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  La personalità spirituale e letteraria di Iulia Hasdeu

intervista di Tudor Petcu a Crina Bocşan-Decusară

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Prima di tutto, vorrei chiederle di precisare quali sono dal suo punto di vista gli aspetti davvero affascinanti della personalità e del pensiero di Iulia Hasdeu. In altre parole, quale sarebbe l'originalità del suo pensiero e come dovrebbe essere percepita Iulia Hasdeu come modello culturale romeno?

Iulia Hasdeu è rimasta una personalità (a dir poco!) affascinante a causa degli eventi speciali in rapporto ai quali è stata conosciuta, e cioè la sua opera apparsa postuma, l'età alla quale ha lasciato scritti di sorprendente volume e valore spirituale, ma a quest'aura ha contribuito anche il fatto che si chiamava Hasdeu, e il dramma del padre – una nota personalità, Bogdan Petriceicu Hasdeu – ha scosso la società romena, quando le sue preoccupazioni scientifiche hanno affrontato nuove problematiche, ciò che oggi chiameremmo paranormale. Per quanto riguarda l'originalità del pensiero di Iulia, mi concentrerei maggiormente sulla sua intuizione, sulla capacità di superare i suoi limiti di età; ci sono molti aspetti ai quali non è stata data abbastanza attenzione, né sono stati evidenziati (mi riferisco alle meditazioni e ai pensieri), poiché i lettori conoscono solo le poesie di Iulia dai volumi pubblicati da B. P. Hasdeu. Iulia era ancora in un periodo di formazione, era sotto l'influenza di grandi poeti e non dimentichiamo che tutto si innesta nella sua sete di conoscenza, nelle letture nelle versioni originali dei poeti dell'antichità, ma anche degli scrittori contemporanei. I motti delle sue poesie attestano l'accesso e l'utilizzo dei temi romantici.

Fino a quando parliamo della personalità di Iulia Hasdeu, dobbiamo tenere automaticamente conto anche della personalità di suo padre, Bogdan Petriceicu Hasdeu, che oltre che padre era anche suo mentore. Come considera Bogdan Petriceicu Hasdeu dal punto di vista culturale, e quale ritiene che sia stata la più importante influenza sul pensiero e l'opera di Iulia Hasdeu?

Ogni volta che ho parlato di Iulia Hasdeu ho fatto notare che sono impressionata dal legame spirituale tra padre e figlia, nonostante il fatto che colei che vegliava sulla figlia più da vicino era la madre. Anch'ella di nome Iulia (nata Faliciu), fu lei ad accompagnare Lilica a Parigi nel periodo degli studi, fu lei a occuparsi della casa vicino al collegio e poi vicino alla Sorbona, scegliendo camere luminose, fu lei che – dopo essersi consultata con il marito rimasto a Bucarest – scelse gli insegnanti dai quali Iulia prendeva lezioni private, la accompagnava ai corsi, arrivando all punto di chiedere al decano di permetterle di accompagnare la figlia come uditrice ai corsi della Facoltà. Iulia è cresciuta in una casa dove le pareti erano rivestite di scaffali di biblioteca – mi riferisco all'edificio sulla collina di Mihai Vodă, dove erano gli Archivi di Stato e dove Hasdeu aveva un alloggio di servizio. I collaboratori di Hasdeu arrivavano nel suo salotto e discutevano dei contenuti di articoli di giornale, di recensioni e dibattiti.

Il ruolo di mentore di B.P. Hasdeu è stato assunto durante il periodo in cui Lilica si preparava privatamente con gli amici e con i suoi studenti per gli esami del ciclo primario che doveva sostenere con una dispensa per l'età al Collegio San Sava, assieme a classi di ragazzi (non c'erano scuole statali per ragazze). Storie, poesie, opere teatrali scritte da Lilica in quel del periodo sono il riflesso di preoccupazioni infantili sotto l'influenza degli spettacoli di Cișmeaua Roșie guardati con la famiglia, e degli eventi culturali ai quali partecipava la famiglia Hasdeu. Basti ricordare le poesie in Oaselor lui Țepeș Vodă e il dramma in versi Soldatul venit din bătălie o Amorul e scânteie.

Una volta arrivate ​​a Parigi le due Iulie – come le chiama nelle lettere Bogdan –, la mamma si informa sullo stato dei docenti con i quali studierà la figlia, prende contatto con i più famosi scienziati, offre loro da parte di Hasdeu le opere con cui questi era conosciuto in Europa, gode della protezione dell'ambasciata e di quella personale dell'ambasciatore della Romania a Parigi, Vasile Alecsandri. Sono invitate a serate private dove sono interpretate anche composizioni di Iulia Hasdeu. Come risulta dalla corrispondenza padre-figlia, il padre sarà al corrente (senza influenzarla in modo formale e diretto) della sua scelta del tema del dottorato di ricerca (egli dice, in tema della scelta della facoltà, che le chiede spiegazioni in seguito, indifferente a ciò che desidera Iulia).

Vi è certamente l'effetto di una formazione di spirito patriottico, di dignità e d'orgoglio per la nazione a cui appartiene, come B.P. Hasdeu le scriveva: Non dimenticare mai che ti chiami Hasdeu e il nostro nome di famiglia significa patria, rispetto, onore. Il titolo della tesi di dottorato della studentessa romena alla Sorbona era Teodicea del popolo romeno, opera in cui si riferisce alla nostra storia, ai nostri costumi e tradizioni. L'interesse manifestato dalla figlia di Hasdeu per il nostro folklore è evidente nella raccolta di poesie popolari che intendeva compilare per tradurla in francese, molte delle quali sono nel volume Œuvres posthumes par Julie Hasdeu compilato a cura di B. P. Hasdeu nel 1889: Feuille verte de chene, Feuille verte de noyer, Les perles e altre, così come altri personaggi della drammaturgia di Iulia Hasdeu, Les Heiduques, Soldatul venit din bătălie, ecc. Le nostre credenze, superstizioni, abitudini vengono acquisite in modo realistico ne L'ami de Trajan e in Idylle moldave, e per questi Iulia consulta il padre, si documenta sull'esatta descrizione delle varie parti del costume, su quale significato hanno alcuni termini (v. Corrispondenza). Nei romanzi Sanda, Țiganca sono descritti in modo dettagliato maledizioni e incantesimi del mondo rurale. Anche nei racconti e storie per bambini rivolte ai coetanei (Celor de o seamă cu mine) come La flûte en os e Trandafirul Moșului sono utilizzati motivi, detti e proverbi romeni.

In quale corrente potrebbe essere inquadrata l'opera di Iulia Hasdeu? Ultimo ma non da meno, le chiedo di raccontarci i motivi principali dell'opera letteraria di Julia Hasdeu che richiamano in modo particolare la sua attenzione.

Dobbiamo affermare (non riconoscere!) che l'opera letteraria di Iulia Hasdeu è poesia di anni di formazione, in cui l'autrice è ancora discepola e sotto l'influenza di grandi nomi, che idolatra. I motti delle poesie dei cicli Fantaisies et rêves e Chevalerie terimoniano le fonti delle ispirazioni, condivise con quelle dei versi di Victor Hugo, Lamartine, Schiller, Heine. Essi tradiscono la ricchezza delle conoscenze di Iulia, la studentessa che citava in originale le opere dei titani della cultura, citandole in greco, latino, spagnolo, portoghese e tedesco, come per esempio in Hebe (greco), in La femme (latino) in Roumanie (tedesco), ecc. Eppure appare continuamente una nota soggettiva, quando il tramonto di Lamartine è condotto nelle regioni dove si ode il nostro corno di montagna, quando nei saloni delle danze appare la matrona che flirta sulle rive della Dâmbovița. È un vissuto di altri, con una vasta esperienza nella vita emotiva che l'adolescente assume rapita dalla musicalità dei loro versi. Da Petrarca, Iulia Hasdeu prende la ricerca della perfezione, poiché la giovane cerca nell'amore il compimento nell'ideale, come l'amore di Petrarca per Laura. L'adolescente di per sé non ha vissuto l'amore – si sente il suo rimpianto soggettivo – e non scrive poesie erotiche, ma insinua un'elevazione spirituale. Nell'ultimo periodo creativo le influenze libresche si dissolvono, Iulia Hasdeu affronta il tema della primordialità dello spirito e l'intuizione dell'approssimarsi della morte determina l'orientamento verso la solitudine e la comprensione dell'implacabilità dei fenomeni nella natura circostante. La natura delle cose è crudele e Iulia oscilla tra la comprensione, l'accettazione, l'obbedienza e il rimpianto agonizzante di non aver compiuto la sua missione.

Per quanto riguarda la tematica delle opere letterarie di Iulia Hasdeu, sono tentata di intitolare una monografia sulla geniale adolescente Gli amori di Iulia Hasdeu, non per attirare lettori, ma perché il suo lavoro è un libro aperto, che ha fatto sì che nelle edizioni successive curate dalla sottoscritta non sia stato rispettato l'ordine in cui ha pubblicato i testi Bogdan Petriceicu Hasdeu, ma si sia andati in ordine cronologico. Allo stesso modo si può seguire un'evoluzione sia del vissuto dell’autrice – evoluzione sullo sfondo delle conoscenze acquisite – sia del distacco della giovane ispirato dai modelli assunti..

Ha amato la natura, dal fruscio dell'erba sulle rive del lago di Ginevra al rumore dei campanacci sulle strade del paese. Amava e conosceva bene la storia della nazione, aspetto illustrato frequentemente dalla poesia Chanson Dace al dramma storico L'ami de Trajan. Ha amato la poesia popolare e le nostre tradizioni folcloristiche, scrivendo versi su temi di folklore come Foaie verde..., Aubade... così come le partiture come Les Heiduques sono state interpretate dal suo insegnante di canto, il tenore di successo Lawers. Ha amato i bambini e l'infanzia (di età diverse), per i quali ha scritto storie, racconti, romanzi e pezzi teatrali in romeno e in francese, volendo raggrupparli sotto il titolo Pentru cei de-o seamă cu mine. Ora più che mai è appropriata la valutazione effettuata da G. I. Ionescu Gion, Quando tutte le sue opere saranno pubblicate, quando tutte le poesie e pensieri saranno raccolte in volumi, chiunque sarà in grado di vedere che l'unico piacere di quest'anima eletta era la bellezza ideale. (1988). Ora a quanto pare tale momento è venuto, poiché all'editio princeps di B. P. Hasdeu hanno fatto seguito finora le edizioni complete di Minerva, di Eminescu, dell'Associazione Iulia Hasdeu e di Vestala. Gli scritti di Iulia Hasdeu hanno una tinta meditativa che tradisce la natura romantica della giovane, in cui le influenze libresche stanno gradualmente diminuendo. Affronta il tema della primordialità dello spirito o della materia, l'equilibrio tra la vita e la morte, del soprannaturale e della capacità umana. Vorrei aggiungere che l'idealizzazione di un passato intangibile introduce e accentua uno stato depressivo. Sempre più l'intuizione della vicinanza della morte si associa nei versi di Iulia all'inclinazione verso la solitudine e il silenzio. Nell'infruttuosa ricerca di identità nelle dinamiche implacabili della natura, culmina in un atteggiamento dimesso di riconciliazione con la realtà che non perdona.

Ho spesso sentito dire che Iulia Hasdeu potrebbe essere considerata una promotrice di nuove spiritualità, concetto di cui parla ampiamente oggi Dumitru Constantin Dulcan. È d'accordo con quest'affermazione o la considera erronea?

Credo che Iulia Hasdeu abbia avuto premonizioni straordinarie. A parte ciò che è noto, vale a dire che ha intitolato il suo libro di versi Bourgeons d'Avril, la cui decrittazione è stata divulgata da Angelo de Gubernatis, che ha paragonato il suo destino a quello delle gemme d'aprile uccise dai venti proprio come la tubercolosi ha ucciso la giovane che ancora non aveva compiuto i 19 anni, e il modo in cui ha preparato i volumi raggruppando le poesie pronte alla pubblicazione, ai segni sui quaderni di scuola che dimostravano che la studentessa faceva salti nel tempo. Il tema dei corsi e delle lezioni a cui assisteva le offriva la possibilità di trasporsi nel periodo storico rispettivo, di cui Iulia disegnava i personaggi e scriveva le loro repliche. I suoi quaderni sono pieni di dialoghi, di intere scene dei futuri pezzi teatrali. Ma ancora più interessante come illustrazioni delle affermazioni di cui sopra sono le note che si riferiscono all'esistenza del peronaggio di Camille Armand – lo pseudonimo scelto e testimoniato nelle lettere al padre. Messe assieme, queste note costituiscono il Jurnalul fantezist, intitolato più correttamente Jurnalul vizionar, che inizia le note di fantasia con la data di partenza di Iulia Hasdeu dal nostro mondo. È un romanzo di ascensione e di riconoscimento di una scrittrice e pittrice realizzato in parallelo con quello di una donna della corte del re di Romania. Le note in diversi registri – autobiografici, dei critici letterari, delle cronache dei giornali del tempo, etc. – sono registrazioni degli anni 1888-1925 (!) e in molti casi raccontano eventi che si sono verificati, come per esempio la presenza della regina al fronte, le celebrazioni ad Alba Iulia, il duello tra i due figli di re Ferdinando, o nella vita culturale di Parigi, per esempio, il destino di un'attrice uccisa in gioventù dalla tubercolosi, che non aveva confessato la sua malattia a chi le stava intorno.

Possiamo affermare in modo categorico che Iulia Hasdeu non ha praticato lo spiritismo, anche se Victor Hugo, che ella idolatrava, era noto al tempo per essersi interessato a quei temi, e nonostante il fatto che in quel momento si parlava di spettacoli in cui erano invocate le anime dei dipartiti dal mondo terrestre. Era troppo giovane, ma i suoi versi scritti alla mamma quando non aveva ancora neppure nove anni... ci rivedremo... sono certamente un'eco dei concetti di paradiso e inferno, dove le anime sono condotte dopo la morte.

Solo nella corrispondenza spiritista di Bogdan Petriceicu Hasdeu capiremo l'inclinazione di Iulia verso i personaggi con destini simili, come il dramma della poetessa Saffo nel pezzo teatrale Alceu și Saphho.

Visto il tema che le ho proposto per la presente discussione, sono tentato di prendere in considerazione anche l’"Archivio spiritista" di Bogdan Petriceicu Hasdeu. Cosa ne pensa personalmente di quest'opera e cosa potrebbe dire circa la sua autenticità?

Per quanto riguarda sia l'Archivio spiritista di Bogdan Petriceicu Hasdeu (Arhiva spiritistă, ed. Vestala, 2004) sia i Protocolli delle sedute di spiritismo (Protocoalele ședințelor de spiritism, ed. Saeculum, 2008), preferirei prendere in considerazione il lavoro di Hasdeu Sic cogito, per due motivi. Spirito enciclopedico, Hasdeu ha studiato lo spiritismo, trasformando le sue ricerche in una scienza. Ha pubblicato articoli nella Revista spiritistă, richiedendo materiali simili da parte dei lettori, ha sperimentato e si è messo in contatto con detentori di informazioni nel settore delle esperienze paranormali, esperienze con testimoni credibili. Le conclusioni raggiunte sono motivate sistematicamente e, anzi, portano al riconoscimento di Bogdan Petriceicu Hasdeu come promotore di una nuova spiritualità, forse di quella nuova spiritualità a cui fa riferimento quando parla delle opere di Dumitru Constantin Dulcan. Nelle opere summenzionate si cerca di descrivere come si svolgono le sedute, i requisiti, e le conclusioni o le dichiarazioni ricevute.

Recentemente ci sono state numerose ristampe dell'opera Sic cogito, più lontane o più vicine alla prima edizione, anche con la riproduzione anastatica dell'edizione del 1892 (Ed. Vestala, 2007). Questa "fedeltà" all'edizione di un secolo prima rende difficile percepire il messaggio della decifrazione del rapporto materia-spirito.

Sebbene i contributi di Iulia Hasdeu alla cultura romena siano di per sé un argomento che richiede ancora qualche chiarimento, le chiedo di dirci ancora quale sarebbe dal suo punto di vista il principale contributo di Iulia Hasdeu alla cultura europea nel suo complesso.

Credo che attraverso la sua opera poetica Iulia Hasdeu appartenga all'onda romantica illustrata in Europa anche dai giovani. I grandi nomi dell'epoca accrontavano temi come l'amore e la fraternità con la natura, l'ammirazione del glorioso passato in difesa dei valori nazionali... e così via.

Ci sono diverse questioni che devono essere adeguatamente illustrate. In primo luogo bisogna precisare che Iulia Hasdeu è una scrittrice romena di espressione francese, e non – come appare in alcune opere che trattano tangenzialmente l'opera di Iulia Hasdeu – una scrittrice francese di origine romena. La confusione è nata perché l'opera di Iulia Hasdeu è stata redatta (per la prima volta in in francese) in Francia, poiché padre e figlia avevano capito che per essere conosciuti ci si deve esprimere in una lingua di ampia diffusione, in questo caso il francese.

Se un secolo fa pochi bambini in tenera età conoscevano una lingua straniera, Iulia a quattro anni sapeva il romeno, il tedesco (appunti in tedesco su un libro di poesie), il francese e l'inglese (come evidenzia una cartolina di Natale indirizzata ai genitori), oggi, nella cosiddetta generazione dei bambini di cristallo, ci sono molti bambini altamente dotati. Questi non solo studiano lingue straniere, ma si esprimono nel campo delle arti, suonano strumenti musicali, e fanno progressi anche nelle scienze esatte, con riconoscimenti internazionali nel campo della robotica. Così il genio (per la sua epoca) della bambina premiata al Conservatorio non deve essere messo in relazione con la dispensa per l'età di cui Iulia ha avuto bisogno per iscriversi alla facoltà della Sorbona.

D'altra parte, quelli che vale la pena prendere in considerazione sono i pensieri, le note nei libri in romeno rimanenti a Bucarest, ma anche quelli in francese sulla società, sulla vita e la separazione dalla vita, la storia Trei muribunzi  in cui non individuiamo influenze. Il Jurnalul fantezist è considerato quasi inspiegabile, una prova certa che Iulia Hasdeu aveva accesso a informazioni dallo spazio-tempo.

Iulia Hasdeu è entrata nella cultura europea, perché ha scritto in francese. L'attenzione ai problemi delle correnti letterarie a lei contemporanee rimanda allo spazio romeno non solo nelle sue ballate e traduzioni dal romeno, ma anche nella scelta dei motivi. Allo stesso tempo, come poetessa riconosce con i suoi motti scelti una dipendenza dagli autori sotto la cui influenza si è formata, e che hanno dato alla giovane la sua erudizione. Proprio questi sono gli attributi degli scritti di Iulia Hasdeu, sia in poesia, siua in drammaturgia sia in prosa: il potenziale creativo della gioventù significa ispirazione, erudizione, modestia.

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