni di libri hanno cancellato le parole vive di Cristo; gli argomenti e le discussioni dei sacerdoti hanno spento la luce che il Buddha ha portato e l'amore di Dio come rivelato dalla vita di Cristo è stato dimenticato, mentre gli uomini hanno litigato su significati, frasi e parole". [14]

Le ramificazioni pratiche di un simile approccio occulto all'aspetto religioso della globalizzazione, che minaccia in modo militante il fondamento della fede cristiana, possono ora essere meglio chiarite grazie all'abbondanza di fonti relative; queste fonti sono state declassificate a causa della sensazione di sicurezza di cui godono oggi le società occulte.

Patriarchi massoni e teologi simbolici della sovversione massonica

Recenti studi indicano che alcune persone molto importanti nelle Chiese di lingua greca, cioè i patriarcati del Vicino Oriente e la Chiesa di Grecia, vescovi e teologi, erano effettivamente massoni sotto copertura.

Riveliamo qui per la prima volta alcune altre informazioni, molto importanti nell'umile opinione dell'autore:

Il patriarca Joachim III di Costantinopoli (1878-1884 e 1901-1912); è definito massone in varie fonti massoniche; Per esempio nel sito ufficiale della Gran Loggia di Grecia [15], nell'opera di Manolis Fysentzides (in due volumi) Illustri e famosi massoni greci 1880-1970, [16] e anche nell'Enciclopedia della Massoneria di Nestor Laskaris (1951), Ripubblicato (2001) come Il lessico nero della massoneria greca da parte dell'ex massone e poi scrittore e giornalista anti-massone, il defunto Basilio Lampropoulos. [17] Quelli che ritengo però elementi di prova inequivocabili in questo contesto sono in primo luogo un riferimento molto breve all'adesione di Joachim alla Loggia Progresso ("Πρόοδος"), annotato nei registri del diario personale del rinomato matematico greco Konstantinos Karatheodori (Fysentzides concorda sull'adesione di Joachim a quella stessa loggia). [18] Karatheodori (1873-1950) è ritenuto da molti il tutore di Albert Einstein. Il suo diario è stato pubblicato come appendice all'interno di una monografia scritta da Maria Georgiadou. [19] L'autore del diario, Karatheodori, che probabilmente era lui stesso massone, dal momento che era a conoscenza dell'affiliazione di altri massoni ad alcune logge, testimonia attraverso questo diario l'appartenenza massonica – tra le altre – del patriarca Joachim III, e anche di professore di teologia Dimitrios Balanos (vedi oltre) e del noto politico greco Eleftherios Venizelos. Ciò che ritengo significativo in questo diario, pubblicato quasi 60 anni dopo la morte di Karatheodori, è che non poteva essere parte di una tendenza premeditata e fuorviante di propaganda massonica. Sono note riservate per riferimento personale e, quindi, prove essenziali della materia in questione. Si potrebbe anche sottolineare il fatto che fu Karatheodori a salutare ed esaltare il patriarca Joachim III con un discorso di apprezzamento alla sua seconda intronizzazione l'11 giugno 1901. [20]

Il secondo indizio più importante è un'iscrizione massonica in piena vista dei greci di Costantinopoli negli ultimi 130 anni. È il simbolo di "squadra e compasso" massonici impressa su uno dei parapetti della torre della Grande Scuola della Nazione (Μεγάλη τοῦ Γένους Σχολή) a Costantinopoli. Il simbolo massonico decora il nome dell'architetto che ha costruito la grande scuola, Konstantinos Dimades (Κωνσταντῖνος Δημάδης) e l'indicazione 1881 (la scuola fu completata nel 1882). La Grande Scuola della Nazione, in realtà, è stata costruita con decreto del patriarca Joachim III e sotto il suo auspicio. [21] È fuori discussione che quest'iscrizione sia mai potuta sfuggire all'attenzione del patriarca Joachim III fino alla sua morte, 28 anni dopo. Dato che egli è stato uno dei più potenti patriarchi negli ultimi secoli e avrebbe potuto far cancellare l'iscrizione con un piccolo gesto della mano, è naturale supporre che abbia dato il suo consenso esplicito o tacito. Il secondo mandato del patriarca Joachim (1901-1912) traccia una linea apparentemente indelebile tra il passato del Patriarcato Ecumenico e il suo futuro in quanto riguarda l'ecumenismo. L'approccio ecumenico di Joachim alla divisione del cristianesimo è stato lodato dai suoi contemporanei; Secondo il necrologio di Le Figaro alla morte del Patriarca: "La sua preoccupazione principale era un approccio il più vicino possibile tra i tre grandi rami del cristianesimo, cioè ortodossi, cattolici e protestanti. In breve, già nei primi giorni del suo secondo mandato aveva assunto il ruolo di un pacificatore generale tra le confessioni cristiane, basando le sue speranze sul comandamento di colui che disse: Tutti quelli che credono in me, devono amarsi reciprocamente come fratelli". [23] Dalla seconda inaugurazione del suo mandato nel 1901, non c'è mai più stata una condanna della massoneria o di un'altra società segreta da parte del patriarcato di Costantinopoli, né di alcuna delle denominazioni cristiane eretiche, in contrasto con i precedenti decreti emessi in comune dai patriarchi dell'Oriente. [24]

Il suo più grande contributo al movimento ecumenico e all'eresia dell'ecumenismo fu la sua famosa enciclica del 1902, riconosciuta come il suo punto di partenza [25]; in essa il patriarca Joachim attribuiva chiaramente l'ecclesialitа al papato e al protestantesimo, denominandoli "chiese" e "grandi propaggini (ramificazioni)" del cristianesimo, evitando contemporaneamente in modo molto spttile di definire la Chiesa ortodossa come l'antica una, santa, cattolica e apostolica. Al contrario, contrariamente alla dottrina ortodossa [26], poneva nel futuro la realizzazione delle parole del Signore, affermando che ci sarà "un solo gregge e un solo pastore" (Giovanni 10:16), quando tutte le confessioni cristiane si uniranno le une con le altre. Nelle sue stesse parole: "Inoltre, è gradito a Dio e in accordo con il Vangelo, esplorare come le santissime Chiese autocefale valutino i nostri rapporti attuali e futuri con le due grandi propaggini del cristianesimo, in altre parole la Chiesa occidentale e quella dei protestanti [...] la Santa Chiesa è una in realtà [definita] in una fede identica e in somiglianza dimorale e di usanze, in accordo con le decisioni dei sette Concili ecumenici, e dovrebbe essere una, e non molte e diverse tra loro per quanto riguarda i loro dogmi e le istituzioni fondamentali di governo ecclesiastico [...] [quindi dovremmo pensare a come] esplorare punti di convergenza e di contatto o anche di reciproca legittima omissione, fino al completamento dell'intero compito, nel corso del tempo, grazie a cui si compità la parola del nostro Signore, Dio e Salvatore Gesù Cristo su un solo gregge e un solo pastore, portando gioia e profitto comuni". [27]

Il patriarca Joachim III era anche un innovatore nel senso più ampio, in quanto si prefiggeva di alterare le vecchie e certe norme della Chiesa; nonostante il suo soggiorno al Monte Athos (1889-1901), che i suoi ammiratori tendono a illustrare come simile alle lotte ascetiche dei santi Padri [28], "proponeva i seguenti suggerimenti: che il digiuno sia mitigato e che sia permesso il consumo di uova e di latte; che le funzioni della chiesa siano abbreviate; che l'abbigliamento dei chierici sia modificato; che il calendario gregoriano sia adottato e i divieti coniugali siano ridotti". [29]

Sembra che la sua condotta in generale, come anche il comportamento scandaloso, pernicioso e autoritario dei suoi seguaci e associati, gli abbia guadagnato la reputazione di massone tra i suoi nemici, come attesta una narrativa rilevante. [30]

Il patriarca Meletios IV (Metaxakis), metropolita di Kiti a Cipro (1910-1918); metropolita di Atene (1918-1920); patriarca di Costantinopoli (1921-1923) e di Alessandria (1926-1935).

Il caso di Meletios è di gran lunga il più tipico della connessione intima tra la massoneria e l'ecumenismo nelle sue fasi iniziali, e di tutte le sue concatenazioni in vari settori, in particolare nella politica.

La reputazione del patriarca Meletios come massone influente circolava mentre era ancora vivo. Il Lessico massonico dei massoni austriaci Eugen Lennhoff e Oskar Posner, già nella sua versione iniziale del 1932, si riferisce a Meletios come figura emblematica tra i massoni nel clero cristiano ortodosso. [31] Mi sembra significativo che quest'informazione sia stata fornita mentre Meletios Metaxakis era ancora vivo e in realtà non molto vecchio (nacque nel 1871 e morì nel 1935). Inoltre, in un necrologioo scritto nel 1967 dall'amico e confratello massone Alexandros Zervoudakis e pubblicato nella rivista ufficiale della massoneria greca, Meletios è lodato, perché "...ha ricevuto la luce massonica all'inizio del 1909. è rimasto a Costantinopoli per un altro anno e ha studiato con passione la dottrina massonica, che gli ha permesso di pianificare in modo veramente massonico tutte le sue azioni e parole, come abbiamo visto nella nostra breve narrazione della sua attività. In ogni occasione, la sua giustizia e le sue vere virtù massoniche lo guidavano naturalmente e spontaneamente, si direbbe, verso cosa dire e come agire – un immenso esempio di effetto della massoneria sulla formazione del carattere umano quando si è disposti ad accettare nella propria anima i suoi insegnamenti, cioè quando si nasce come massone, come lo fu Meletios. Dopo la sua iniziazione, il fratello Meletios avrebbe seguito le sessioni e le attività massoniche in ogni luogo in cui si trovava nella sua vita impegnativa, ogni volta che le circostanze e il suo ambiente gli permettevano di farlo". [32] Il santo anziano Filotheos Zervakos di Paros, nel corso degli anni, incolpò ripetutamente Meletios per l'introduzione del calendario gregoriano in alcune delle Chiese ortodosse locali (cosa che ha successivamente causato molteplici scismi successivi) e lo definiva apertamente un massone; in un rimprovero scritto, un articolo rivolto al patriarca Athenagoras, l'anziano Filotheos osserva che si sarebbe aspettato che "lei prendesse parte al ripristino dell'unità della nostra Chiesa, in cui la divisione e lo scisma sono stati promossi da innovazioni improvvide, senza scopo, inappropriate e diaboliche, vale a dire l'introduzione del calendario gregoriano (papale), intrapreso dal suo predecessore masonico Meletios Metaxakis, che attirò nel suo schema Chrisostomos Papadopoulos, allora arcivescovo di Atene". [33]

Di fatto, l'adozione del nuovo calendario serviva come mezzo per avvicinarsi alle confessioni cristiane occidentali, esattamente come aveva dichiarato la famosa enciclica del 1920, rivolta dal Patriarcato Ecumenico a tutte le Chiese ortodosse: "Quest'amicizia e la benefica reciproca disposizione possono essere rese manifese e corroborate, a nostro avviso, in particolare nei seguenti modi: a) con l'adozione di un calendario comune, in modo che tutte le chiese celebrino allo stesso tempo le grandi feste cristiane". [34] Meletios stesso, tre anni dopo, dichiarò che "tra le questioni di cui ci occupiamo, abbiamo anche elencato quelle che riguardano l'unione di tutte le Chiese, in particolare l'unione tra la Chiesa ortodossa e quella anglicana. È per questo che salutiamo con favore vostra Grazia [Charles Gore, ex vescovo di Oxford] con gioia speciale, come presidente del comitato che a Londra lavora per lo stesso scopo". [35]

Come è evidente nelle transazioni di questa stessa Conferenza pan-ortodossa tenutasi a Costantinopoli nel 1923, Meletios intratteneva le stesse idee "progressiste" che erano state sostenute anche dal patriarca Joachim III. [36] Dopo la sua morte il 27 luglio 1935, il Church Times (2.8.1935) commentava nel suo necrologio: "Se gli fosse stata concessa la sua ambizione, quella di diventare patriarca di Gerusalemme, avrebbe tenuto nella sua stessa persona quasi ogni grande sede nell'antica Chiesa ortodossa. In ogni ogni occasione non fece segreto dei suoi principi di riformatore conservatore, facendo sapere in America che avrebbe accolto con favore un episcopato sposato, che non avrebbe più dovuto provenire dalla riserva in declino dei monasteri, e che avrebbe promosso i capelli corti e i "vestiti clericali" come sostituto delle non molto antiche tonache monastiche indossate dai sacerdoti ortodossi di oggi [...] e fu in grado di fare il primo grande passo in avanti verso l'intercomunione anglo-ortodossa con il suo riconoscimento ufficiale degli ordini anglicani, "altrettanto buoni come quelli di Roma". Se desiderava il trono di Gerusalemme, era perché sentiva che avrebbe potuto trascorrere gli ultimi anni della sua vita a compiere le riforme che là erano tanto necessarie quanto sgradite". [37]

Nello stesso modo in cui, circa 25 anni dopo, il patriarca Maximos V (1946-1948) sarebbe stato rovesciato in modo anti-canonico dalla sede di Costantinopoli e sarebbe salito al potere il patriarca Athenagoras I, anch'egli massone, assistito dal suo "fratello massone", il presidente americano Harry Truman (per mezzo di una pressione psicologica esercitata su Maximos da parte dei governi della Grecia, della Turchia e degli Stati Uniti – fatti che si trovano al di fuori degli scopi di questo saggio), anche l'ascesa di Meletios al trono patriarcale fu segnata da una serie di violazioni dei canoni e di interventi politici e si è rivelò un colpo di stato ecclesiastico!

La rivista massonica greca Pythagoras, pubblicazione ufficiale della Gran Loggia di Grecia, ha rivelato alcune informazioni molto interessanti sullo stato della massoneria tra i greci di Costantinopoli all'inizio del XX secolo: "Allo stesso tempo, l'ampia partecipazione dei membri della loggia non solo all'Organizzazione Costantinopolitana, ma anche al Consiglio Nazionale Misto è impressionante, poiché il Consiglio era in un certo senso il governo non ufficiale della romanità di Costantinopoli e anche un associato immediato del Patriarcato Ecumenico. Indubbiamente, il primate della sede ecumenica e le persone che lo circondavano erano consapevoli dello stato massonico di alcuni dei membri del Consiglio Nazionale Misto; tuttavia, lo status sociale di questi individui non permetteva di metterli in dubbio. Dopo tutto, la loro posizione nel Consiglio era elettiva e sarebbe entrata in vigore attraverso le elezioni svolte nelle comunità locali". [38]

Con questa analisi, il contributo del Consiglio Nazionale Misto all'ascesa di Meletios al potere assume un significato completamente diverso. Il celebre teologo greco (ed esperto di dogmi) Chrestos Androutsos (1869-1935), famoso anche per la sua padronanza della filosofia, poco dopo l'intronizzazione di Meletios pubblicò la propria valutazione canonica della procedura elettorale. Tra le altre violazioni, il professor Androutsos stigmatizzò l'esonero non canonico dal processo elettorale di molti elettori legittimi residenti nella campagna, con il pretesto della guerra in corso tra Grecia e Turchia: "Per la maggior parte non sono stati eletti dai compatrioti della loro eparchia, secondo l'ordine che è sempre stato mantenuto in ogni eparchia e come richiedeva la citata enciclica conciliare, ma sono stati eletti tra i cristiani di Costantinopoli provenienti dalle eparchie. Forse sarebbe stato accettabile se i rappresentanti delle eparchie sotto l'occupazione di Kemal fossero stati eletti a Costantinopoli. Contrariamente a tutte le ragioni e le leggi, tuttavia, anche i rappresentanti di altre eparchie sono stati eletti a Costantinopoli, senza la partecipazione delle eparchie stesse, e alcuni di essi sono stati eletti dalla stessa conferenza [elettorale]". [39]

Ciò portò alla formazione di un consiglio di elettori pro-Meletios, dal momento che i sostituti di tutti quei rappresentanti che non ce l'avevano fatta ad arrivare a Costantinopoli per la giornata elettorale sono stati eletti a Costantinopoli, sotto l'influenza del Consiglio Nazionale Misto. Così, la composizione del corpo elettorale è stata fortemente alterata a favore del massone Meletios! Secondo il Times: "Meletios è un uomo di cui il carattere e la carriera attirano il nostro interesse... [...] poi, nel 1921, venne un'invito all'ufficio superiore, con la sua elezione, sotto l'influenza dei partigiani venizelisti, al patriarcato di Costantinopoli”. [40]

Questa e tutte le altre violazioni canoniche furono esaminate e condannate in una conferenza a Salonicco (dicembre 1921), convocata da vescovi "rinnegati" [41], ma senza alcun risultato. Il patriarca Meletios doveva rimanere patriarca ecumenico finché non avesse completato il suo compito rovinoso.

Nikolaos Luvaris, professore di teologia (1887-1961). È considerato uno dei più grandi pensatori della Grecia moderna. [42] Il suo status massonico è affermato in una serie di stimate edizioni massoniche. [43]

Nikolaos Luvaris era inoltre uno dei membri fondatori di una società di spiritisti chiamata Comitato per la Ricerca dei Fenomeni Metapsichici (Ἐπιτροπὴ Μελέτης Μεταψυχικῶν Φαινομένων) [44], cosa che sembra veramente naturale, se si ricorda che la fondatrice della moderna teosofia, Helena Petrovna Blavatsky, e numerosi altri teosofi, all'inizio della loro attività spirituale, furno attivi come spiritisti e medium. [45] Il professor Luvaris, tra le sue altre opere, ha supervisionato la pubblicazione di un lavoro fondamentale dell'occultismo del XX secolo, I grandi iniziati, compilato dall'autore francese ed ex teosofo Édouard Schuré (1841-1929), discepolo luciferiano e devoto del fondatore tedesco dell'antroposofia Rudolf Steiner (un ex rosicruciano; Steiner lodava l'opera teatrale di Schuré I figli di Lucifero). [46]

In quest'opera collettiva (di Éd. Schuré, C. Potter, K. Mimikos, R. Rolland, L. Fischer, Funck & Brentano) i fondatori di tutte le religioni sono collettivamente etichettati come "iniziati" (nemmeno come "iniziatori") e messi allo stesso livello, come se fossero legittimi esponenti di una comune spiritualità religiosa mondiale. Anche se Luvaris prende le distanze dal modo in cui la storia di Gesù è presentata da Éd. Schuré e C.F. Potter in questo libro [47], non fa lo stesso per quanto riguarda la narrazione di Mosè, in cui C.F. Potter ha inserito molti elementi occulti, attribuendo poteri magici a Mosè e ad Aronne e raffigurando la religione mosaica come un amalgama modificato di costumi e superstizioni primitive e barbare. [48]

Luvaris ha anche scritto la prefazione di un'altra opera di Schuré, Dalla sfinge a Cristo. Una storia occulta, in cui l'autore apprezza il contributo di Lucifero all'evoluzione umana e universale. Schuré scrive: "Nella tradizione giudeo-cristiana la lotta nei cieli è chiamata 'La caduta di Lucifero'. Questo incidente, che ha preceduto e causato la creazione della Terra, non fu casuale. È parte del piano divino; La decisione è stata lasciata all'iniziativa delle Potenze... [...] Lucifero non è Satana, lo spirito del male, come è stato rappresentato dalla tradizione ortodossa e popolare [...] Vedremo più avanti perché Lucifero, lo spirito della conoscenza e della libera individualità, era necessario nel mondo quanto Cristo, lo spirito dell'amore e del sacrificio; come l'intera evoluzione umana nasce dalla loro competizione; come, infine, la loro armonia ultima e più alta deve coronare il ritorno dell'uomo alla divinità". [49]

Tuttavia, nel suo prologo a questo stesso libro, Luvaris parla di Édouard Schuré come "araldo ispirato del mondo futuro [...] amabile filosofo e poeta [...] eletto trovatore della poesia e della redenzione, interprete entusiasta della grande nostalgia dell'umanità". [50]

Il professor Nikolaos Luvaris ha difeso con forza l'introduzione degli studi religiosi, in particolare la psicologia della religione, nel programma delle scuole teologiche greche [51]; si vede chiaramente nei suoi scritti che, in difesa della religione, ha scelto di utilizzare gli studi religiosi e la psicologia della religione invece dei dogmi e degli insegnamenti patristici. Ha inteso dimostrare in modo scientificamente approvato il carattere globale del fenomeno religioso e, di conseguenza, la sua ontologia innata nell'esistenza umana; la sua apparente intenzione era di attaccare il positivismo. Tuttavia, questa elevazione indiscriminata da parte di Luvaris del fenomeno religioso, che si manifesta in varie forme di misticismo, in modo indipendente dalle affiliazioni denominazionali, naturalmente oscurava la divisione tra l'ortodossia e l'eresia; egli ha osservato: "È vero che molte persone disprezzano l'uso della psicologia nella teologia, in particolare l'elevazione della conoscenza dei tipi psicologici e della varietà nelle loro manifestazioni religiose, come esagerazione, come psicologia, come comprensione parziale – solo nella loro prospettiva soggettiva e psicologica – dei fenomeni religiosi. Questo è per eccellenza il caso della teologia dialettica. Tuttavia, trascura non solo il fatto che le differenziazioni nella religiosità sono anch'esse un'opera di Dio, ma anche la negligenza nel conoscere i tipi psicologici e la varietà delle loro espressioni religiose porta ad estremi, seppure contrari a quelli che lo psicologismo pone come minaccia". [52] Tra le fonti utilizzate dalla psicologia della religione, il professor Luvaris enumera "quarto: le biografie di eccellenti figure religiose, di qualità che troviamo nei libri della Sacra Bibbia, nelle vite di Plotino e di Porfirio, nelle fonti della biografia del Buddha, nell'agiologia del Medioevo". [53] La pietra di prova di Luvaris per la valutazione dei fenomeni religiosi non è il timone della "mente" patristica, ma ... la psicologia moderna (!): "Dopo tutto, nella teologia storica risiede un grande tesoro di fatti e fenomeni psichici di esperienza interiore, sogni, visioni, profezie, movimenti ascetici, eresie, forme di comunione ecclesiale. La comprensione della psicologia della religione e, di conseguenza, della causalità interna della vita religiosa dell'anima, contribuisce alla diagnosi della loro natura, dei loro motivi e scopi; Così li rende esplorabili dall'interno e spegne il pericolo di trascurarli, nella presunzione che siano fenomeni impermeabili alla ragione". [54]

Non si può non notare che anche la fondatrice della teosofia moderna, Helena P. Blavatsky, pensava alla psicologia come strumento per la demitologizzazione e rivalutazione delle verità religiose: "...la differenza tra credo e pratica religiosa era solo esterna [ ...] Spetta alla filologia e alla psicologia trovare il bandolo della matassa. Ciò fatto, si accerterà poi che, rilassando un singolo ciclo dei vecchi sistemi religiosi, la catena del mistero può essere sciolta". [55]

L'eredità ecumenica di Luvaris è stata sostenuta dal suo discepolo preferito, il professor Evangelos Theodorou (n. 1921), dell'avanguardia dell'ecumenismo greco; penso che la dica lunga il fatto che il professor Theodorou (spero inconsapevolmente) ha occasionalmente espresso concetti e slogan del New Age, come per esempio "unità nella diversità" [56], che sono stati introdotti per la prima volta in Occidente da H. P. Blavatsky e dai suoi discendenti spirituali. [57]

Dimitrios Balanos, professore di teologia (1877-1959). Lo status massonico di Balanos rimane in gran parte sconosciuto fino ad oggi, ed è stato reso noto a chi scrive solo attraverso le suddette note di diario del professor Karatheodori. [58] Il contributo scientifico specifico di Balanos all'ecumenismo deve ancora essere adeguatamente esaminato; senza dubbio, "fu uno dei primi ad impegnarsi nei temi del ravvicinamento tra le Chiese cristiane; e non solo compose trattati pertinenti come "La necessità della cooperazione tra le Chiese" (1932) e "La Chiesa greca e le sue relazioni con le altre Chiese" (1940), ma partecipò anche alle conferenze ecumeniche di Copenaghen, Stoccolma, Losanna e Praga". [59]

Il professor Balanos è stato visto da alcuni professori più conservatori come un razionalista, i cui "scritti dogmatici non contengono nulla di notevole, perché basati su prototipi occidentali. Poiché egli era immerso in uno spirito di razionalismo, egli stesso non era soddisfatto della sua occupazione con la didattica dogmatica e, pertanto, si rivolse ad altri campi [...] era privo della capacità di approfondire profondamente lo spirito patristico e di lodarne le persone e le idee [...] Il suo interesse per il movimento ecumenico e [nel forgiare] una stretta connessione tra la Chiesa e il mondo era grande". [60] Le visioni relativiste di Balanos riguardo ai dogmi della Chiesa sono evidenti dal fatto che sottovalutò il significato della polemica palamita; nelle sue stesse parole: "È triste che sia stato sparso così tanto inchiostro e che una questione così contraddittoria del nostro intelletto abbia occupato – con tanta passione da entrambe le parti – uomini che altrimenti erano illustri nel loro tempo, anche se lo Stato si trovava in circostanze gravi". [61]

Ciò nonostante, il suo caso è di particolare interesse per noi per un ulteriore motivo. Ci aiuta a cogliere i meccanismi difensivi all'interno dell'infiltrazione massonica, il suo "sistema immunitario" attentamente conservato, per contrastare i contrattacchi della Chiesa. Il professor Balanos, insieme a cinque teologi accademici (Alivizatos, Papamichael, Dyovouniotes, Sotiriou e Stephanides) ha pubblicato un'estesa "valutazione di esperti" riguardo al molto discusso carattere religioso della massoneria. La valutazione, emessa da questo comitato di sei membri, fu indotta da un appello precedente della Chiesa greca (2530/1593 del 04.11.1932) alla Scuola di teologia di Atene. Il comitato assolse la Massoneria, affermando come conclusione che "non vi è alcun motivo per cui la Chiesa ortodossa dovrebbe entrare in conflitto con la massoneria, a maggior ragione poiché la maggior parte dei suoi membri mantiene un legame insolubile con la Chiesa madre, di cui desiderano rimanere i figli fedeli”. Oggi sappiamo che almeno due professori, un terzo del comitato, erano in realtà massoni (Alivizatos e Balanos).

Questa valutazione di esonero fu decisamente rifiutata dal Santo Sinodo, a favore della valutazione del professor Panagiotes Bratsiotis (1889-1982), che era stata presentata in modo indipendente e che fu adottata dalla Chiesa: qui la Massoneria era caratterizzata come una religione incompatibile con il cristianesimo, una continuazione di antichi movimenti mistici dannosi all'auto-comprensione cristiana. [63]

La testimonianza personale posteriore di Balanos dell'innocuità degli insegnamenti massonici e della loro compatibilità con il cristianesimo è stata sfruttata dalla massoneria ufficiale greca per contrastare non solo la dura critica del professor Bratsiotis contro "l'arte reale" (la massoneria), ma anche la successiva condanna della Chiesa greca il 12 ottobre 1933. Tra i documenti che la massoneria greca usava per confutare le accuse della Chiesa greca, c'era un articolo del professor Balanos, pubblicato nella rivista cristiana Rigenerazione (“Ἀνάπλασις”) del luglio 1934, che esprimeva la sua opinione: "non riesco a capire perché insistiamo con tanta forza per fare della massoneria una religione. Anche se la Massoneria affermasse di essere una religione, sarebbe obbligo della Scuola teologica ortodossa di rifiutare un'asserzione assolutamente infondata e assurda, in quanto la massoneria non comprende nessuno dei termini fondamentali, di cui consiste la nozione di religione". [64] Il professor Balanos a quel tempo doveva essere un osservatore neutrale di questo confronto; arrivò persino a dichiarare: "ammetto che non aderirei mai a una società che non espone chiaramente e completamente ciò che riguarda i suoi affari, e che non ho mai provato alcuna tendenza – o inclinazione – verso i principi super-mistici e super-simbolici della massoneria, che in ogni modo non considero conformi allo spirito della nostra epoca, che richiede luce e pubblicità". [65] (!) Oggi sappiamo che era solo un'altra pedina su questa grande scacchiera di infiltrazione occulta, e dovrebbe essere per noi un costante richiamo dei metodi devianti usati dalle società segrete per raggiungere i loro obiettivi sovversivi.

Amilkas Alivizatos (1887-1969), professore di teologia, assistente – in un successivo periodo – del patriarca Athenagoras I di Costantinopoli (b.1887 - d. 1972) e figura prominente nel movimento ecumenico.

Lo status massonico del professor Alivizatos è stato rivelato nella rivista massonica greca Pythagoras. [66] Inoltre, l'ex gran maestro (1981-1995) della gran loggia di Grecia, Chrestos Maneas, nel suo primo discorso pubblico a Cipro, nel 1990, ha confermato la voce che il professor Alivizatos era stato un massone. [67]

In modo abbastanza caratteristico, il giovane teologo Alivizatos negli anni '10 servì come assistente [68] del citato massone Meletios Metaxakis, ex metropolita di Atene (1918-1920) e patriarca di Costantinopoli e Alessandria, insieme all'arcidiacono Athenagoras (anche lui un massone), poi diventato metropolita dell'arcidiocesi greco-ortodossa negli Stati Uniti e infine patriarca ecumenico (1948-1972).

Il contributo di Alivizatos all'ecumenismo greco è così grande e evidente che qualsiasi tentativo di illustrarlo adeguatamente si dimostrerebbe tanto faticoso e senza senso, quanto cercare di provare la parte di Nelson Mandela nell'abbattere l'apartheid! Secondo le parole del suo amico (e confratello massone) il vescovo metodista G. Bromley Oxnam [69] (membro dell'amministrazione del Consiglio Ecumenico delle Chiese), "Il suo contribuito accademico è stato fondamentale per il movimento ecumenico e la sua mente penetrante è stato un fattore decisivo per lo sviluppo del'unità che caratterizza i grandi corpi cristiani che collaborano al Consiglio Ecumenico delle Chiese [...] La sua esperienza di studioso, patriota e cristiano lo ha reso una delle figure influenti e ispiratrici del mondo cristiano". [70] Secondo un altro argomento "può essere considerato il primo teologo e ortodosso acclamato a livello ecumenico e fondatore del movimento ecumenico e dell'esposizione in esso dell'Ortodossia". [71] Alivizatos divenne il mentore di un altro devoto ecumenista, il professor Savvas Agourides (1921-2009), prominente tra i discepoli di Alivizatos, che a sua volta ha istruito una moltitudine (oggi una maggioranza direttiva) di ecumenisti modernisti, di sinistra (della Nuova Sinistra), "politicamente corretti", radicali e iconoclasti, molti dei quali oggi sono teologi nelle università greche. La conversione del professor Agourides al movimento religioso del "messia" coreano, Sun Myung Moon (il fondatore della Chiesa dell'unificazione), molti anni prima della morte di Agourides (2009), è stata ufficialmente condannata dalla Chiesa greca nel 1996. Di quattro dipartimenti delle scuole teologiche di Atene e di Salonicco, solo uno, il Dipartimento di Teologia pastorale di Salonicco (anche se non ha fatto il nome del professore), ha aderito alla richiesta della Chiesa greca di schierarsi con lei in questa condanna. [72]

Il contesto storico dell'infiltrazione massonica iniziale

La presenza contemporanea e l'azione di vescovi e teologi massoni ed ecumenisti nel mondo greco coincisero anche con l'inizio delle prime procedure di globalizzazione, guidate da altri massoni e teosofi importanti e influenti. Verso la fine del XIX secolo, nel 1893, poco prima che Joachim III aprisse la porta alla flessibilità ecclesiologica ortodossa, il Parlamento delle Religioni, riunito a Chicago, Illinois, nel 1893, aveva preparato il terreno per il successivo approccio interreligioso; era più che evidente la forte presenza in esso dei teosofi, che formularono apertamente le loro aspettative e i loro piani: "Il Parlamento delle Religioni si apre formalmente lunedì 11 settembre e noi siamo assegnati al venerdì e al sabato seguente, 15 e 16 settembre 1893 [...] I nostri oratori sono eloquenti, i nostri scrittori convincenti. Dove possono trovare un'opportunità migliore per diffondere l'idea teosofica se non proprio in questo meraviglioso Parlamento delle Religioni, il luogo d'incontro delle migliori menti in Europa e in America, il centro intellettuale verso il quale si rivolgerà nel corso del 1893 tutta la cultura del mondo [...] le cui sedute formeranno un grandissimo evento storico, segnando il passaggio dalla vecchia dispensazione delle tenebre e del dogmatismo alla nuova era della luce, della libertà di pensiero e di espressione religiosa e, soprattutto, lo spirito della fraternità universale da cui è animata la Società Teosofica e di cui essa è infatti l'araldo?". [73]

L'attività ecumenica iniziale all'interno del mondo protestante, finalizzata a una migliore organizzazione della carità e della missione, ottenne un sostegno immenso dalla dinastia Rockefeller, che intendeva manipolare il movimento ecumenico e, attraverso l'opera di John Mott, di utilizzare chierici e politici allo scopo di unire "in uno scopo e in un'opera comune i prossimi dirigenti della Chiesa e dello Stato in tutte le terre". [74] Il ruolo chiave di Mott, fondatore della Y.M.C.A., domina questa epoca e, cosa che non ci crea grande sorpresa, Mott era membro della fraternità Alpha Beta Kappa, considerata un ramo degli illuminati tedeschi. [75] La reputazione di Mott tra gli ecumenisti greci era smodata (per esempio su Alivizatos). [76] La loro coazione precoce portò all'emersione del Consiglio Ecumenico delle Chiese. Comunque, la prima denominazione con cui gli ecumenisti ortodossi greci stabilirono relazioni ecclesiali fu quella anglicana; ma l'anglicanesimo era stato precocemente infiltrato dalla Massoneria; in un articolo massonico greco del 1934, in realtà, i massoni si vantavano che al loro tempo i tre quarti del clero anglicano fossero massoni. [77]

I modelli per la globalizzazione religiosa, cioè l'ecumenismo, sono stati fissati attraverso il paradigma della Società delle Nazioni. Il patriarca Meletios Metaxakis intendeva rafforzare la sinergia tra la Società delle Nazioni e l'Ortodossia globale, come implicavano le sue parole nella Conferenza del 1923, dove Meletios in modo sottile tentò di sottomettere le Chiese ortodosse all'autorità della Società delle Nazioni: "Il Patriarcato Ecumenico, quando sarà in contatto con le Chiese ortodosse e avrà preso in considerazione le loro opinioni, dichiarerà alla Società delle Nazioni che la Chiesa ortodossa è disposta ad adottare il nuovo calendario, la cui adozione è in corso, a condizione che tutte le Chiese cristiane lo adottino. Nel caso in cui la Società delle Nazioni si ritenga non autorizzata ad accettare una simile dichiarazione del Patriarcato Ecumenico, spetta al patriarcato agire di conseguenza". Anche gli storici ecumenisti, nella loro narrazione degli inizi dell'ecumenismo, solitamente sottolineano l'impulso fondamentale delle società occidentali dopo la prima guerra mondiale per cementare la tolleranza religiosa e la riconciliazione e per evitare così un'ulteriore "guerra per porre fine a tutte le guerre". [79] La Società delle Nazioni era ampiamente dominata dai massoni; La rivista greca Pythagoras ("Πυθαγόρας") afferma: "Un esempio vivo per noi greci è la Società degli Amici e, tra gli sforzi massimi moderni, la Società delle Nazioni, il Congresso annuale internazionale per la pace, il Soccorso al Vicino Oriente, la YMCA (Associazione mondiale dei giovani cristiani) e innumerevoli altre organizzazioni umanitarie e culturali" [80]; anzi, fino a oggi, le liste dei massoni comprendono numerosi membri della Società delle Nazioni. [81]

Epilogo

Nel delineare il legame tra ecumenismo, massoneria e politica, incarnato in alcuni sostenitori molto significativi della causa ecumenica (anche se il nostro documento è una narrazione un po' frammentaria, perché la nostra ricerca è ancora in corso), intendiamo anche incidere nella mente del lettore il fatto che la tolleranza, così come intesa dai massoni, nel senso di abbracciare tutte le religioni [82], è un sine qua non della loro mentalità: "La concezione del carattere ipotetico di tutte le verità illustra il motivo liberatorio che sta a fianco dell'idea massonica della tolleranza [...] Il dovere più importante della massoneria è, attraverso l'educazione, soprattutto l'educazione dei propri membri, a portare tolleranza nelle procedure di massa, che sono intolleranti in sé, attuate da capi irresponsabili. Attraverso questa missione essa (cioè la massoneria) partecipa – in modo eccezionale – alla spiritualizzazione e alla pacificazione dei cambiamenti sociali e in questi termini è chiamata a essere un fattore più importante della cultura, se deve fare giustizia alla sua missione. Così, la loggia non ha alcun dovere maggiore dei quello dell'educazione alla tolleranza". [83] La tenacia con la quale il clero e l'intellighentsia degli ecumenisti hanno finora promosso e continuano a imporre la loro agenda, indipendentemente da tutti gli ostacoli che incontrano, è forse un grave segno che il coinvolgimento della massoneria e dei globalisti negli affari della Chiesa ortodossa sono tutt'altro che finiti.

Note

[1] Πρακτικὰ τῆς Προκαταρκτικῆς Ἐπιτροπῆς τῶν Ἁγίων Ὀρθοδόξων Ἐκκλησιῶν τῆς συνελθούσης ἐν τῇ ἐν Ἁγίῳ Ὄρει Ἱερᾷ Μεγίστῃ Μονῇ τοῦ Βατοπεδίου (8-23 Ἰουνίου 1930), ἐν Κωνσταντινουπόλει 1930, p.73: “3) Τὸ ζήτημα τοῦ Ἐλευθέρου Τεκτονισμοῦ. Ἡ Μεγάλη Ἐκκλησία Κωνσταντινουπόλεως ἐσημείωσεν ἐν τῷ Καταλόγῳ αὐτῆς αἱρέσεις τινὰς ὀνομαστί, ὡς τὸν Οὐνιτισμόν, Χιλιασμόν, κ.τ.λ., ἀλλ ́ὁ Μασωνικὸς κίνδυνος ὑπερβαίνει πάντας, καὶ δυστυχῶς ἱκανοὶ τῶν διανοουμένων εἶνε συνδεδεμένοι μετ ́ αὐτοῦ. Οὗτος εἶνε ὁ νέος Ἀρειανισμὸς καὶ ἐνώπιον ἡμῶν πρόκειται μέγας ἀγών , ὃν ὀφείλομεν ἄνευ φόβου νὰ ἀναλάβωμεν ἐν ὀνόματι τοῦ Θεοῦ. Ὁ μεγαλύτερος κίνδυνος τοῦ Χριστιανισμοῦ ἐν τῷ κόσμῳ δὲν εἶνε ὁ Μπολσεβικισμὸς ἢ ἄλλο τι, ἀλλ ́ὁ Τεκτονισμός, διότι εἶνε ἐχθρὸς ἐξωτερικὸς καὶ ἐσωτερικός. Ἡμεῖς λέγομεν ὅτι ἡ Χριστιανικὴ Θρησκεία εἶνε ἡ Θρησκεία , ἡ μόνη Θρησκεία, καὶ ἡ Ὀρθοδοξία ἡ μόνη ἀληθής, αὐτοὶ δ’ ἀρνοῦνται τὸ Εὐαγγέλιον καὶ τὸν Χριστόν, θέτοντες αὐτὸν ἐν ἴσῃ γραμμῇ πρὸς τὸν Μωϋσῆν, τὸν Βούδδαν, τὸν Μωάμεθ” (estratto dalle minute della terza sessione, 10 giugno 1930, dai suggerimenti della missione serba).

[2] Ibidem, pp. 121.127.128.144.

[3] ΑΛ. ΔΡΕΜΠΕΛΑΣ, Τὸ ἑλληνικὸ ἀστυνομικὸ πρόβλημα, Ἀθήνα 1970. Citazione presa da Κ. ΤΣΑΡΟΥΧΑΣ, Η Μασονία στην Ελλάδα, εκδ. Πεδίο, Αθήνα 2012, p. 78: «Εἰς τεκτονισμὸν ἀνήκουν πλεῖστοι διανοοούμενοι, πολιτικοί, δικαστικοί, ἀνώτεροι κρατικοὶ λειτουργοί, ἀξιωματικοί, οἰκονομικοί παράγοντες, ὅλοι οἱ εὔποροι Ἑλληνοαμερικανοὶ καὶ ἀρχιερεῖς ἢ θεολόγοι. Οἱ τελευταῖοι, καταστάντες τέκτονες ὡς ἰδιῶται θεολόγοι, προωθήθηκαν ἐπιμελῶς εἰς ἱεραρχίαν Ὀρθοδοξίας καὶ ὑπῆρξαν οἱ πλέον ἐθνικοὶ καταστροφεῖς. Ἡ Στοὰ Ἀθηνῶν μέχρι τὸ 1963 εἶχε Μέγαν Διδάσκαλον τὸν πρύτανιν τοῦ Πανεπιστημίου καὶ καθηγητὴν Θεολογικῆς Σχολῆς καὶ στὴ συνέχεια πρώην δικηγόρον».

[4] Π.Ν. ΤΡΕΜΠΕΛΑΣ, Μασσωνισμός, ed. Ἀδελφότης Θεολόγων «Ὁ Σωτήρ», Ἀθῆναι 1986(5), pp. 250-252.

[5] ΧΡΙΣΤΟΔΟΥΛΟΣ ΠΑΡΑΣΚΕΥΑΪΔΗΣ (Μητροπολίτης Δημητριάδος), Ἱστορικὴ καὶ κανονικὴ θεώρησις τοῦ Παλαιοημερολογιτικοῦ Ζητήματος κατά τε τὴν γένεσιν καὶ τὴν ἐξέλιξιν αὐτοῦ ἐν Ἑλλάδι, ἐκδ. Ἐκκλ. Βιβλιοθήκη Ἱ. Μητρ. Δημητριάδος, p. 168.169. Per esempio a p.169 «... μαρτυρεῖ τήν αὐθαίρετον ἀλλ’ οὐχὶ καὶ ἄδολον συσχέτισιν τῶν δύο τούτων ὑποθέσεων, τῆς «διορθώσεως»  δηλονότι καὶ τῶν σκοτίων δυνάμεων, πρὸς τὸν σκοπὸν δημιουργίας ὑπὲρ αὐτῶν ἐντυπώσεων [...] Ἀλλ’ ἡ ἀπὸ τοῦ 1924 διαρρεύσασα μεγάλη χρονικὴ περίοδος, ἀπέδειξεν ὅτι ἡ γενομένη «διόρθωσις» τοῦ ἡμερολογίου δὲν εἶχε σχέσιν τινὰ πρὸς τὸν Οἱκουμενισμόν, ἐνῷ ἀναπόδεικτα παραμένουσι τὰ περὶ τῆς τεκτονικῆς ἰδιότητος τῶν δύο Πρωθιεραρχῶν».

[6] Agethen, anche se di fatto minimizza, a mio parere, il potenziale globale della società degli Illuminati nella conquista di istituzioni statali o nel loro rovesciamento rivoluzionario, nondimeno  conferma molti loro scopi segreti e delle loro realizzazioni effettive: “Insbesondere an diese “Funktionselite zwischen Bürgertum und Adel” knüpfte sich im Orden [d.h. im Illuminatenbund] die Hoffnung auf die innere Absorbierung des Staates – ein Programm, das zwar durch das jesuitisch vorgebildete Prinzip des ,unus ex nostris’ verschwörerischen Anstrich bekam, das aber, reduziert auf seinen relativ bescheidenen Kern, nichts anderes bedeutet, als die der Aufklärung insgesamt geläufige Vorstellung von praktischer Reformarbeit aus öffentlichen Ämtern heraus [...] Nach Weishaupts Vorstellung sollten in der Ordensgemeinschaft eine neue Moral, Politik und Religion geschaffen werden. Dazu mußte man die Mitglieder zunächst den Ordnungen der alten Welt entziehen, mußte sie nach der Art sektiererischer Bewegungen in Konventikeln für ihre historisch-politische Rolle vorbereiten, die Elite der Zukunftsgesellschaft zu sein und den Durchbruch in die neue Ethik zu schaffen” (M. AGETHEN, Geheimbund und Utopie. Illuminaten, Freimaurer und deutsche Spätaufklärung, R. Oldenbourg Verlag, München 1984, pp. 297.300. Il libro di Agethen aveva la prefazione di Heinz Lott, Maestro della Loggia di ricerca Quator Coronati N. 808, delle Gran Logge Unite di Germania).

[7] “Le Droit humain (France)”, https://fr.wikipedia.org/wiki/Le_Droit_humain_%28France%29

[8] V. STAUFFER, New England and the Bavarian Illuminati (submitted in partial fulfilment of the requirements for the degree of Doctor of Philosophy in the Faculty of Political Science) Columbia University, New York 1918, p. 159: “[Through the work of the Illuminati] The pure religion of Christ, which, doctrinally conceived, had degenerated into asceticism and, from the institutional standpoint, had become a school of fanaticism and intolerance, was pronounced a doctrine of reason, converted into a religion for no other purpose than to make it more efficacious”.

[9] J. D. BUCK, The Nature and Aim of Theosophy, Robert Clarke & Co., Cincinnati 1889, pp. 53.54: “But, it may be said, Christians are striving in the same direction; then what is the need of Theosophy and the Society? The answer is that so-called Christianity is altruism plus “orthodoxy”, that is, creeds, rites, ceremonies and litanies, and very often the ceremony serves only to obscure the altruism. Theosophy makes altruism only essential, and claims for each and every individual absolute liberty and perfect freedom to formulate any intellectual belief, or to repudiate all creeds, as seemeth to him best. With the warring sects of Christendom, as with other great religions, orthodoxy is considered essential [...] Theosophy, therefore, means more Christianity and less orthodoxy; more altruism, more liberty, and less ceremony; more genuine worship of the Simple Truth, and fewer shams”.

[10] M. HALL, The Lost Keys of Freemasonry. The Legend of Hiram Abiff, Hall Publishing Company, Los Angeles 1924, pp. 94.95.

[11] G. STEINMETZ, The Lost Word. Its Hidden Meaning, Macoy Publishing and Masonic Supply Company, New York 1953, pp. 14.15: “The similarity of Modern Masonic and Rosicrucian Philosophy is so marked that their mutual source is obvious to the student of symbolism and philosophy. There is ample reason to suspect that modern Freemasonry was profoundly influenced by, if not actually the outgrowth of, Rosicrucianism and Bacon’s Secret Society. Its symbolism is undoubtedly permeated with Bacon’s two great ideals; universal education and universal democracy”.

[12] R. M. LEWIS, Make Your Own Prophecies, Leisure Hour series, AMORC, San

Jose CA 1942, p. 4.

[13] R. M. LEWIS, ibid, p. 13: “In other words, man will be put en rapport with a place in

space, without moving from his armchair.

He will enjoy as complete emotional and psychic response to the projected impressions he receives

as if his immediate surroundings had been transformed into them [...] What we now experience as radio and added to it what the imagination can conceive as accurate color television pictures can only provide us with a very crude idea of this future miracle we now predict”.

[14] AL. A. BAILEY, The Reappearance of the Christ, Lucis Publishing Company, New York 1964, pp. 122.142.

[15] http://www.grandlodge.gr/ioakim-g-patriarxis-w-47113.html

[16] Μ. ΦΥΣΕΝΤΖΙΔΗΣ, Επιφανείς και Διάσημοι Έλληνες Ελευθεροτέκτονες 1800-1970, vol. 1,

ed. «Βογιατζή», Αθήνα 2008, pp. 165-169.

[17] Β. Α. ΛΑΜΠΡΟΠΟΥΛΟΣ, Τὸ Μαῦρο Λεξικὸ τῆς Ἑλλληνικῆς Μασονίας, μέρος β ́, ἐκδ. Βασδέκης, Ἀθήνα 2001, p. 170: «Ἰωακείμὁ Γ ́.  Οἰκουμενικός Πατριάρχης Κωνσταντινουπόλεως, 1834, †1912. Εὐρυτάτης μορφώσεως καὶ ἀντιλήψεως ἱεράρχης, ἐπηδαλιούχησε μετὰ πραγματικῆς σωφροσύνης καὶ παραδειγματικοῦ θάρρους τὸ σκάφος τῆς Ἐκκλησίας ἐν μέσῳ δεινῶν σκοπέλων. Μυηθεὶς εἰς τὸν Τεκτ. ἐφήρμοσεν ἐμπράκτως τὰς ἀρχάς του ἐπιδείξας ψυχικὴν ρώμην ἀξιοθαύμαστον».

[18] Μ. ΦΥΣΕΝΤΖΙΔΗΣ, ibid, p. 169.

[19] Μ. ΓΕΩΡΓΙΑΔΟΥ, Κωνσταντίνος Καραθεοδωρή. Ένας μαθηματικός υπό τη σκέπη της εξουσίας, Ιστορία της Επιστήμης, Αθήνα 2007, p. 913 (Παράρτημα VI. Δ).

[20] Ἱστορικαὶ σελίδες. Δευτέρα Πατριαρχεία Ἰωακεὶμ τοῦ Γ ́, 1901-1906, pp. 11-12.

[21] Θ. ΓΕΩΡΓΙΑΔΗΣ, Ὁ μεγάλος Πατριάρχης Ἰωακείμ Γ ́ στόν Μυλοπόταμο, ed. Μοναχός Ἐπιφάνιος ὁ Μυλοποταμινός, Ἅγιον Ὄρος 2012, pp. 26.27.

[22] V. foto.

[23] Θ. ΓΕΩΡΓΙΑΔΗΣ, ibid, p. 55: «Σύμφωνα μέ τήν νεκρολογία του στήν ἐφημερίδα Φιγκαρό, “ἡ μεγαλύτερη ἔγνοια του ἦταν μιά κατά τό δυνατόν στενότερη προσέγγιση μεταξύ τῶν τριῶν μεγάλων κλάδων τῆς Χριστιανοσύνης, δηλαδή τῶν Ὀρθοδόξων, τῶν Καθολικῶν καί τῶν Διαμαρτυρομένων. Ἐν ὀλίγοις, ἤδη ἀπό τίς πρῶτες ἡμέρες τῆς δεύτερης πατριαρχείας του ἀνέλαβε τόν ρόλο τοῦ γενικοῦ εἰρηνοποιοῦ μεταξύ τῶν χριστιανικῶν δογμάτων, βασίζοντας τίς ἐλπίδες του στήν ἐπιταγή Ἐκείνου πού εἶπε, “ὅσοι πιστεύουν σ ́ ἐμένα πρέπει νά ἀγαπῶνται σάν ἀδελφοί”». V. anche pp. 43.44.

[24] Per una relativa analisi, v. ΠΡΩΤΟΠΡ. Θ. ΖΗΣΗΣ, Ἁγία καὶ Μεγάλη Σύνοδος. Πρέπει νὰ ἐλπίζουμε ἢ νὰ ἀνησυχοῦμε; Φίλη Ὀρθοδοξία 14, ed. «Τὸ Παλίμψηστον», Θεσσαλονίκη 2016, pp. 23-48. Il prof. padre Theodoros analizza la parte polemica di una serie di encicliche patriarcali (1836, 1838, 1848, 1868, 1895) contro il papato e il protestantesimo e le compara con le dichiarazioni ecumeniche successive.

[25] ΙΩ. ΚΑΡΜΙΡΗΣ, Τὰ Δογματικὰ καὶ Συμβολικὰ Μνημεῖα τῆς Ὀρθοδόξου Καθολικῆς Ἐκκλησίας, vol. 2, Akademische Druck, u. Verlagsanstalt, Graz, Austria 1968, p. 946 γ [1034]: «...κυρίως δι ́ αὐτῶν τε [i.e. le encicliche del 1902 e del 1904] καὶ τῶν παραλειπομένων ἐνταῦθα ἀπαντήσεων τῶν Ὀρθοδόξων Ἐκκλησιῶν κατήρξατο ἡ Οἰκουμενικὴ Κίνησις ἤδη ἀρχομένου τοῦ ἐνεστῶτος αἰῶνος ἀπὸ τῆς Ὀρθοδοξίας, ᾗ ἠκλούθησε μικρὸν ὕστερον ὁ Προτεσταντισμός».

[26] L’insegnamento di san Giovanni Crisostomo su questo punto è cristallino, questa promessa del Signore si è compiuta grazie ai doni della Pentecoste alla Chiesa. Εἰς τὸ κατὰ Ἰωάννην 82, 2, PG 59, 444: «Τί οὖν; ἤνυσεν αὐτό, φησί; Καὶ σφόδρα ἤνυσεν. Ἅπαντες γὰρ οἱ διὰ τῶν ἀποστόλων πιστεύσαντες ἕν εἰσιν͵ εἰ καί τινες ἐξ αὐτῶν διεσπάσθησαν».

[27] περὶ τῶν σχέσεων τῶν Αὐτοκεφάλων Ὀρθοδόξων Ἐκκλησιῶν καὶ περὶ ἄλλων γενικῶν ζητημάτων Πατριαρχικὴ καὶ Συνοδικὴ Ἐγκύκλιος τοῦ 1902, ed. ἐκ τοῦ Πατριαρχκοῦ Τυπογραφείου, ἐν Κωνσταντινουπόλει 1904, pp. 8.9: «Θεοφιλὲς ἔτι καὶ εὐαγγελικόν ἐστι ἐπιζητῆσαι τὰ δοκοῦντα ταῖς ἁγιωτάταις αὐτοκεφάλοις Ἐκκλησίαις περὶ τῶν ἐν τῷ παρόντι καὶ ἐν τῷ μέλλοντι σχέσεων  ἡμῶν μετὰ τῶν δύο μεγάλων τοῦ χριστιανισμοῦ ἀναδενδράδων, τῆς δυτικῆς δηλονοῦν καὶ τῆς τῶν διαμαρτυρομένων Ἐκκλησίας [...] ἡ ἁγία, λέγομεν, Ἐκκλησία μία ἐστὶ πράγματι ἐν ταὐτότητι πίστεως καὶ ὁμοιότητι ἠθῶν καὶ ἐθίμων συνῳδὰ ταῖς ἀποφάσεσι τῶν ἑπτὰ οἰκουμενικῶν Συνόδων, καὶ μία ὀφείλει εἶναι, ἀλλ’οὐ πολλαὶ καὶ διαφέρουσαι πρὸς ἀλλήλας κατά τε τὰ δόγματα καὶ τοὺς θεμελιώδεις θεσμοὺς τῆς ἐκκλησιαστικῆς διακυβερνήσεως [...] ἐξευρεῖν τε σημεῖα συναντήσεως καὶ ἐπαφῆς, ἢ καὶ ἀμοιβαίων θεμιτῶν παροράσεων, μέχρι τῆς διὰ τοῦ χρόνου τοῦ ὅλου ἔργου τελειώσεως, δι’ ἧς πληρωθήσεται πρὸς κοινὴν εὐφροσύνην καὶ ὠφέλειαν ἡ περὶ μιᾶς ποίμνης καὶ ἑνὸς ποιμένος ρῆσις τοῦ Κυρίου καὶ Θεοῦ καὶ Σωτῆρος ἡμῶν Ἰησοῦ Χριστοῦ».

[28] Θ. ΓΕΩΡΓΙΑΔΗΣ, ibid, pp. 83-97; 102-113.

[29] Θ. ΓΕΩΡΓΙΑΔΗΣ, ibid, p. 52: «Ἐπιπλέον, πρότεινε τά ἀκόλουθα: νά ἐλαφρυνθοῦν οἱ νηστεῖες καί νά ἐπιτρέπεται ἡ ἀνάλωση αὐγῶν καί γάλακτος· νά περιοριστοῦν χρονικά οἱ ἀκολουθίες· νά ἀλλάξει ἡ ἐνδυμασία τῶν κληρικῶν· νά υἱοθετηθεῖ τό Γρηγοριανό ἡμερολόγιο· νά περιοριστοῦν τά κωλύματα τοῦ γάμου».

[30] Γ. ΛΟΥΚΑΣ, Σύντομος ἱστορία τῶν παρὰ τοῦ πρῴην πατριάρχου Ἰωακεὶμ τοῦ γ. ἀπεσταλμένων δύο κακούργων ἐξάρχων, εἰς ἅπαντα τὰ ἐν ἁπάσῃ Θεσσαλικῇ περειφερείᾳ ἱερὰ Μοναστήρια, διαπεπραγμένων, μικρὸν πρὸ τῆς προσαρτήσεως αὐτῆς παντοίων κακουργημάτων, ἐν

Θεσσαλίᾳ 1885, p.12: «...ἀγκαλά οὐ μόνον οὐδὲ ποσῶς ἠρώτα αὐτούς, ἀλλὰ καὶ ἔπραττε πᾶν ὅ, τι καὶ ἂν ἤθελεν ὁ ἀκέφαλος ἀθέμιτον καὶ ἀνόσιον, ὡς οὐκ εἶχεν ἄλλην παρὰ τοῦ μασόνου ἐκείνου πατριάρχου Ἰωακεὶμ τοῦ γ ́. ἐπὶ τῶν ἱερῶν ἐκείνων μονῶν ἐντολήν, εἰμή, ἵνα κλέψῃ, θύσῃ καὶ ἀπολέσῃ! ...ὤ! Κύριε! Σῶσον δή!».

[31] E. LENNHOFF & O. POSNER, Internationales Freimaurer-Lexikon (unveränderter Nachdruck der Ausgabe 1932), Amalthea Verlag, Wien-München 1975, sp. 584.585: “4. Griechisch-orthodoxe” G. [Geistliche] Zahlreiche Priester und Bischöfe, auch mehrere Patriarchen gehörten, bezw. Gehören dem Bunde an. So der Griechische Nationalheld Erzbischof Germanos (s.d.) von Patras, der 1820 den griechischen Freiheitskampf vorbereitete und dann der provisorischen Regierung angehörte, und in der Gegenwart der Patriarch von Alexandrien, Meletius, der frühere ökumenische Patriarch von Konstantinopel”.

[32] ΑΛ. Ι. ΖΕΡΒΟΥΔΑΚΗΣ, «Διάσημοι Τέκτ.·. Μελέτιος Μεταξάκης», Τεκτονικὸν Δελτίον. Ὄργανον τῆς Μεγ.·. Στ.·. τῆς Ἑλλάδος 71 (Ἰαν.–Φεβρ. 1967) 49.50: «... ὁ Μελέτιος δέχθηκε καὶ τὸ τεκτ.·. φῶς κατὰ τὶς ἀρχὲς τοῦ 1909. Παραμένει στὴν Πόλη ἕνα χρόνο ἀκόμη καὶ μελετᾷ μὲ πάθος τὴν τεκτ.·. δι δασκαλία, ποὺ τοῦ ἐπέτρεψε νὰ χαράξῃ μὲ πραγματικὰ τεκτ.·. τρόπο, ὅλες του τὶς πράξεις καὶ τὰ λόγια, ὅπως εἴδαμε κατὰ τὴ σύντομη ἐξιστόρηση τῆς δράσης του. Σὲ κάθε περίπτωση, ἡ δικαιοσύνη καὶ οἱ πραγματικὲς τεκτ.·. ἀρετές, θἄλεγε κανείς, φυσικὰ καὶ αὐθόρμη

τα τὸν ὡδηγοῦσαν τί νά πῇ καὶ πῶς νὰ ἐνεργήσῃ. Τρανὸ παράδειγμα τῆς ἐπίδρασης ποὺ ἔχει ὁ Τεκτ.·. στὴ διαμόρφωση τοῦ χαρακτῆρα τοῦ ἀνθρώπου, ὅταν αὐτὸς ψυχικὰ εἶναι προετοιμασμένος νὰ δεχθῇ τὰ διδάγματά του, ὅταν δηλ. εἶναι γεννημένος τέκτων, ὅπως ἦταν ὁ Μελέτιος. Ὁ ἀδ.·. Μελέτιος, μετὰ τὴ μύησή του παρακολουθοῦσε τὶς ἐργασίες καὶ τὴ δράση τοῦ Τεκτ.·. παντοῦ ὅπου βρέθηκε στὴν πολυτάραχη ζωή του, καὶ οἱ περιστάσεις καὶ τὸ περιβάλλον τοῦ τὸ ἐπέτρεπαν».

[33] «Ἡ ἕνωσις τῶν ἐκκλησιῶν», in Γέρων Φιλόθεος Ζερβάκος, ὁ Οὐρανοδρόμος Ὁδοιπόρος 1884-1980, vol. 1, ed. Ὀρθόδοξος Κυψέλη, Θεσσαλονίκη 1980, p. 288: «Θὰ προσεδόκει τις ὡσαύτως ὅτi θὰ ἐλαμβάνετε τὴν φροντίδα νὰ ἐπαναφέρητε τὴν ἑνότητα ἐν τῇ Ἐκκλησίᾳ ἡμῶν, ἐν τῇ ὁποίᾳ τὴν διαίρεσιν καὶ τὸ σχίσμα ἐπέφερεν ἡ ἀπρομελέτητος, ἄσκοπος, ἄκαιρος καὶ διαβολικὴ καινοτομία, ἤτοι ἡ εἰσαγωγὴ τοῦ Γρηγοριανοῦ (Παπικοῦ) ἡμερολογίου ὑπὸ τοῦ Μασώνου προκατόχου Σας, Μελετίου Μεταξάκη, παρασύραντος τὸν τότε Ἀρχιεπίσκοπον Ἀθηνῶν Χρυσόστομον Παπαδόπουλον». Cfr. anche ΠΡΩΤΟΠΡ. Θ. ΖΗΣΗΣ, Ὁ Ὅσιος Φιλόθεος ὁ Ζερβάκος ὡς ἀγωνιστὴς καὶ ὁμολογητὴς τῆς Ὀρθοδοξίας· μὲ ἀναφορὲς στὴν έπικαιρότητα, ed. Ὀρθόδοξος Κυψέλη, Θεσσαλονίκη 2014, pp. 78.79.

[34] Διάγγελμα τοῦ Οἰκουμενικοῦ Πατριαρχείου «Πρὸς τὰς ἁπανταχοῦ Ἐκκλησίας τοῦ Χριστοῦ» in ΙΩ. ΚΑΡΜΙΡΗΣ, Τὰ Δογματικὰ καὶ Συμβολικὰ Μνημεῖα τῆς Ὀρθοδόξου Καθολικῆς Ἐκκλησίας, vol. 2, Akademische Druck, u. Verlagsanstalt, Graz, Austria 1968, p. 958.959 [1056.1057]: «Δύναται δὲ ἡ φιλία αὕτη καὶ ἀγαθόφρων πρὸς ἀλλήλους διάθεσις ἐκφαίνεσθαι καὶ τεκμηριοῦσθαι εἰδικώτερον, κατὰ τὴν γνώμην ἡμῶν, ὡς ἑξῆς: “α’) διὰ τῆς παραδοχῆς ἑνιαίου ἡμερολογίου πρὸς ταυτόχρονον ἑορτασμὸν τῶν μεγάλων χριστιανικῶν ἑορτῶν ὑπὸ πασῶν τῶν Ἐκκλησιῶν”».

[35] Πρακτικὰ καὶ Ἀποφάσεις τοῦ ἐν Κωνσταντινουπόλει Πανορθοδόξου Συνεδρίου (10 Μαΐου-8 Ἰουνίου 1923), ἐν Κωνσταντινουπόλει (ἐκ τοῦ Πατριαρχικοῦ Τυπογραφείου) 1923, pp .84.85: «Μεταξὺ ὅμως τῶν ζητημάτων, τὰ ὁποῖα θὰ μᾶς ἀπασχολήσωσιν, ἔχομεν καταγράψῃ καὶ τὰ ἀφορῶντα εἰς τὴν ἕνωσιν ὅλων τῶν Ἐκκλησιῶν καὶ ἰδιαιτέρως εἰς τὴν ἕνωσιν τῆς Ὀρθοδόξου καὶ τῆς Ἀγγλικανικῆς Ἐκκλησίας. Ἰδοὺ διατί χαιρετίζομεν μὲ ἰδιαιτέραν ὅλως χαρὰν τὴν Ὑμ. Σεβασμιότητα ὡς πρόεδρον τῆς ἐπιτροπῆς, ἡ ὁποία ἐργάζεται ἐν Λονδίνῳ πρὸς τὸν αὐτὸν σκοπόν».

[36] I cambiamenti radicali e innovativi (anti-canonici) che dovevano aver luogo, toccavano punti significativi come l’adulterio, il digiuno, l’abbigliamento clericale, le proibizioni matrimoniali, la tonsure monastica (il suo attributo incancellabile), le limitazioni dell’età per i chierici, ecc. V. Πρακτικὰ καὶ Ἀποφάσεις, ibid, pp. 174.173.172(158).162.155.154 rispettivamente.

[37] “Death of Patriarch Meletios, peasant born Prince of Christendom” (by Our Special Correspondent), The Church Times (2.8.1935), in Α. ΤΗΛΛΥΡΙΔΗΣ, «Μελέτιος Μεταξάκης. Ἀνέκδοτα κείμενα», Texts and Studies. A Review for Hellenism in Diaspora 7 (1988) 284.

[38] ΙΩ. ΣΑΜΑΡΑΣ, «Ιστορία της Στοάς “Αρμονία” υπ ́ αριθ. 44 εν Ανατ. Κωνσταντινουπόλεως», Πυθαγόρας 101 (2011) 156· «Παράλληλα εντύπωση προκαλεί και η ευρεία συμμετοχή μελών της Στοάς εκτός από την Ο.Κ. και στο Δ.Ε.Μ.Σ (Διαρκές Εθνικό Μικτό Συμβούλιο), τήν κατά κάποιο τρόπο ανεπίσημη Κυβέρνηση της Ρωμιοσύνης της Πόλης που ήταν ο άμεσος συνεργάτης του Οικουμενικού Πατριαρχείου. Αναμφισβήτητα ο Προκαθήμενος του Οικουμενικού Θρόνου αλλά και οι περί αυτόν, γνώριζαν την τεκτ. ιδιότητα κάποιων από τα μέλη του Δ.Ε.Μ.Σ, ωστόσο η κοινωνική θέση των ατόμων αυτών δεν άφηνε περιθώρια για τυχόν αμφισβήτησή τους. Άλλωστε η θέση τους στο Συμβούλιο ήταν αιρετή και προέκυπτε μετά από εκλογές που γίνονταν στις κατά τόπους κοινότητες».

[39] ΧΡ. ΑΝΔΡΟΥΤΣΟΣ, Ἡ ἐκλογὴ τοῦ Μητροπολίτου Μελετίου Μεταξάκη κανονικῶς καὶ κατὰ τοὺς Γενικοὺς Κανονισμοὺς ἐξεταζομένη, ed. «Προμηθεύς», ἐν Ἀθήναις 1921, p. 29: «Οἱ πλεῖστοι τούτων δὲν ἐξελέγησαν ὑπὸ τῶν ἐπαρχιωτῶν αὐτῶν κατὰ τὴν ἀνέκαθεν ἐπικρατοῦσαν ἐν ἑκάστῃ ἐπαρχίᾳ τάξιν, ὡς ἀπῄτει ἡ μνημονευθεῖσα ἐγκύκλιος τῆς Συνόδου, ἀλλὰ μεταξὺ τῶν ἐν Κωνσταντινουπόλει ἐκ τῶν ἐπαρχιῶν προερχομένων Χριστιανῶν. Καὶ ἂν μὲν ἐξελέγοντο ἐν Κωνσταντινουπόλει οἱ ἀντιπρόσωποι τῶν Κεμαλοκρατουμένων ἐπαρχιῶν, τὸ πρᾶγμα θὰ ἦτο

ἀνεκτόν. Ἀλλὰ παρὰ πάντα λόγον καὶ νόμον ἐξελέγησαν ἐν Κωνσταντινουπόλει οἱ ἀντιπρόσωποι καὶ τῶν ἄλλων ἐπαρχιῶν, μηδαμῶς συμμετεχουσῶν αὐ τῶν, τινὲς δὲ καὶ ἐξελέγησαν ὑπ ́ αὐτῆς τῆς συνελεύσεως».

[40] “Meletios II, Orthodox Patriarch of Alexandria” (from a Correspondent), The Times (13.6.26) in Α. ΤΗΛΛΥΡΙΔΗΣ, ibid, 176.

[41] ΜΗΤΡ. ΔΡΑΜΑΣ ΑΓΑΘΑΓΓΕΛΟΣ, Τὸ Πατριαρχικὸν Ζήτημα. Ἡ ἐκλογὴ τοῦ Μεταξάκη. Τὸ Ἀρχιερατικὸν ἐν Θεσ/νίκῃ Συνέδριον 16-22 Δεκεμβρίου 1921, Δράμα 1922.

[42] Π. Κ. ΧΡΗΣΤΟΥ, Ἐκκλησιαστικὴ Γραμματολογία, τόμ. Β ́, ἐκδ. Κυρομᾶνος, Θεσσαλονίκη 2003 (2), p. 533: «Ὁ Νικόλαος Λούβαρις (1885-1961) εἶναι ὁ μεγαλύτερος θρησκευτικὸς στοχαστὴς τῆς νεωτέρας Ἑλλάδος».

[43] Per esempio Μ. ΦΥΣΕΝΤΖΙΔΗΣ, ibid, pp. 83-87 (che è una voce per Louvaris) e Β. Α. ΛΑΜΠΡΟΠΟΥΛΟΣ, ibid, μέρος α ́, ἐκδ. Βασδέκης, Ἀθήνα 2001, p. 237; Qui, alla voce “Βραχμανισμός” (brahmanesimo) il professor Louvaris è citato com un altro massone (un “fratello”): «Βραχμανισμός. Ἡ ὀρθόδοξος θρησκεία τῶν Ἰνδῶν. Κατά τόν ἀδ. Ν. Λούβαρην, ὁ βραχμανισμός εἶναι βαθμίς τῆς ἐξελίξεως ἐν τῇ Ἰνδικῇ θρησκείᾳ, ἡ διαδεχθεῖσα τήν βεδικήν».

[44] Κ. Ν. ΑΝΤΩΝΑΚΕΑΣ, Κοσμικοὶ κύκλοι· θέματα μεταψυχικῆς Νίκου Ἀ. Ἀντωνακέα, Ἀθῆναι 1967, pp. 106.

[45] Δ. ΜΑΓΚΡΙΩΤΗΣ, Θεοσοφία. Ἡ διδασκαλία καὶ αἱ πλάναι της, Ἀθῆναι 1967, pp. 48-51

[46] R. STEINER, Der Orient im Lichte des Okzidents – Die Kinder des Luzifer und die Brüder Christi, Gesamtausgabe Vorträge, Rudolf Steiner Verlag, Dornach / Schweiz 1982, p. 21: “Nur das Kreuz ist es, das dem richtigen Verständnis Lebensmut und Lebensglauben gibt; der Stern aber ist es, der Stern, den einstmals Luzifer, der Lichtträger, inne-hatte, der aber diesem verlorengegangen und an das Christus-Prinzip übergegangen ist, der Stern, der uns in jedem Augenblicke erleuchten kann, wenn wir uns ihm hingeben, über die Richtigkeit, über das Unbezweifelbare unseres geistigen Inhaltes”.

[47] Οἱ Μεγάλοι Μῦσται, Βιβλιοθήκη Βιβλιογραφιῶν, ἐπιμελητὴς τῆς ὕλης Ν. Λούβαρης, Καθηγητὴς Πανεπιστημίου, ἐπιμελητὴς ἐκδόσεως Μιχ. Γ. Πετρίδης, ed . «Δέλτα», Ἀθῆναι, p. 249.

[48] Ibid, p. 62: «...καὶ ὅλοι παρακολούθησαν τὰ μαγικὰ παιχνίδια ποὺ ἔκαναν ὁ Μωυσῆς καὶ ὁ Ἀαρών» e p. 41: «Παραδέχτηκε καὶ ἀνέχτηκε πολλὲς δεισιδαιμονίες καὶ στοιχεῖα τῆς πρωτόγονης θρησκείας, ὅπως τὴ λατρεία τοῦ φιδιοῦ, τῶν φετίχ, τὴν ἀποδεικτικὴ δοκιμασία μὲ τὰ βασανιστήρια, γιὰ νὰ ἐξακριβώσῃ τὴν ἐνοχὴ ἑνὸς κατηγορουμένου , τὴν πολυγαμία, τὶς προσφορὲς τῶν μαλλιῶν, τὶς ξένες εὐχές , τὴν πίστη στὰ κακοποιὰ πνεύματα, τὴ μαγεία, τὴ θυσία τῶν πουλιῶν καὶ τῶν ζώων, τὴ φαλλικὴ λατρεία».

[49] ΕΔ. ΣΥΡΕ, Ἡ θεία ἐξέλιξις· ἀπὸ τῆς Σφιγγὸς μέχρι τοῦ Χριστοῦ, Βιβλιοθήκη Ξένων Κλασσικῶν 2, εἰσαγωγὴ Ν. Λούβαρι, μτφρ. Ἐπ. Μπούφαλι, ed. «Φάρος», Ἀθῆναι 1948, p. 66.67: «Εἰς τὴν ἰουδαιοχριστιανικὴν παράδοσιν ἡ πάλη εἰς τὸν οὐρανὸν καλεῖται “Πτῶσις τοῦ Ἑωσφόρου”. Αὐτὸ τὸ γεγονός, ποὺ προηγήθη καὶ προεκάλεσε τὴν δημιουργίαν  τῆς Γῆς, δὲν ὑπῆρξε ἓν τυχαῖον περιστατικόν. Ἀπετέλει μέρος τοῦ θείου σχεδίου, ἀλλ’ ἡ περὶ αὐτοῦ ἀπόφασις ἀφέθη εἰς τὴν πρωτοβουλίαν τῶν Δυνάμεων [...] Ὁ Ἑωσφόρος δὲν εἶναι ὁ Σατανᾶς, τὸ Πνεῦμα τοῦ κακοῦ, ὅπως τὸν παρέστησε ἡ ὀρθόδοξος καὶ λαϊκὴ παράδοσις [...] Θὰ ἴδωμεν βραδύτερον διατί ὁ Ἑωσφόρος, Πνεῦμα τῆς Γνώσεως καὶ τῆς ἐλευθέρας Ἀτομικότητος, ἦτο ἐξ ἴσου ἀναγκαῖος εἰς τὸν κόσμον, ὅσον καὶ ὁ Χριστός, Πνεῦμα τῆς Ἀγάπης καὶ τῆς Θυσίας· πῶς, ὁλόκληρος ἡ ἀνθρωπίνη ἐξέλιξις προκύπτει ἐκ τοῦ ἀνταγωνισμοῦ των· πῶς, τέλος, ἡ τελικὴ καὶ ἀνω τέρα ἁρμονία των ὀφείλει νὰ ἐπιστέψῃ τὴν ἐπιστροφὴν τοῦ ἀνθρώπου εἰς τὴν θεότητα».

[50] Ibid, p. 16: «Τοιουτοτρόπως ἀπέβη ἐμπνευσμένος κήρυξ τοῦ Ὑπερπέραν [...] τὸ περιεχόμενον τῆς πλουσίας συγγραφικῆς δημιουργίας τοῦ συμπαθοῦς φιλοσόφου καὶ ποιητοῦ. Εἶναι ὁ ἐκλεκτὸς ραψῳδὸς τῆς ποιήσεως καὶ τῆς λυτρώσεως, ἐνθουσιώδης ἐρμηνεὺς τῆς μεγάλης νοσταλγίας τῆς ἀνθρωπότητος».

[51] Μ. ΦΥΣΕΝΤΖΙΔΗΣ, ibid, p. 85.

[52] Ν. Ι. ΛΟΥΒΑΡΙΣ , «Ἡ ψυχολογία τῆς θρησκείας καὶ ἡ σχέσις αὐτῆς πρὸς τὴν Θεολογίαν», Θεολογία 23 (1952) 194: «Εἶναι ἀληθὲς ὅτι τὴν χρησιμοποίησιν τῆς ψυχολογίας εἰς τὴν θεολογίαν καὶ ἰδίᾳ τὴν ἔξαρσιν τῆς γνώσεως τῶν ψυχολογικῶν τύπων καὶ τῆς ποικιλίας τῶν θρησκευτικῶν των ἐκδηλώσεων, καυτηριάζουν πολλοὶ ὡς ὑπερβολήν, ὡς ψυχολογιαρχίαν, ὡς μονομερῇ θεώρησιν θρησκευτικῶν φαινομένων ἀπὸ τῆς ὑποκειμενικῆς μόνον, τῆς ψυχολογικῆς των πλευρᾶς. Τοῦτο πράττει πρὸ πάντων ἡ Διαλεκτικὴ Θεολογία. Παρορᾷ ὅμως ὅτι αἱ διαφοραὶ τῆς θρησκευτικότητος εἶναι καὶ αὐταὶ ἔργον τοῦ Θεοῦ, ὡς καὶ ὅτι ἡ παραμέλησις τῆς γνώσεως τῶν ψυχολογικῶν τύπων καὶ τῆς ποικιλίας τῆς θρησκευτικῆς των ἐκφράσεως ὁδηγεῖ εἰς ἀκρότητας, εἰ καὶ ἀντιθέτους πρὸς τὰς ἐκ τῆς ψυχολογιαρχίας ἀπειλουμένας».

[53] Ν. Ι. ΛΟΥΒΑΡΙΣ, ibid, Θεολογία 23 (1952) 33: «Τέταρτον, βιογραφίαι ὑπερόχων θρησκευτικῶν φυσιογνωμιῶν, οἵας ἔχομεν εἰς τὰ βιβλία τῆς Ἁγ. Γραφῆς, εἰς τὸν βίον τοῦ Πλωτίνου, τοῦ Πορφυρίου, εἰς τὰς πηγὰς τοῦ βίου τοῦ Βούδδα, εἰς τὴν ἁγιολογίαν τῶν μέσων αἰώνων».

[54] Ν. Ι. ΛΟΥΒΑΡΙΣ, ibid, Θεολογία 23 (1952) 62.63: «Ἔπειτα εἰς τὴν ἱστορικὴν θεολογίαν πρόκειται μέγας πλοῦτος ψυχικῶν γεγονότων καὶ φαινομένων τῆς ἐσωτερικῆς ἐμπειρίας, ὄνειρα, ὁράσεις, προφητεῖαι, ἀσκητικαὶ κινήσεις, αἱρέσεις, μορφαὶ ἐκκλησιαστικῆς κοινότητος. Ἡ γνῶσις τῆς ψυχολογίας τῆς θρησκείας καὶ κατ ́ ἀκολουθίαν τῆς ἐσωτερικῆς νομοτελείας τοῦ θρησκευτικοῦ βίου τῆς ψυχῆς συμβάλλει εἰς τὴν διάγνωσιν τῆς φύσεως αὐτῶν, τῶν ἐλατηρίων καὶ τῶν σκοπῶν, καθιστᾷ οὕτω ἐρευνητὰ αὐτὰ ἐκ τῶν ἔνδον καὶ προφυλάττει ἀπὸ τὸν κίνδυνον τῆς παραμελήσεως αὐτῶν ὡς δῆθεν μὴ δεκτικῶν λόγου φαινομένων».

[55] H. P. BLAVATSKY, Isis Unveiled; A master-key to the Mysteries of Ancient and Modern Science and Theology, vol. 1 (Science), ed. J.W. Bouton, New York 1877, p. 38.

[56] V. il suo articolo ΕΥ. Δ. ΘΕΟΔΩΡΟΥ, «Ἡ χριστιανικὴ ἑνότης μέσα στὴν ποικιλομορφία»,

Προβλήματα Θεολογικὰ-Φιλοσοφικά 26 (Ἰανουάριος 1978) 5-19 (edited by Jesuit Monks, ἐκδ. Μονὴ Πατέρων Ἰησουϊτῶν).

[57] K. HILLARD, An Abridgement of The Secret Doctrine by Helena Petrovna Blavatsky,

The Quarterly Book Department, New York 1907, p. 555: “To the first of the two queries the answer is: We believe it because the first law in nature is uniformity in diversity, and the second – analogy”. V. anche “The essential truth of Christianity” (by a Christian and a Theosophist), The Theosophical Path 5 (July-December 1913) 234: “Theosophy does not seek to make men all of one pattern; unity is only possible if there is diversity”.

[58] Μ. ΓΕΩΡΓΙΑΔΟΥ, ibid, p. 905 (Παράρτημα VI): «Δημήτριος Σ. Μπαλάνος, θεολόγος, πρύτανης Πανεπ. Αθηνών 1946, ακαδημαϊκός, Στοά Πυθαγόρας».

[59] Π. Κ. ΧΡΗΣΤΟΥ, «Μπαλᾶνος Δημήτριος», Θρησκευτικὴ καὶ Ἠθικὴ Ἐγκυκλοπαιδεία 9 (1966) στ. 146: «Ὁ Μπαλᾶνος ὑπῆρξεν ἐκ τῶν πρώτων τῶν ἀσχοληθέντων μὲ τὰ προβλήματα τῆς προσεγγίσεως τῶν χριστιανικῶν Ἐκκλησιῶν, ὄχι δὲ μόνον συνέταξε σχετικὰς πραγματείας, ὡς ἡ Ἀνάγκη τῆς Συνεργασίας τῶν Ἐκκλησιῶν (1932) καὶ Ἡ Ἑλληνικὴ Ἐκκλησία καὶ αἱ Σχέσεις της πρὸς τὰς ἄλλας Ἐκκλησίας (1940), ἀλλὰ καὶ μετέσχε τῶν οἰκουμενικῶν συνεδρίων Κοπεγχάγης, Στοκχόλμης, Λωζάννης καὶ Πράγας».

[60] Π. Κ. ΧΡΗΣΤΟΥ, Ἐκκλησιαστικὴ Γραμματολογία, ibid, p. 522: «Αἱ ἄλλαι δογματικαὶ ἐργασίαι του δὲν περιέχουν τίποτε τὸ ἰδιαίτερον, διότι στηρίζονται εἰς δυτικὰ πρότυπα. Ἐπειδὴ ἐνεφορεῖτο ὑπὸ ὀρθολογιστικοῦ πνεύματος, δὲν ἱκανοποιεῖτο καὶ ὁ ἴδιος ἀπὸ τὴν ἐνασχόλησιν μὲ τὴν δογματικὴν καὶ ἐστράφη πρὸς ἄλλα πεδία [...] στερεῖται τῆς ἐμβαθύνσεως εἰς τὸ πνεῦμα τῶν πατέρων καὶ τῆς καταξιώσεως προσώπων καὶ ἰδεῶν [...] Τὸ ἐνδιαφέρον του διὰ τὴν οἰκουμενικὴν κίνησιν καὶ διὰ τὸν στενὸν σύνδεσμον τῆς Ἐκκλησίας μὲ τὸν κόσμον ἦτο μέγα».

[61] Δ. Σ. ΜΠΑΛΑΝΟΣ, Οἱ Βυζαντινοὶ Ἐκκλησιαστικοὶ Συγγραφεῖς ἀπὸ τοῦ 800 μέχρι τοῦ 1453, ἐκδ. Ἀποστολικῆς Διακονίας, Ἀθῆναι 1951, p. 145: «Εἶναι ὄντως λυπηρὸν ὄτι τόση ἐχύθη μελάνη καὶ τόσον ἀπησχόλησε σπουδαίους κατὰ τὰ ἄλλα ἄνδρας τῆς ἐποχῆς, καὶ δὴ μετὰ τόσης ἑκατέρωθεν ἐμπαθείας, εἰς ἐποχὴν καθ ́ ἣν τὸ κράτος εὐρίσκετο εἰς τόσον δυσχερεῖς συνθήκας, ζήτημα “τόσον προσκροῦον εἰς τὴν ἡμετέραν λογικήν”». Questo suo punto di vista è stato criticato dal protopresbitero prof. Theodoros Zisis, ΠΡΩΤΟΠΡ. Θ. ΖΗΣΗΣ, Θεολόγοι τῆς Θεσσαλονίκης, Πατερικὰ 4, ed. «Τὸ Παλίμψηστον», Θεσσαλονίκη 2013, p. 113.

[62] Π. Ν. ΤΡΕΜΠΕΛΑΣ, ibid, p. 201: «Ἡ Ὀρθόδοξος Ἐκκλησία, εὐτυχῶς, οὐδέποτε διατρανώσασα τοιαύτας τάσεις, οὐδένα ἔχει λόγον νὰ ἔλθῃ εἰς σύγκρουσιν πρὸς τὸν Μασωνισμόν, ἐφ ́ ὅσον μάλιστα τὰ πλεῖστα τοὐλάχιστον τῶν μελῶν του εἶναι ἐν ἀδιαρρήκτῳ συνδέσμῳ πρὸς τὴν Ἐκκλησίαν, ἧς θέλουσι νὰ εἶναι πιστὰ τέκνα».

[63] Π. Ν. ΤΡΕΜΠΕΛΑΣ, ibid, pp. 203-224.

[64] Citato (p.18) in una lettera personale dal massone Nikolaos Vourgides (in seguito Gran Maestro della Gran Loggia di Grecia) al rev. protopresbitero prof. Georgios Metallinos il 25 aprile 2012, cortesemente passato a chi scrive dal ricevente. Questo articolo è stato refutato dall’ΑΡΧΙΜ. ΕΠΙΦ. ΘΕΟΔΩΡΟΠΟΥΛΟΣ, Μασωνία ὑπὸ τὸ φῶς τῆς ἀληθείας, ed. Ἱ. Μ. Κεχαριτωμένης, Ἀθῆναι 1993 (7), pp. 110-112.

[65] ΑΡΧΙΜ. ΕΠΙΦ. ΘΕΟΔΩΡΟΠΟΥΛΟΣ, ibid, p.111: «Ὁμολογῶ ὅτι οὐδέποτε θὰ κατετασσόμην εἰς Σωματεῖον τὸ ὁποῖον δὲν ἐκθέτει σαφῶς καὶ πλήρως τὰ καθ ́ἑαυτό, καὶ ὅτι οὐδεμίαν ᾐσθάνθην ποτὲ τάσιν ἢ κλίσιν πρὸς τὰς ὑπερμυστικιζούσας καὶ ὑπερσυμβολικιζούσας τῆς Μασωνίας ἀρχάς,

ἃς ἄλλως δὲν θεωρῷ συμβιβαζομένας πρὸς τὸ πνεῦμα τῆς ἐποχῆς, ὅπερ ζητεῖ φῶς καὶ δημοσιότητα».

[66] Πυθαγόρας 31 (1990) 22; cit. in ΜΟΝΑΧΟΣ ΑΒΕΡΚΙΟΣ, «Αἱ σχέσεις Παπισμοῦ-Μασονίας κατὰ τοὺς τελευταίους αἰῶνας (Γ ́)», Ὀρθόδοξος Τύπος 2119 (03.06.2016) 5.

[67] Τί είναι η Μασωνία; (Ιστορική διάλεξη Χρήστου Μανέα, 1990) https://www.youtube.com/watch?v=OtBs0XAW4gc (v. dopo 1:10:00).

[68] Γ. ΚΟΝΙΔΑΡΗΣ, «Ἀλιβιζᾶτος Ἁμίλκας», Θρησκευτικὴ καὶ Ἠθικὴ Ἐγκυκλοπαιδεία 2 (1963) 161.162: «Κατὰ τὴν αὐτὴν ἐποχὴν (1918) μετέσχε τῆς ὑπὸ τὸν Μελέτιον ἀποστολῆς εἰς Ἀμερικήν [...] Συνδεθεὶς ἐν Ἀμερικῇ μετὰ τῆς Χριστιανικῆς Ἀδελφότητος τῶν Νέων καὶ τοῦ John Mott, ἐγένετο ἐν Ἑλλάδι ἐκ τῶν ἱδρυτῶν τῆς εἰρημένης ὀργανώσεως ἐν Ἀθήναις καὶ Θεσσαλονίκῃ».

[69] V. ΜΟΝ. ΣΕΡΑΦΕΙΜ, «Ἡ Μασονία καὶ οἱ Πατριάρχες. Ἡ μασονικὴ προώθηση τοῦ Οἰκουμενισμοῦ», http://www.impantokratoros.gr/741CE610.el.aspx (la nota 66 si riferisce a G. Bromley Oxnam).

[70] V. lettera di B. Oxnam in Εὐχαριστήριον. Τιμητικὸς τόμος ἐπὶ τῇ 45 ετηρίδι ἐπιστημονικῆς δράσεως καὶ τῇ 35 ετηρίδι τακτικῆς Καθηγεσίας Ἁμίλκα Ἀλιβιζάτου, Ἀθῆναι 1958, p. λγ ́. λδ ́.

[71] Γ. ΚΟΝΙΔΑΡΗΣ, ibid, 163: «Ἕνεκα τούτων δύναται νὰ θεωρηθῇ ὡς ὁ πρῶτος ὀρθόδοξος οἰκουμενικῶς ἀνεγνωρισμένος θεολόγος καὶ παράγων τῆς Οἰκουμενικῆς Κινήσεως καὶ τῆς ἐν αὐτῇ προβολῆς τῆς Ὀρθοδοξίας»

[72] «Ἡ ἄλλη πλευρά τοῦ Καθηγητοῦ Σάββα Ἀγουρίδη», Παρακαταθήκη 64 ( Ἰανουάριος-Φεβρουάριος 2009) 12.13.

[73] W. JUDGE, “Information for members of the T.S.” in The Theosophical Congress held by the Theosophical Society at the Parliament of Religions (World’s Fair of 1893, at Chicago, Ill., September 15, 16, 17) I Report of Proceedings and Documents, American Section Headquarters T.S., New York 1893, p. 7.

[74] A History of the Ecumenical Movement, 1517-1968, ed. R. Rouse and St.C. Neil, WCC, Geneva 1993(4), p. 341: “Surely there has been no more hopeful development towards a real spiritual union of Christendom than the... Federation [i.e. la World’s Student Christian Federation], which unites in common purpose and work the coming leaders of the Church and State in all lands”.

V. anche Fr. PETER A. HEERS, The Missionary Origins of Modern Ecumenism; Milestones Leading up to 1920, Uncut Mountain Press, Greece 2007, pp. 21-25.

[75] Sulle azioni congiunte di Rockefeller, John Mott e varie organizzazioni ecumeniche, così come sulla fraternità Phi Beta Kappa, v. ΜΟΝ. ΣΕΡΑΦΕΙΜ, ibid, note da 42 a 63.

[76] Γ. ΚΟΝΙΔΑΡΗΣ, ibid, 162 (v. sopra, nota 65)

[77] «Ἄδικος ἐπίκρισις τοῦ περὶ Τεκτ.·. ὑπομνήματος τῆς Θεολογικῆς Σχολῆς» ΠυθαγόραςΓνώμων (ἐπίσημον ὄργανον τοῦ Ὑπάτου Συμβουλίου τοῦ 33 ου καὶ τῆς Μεγάλης Ἀνατολῆς τῆς Ἑλλάδος) Γ 3 (Μάρτιος1934) 89.

[78] Πρακτικὰ καὶ Ἀποφάσεις, ibid, p. 89: «1) Τὸ Οἱκουμενικὸν Πατριαρχεῖον συνεννοούμενον προηγουμένως μετὰ τῶν Ὀρθοδόξων Ἐκκλησιῶν καὶ ἔχον τὴν γνώμην αὐτῶν θὰ δηλώσῃ εἰς τὴν Κοινωνίαν τῶν Ἐθνῶν ὅτι ἡ Ὀρθόδοξος Ἐκκλησία προθύμως ἔχει ὅπως ἀποδεχθῇ τὸ μέλλον νἀ ἐξευρεθῇ νέον ἡμερολόγιον, ἐφ ́ ὅσον τοῦτο ἤθελον ἀποδεχθῇ πᾶσαι αἱ χριστιανικαὶ ἐκκλησίαι. Ἐὰν δὲ ἡ Κοινωνία τῶν Ἐθνῶν ἐθέωρει ἑαυτὴν ἀναρμοδίαν ὅπως δεχθῇ τὴν τοιαύτην δήλωσιν τοῦ Οἰκουμενικοῦ Πατριαρχείου, ἐπαφίεται εἰς αὐτὸ νά πράξῃ τὸ δέον».

[79] Cfr. ΑΝ. ΒΑΣΙΛΕΙΑΔΟΥ, «Η γένεση της οικουμενικής κίνησης του 20ου αιώνα και η συμβολή της Ορθόδοξης Εκκλησίας», in Ιστορία της Ορθοδοξίας 8 (Η Ορθοδοξία σε διάλογο), p. 236: «Έτσι, ο πρώτος παγκόσμιος πόλεμος και τα επακόλουθά του, ο κόσμος που αναζητούσε νέο προσανατολισμό, η ίδρυση της Κοινωνίας των Εθνών (1919), η αναμέτρηση με τα ολοκληρωτικά συστήματα, ειδικά με το φασισμό, ενίσχυσαν την άποψη ότι οι εκκλησίες έπρεπε να βγουν από τη θεσμική τους απομόνωση και να κάνουν την οικουμενική υπόθεση δική τους [...] για τον  N. Söderblom αυτό ήταν ένα πνευματικό ερώτημα που αφορούσε στην αξιοπιστία των εκκλησιών και της μαρτυρίας τους».

[80] Πυθαγόρας 8 (Ἰανουάριος 1930) 13: «Ζωντανὸν παράδειγμα δι ́ ἡμᾶς τοὺς Ἕλληνας εἶναι ἡ Φιλικὴ Ἑταιρεία, καὶ ἐκ τῶν συγχρόνων τεκτονικῶν προσπαθειῶν, ἡ Κοινωνία τῶν Ἐθνῶν, τὸ Ἐτήσιον Διεθνὲς Συνέδριον Εἰρήνης, ἡ Near East Relief , ἡ Χριστιανικὴ Ἀδελφότης τῶν Νέων , καὶ ἄλλοι ἀναρίθμητοι ἀνθρωπιστικοὶ καὶ ἐκπολιτιστικοὶ ὀργανισμοί».

[81] Vide e.g. E. LENNHOFF & O. POSNER, ibid, sp. 213: “Bourgeois, Léon Victor Auguste, französischer Staatsmann, Pazifist und Verfechter der Menschenrechte [...] ständiges Mitglied des Haager Schiedsgerichthofes, 1919 Erster Vorsitzender des Völkerbundrates”. Λεξικό Ελληνικής Μασονίας, vol. 1 (A-K), ed. Βιβλία για Όλους, Κύπρος, p. 21: «Αλεξανδρόπουλος Π. Ιωάννης ( ;-1929): Διπλωμάτης, υπηρέτησε ως πρέσβης της Ελλάδος στη Σερβία το 1910 και αργότερα στην Πράγα. Ήταν ο πρώτος αντιπρόσωπος της Ελλάδος στην Κοινωνία των Εθνών».

[82] T. PAINE, “Rights of Man. Being an answer to Mr. Burke’s attack on the French Revolution (part I)” in The Political and Miscellaneous Works of Thomas Paine, vol. 1, London 1819, pp. 56.57 [531.532]: “Toleration is not the opposite of Intoleration , but the counterfeit of it. Both are despotisms. The one assumes to itself the right of withholding Liberty of Conscience, and the other of granting it [...] Who, then, art thou, vain dust and ashes! By whatever name thou art called, whether a king, a bishop, a church, or a state, a parliament, or any thing else, that obtrudest thine insignificance between the soul of man and his Maker? Mind thine own concerns. If he believes not as thou believest, it is proof that thou believest not as he believeth, and there is no earthly power can determine between you”.

[83] E. LENNHOFF & O. POSNER, ibid, sp. 1585: “Die Einsicht in die Bedingtheit aller Wahrheiten bildet bei der freimaurerischen Toleranzidee das auslösende Motiv. [...] Die wichtigste Aufgabe der Freimaurerei ist, in das an sich unduldsame, von verantwortungslosen Führern aufgepeitschte Massengeschehen durch Erziehung, vor allem ihrer eigenen Glieder, T. zu tragen. Durch diese Mission wirkt sie an der Vergeistigung und Befriedung der sozialen Wechselbeziehungen in hervorragender Weise mit und ist in diesem Sinne berufen, ein wichtiger Kulturfaktor zu sein, wenn sie ihrer Sendung gerecht wird. Die Loge hat keine wichtigere Aufgabe, als die Erziehung zur Duldsamkeit”.

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