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  La scuola di Parigi e il futuro

dal blog del sito Orthodox England

14 novembre 2016

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Il termine 'scuola di Parigi' (di filosofia religiosa russa) è un termine vago, perché molti dei suoi rappresentanti hanno finito per non vivere a Parigi o anche in Francia e perché è stato un fenomeno molto vario. Così, ha incluso intellettuali principalmente di origine russa (ma non tutti), che hanno finito per vivere lontani tra loro, in luoghi come gli Stati Uniti, l'Inghilterra, la Finlandia, la Bulgaria (il complottista anti-monarchico padre Georgij Shavelskij) e Costantinopoli (il filosofo metropolita Ioannis Zizioulas). Alcuni di questi sono stati vicini all'Ortodossia, altri sono stati in aperta rivolta eretica contro la Chiesa e hanno costruito ideologie anti-ecclesiali, altri erano semplicemente eccentrici innocui che vivevano tra le nuvole.

Un rappresentante vicino alla tradizione, per esempio, è stato il teologo accademico (e non filosofo!) padre Georgij Florovskij, che è stato estromesso dal St Vladimir's Seminary da un altro pensatore di mentalità molto più protestante di una generazione nata a Parigi, padre Alexander Schmemann. Tuttavia, ci sono stati altri, come il famoso padre Sergej Bulgakov, che ha fondato una nuova eresia sotto l'influenza del occultista e alcolista cattolico Vladimir Solovjov. Quest'ultimo è stato il vero fondatore della scuola, e l'ha infettata con tutte le sue correnti di base di gnosticismo, origenismo, liberalismo ed ecumenismo e ha avuto una grande influenza sul grande intelletto del poliedrico padre Pavel Florenskij.

Sempre a Parigi, c'era anche il filosofo esoterico Berdjaev, che era intriso di misticismo semi-cattolico e che come Bulgakov non si scrollò mai del tutto di dosso il suo marxismo, ma c'era anche il più ortodosso P. Vasilij Zenkovskij, che ha scritto una magistrale 'Storia della filosofia russa'. Poi c'erano Vladimir Losskij, addestrato nella scolastica, ma le cui idee erano molto vicine alla Tradizione per molti aspetti, e dall'altra parte, il vescovo fantasista Jean Kovalevskij o gli ecumenisti francesi recentemente scomparsi, l'ex-pastora Elisabeth Behr-Sigel e Olivier Clément. Le loro opinioni erano, rispettivamente, le più vicine possibili al protestantesimo e al cattolicesimo senza abbandonare la fede ortodossa.

In Inghilterra ci sono stati altri rappresentanti della scuola di Parigi. Tra questi, il defunto metropolita Antony (Bloom), le cui curiose opinioni personali combinavano un conservatorismo teorico con uno straordinario liberalismo e avevano influenzato molti seguaci convertiti, come l'ebreo padre Sergej Hackel. Poi c'era il defunto ex-uniate, padre Lev Gillet, che sembra essere morto da quacchero oppure da buddhista (nessuno ne è sicuro), o l'artista e intellettuale parigino, il defunto padre Sofronij Sacharov, la cui intera filosofia esoterica dell'Ortodossia è stata plasmata sul modello del contadino san Silvano, che aveva incontrato sul Monte Santo, dove era stato bibliotecario.

Con una tale varietà di individui, alcuni molto più vicini alla tradizione ortodossa di altri, alcuni più rinnovazionisti di altri, alcuni più fantasisti di altri, cosa hanno tutti in comune? Negativamente parlando, si tratta della distanza che la maggior parte di loro sembra avere avuto dai santi della Chiesa nell'emigrazione, come san Giovanni di Shanghai (che visse anch'egli per molti anni a Parigi e che venne spesso a Londra) o san Serafino di Sofia, o dal vero e proprio filosofo ortodosso dell'emigrazione Ivan Il'in. Questi hanno seguito l'interezza della tradizione ascetica della Chiesa, e non frammenti selezionati di essa, e quest'ultimo è il motivo per cui la scuola di Parigi era opposta al monachesimo autentico.

Tuttavia, questa non era l'essenza della scuola di Parigi. La sua essenza era la sua pretenziosità intellettuale, che contiene l'orgoglio che è al centro di tutte le deviazioni dalla Chiesa, senza eccezioni. Non capendo che l'illuminazione viene dalla grazia di Dio, la sola che purifica il cuore pentito, tutti credevano erroneamente che l'illuminazione provenisse dalla purificazione dell'intelletto e dell'immaginazione. Questo tragico sbaglio voleva dire che le loro opinioni erano intellettuali, filosofiche, più o meno rinnovazioniste, più o meno fantasiste, disincarnate dalla realtà e dall'Ortodossia e dagli ordinari ortodossi. Quindi, in ultima analisi, sono diventati settari.

La prova di questa tesi è il fatto che quando venne il momento per la graduale liberazione della Chiesa russa in Russia dal sergianismo e dal rinnovazionismo dopo il 1991, si sono rifiutati di rientrare nel suo grembo e di glorificare i nuovi martiri e confessori insieme a lei. Non avevano mai desiderato di ritornarvi, come volevano i fedeli, ma invece si erano coltivati le proprie filosofie intellettualistiche al di fuori della tradizione ortodossa. Così, coltivando interessi privati e marginali su basi di personalità, non sono riusciti a vedere la corrente principale della cattolicità della Chiesa e hanno finito per isolarsi nella peggiore sorta di isolamento – l'isolamento dai veri santi, i nuovi martiri e confessori.

Ciò ha significato che si sono alleati solo con i rudimentali elementi rinnovazionisti e settari ai margini della Chiesa russa in Russia. Ha significato anche che essi stessi si sono macchiati con la politica (con la pretesa di essere apolitici, cosa che è sempre politica). Così, si sono alleati con gli elementi russofobi nel mondo occidentale, per esempio nella NATO, con i falchi neocon auto-giustificati e guerrafondai, adoratori del passato, che non hanno mai voluto la fine della guerra fredda e nella loro arroganza etnocentrica non hanno mai capito che i valori vibranti della civiltà cristiana ortodossa sono molto diversi dalla loro morente cultura occidentale anticristiana.

Questo è il motivo per cui, quando alla fine del 2016 arriva il momento del cambiamento generazionale per il rinnovo in Russia e poi, ispirato dall'esempio russo, per i primi spiragli di libertà e speranza di pentimento in Occidente, la scuola di Parigi e i suoi valori si sono attaccati al passato morto. Questi ultimi rappresentanti erano ormai invecchiati, cimeli del passato, le cui ideologie ribelli e spesso assurde erano state preparate nel deserto spirituale degli anni '60, e trasmesse a pochi convertiti intellettuali in Russia, che ancora non avevano avuto contatto con il mondo vero. Per quanto riguarda la Chiesa, guardiamo come sempre alla santità profetica e alla restaurazione dinamica della Tradizione nello Spirito Santo che sta accadendo ora.

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