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  Una prospettiva americana sulla crisi in Ucraina

dell'arciprete John Whiteford

Orthochristian.com, 27 marzo 2019

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Questo è il testo di un discorso che ho tenuto all'Università san Tikhon di Mosca, in una conferenza dal titolo "Le cause e le sfide dell'attuale crisi delle relazioni inter-ortodosse", il 25 febbraio 2019.

con padre Sergej Baranov, che ha tradotto

Introduzione

Io ho scoperto il cristianesimo ortodosso poco più di 30 anni fa. Stavo studiando da pastore protestante e servivo come pastore associato in una chiesa che organizzava un gruppo pro-life a Oklahoma City, e invitavo altre chiese nella zona. Al primo incontro, ero seduto con mia moglie ed è arrivato un prete ortodosso russo. Non avevo mai visto niente del genere. Indossava una tonaca nera, una croce pettorale dorata e aveva una lunga barba grigia. Ho detto a mia moglie: "Potresti immaginarmi vestito così?"

Col passare del tempo, ho avuto modo di conoscere il prete, e ho iniziato a fargli domande teologiche, ed ero incuriosito dalle sue risposte che per me avevano molto senso. Poi un sabato ho visitato la sua parrocchia per un servizio del Vespro. Non era in una bella chiesa come avete qui in Russia. Era in un piccolo negozio, in un centro commerciale fatiscente. Ma la bellezza del servizio e degli inni ha avuto un profondo impatto su di me. Non ero ancora pronto per la conversione, perché avevo molte obiezioni teologiche su cui dovevo lavorare, ma circa un anno dopo, l'ho fatto. E da quando sono diventato ortodosso, ho dedicato molto tempo e sforzi per portare gli altri nella Chiesa. Avevo scoperto un grande tesoro e volevo condividerlo con quante più persone possibile.

Questo ci porta all'argomento in questione. Ci si potrebbe chiedere perché i cristiani ortodossi in America si preoccupino di ciò che sta succedendo in Ucraina, ma anche se è molto lontano da noi, una ragione per cui questo è importante per me è perché danneggia la testimonianza della Chiesa ortodossa, e lo rende è molto più difficile spiegare alla gente cosa sia la Chiesa ortodossa, quando le acque sono intorbidate dalle azioni non canoniche del Patriarca di Costantinopoli. Molti oratori hanno già discusso abilmente la storia, e le questioni canoniche in questione qui, e quindi non cercherò di ridiscutere quei problemi, ma parlerò semplicemente di come questo problema viene visto dagli ortodossi negli Stati Uniti, come sta influenzando noi, e quali sono le implicazioni a lungo termine.

I. L'ambiente in America

Per comprendere la situazione in cui ci troviamo negli Stati Uniti, permettetemi di spiegare brevemente alcune cose sulla Chiesa ortodossa in America. La Chiesa russa mandò missionari nel Nord America 225 anni fa. Ma per la maggior parte, l'Ortodossia è stata portata negli Stati Uniti dall'immigrazione da varie parti del mondo ortodosso, e quindi abbiamo diverse giurisdizioni che riflettono i vari gruppi etnici che hanno fondato parrocchie negli Stati Uniti. Di questi gruppi, i più grandi sono i greci, anche se hanno subito un calo negli ultimi anni. I cristiani ortodossi rappresentano circa l'uno per cento della popolazione totale. I greci negli Stati Uniti erano originariamente sotto la Chiesa di Grecia, ma furono trasferiti alla giurisdizione di Costantinopoli nel 1922 dal patriarca Meletios Metaxakis, di cui parleremo più avanti.

Tuttavia, la Chiesa russa iniziò il processo di traduzione dei servizi in inglese alla fine del XIX secolo, con la speranza di aprirsi alla popolazione non ortodossa degli Stati Uniti, e questo sforzo alla fine cominciò a dare i suoi frutti - in particolare all'inizio degli anni '80, e oggi ci sono molti convertiti alla fede ortodossa negli Stati Uniti.

II. Reazioni alla crisi ucraina in America

Le reazioni tra gli ortodossi negli Stati Uniti alle azioni del patriarca ecumenico in Ucraina sono state varie. Nell'arcidiocesi greca, ci sono naturalmente uomini che sostengono il patriarca, indipendentemente dai meriti delle sue azioni; ci sono quelli che sono confusi da ciò che è successo, e ci sono quelli che sono indifferenti. Ma ci sono anche quelli che sono contrari a ciò che ha fatto il Patriarcato ecumenico. Per esempio, ora abbiamo una nuova parrocchia della ROCOR a Lubbock, in Texas, perché diverse famiglie della parrocchia greca non se la sono sentita di rimanere in buona coscienza sotto il Patriarcato ecumenico, e così ora hanno formato una nuova parrocchia. Ci sono molti altri che stanno aspettando di vedere cosa accadrà, ma ho parlato personalmente con un bel po' di questi, e se il Patriarcato ecumenico non cambia rotta, intendono andarsene anche loro.

La maggior parte delle altre giurisdizioni negli Stati Uniti ha reagito in modo molto negativo nei confronti delle azioni del Patriarcato ecumenico. D'altra parte, abbiamo nazionalisti ucraini molto antirussi e molto favorevoli a ciò che il Patriarcato ecumenico sta facendo.

La Chiesa ortodossa russa al di fuori della Russia è molto favorevole alla posizione presa dal Patriarcato di Mosca, e non ho visto molte opinioni dissenzienti sulla questione. E questo non è certo perché la ROCOR abbia qualcosa contro l'Ucraina o gli ucraini. Il nostro metropolita è un ucraino. Il mio arcivescovo discende dai cosacchi del Don. Il nostro monastero più importante, il monastero della Santissima Trinità a Jordanville, nello stato di New York, fu fondato dai monaci della Lavra di Pochaev. Abbiamo anche un gran numero di ucraini nelle nostre parrocchie. Nella mia parrocchia ho parecchie famiglie ucraine, provenienti da varie parti dell'Ucraina.

III. Come la crisi ci sta influenzando

In molti modi questa crisi ha un impatto maggiore su chi vive negli Stati Uniti, rispetto a chi vive in Russia. Certo, chi vive in Ucraina è di gran lunga più colpito. Ma in Russia, non avete parrocchie greche intorno a voi, e quindi il fatto che abbiamo rotto la comunione con il Patriarcato ecumenico non interrompe la fratellanza con le parrocchie della vostra zona, invece per noi è un grosso problema.

Io ho personalmente lavorato per molti anni per rafforzare le relazioni inter-ortodosse nella mia zona. Abbiamo un'associazione del clero, che è molto influente e che include tutte le chiese ortodosse nell'area di Houston, e io sono stato il presidente di quell'associazione per molti anni fino a quest'anno. Ora il capo attuale è un prete dell'Arcidiocesi greca, quindi io non posso nemmeno partecipare agli incontri. Nella mia parrocchia ho molte persone che hanno parenti che frequentano le parrocchie greche, e ho alcuni parrocchiani che si sono trasferiti in zone dove l'unica parrocchia nella loro zona è una parrocchia greca. In Texas ci sono due monasteri greci molto pii, e molti dei miei parrocchiani hanno visitato spesso quei monasteri, e amano andare lì a pregare. E questo è molto doloroso per noi, perché nell'arcidiocesi greca ci sono molte persone buone e pie, sono nostri amici e parte di molte nostre famiglie, e proprio ora queste relazioni sono turbate.

Come ho già detto, questo influenza la nostra capacità di rivolgerci ai non ortodossi nel nostro paese. Una delle domande più comuni che mi vengono rivolte dai non ortodossi è: "Cos'è la Chiesa ortodossa?" E una delle mie risposte veloci a questa domanda era: "Probabilmente avrete sentito parlare della Chiesa ortodossa greca e della Chiesa ortodossa russa... ebbene, è ​​la stessa chiesa". Questa è una risposta resa più complicata da questo pasticcio.

IV. Qual è la causa di questa crisi

Vorrei parlare delle osservazioni fatte nel 1938 da san Giovanni (Maksimovich) di Shanghai, in un rapporto al secondo congresso di tutta la diaspora, che si era tenuto in Jugoslavia. È interessante notare che ciò che aveva osservato allora è ancora più evidente oggi. Per riassumere i punti da lui trattati, aveva osservato che il Patriarcato ecumenico era stato notevolmente sminuito a causa delle guerre di liberazione dei Balcani, e poi dagli effetti della pulizia etnica turca dei greci dall'Asia minore dopo la prima guerra mondiale, e che da quel momento, Il Patriarcato ecumenico ha cercato di recuperare le terre e le entrate perdute. Il Patriarcato ecumenico ha anche cercato di trovare un modo per rendersi rilevante nel resto del mondo. Il Patriarcato ecumenico cominciò anche a sfruttare il caos provocato dalla rivoluzione bolscevica e ad appropriarsi di parte del territorio appartenuto alla Chiesa russa – e lo fece per la prima volta con il pretesto che la metropolia di Kiev era davvero stata sotto la propria giurisdizione. Fu anche in questo periodo che il Patriarcato ecumenico assunse il controllo delle parrocchie greche del Nord e del Sud America, che erano sotto l'autorità della Chiesa di Grecia, e a stabilire diocesi nell'Europa occidentale e in Australia. San Giovanni aveva anche sottolineato che durante gli anni '20, il Patriarcato ecumenico aveva riconosciuto la "Chiesa vivente" rinnovazionista come Chiesa legittima in Russia, ed era entrato in comunione con essa.

San Giovanni chiuse la sua relazione con queste parole:

Anche l'autorità morale dei patriarchi di Costantinopoli è caduta molto in basso in considerazione della loro estrema instabilità in materia ecclesiastica. Così, il Patriarca Meletios IV ha organizzato un "Congresso pan-ortodosso", con rappresentanti di varie chiese, che ha decretato l'introduzione del nuovo calendario. Questo decreto, riconosciuto solo da una parte della Chiesa, ha introdotto uno spaventoso scisma tra i cristiani ortodossi. Il patriarca Gregorio VII ha riconosciuto il decreto del consiglio della Chiesa vivente in merito alla deposizione del patriarca Tikhon, che non molto tempo prima il Sinodo di Costantinopoli aveva dichiarato "confessore", e poi è entrato in comunione con i "rinnovazionisti" in Russia, cosa che continua fino a ora.

In breve, il Patriarcato ecumenico, che in teoria abbraccia quasi l'intero universo e di fatto estende la sua autorità solo su diverse diocesi, e in altri luoghi ha solo un superficiale controllo dall'alto e per questo riceve alcune sovvenzioni, è perseguitato dal governo del suo paese e non è sostenuto da alcuna autorità governativa all'estero: avendo perduto il suo significato di pilastro della verità e essendosi trasformato in una fonte di divisione, e allo stesso tempo essendo posseduto da un amore esorbitante per il potere, rappresenta uno spettacolo pietoso che richiama i periodi peggiori nella storia della sede di Costantinopoli.

V. Meletios Metaxakis

È interessante notare che la "Chiesa vivente" tenne il suo primo "concilio" nell'aprile del 1923 e che il patriarca ecumenico Meletios Metaxakis, nel maggio del 1923, tenne un cosiddetto "congresso pan-ortodosso". Sebbene questo "congresso pan-ortodosso" avesse rilasciato una dichiarazione a sostegno del patriarca Tikhon, il suo programma era notevolmente simile a quello della "Chiesa vivente". Questo congresso fu chiamato "pan-ortodosso" nonostante il fatto che Alessandria, Antiochia e Gerusalemme si fossero rifiutate di prendervi parte. Oltre all'introduzione del nuovo calendario, sostenne il permesso ai sacerdoti risposati, la riduzione dei digiuni e la riduzione dei servizi.

Il patriarca Meletios Metaxakis ebbe una carriera molto interessante. Aveva iniziato come sacerdote del Patriarcato di Gerusalemme, ma era stato espulso per "attività contro il Santo Sepolcro". Poi andò alla Chiesa di Grecia, e fu addirittura nominato arcivescovo di Atene, ma fu deposto da essa a causa della sua attiva partecipazione a un servizio episcopaliano negli Stati Uniti (era in pieni paramenti, venerò la loro tavola sacra, tenne un sermone, e benedisse il popolo). Tuttavia, la Chiesa di Grecia fu spinta a revocare la deposizione perché era stato eletto patriarca di Costantinopoli. E anche questa elezione fu altamente discutibile. Un altro candidato era stato effettivamente eletto con 16 voti su 17, ma fu costretto a ritirare la sua candidatura e Meletios Metaxakis fu eletto. Non molto tempo dopo la sua elezione, tenne questo "congresso pan-ortodosso". I fedeli furono così irritati dalle decisioni di quel concilio che fu costretto a dimettersi. Fu eletto patriarca di Alessandria, attraverso l'influenza degli inglesi, che occuparono l'Egitto. In effetti, in ogni fase della sua carriera, i governi stranieri usarono la loro influenza per promuoverlo, perché sapevano che avrebbe favorito il loro programma. Al secondo concilio della "Chiesa vivente", tenutosi nel 1925, sia Costantinopoli che Alessandria mandarono rappresentanti e diedero il loro sostegno alla "Chiesa vivente" contro la Chiesa canonica della Russia. E poco dopo che Meletios divenne patriarca di Alessandria, anche quella Chiesa passò al nuovo calendario.

E vediamo dalle recenti proposte del Patriarcato ecumenico che anche oggi là hanno ancora lo stesso ordine del giorno della Chiesa vivente. Tuttavia, oggi, la Chiesa vivente sembra tradizionale al confronto.

Negli Stati Uniti e in generale nel mondo ortodosso di lingua inglese, sentiamo molte voci all'interno del Patriarcato di Costantinopoli che sostengono apertamente l'omosessualità. Gli arconti hanno contribuito a finanziare un istituto ortodosso alla Fordham University. I responsabili di questo istituto hanno utilizzato questa piattaforma per lanciare un sito web chiamato "Public Orthodoxy" che promuove regolarmente l'omosessualità e altre forme di devianza. E non è abbastanza negativo che pubblichino questo materiale in inglese, ma ora traducono i loro articoli in russo, greco e serbo. E lo fanno senza il minimo cenno di alcun rimprovero da parte dell'arcidiocesi greca d'America. Infatti, ogni volta che tengono un grande evento, l'arcivescovo Demetrios di New York è di solito presente, aggiungendo a quell'evento la sua autorità.

Per esempio, uno dei capi di questo istituto, Aristotele Papanikolaou, in un articolo di un altro giornale pro-omosessuale, The Wheel, ha scritto che aspettarsi che le persone che soffrono dell'attrazione per persone dello stesso sesso restino celibi è "non realistico" e malsano, e tali desideri dovrebbero essere meglio espressi nel contesto di "relazioni o matrimoni con impegni a lungo termine" (The Wheel 13/14, primavera / estate 2018, pag. 97).

L'arcidiacono del patriarca Bartolomeo, padre John Chryssavgis, ha fatto una serie di dichiarazioni omosessuali. Per esempio, ha scritto una recensione di un libro che era semplicemente propaganda omosessuale scritta da un prete episcopale omosessuale, e ha esaltato con enfasi quale grande contributo questo libro fosse all'importante "dialogo" sull'omosessualità. L'unica leggera critica che ha fatto di questo libro è stata quella di dire che è rimasto "non convinto" da alcuni degli argomenti del libro secondo cui le Scritture sostengono l'omosessualità. Questo viene da un uomo che non ha difficoltà a esprimere il suo disaccordo, in termini eloquenti e sorprendenti... quando lo desidera.

Molti di voi sono a conoscenza della telefonata che è stata fatta al "metropolita" Epifanij da un burlone russo, che finge di essere un diplomatico occidentale, e si congratula con lui per la "autocefalia" della Chiesa in Ucraina, ma esprime la speranza che Epifanij prenda una posizione diversa sull'omosessualità rispetto a quella conservatrice della Chiesa russa. Epifanij gli ha assicurato che non avrebbe preso una posizione così conservatrice contro l'omosessualità.

E ciò che ho notato, almeno nel mondo ortodosso di lingua inglese, è che coloro che promuovono l'accettazione dell'omosessualità nella Chiesa ortodossa si sono tutti allineati dietro le azioni del Patriarcato ecumenico in Ucraina.

Un altro punto all'ordine del giorno che ritengo sia chiaramente alla base delle azioni del Patriarcato ecumenico in Ucraina è l'obiettivo dell'unione con Roma. Vediamo già gli scismatici in Ucraina che concelebrano con gli uniati con crescente frequenza. Una cosa che è certa è che le azioni del patriarca Bartolomeo in Ucraina non hanno senso, se intende rimanere nella Chiesa ortodossa.

Inoltre, vi sono forti indicazioni del fatto che il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti abbia avuto un ruolo nel promuovere queste azioni, ma in quale misura, o in quale forma questa pressione sia stata applicata, non lo sappiamo ancora.

VI. Dove sembra che siamo diretti

Non mi sembra affatto probabile che il patriarca Bartolomeo cambierà rotta. Lo scenario migliore, che potrebbe ancora ridurre al minimo il danno alla Chiesa ortodossa richiederebbe una posizione molto rapida e forte presa dalle altre Chiese ortodosse locali, portando non solo a una richiesta di un Consiglio pan-ortodosso, ma a tenerne veramente uno, che condanni formalmente le azioni del Patriarcato ecumenico. Ciò avrebbe le migliori possibilità di costringere il Patriarcato ecumenico  a ritirarsi dalle posizioni che ha assunto in Ucraina – ma sembra improbabile che lo faccia, anche allora.

Se questo scisma diventasse permanente, credo che vedremo ulteriori divisioni in altre Chiese locali che apparentemente riguarderebbero lo scisma in Ucraina, ma per la verità saranno guidate da divisioni sulle questioni morali che stanno all'ordine del giorno del Patriarcato ecumenico. Penso che la Chiesa russa all'estero, Antiochia e il Patriarcato serbo rimarranno fermi sulle loro posizioni. Tuttavia, penso che l'arcidiocesi greca in America e la Chiesa ortodossa in America vedranno probabilmente una spaccatura.

La maggior parte dell'arcidiocesi greca rimarrà probabilmente con il patriarca ecumenico, a causa dei costi finanziari che verrebbero dall'opporsi a lui. Tuttavia, nell'arcidiocesi greca ci sono persone molto tradizionali e conservatrici che porranno la fedeltà alla Tradizione al di sopra di qualsiasi considerazione finanziaria che potrebbero dover affrontare.

Penso che la maggior parte della Chiesa ortodossa in America probabilmente starà con il resto della Chiesa, ma hanno una fazione liberale che probabilmente si schiererà con il Patriarcato ecumenico.

Spero di sbagliarmi e che questa intera questione sia risolta nel modo giusto al più presto, e che alla fine possiamo rimanere tutti uniti nella Fede.

Prendo atto in chiusura che credo sia stato provvidenziale che il patriarca di Costantinopoli di nuovo calendario abbia scelto la festa del vecchio calendario di san Massimo il Confessore per l'intronizzazione del "metropolita di Kiev" scismatico – chi almeno per il momento osserva il vecchio calendario. San Massimo era rimasto fermo contro un'eresia motivata da scopi puramente politici, che mirava a unire l'Impero in una sola fede e una sola Chiesa, ma aveva poca preoccupazione per la verità della Fede ortodossa, e così tentò di compromettere tale Fede. San Massimo andò all'ovest, partecipò a concili che condannarono ciò che il patriarca di Costantinopoli stava facendo, e poi quando fu catturato dall'imperatore e riportato a Costantinopoli, fu minacciato in ogni modo immaginabile per provare a costringerlo ad accettare di entrare in comunione con il patriarca eretico di Costantinopoli. Gli mentirono persino, cercando di convincerlo che tutta la Chiesa aveva ora accettato gli insegnamenti compromessi del Patriarcato ecumenico, ed era entrata nuovamente in comunione con Costantinopoli. San Massimo rispose:

"Anche se l'intero universo mantiene la comunione con il patriarca, io non sarò in comunione con lui. Perché so dagli scritti del santo apostolo Paolo: lo Spirito Santo dichiara che anche gli angeli sarebbero anatema se dovessero iniziare a predicare un altro Vangelo, introducendo qualche nuovo insegnamento".

E:

"... Questo è il motivo per cui io, vostro servo, non entrerò in comunione con la Chiesa di Costantinopoli. Che siano rimosse queste offese, introdotte nella Chiesa dagli uomini sopra menzionati; che siano deposti coloro che le hanno introdotte; la via della salvezza sarà ripulita da tutte le barriere, e camminerete sulla dolce strada del Vangelo, purificata da ogni eresia! Quando vedrò la Chiesa di Costantinopoli come era prima, allora entrerò in comunione con lei senza esortazione da parte degli uomini, ma mentre ci sono tentazioni eretiche in lei, e mentre i suoi vescovi sono eretici, nessuna parola o azione mi convincerà mai ad entrare in comunione con lei".

Per fortuna, vediamo in Ucraina molte persone che amano san Massimo, sono disposte a subire la perdita di proprietà e vengono persino picchiate per la loro Fede. San Massimo fu sconfitto e gli fu tagliata la lingua e la mano destra per zittirlo. Ma quando fu convocato il sesto Concilio ecumenico, san Massimo fu affermato, e tutti coloro che si opponevano a lui furono condannati dalla Chiesa. Perciò prego affinché la Chiesa in Ucraina rimanga ferma nella Fede, perché questo è il tesoro che voglio preservare e che voglio trasmettere agli altri negli Stati Uniti.

Voglio anche ringraziare voi, i fedeli in Russia, per essere rimasti fermi nella Fede nel vostro paese e ringraziare i vostri antenati per aver portato quella Fede negli Stati Uniti in modo che anche le persone come me possano venirne a conoscenza.

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