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  Filaret inizia a dire la verità: la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" non è canonica, non c'è stata una vera unificazione, ed Epifanij può non essere nemmeno un prete

Orthochristian.com, 18 giugno 2019

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foto: Unione dei giornalisti ortodossi

Mentre il "patriarca" Filaret Denisenko continua a prepararsi per il concilio locale del "patriarcato di Kiev" che si terrà a Kiev giovedì, lo scismatico interessato solo a se stesso ha intensificato il livello della sua retorica, mettendo in discussione lo status della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" e il suo primate, il "metropolita" Epifanij Dumenko.

Filaret ha parlato molte volte del suo dispiacere sia per i termini dettati dal Tomos d'autocefalia del Patriarcato di Costantinopoli sia per il suo status di semplice vescovo diocesano, anche se solo recentemente ha dichiarato di respingere completamente il tomos concesso da Costantinopoli il 6 gennaio.

La sua giurisdizione del "patriarcato di Kiev" si è unita con la "Chiesa ortodossa autocefala ucraina" scismatica a dicembre per creare la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", anche se in seguito è stato rivelato che né il "patriarcato di Kiev" né la "Chiesa ortodossa autocefala ucraina" erano stati sciolti come richiesto da Costantinopoli, e Filaret ora dedica tutte le sue energie a far ritornare gli scismatici ucraini nel suo "patriarcato di Kiev".

In una recente intervista al programma radiofonico ucraino "Persona Grata", Filaret ha lanciato un completo attacco verbale contro la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" e i suoi creatori nel Patriarcato di Costantinopoli. E, mentre il primate scismatico di 90 anni parlava, come sempre, per proprio interesse personale, la sua posizione contro la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" lo ha portato comunque a parlare di certe verità che sono state espresse da un certo numero di Chiese locali e di vescovi in tutto il mondo ortodosso.

Mentre il "concilio d'unificazione" del 15 dicembre è stato acclamato dagli scismatici e dal governo ucraino e dal Patriarcato di Costantinopoli come unificazione dei tre rami dell'Ortodossia ucraina, Filaret ha dichiarato che non si può parlare di una vera unificazione, dato che solo 2 dei 90 vescovi della Chiesa ucraina del Patriarcato di Mosca si sono uniti alla "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", un punto che OrthoChristian ha sottolineato molte volte.

Inoltre, questi due vescovi non hanno portato quasi nessuna parrocchia con loro, osserva Filaret, e quindi non possono in alcun modo ragionevolmente dire di rappresentare l'intera Chiesa ortodossa ucraina.

"La Chiesa autocefala è venuta con 500 o 600 parrocchie. E questi due vescovi del Patriarcato di Mosca? Uno, Drabinko, è venuto con una sola parrocchia, e l'altro [Simeon Shostatskij, ndt] è venuto con 20 parrocchie, ma c'erano 300 parrocchie nella sua diocesi, quindi che tipo di unificazione è questa?! È una mera formalità", ha dichiarato Filaret.

Come chiarisce l'Unione dei giornalisti ortodossi, in realtà meno di 10 parrocchie hanno dato il loro sostegno a Shostatskij, ex metropolita della diocesi di Vinnitsa della Chiesa canonica.

E non solo la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" non rappresenta una vera unificazione, non è nemmeno una Chiesa canonica, poiché oltre al Patriarcato di Costantinopoli nessuna delle Chiese ortodosse locali la riconosce, Filaret ora confessa.

"Non definite la Chiesa ortodossa dell'Ucraina come una chiesa canonica, non vantate una menzogna", ha detto Filaret al corrispondente della radio. "Non è riconosciuta come canonica dalle altre Chiese; è riconosciuta solo dal patriarca ecumenico. Ha nominalmente un tomos, ma non è autocefala nei contenuti, e 13 Chiese locali non la riconoscono come una chiesa canonica. Allora, come può essere canonica, quando nessuno serve il metropolita Epifanij eccetto il patriarca ecumenico?"

Diverse Chiese locali, incluse le Chiese serba e polacca e l'OCA, hanno esplicitamente riconosciuto la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" come scismatica, mentre da nessuna, come dice Filaret, è riconosciuta come canonica, nonostante le pressioni del Patriarcato di Costantinopoli.

"Non una sola Chiesa la riconosce, non solo la Chiesa russa... Pertanto, vantarsi di avere un tomos d'autocefalia non vale la pena. Siamo stati ingannati ", ha dichiarato Philaret.

Filaret ha specificato che, sebbene Epifanij fosse a Istanbul il 10 giugno per congratularsi con il patriarca Bartolomeo nel giorno del suo onomastico assieme a rappresentanti delle Chiese di Alessandria, Gerusalemme e Grecia, nessuno di questi ha concelebrato con Epifanij.

Ironia della sorte, il "patriarcato di Kiev" che Filaret sta cercando di rianimare non era stato riconosciuto da nessuna delle Chiese locali, nemmeno da Costantinopoli.

Inoltre, Filaret rifiuta lo status di "ex metropolita di Kiev" che Costantinopoli gli diede quando ad ottobre sollevò l'anatema posto su di lui nel 1997 dalla Chiesa ortodossa russa, di cui era un tempo un vescovo canonico, affermando di nuovo, come ha fatto molte volte, che è e sarà sempre un patriarca.

Non ha mai riconosciuto l'anatema posto su di lui e con questa fiducia in se stesso ha ordinato un gran numero di vescovi per il "patriarcato di Kiev", spiega Filaret. Quindi sostiene che se Costantinopoli ha sollevato l'anatema contro di lui, significa che riconosce che vi è stato veramente un anatema su di lui, e questo mina tutte le ordinazioni e consacrazioni che ha celebrato durante i suoi anni sotto sanzione ecclesiastica.

"E va bene, se il Patriarca ecumenico mi ha tolto l'anatema nel 2018, allora fino al 2018 ero sotto anatema o no? Se ero sotto anatema, significa che tutti questi vescovi sono illegittimi, ed Epifanij non solo non è un metropolita, non è nemmeno un prete. Se il Patriarca ecumenico mi ha tolto l'anatema nel 2018, allora l'intero episcopato non è valido!", ha dichiarato Filaret.

Il suo ragionamento è lo stesso di quello delle Chiese di Albania, Romania e Cipro, che hanno respinto tutte le ordinazioni e le consacrazioni del clero della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina".

Nel frattempo, Filaret ha invitato tutti i vescovi della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" a partecipare giovedì al concilio locale del "patriarcato di Kiev", nonostante le dichiarazioni della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" che non ha il diritto di farlo, che sta provocando uno scisma, che sta distruggendo le secolari aspirazioni del popolo ucraino all'autocefalia, e che potrebbe essere punito con il pensionamento.

Epifanij Dumenko attribuisce le dichiarazioni e le azioni di Filaret ad "ambizioni di potere", mentre "l'arcivescovo" Evstratij Zorja le attribuisce alla vecchiaia. Ironia della sorte, respingendo le ambizioni egoistiche di Filaret, Epifanij respinge così l'intera storia del "patriarcato di Kiev" in cui è stato ordinato e consacrato. E mentre Zorja accusa l'età di Filaret, era il suo braccio destro, il portavoce del "patriarcato di Kiev", meno di un anno fa, costantemente al suo fianco.

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