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  L'arca e il Titanic: perché politici e scismatici non possono affondare la Chiesa ortodossa ucraina

di Taras Rebikov

Unione dei giornalisti ortodossi, 26 luglio 2019

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sullo sfondo del "Titanic", l'arca appare voluminosa e poco attraente, ma adempie al suo scopo: la salvezza dell'uomo. Foto: Unione dei giornalisti ortodossi

Cosa succede ai leader e alle strutture che ieri sembravano inaffondabili e volevano distruggere la Chiesa.

Quando cinque anni fa sua Beatitudine il metropolita Onufrij è divenuto il primate della Chiesa ortodossa ucraina, sembrava che per qesta Chiesa non potesse esserci un momento peggiore: l'autorevole e rispettato metropolita Vladimir era passato nell'eternità, il paese era scosso da movimenti rivoluzionari, e l'odio per la Chiesa cresceva ogni giorno. In questo contesto, gli scismatici di ogni genere, con il sostegno del nuovo governo e dei radicali, hanno acquisito una forza senza precedenti, presentata all'ucraino comune come "la sua Chiesa nazionale, patriottica".

In effetti, i politici hanno usato il "patriarcato di Kiev" come fattore di consolidamento per il popolo e come parafulmine morale per le autorità. Il "patriarca" Filaret Denisenko ha "santificato" e "benedetto" qualsiasi azione dei rivoluzionari e dei manifestanti professionisti che ieri erano saliti al potere, il suo nome appariva sugli schermi televisivi tanto spesso quanto il nome del presidente, ed egli stesso era chiamato "leader spirituale" della nazione ucraina.

Inoltre, un Tomos incomprensibile per molti dei nostri concittadini, che avrebbe dovuto distruggere la Chiesa canonica dell'Ucraina una volta per sempre, si profilava per tutto il tempo come spettro all'orizzonte. Anche tra coloro che si identificavano esplicitamente con l'Ortodossia canonica, si poteva sentire che il riconoscimento del "patriarcato di Kiev" da parte del Fanar alla fine avrebbe portato alla creazione della Chiesa locale unica dell'Ucraina, che avrebbe abolito di fatto tutte le altre Chiese, inclusa la Chiesa ortodossa ucraina.

Vari esperti hanno predetto che la Chiesa ortodossa ucraina sarebbe rimasta solo nella forma di una struttura o divisione marginale del Patriarcato di Mosca, se mai fosse rimasta nel territorio del paese.

D'altra parte, nelle condizioni di ostilità nella parte orientale del paese, la posizione della Chiesa ortodossa ucraina – chiara e immutabile – causava non solo stupore ma anche indignazione da parte di una certa parte della popolazione. "Perché la Chiesa non può parlare di questo problema come fanno gli altri?", si chiedevano alcuni. "Perché la Chiesa non vuole stare con la sua gente e schierarsi dalla sua parte?", si chiedevano altri.

Queste e altre domande risuonavano troppo spesso e la mancanza di una risposta comprensibile (come sembrava) ha portato al fatto che alcuni sacerdoti e laici hanno lasciato la Chiesa. Tutte le spiegazioni dei rappresentanti ufficiali della Chiesa ortodossa ucraina sul fatto che la Chiesa rimane con il suo popolo, che si è sempre schierata con il popolo, non con i politici o con chi ha speculato sulla guerra, nella migliore delle ipotesi, sono rimaste inascoltate, e nella peggiore – ha causato solo un maggiore rifiuto.

Poi hanno detto che nessuno e nient'altro che una gestione esterna della crisi poteva salvare la Chiesa ortodossa ucraina dal completo collasso e scomparsa. Ma Dio ha altri piani e altri metodi per risolvere i problemi...

Il "patriarcato di Kiev"

Quando il Titanic fu varato per la prima volta, l'ingegnere che lo costruì disse che Dio stesso non sarebbe stato in grado di affondare la nave. Pochi giorni dopo il Titanic affondò...

Un anno fa si sarebbe potuto pensare lo stesso del "patriarcato di Kiev". Sembrava un Titanic religioso.

Questa "Chiesa" era guidata dal quasi centenario "anziano" Filaret Denisenko, che, nonostante la sua età, poteva (e ancora può, tra l'altro) resistere nel celebrare lunghi servizi, "consacrare" templi, partecipare a "processioni religiose" ed eventi statali. È un fanatico sostenitore dell'idea di "indipendenza ecclesiastica" sia da Mosca che da Istanbul, un uomo che ha dedicato tutta la sua vita alla creazione della sua e solo della sua "Chiesa". E ha ottenuto molto, perché il "patriarcato di Kiev" era composto da quattro dozzine di "vescovi", diverse migliaia di luoghi di culto e centinaia di migliaia di credenti.

Aggiungete a questo il supporto senza precedenti al "patriarcato di Kiev" da parte delle autorità statali – e otterrete un analogo del Titanic, che, a quanto pare, non può affondare... ma è affondato, e per mano di coloro che lo hanno costruito.

Un anno fa, nessuno avrebbe creduto che Filaret avrebbe rifiutato il kukulion patriarcale, firmato lo scioglimento del "patriarcato di Kiev" e accettato di gestire la sola eparchia di Kiev con lo status di "metropolita".

Allo stesso modo, una situazione in cui quelli che consideravano Filaret la massima autorità si sarebbero messi a maltrattare il loro "anziano" sembrava completamente impensabile. Ma tutto ciò è accaduto senza l'influenza di forze esterne.

Tutto è semplice: l'orgoglio di Filaret Denisenko e dei suoi più stretti collaboratori è diventato un iceberg per gli scismatici ucraini, che prima ha squarciato il bordo della nave chiamata "patriarcato di Kiev" e poi l'ha affondata.

Il potere

Tutto il potere viene da Dio e le persone hanno esattamente il potere che meritano. Un sovrano può essere fedele alla Chiesa o può diventare una prova o una tentazione.

Cos'è stato Petro Poroshenko? Una grande prova. Inoltre, all'inizio del suo regime si poteva pensare che tutto sarebbe andato bene, che non ci sarebbero state difficoltà significative nelle relazioni Chiesa-stato.

Ma le difficoltà sono iniziate quasi immediatamente: i sequestri di chiese, l'adozione di leggi anticristiane, la violazione diretta della Costituzione, che garantisce il diritto alla libertà di credo e la non interferenza negli affari della Chiesa – tutto ciò è accaduto.

È interessante che Poroshenko ha avuto informazioni e opportunità di propaganda che nessun presidente dell'Ucraina aveva avuto prima di lui. E aggiungendo il sostegno delle forze di sicurezza e dell'esercito, oltre all'integrazione europea quasi riuscita, si potrebbe avere l'impressione che il suo secondo mandato presidenziale sarebbe stato solo una questione di tempo. Tutti quelli che si definivano patrioti (e sono la maggioranza in Ucraina) parlavano a favore di Poroshenko, e la sua figura sembrava il Titanic sullo sfondo di altri politici.

Sarebbe stato possibile pensare che un candidato presidente di lingua russa, senza esperienza in politica, sarebbe stato in grado di competere con lui? Ovviamente no! Ma Zelenskij non solo ha fatto proprio questo, ma ha anche ottenuto una schiacciante vittoria con oltre il 50% dei voti più del suo avversario. Beh, non è stato un iceberg?

Il Tomos

Quando nel 2008 si sparse la voce che il patriarca Bartolomeo avrebbe legalizzato gli scismatici ucraini, nessuno ci credeva. Dopo tutto, un primate della Chiesa ecumenica non può riconoscere la legittimità di gruppi religiosi autoprodotti, pensavamo.

Tuttavia, si è scoperto che può farlo. È vero, questo non è accaduto nel 2008, ma molto più tardi, nel 2018. E fino alla fine, non riuscivamo a credere che sarebbe successo.

A partire dalla lettera che la Verkhovna Rada ha inviato al patriarca di Costantinopoli e fino al momento stesso della firma del documento chiamato "Tomos", molti credenti ortodossi in Ucraina non hanno potuto scrollarsi di dosso la sensazione che tutto ciò che stava accadendo fosse un sogno, un'illusione, una fantasia dell'immaginazione.

Ma sfortunatamente, a volte i sogni peggiori sono significativamente inferiori alla realtà: il patriarca ha riconosciuto gli scismatici ucraini e addirittura ha concelebrato con loro, mettendosi così fuori dalla Chiesa.

Al patriarca è stato detto per tutto il tempo che il popolo ucraino desiderava fortemente l'indipendenza ecclesiastica da Mosca e che aveva voluto il Tomos per più di mille anni ed era ansioso di superare lo scisma ecclesiale con tutti i mezzi. Sembrava che tutto – il potere, la forza, il sostegno del governo ucraino e degli "stati amici", le voci dei deputati del popolo che erano stati dichiarati "la voce del popolo" – fosse dalla parte del patriarca Bartolomeo...

Il documento firmato dal patriarca di Costantinopoli è divenuto uno degli elementi chiave della corsa presidenziale di Petro Poroshenko, che con questo documento ha visitato personalmente le città della nostra patria, spiegando a tutti la sua grande importanza per lo stato ucraino.

In una parola, il Tomos sembrava il quasi inaffondabile Titanic, che garantisce il rifugio sicuro dell'Ucraina nella comunità di stati indipendenti e sovrani d'Europa.

Sia gli iniziatori che gli organizzatori della ricezione del Tomos erano sicuri al cento per cento che il documento firmato dal Fanar sarebbe stato una condanna a morte per la Chiesa ortodossa ucraina. Il patriarca Bartolomeo ha scritto persino una lettera a sua Beatitudine Onufrij, dicendo che dopo il conferimento della "autocefalia" alla "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", quest'ultimo non poteva essere chiamato primate della Chiesa ortodossa ucraina né svolgere le funzioni di metropolita di Kiev.

All'interno del Patriarcato di Costantinopoli, hanno affermato con fiducia che il riconoscimento della nuova struttura religiosa in Ucraina era questione di un mese o due. La grande autorità del patriarca Bartolomeo tra i primati ortodossi e l'interesse delle potenze che promuovono l'idea di "indipendenza ecclesiastica" ucraina hanno garantito una rapida e indolore accoglienza delle azioni anticanoniche del Fanar da parte alle Chiese locali. Sia gli analisti ecclesiastici che quelli secolari hanno predetto che la Chiesa ortodossa russa, che aveva opposto un duro rifiuto a ciò che stava accadendo, sarebbe stata isolata e trasformata in una setta limitata dal territorio della Federazione Russa. Ma...

Il presidente ha perso le elezioni. Invece di unire i credenti ortodossi, il Tomos ha portato divisione e discordia tra gli stessi scismatici. Inoltre, non appena è scomparso il sostegno delle autorità, i "trasferimenti" dalla Chiesa ortodossa ucraina alla "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" si sono interrotti quasi immediatamente e l'euforia che ha accompagnato la ricezione del Tomos ha lasciato il posto a un'amara delusione. Nessuna Chiesa ortodossa ha ancora riconosciuto agli scismatici autoconsacrati ucraini uno status canonico. Nel giorno del suo patrono celeste, il patriarca Bartolomeo ha pregato quasi completamente da solo, senza la celebrazione di una Liturgia. Il Tomos, firmato con canti e con l'inno dell'Ucraina, non era necessario a nessuno. Ci si poteva aspettare una simile svolta di eventi sei mesi fa?

Allo stesso tempo, i vescovi di quasi tutte le Chiese ortodosse si sono radunati alla Lavra delle Grotte di Kiev per celebrare l'onomastico di sua Beatitudine il metropolita Onufrij. Molti di loro hanno affermato che la presenza alle celebrazioni a Kiev non è solo un tributo a sua Beatitudine, ma anche la prova dell'unità delle Chiese ortodosse locali con la Chiesa ucraina perseguitata. Una pressione senza precedenti sulla Chiesa non ha fatto altro che rafforzare la posizione della Chiesa ortodossa ucraina nella società ucraina, e la razzia di chiese ha portato al fatto che i cristiani ortodossi hanno sentito la loro responsabilità per la Chiesa, alla quale hanno l'onore di appartenere.

L'arca e il Titanic

Nelle opere patristiche, la Chiesa è chiamata l'arca della salvezza. L'analogia è chiara: durante il Diluvio mondiale, solo quelli che credevano che Noè sarebbe stato salvato e salirono a bordo di una nave di legno, impregnata di resina e imbevuta di sudore. Sì, l'arca è molto diversa dal Titanic, un moderno transatlantico che brillava di luci, che offriva riposo e divertimento ai passeggeri. Ma se vi venisse offerto di scegliere tra loro, quale scegliereste?

Le forme apparentemente imperfette dell'arca, le sue tecnologie di produzione obsolete, la mancanza delle solite comodità e la sua goffaggine sono più che compensate dalla stabilità durante i venti e le tempeste più terribili, dall'affidabilità e dalla forza che le onde del mare non possono sopraffare. Si può dire con certezza: la famiglia di Noè cercava la salvezza piuttosto che il conforto. E queste sono spesso cose molto diverse.

La bellezza esteriore del Titanic, la presenza di vari dispositivi progettati per facilitare la crociera dei passeggeri, il divertimento disponibile sui ponti di questa nave, come si è scoperto, non ha garantito il raggiungimento dell'obiettivo finale del viaggio. Nessun singolo passeggero della magnifica nave poté raggiungere il porto più vicino rimanendovi a bordo.

Ma la più grande differenza tra l'arca e il Titanic non è nella funzionalità e nell'affidabilità, e nemmeno nella presenza o assenza di servizi e specifiche tecniche. La differenza è che il Titanic era governato dal proprio capitano e l'arca era guidata dal "nocchiero" dell'umanità. Non appena Noè entrò nella sua nave, chiuse tutti i boccaporti e rimise il controllo completo nelle mani del Signore, secondo il disegno e lo scopo dell'arca. L'unico modo più sicuro e affidabile per influenzare in qualche modo la vitalità della nave era la preghiera. Tutto ciò che Noè poteva fare era chiedere a Dio di salvare lui e i suoi figli. E per molti giorni, l'arca non colpì scogliere taglienti, né incontrò un iceberg, né si rovesciò a causa del forte vento. E tutto perché Dio la guidava.

Allo stesso modo, la Chiesa è una nave di salvezza, che, nonostante tutta la sua ingenuità, lentezza, arcaismo e mancanza di modernità, svolge in modo chiaro e sicuro la sua funzione di salvare la persona. Venti, tempeste, tuoni e fulmini, un mare in tempesta e uragani non sono terribili per la Chiesa. E non perché la Chiesa sia inaffondabile, ma perché il suo timoniere è Dio stesso.

La Chiesa

Per diversi anni, la Chiesa ortodossa ucraina ha attraversato un percorso molto difficile. Un percorso di prova e dolore, su cui ha incontrato spesso rimproveri, diffamazione e odio. Le è stato chiesto di partecipare attivamente alla politica, di dimenticare alcuni dei suoi figli per il bene di altri, di accettare tradizioni che le erano estranee e di sostituire la ricerca del Regno dei Cieli con l'istituzione del regno della terra.

La Chiesa ha resistito. è rimasta fedele ai suoi principi. E, soprattutto, è rimasta fedele a Cristo. E i fedeli lo sanno, lo sentono. Non puoi ingannarli. Nel corso degli anni, sono stati in grado di assicurarsi che la posizione della Chiesa non cambi a seconda della situazione politica o delle preferenze a breve termine. La posizione della Chiesa è la posizione di Cristo, e Cristo è lo stesso ieri e ora.

La Chiesa ucraina, come una madre amorevole, non ha abbandonato i suoi figli in Crimea e nel Donbass. La Chiesa ucraina non è stanca di chiedere la pace a tutte le parti in conflitto e di fare tutto il possibile per far venire questa pace. La Chiesa ucraina cerca sempre di adempiere alla chiamata di Cristo: "cercate prima il Regno dei Cieli, e tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù". Ma soprattutto, la Chiesa ucraina prega. Come Noè nell'arca ha messo tutto nelle mani del Creatore, così noi ci affidiamo alle mani di Dio.

E crediamo che verrà il giorno in cui una colomba liberata porterà un ramoscello d'ulivo nel becco – un simbolo di pace e amore.

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