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  Public Orthodoxy e il marxismo culturale

dal blog di padre John Whiteford, 10 novembre 2017

Nella foto: un gruppo di bolscevichi in posa dopo aver saccheggiato una chiesa

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Si potrebbe fare carriera replicando a tutte le assurdità che il sito "Public Orthodoxy" sputa su base regolare.

Recentemente, Ashley Purpura ha proposto l'improbabile argomentazione secondo cui i servizi della Chiesa promuovono in qualche modo la fluidità del gender, nel suo articolo: "Beyond the Binary: Hymnographic Constructions of Orthodox Gender", che inizia con l'asserzione manifestamente ridicola:

"Proprio come il gender stesso, la comprensione ortodossa del gender abbraccia uno spettro di opinioni diverse".

Certamente, chiunque abbia qualche preoccupazione per la verità e che in realtà sa qualcosa della Chiesa ortodossa sa che questo non è vero nemmeno un po'. Non c'è il più microbico frammento di una base per un'affermazione così assurda. Nemmeno il più remoto indizio di un tale frammento microbico ....

Ma come fa questa donna presumibilmente intelligente e istruita a fare una dichiarazione così infondata? Ci si deve essere formati estremamente male per ignorare tutte le prove contrarie alla propria tesi.

Per offrire il più sottile strato di qualcosa di simile a una prova, sostiene che ci sono inni che celebrano il coraggio e la resistenza di certe donne martiri, e che parlano del loro coraggio "virile". E quindi dobbiamo presumere che i monaci ortodossi, che per la maggior parte sono gli autori di tali inni, desideravano segretamente promuovere la fluidità del gender.

Quali altre prove cita? Bene, nei nostri inni, i cantori di sesso maschile a volte leggono inni che parlano da parte di personaggi femminili. Per esempio, alla festa dell'Annunciazione, al canone, c'è un dialogo tra l'Arcangelo Gabriele e la Vergine Maria, e quindi il fatto che un uomo legga questo canone è in qualche modo un esempio di "manipolazione di gender". Secondo questa logica, nessuno potrebbe mai leggere ad alta voce la Bibbia senza cadere in qualche punto in una "manipolazione di gender", poiché inevitabilmente pronuncerà parole che sono state dette da membri del sesso opposto.

E così dovremmo concludere che secoli prima che qualcuno sentisse parlare della manipolazione di gender, gli inni della Chiesa esprimevano una prospettiva molto diversa sul gender, e abbracciavano l'idea che il gender sia "fluido".

Ma poi la signora Purpura chiede come mai gli inni della Chiesa possono abbracciare la fluidità di gender quando "così tanto altrove nella tradizione... rafforza l'espressione del gender esclusivamente lungo un binario essenzializzato". Naturalmente la soluzione semplice a questo problema inventato è arrivare alla conclusione ragionevole, e storicamente difendibile, che la premessa iniziale della signora Purpura sia un'assurdità, e che quindi non esista alcun problema di questo tipo.

Ma la domanda più sconcertante qui è: com'è possibile per una persona istruita e intelligente arrivare a una conclusione così evidentemente priva di qualsiasi base reale nella storia o nelle prove? Bene, se guardiamo la sua biografia alla Purdue University, troviamo la risposta. Lì troviamo che lei

"...rivaluta le costruzioni bizantine della gerarchia ecclesiastica alla luce della teoria critica..."

Che cosa significa questo? Significa che usa un approccio marxista al materiale che studia. Si veda l'articolo della Stanford Encyclopedia of Philosophy sulla teoria critica:

https://plato.stanford.edu/entries/critical-theory/

La teoria critica cerca di analizzare ciò che studia in termini di teorie marxiste della lotta di classe, e di identificare chi sono gli oppressori e chi sono gli oppressi in un dato contesto, e di interpretare i loro argomenti in modo da liberare gli oppressi. Quindi, come si vede, la signora Purpura molto probabilmente non crede davvero che per secoli i monaci ortodossi abbiano promosso idee di fluidità di gender, ma la comunità LGBTQWXYZ oggi è (a suo avviso) "oppressa" dai "cisgender" ortodossi, e quindi se lei può "reinterpretare" l'innodia ortodossa in un modo che aiuta a liberare gli oppressi, non importa realmente quale sia la verità effettiva, importa solo che gli oppressi siano liberati dai loro oppressori.

E tutto ciò è progettato semplicemente per rovesciare l'ordine esistente, al fine di aprire la strada a qualcosa di nuovo. Non importa che la storia del marxismo, una volta messa in pratica, abbia portato al peggiore massacro e miseria che la razza umana abbia mai visto. La verità non ha importanza, perché si spera che forse... nonostante tutte le esperienze umane finora, i prossimi tentativi di un'utopia marxista funzioneranno in pratica così come i loro devoti pensano che funzionino in teoria.

C'è da chiedersi a che punto l'arcivescovo Demetrios in particolare e l'arcidiocesi greca in generale si preoccupino della loro stretta associazione con il cosiddetto "Centro di studi cristiani ortodossi" presso la Fordham University, che promuove così coerentemente l'agenda LGBTQWXYZ, per non citare praticamente tutto il resto delle cose che pubblicano in contrasto con l'effettivo insegnamento cristiano ortodosso.

Aggiornamento: nella versione completa dell'articolo, a cui si fa riferimento alla fine, e che si trova qui:

http://www.journals.uchicago.edu/doi/abs/10.1086/693162

Troviamo la seguente affermazione che entra nel capo dell'assoluta blasfemia:

"Nonostante sia derivato da una tradizione bizantina che santifica un corpus letterario di monache travestite o andromimetiche, immagini mistiche omoerotiche e una tradizione patristica che risolve la divisione del gender sulla via della salvezza, l'attuale cristianesimo ortodosso attraverso i suoi canali gerarchici ufficiali e pubblici mantiene un gender binario e l'attuazione cisgender di tale binario come normativa e spiritualmente necessaria" (p.528).

Quando parla di "monache travestite o andromimetiche" si riferisce a monache come santa Teodora d'Alessandria, che era una donna sposata che cadde in un adulterio, e nel pentimento decise di diventare monaca, ma perché temeva che il marito l'avrebbe trovata, scelse di vestirsi da uomo e di andare in un monastero maschile, dove suo marito non avrebbe mai pensato di guardare. In seguito fu falsamente accusata di aver generato un figlio illegittimo, e non si difese, sopportò la vergogna e allevò il bambino da sola. La sua innocenza fu scoperta solo alla sua morte. Tali esempi sono insoliti, ma casi eccezionali a causa di determinate circostanze, e la Chiesa la commemora come una donna, non come un uomo, e certamente non come una persona di gender fluido o di qualche altra categoria non binaria. Usare questi esempi per promuovere l'accettazione dell'omosessualità o del transessualismo è ridicolo. La suggestione che i servizi siano pieni di immagini omoerotiche è perversa e blasfema. La cosa più lontana dalle menti degli innografi della Chiesa sarebbe stata qualsiasi cosa remotamente a sostegno del programma omosessuale o gender-queer.

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