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  "Cristo chiama tutti i popoli al suo gregge senza aggressività": lo ieromonaco Constantin (Simon) spiega perché gli uniati non amano gli ortodossi

monastero Vysoko-Petrovskij, 4 marzo 2016

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lo ieromonaco Constantin (Simon)

Durante l'incontro del patriarca Kirill di Mosca e di tutta le Russie con il papa di Roma, di cui non si cessa ancora di discutere, anche se sono passate più di due settimane, si è parlato del tema dell'uniatismo in Ucraina. Abbiamo deciso di chiedere informazioni più dettagliate allo ieromonaco prof. Constantin (Simon), che apparteneva in precedenza all'ordine dei gesuiti.

Padre Costantin, ci dica in poche parole che cosa sta accadendo in Ucraina nella sfera della religione, e qual è il ruolo degli uniati.

In Ucraina, oggi l'atteggiamento degli uniati è molto aggressivo verso gli ortodossi.

La storia di questa aggressione non è iniziata con la perestrojka, come alcuni credono. L'ostilità uniate ha avuto inizio tra gli immigrati ucraini, nella diaspora ucraina, quando l'Unione Sovietica sotto Krusciov ha liberato il cardinale Iosif (Slipyj), che era stato mandato nei campi di prigionia del nord. Mi sembra che il governo sovietico in quel momento fosse ben consapevole di ciò che faceva. Quando arrivò in Occidente, Slipyj divise la Chiesa uniate in due gruppi opposti: quelli che erano per lui e le sue idee, che aspiravano a un patriarcato nazionale, e quelli che erano contrari. Ho in mente i vescovi, anche se pure tra i laici vi erano sostenitori di queste due idee. Io stesso l'ho visto nell'emigrazione degli anni '70; per esempio, in Inghilterra, c'era un vescovo che non sosteneva Slipyj: voleva essere fedele al Vaticano, perché il Vaticano non accettava di dare il patriarcato agli uniati. Così gli uniati che sostenevano Slipyj picchiarono senza compassione quel vescovo, quando si presentò per la consacrazione di una chiesa. Questa era l'aggressione tra gli uniati.

il cardinale Joseph Slipyj

Poi ci fu una situazione simile con l'Ucraina. Negli anni '80 un gesuita tedesco mi disse che temeva che l'Unione Sovietica non avrebbe liberato presto la Chiesa uniate, perché il governo riusciva a prevedere la situazione che è successa oggi. Gli uniati vivevano clandestinamente, avevano i loro sacerdoti, che erano molto ben istruiti in materia di fede. I loro sacerdoti insegnavano e insegnano che se un uniate diventa ortodosso, allora sarà scomunicato dalla Chiesa cattolica, poi, dopo la morte finirà all'inferno, perché la rinuncia al papa significa la dannazione eterna. Gli uniati erano ben istruiti, erano eccellenti catechisti, conoscevano bene la legge di Dio – meglio degli ortodossi in Ucraina occidentale in quel momento. Quel sacerdote tedesco temeva una crisi, perché l'aggressione uniate si combinava con il nazionalismo, e in una forma estrema. E quando fossero stati resi liberi, avrebbero diretto la loro aggressione contro gli ortodossi. Aveva ragione.

papa Giovanni Paolo II

Ma il Vaticano, come ho detto, non ha voluto dare agli uniati il loro patriarcato. Questo avveniva ai tempi di papa Paolo VI, che aveva voluto stabilire buone relazioni con la Chiesa ortodossa. Dopo di lui, sotto Giovanni Paolo II è cambiato tutto. Mi ricordo che ai tempi di Paolo VI, quando la Chiesa greco-cattolica era vietata in Ucraina, ma esisteva in esilio in Inghilterra, in Germania e in altri paesi europei, quasi tutti i fedeli abbandonarono il vescovo, perché questi non sosteneva Slipyj. Poi hanno cominciato ad arrivare soprattutto in Inghilterra sacerdoti che vivevano a Roma, e non avevano il permesso di stare in altri paesi. Questi commemoravano il patriarca, anche se questo non esisteva. Calpestavano le regole ecclesiali. E non celebravano nelle chiese, ma in club speciali per gli uniati. Furono scomunicati da Paolo VI. Ma sotto Giovanni Paolo II, che era anti-russo e anti-ortodosso, sono stati tutti dimenticati. Oggi occupano le posizioni più elevate della Chiesa uniate, sia in Ucraina, sia nell'emigrazione. È molto strano che siano stati scomunicati a quei tempi. Negli anni '80 il cardinale Slipyj ordinò alcuni vescovi senza il permesso del Vaticano. Marcel Lefebvre aveva fatto lo stesso ed era stato scomunicato, ma Slipyj non fu scomunicato. Tra i vescovi che aveva ordinato, vi era il famoso cardinale Husar, poi a capo della Chiesa uniate in Ucraina. Per circa dieci anni era stato sospeso dal sacerdozio, ma sotto Giovanni Paolo II fu messo in grado di agire apertamente. Una situazione poco chiara.

Allora, perché gli uniati sono aggressivi? Perché la loro chiesa è costruita non solo sulla legge di Dio o sull'appartenenza alla Chiesa cattolica, ma perché l'attività di questa chiesa è costruita sul nazionalismo.

Storicamente la Chiesa greco-cattolica non ha sostenuto il nazionalismo ucraino fino all'inizio del XX secolo. E gli ucraini ortodossi guardavano alla Chiesa uniate come a una marionetta dei polacchi, perché di solito sosteneva la politica polacca. Alcuni erano russofili che sostenevano la politica russa, ma non quella ucraina.

Un fatto poco noto: quando all'inizio del XIX secolo un prete uniate lesse un sermone nella cosiddetta "lingua russa", causò un enorme scandalo tra l'intellighenzia in Galizia. Prima di quel momento, i sacerdoti uniati predicavano in polacco. Oggi il metropolita uniate Andrej (Sheptytskij) è un eroe nazionale nella comunità uniate. Pochi ricordano che Sheptytskij è nato cattolico romano, e che era polacco; anche se parte di padre aveva antenati russi, da parte di madre era un polacco puro, parente del famoso scrittore e comico polacco Fredro. Per lui, la lingua polacca era la lingua madre, e parlava anche un ucraino molto debole con un forte accento polacco, per quanto si sente delle rare registrazioni delle sue prediche e discorsi.

rito uniate-galiziano

Solo dopo la caduta dell'impero austro-ungarico, quando la Chiesa uniate si è trovata nella Polonia borghese, hanno cominciato a coniugare il nazionalismo e la religione. Il nazionalismo estremo in questa forma non è il benvenuto nella Chiesa cattolica, la Chiesa cattolica vuole essere universale. In questo gli uniati sono cattivi cattolici.

Studiosi di religione e giornalisti dicono che l'incontro tra il patriarca e il papa è stato rinviato per lungo tempo a causa del problema dell'uniatismo. Che cosa significa questo? La posizione della nostra Chiesa nei confronti degli uniati dell'Ucraina e chiara; questo vuol dire che la Chiesa cattolica non ha saputo come reagire agli uniati?

Naturalmente, la Chiesa cattolica non ha saputo come reagire agli uniati. Io stesso ho notato che un tempo c'è stato un avvicinamento tra cattolici e ortodossi. Poi gli uniati hanno cominciato a mettere i bastoni tra le ruote agli ortodossi. Quando c'è stato un riavvicinamento con la parte cattolica, gli uniati hanno trasferito la residenza del loro cosiddetto patriarca a Kiev, dove non c'è popolazione uniate. Come se l'avessero fatto specificamente per il Vaticano. Così è avvenuto diverse volte, sempre con contromosse da parte loro, in modo che il Vaticano non sa a volte come reagire. Questo non ha solo a che fare col papa, ma con la curia. Ci sono in Vaticano i sostenitori degli uniati, e i sostenitori degli ortodossi.

Prima di questo i metropoliti uniati, però, pur rivendicando il titolo di Kiev, non sono mai vissuti a Kiev, che è sempre stata una roccaforte dell'Ortodossia grazie ai cosacchi. I metropoliti uniati vivevano a Novogrudok nell'odierna Bielorussia, o a Vilnius, dove la popolazione era in gran parte cattolica.

Nel conflitto politico in Ucraina, la Chiesa ortodossa ucraina sta cercando di non prendere alcuna posizione, e invita entrambe le parti alla riconciliazione. Gli uniati, al contrario, sostengono una delle parti. Dopo che la Chiesa cattolica ha condannato le loro azioni, qualcosa cambierà nella loro posizione in termini politici?

Non è un caso che la Chiesa uniate sostenga una parte, perché la loro chiesa è basata sull'idea antirussa: questa Chiesa agisce in conformità con motivi russofobi e ortodossofobi.

Ma non solo per giustificare la sua esistenza, la Chiesa uniate deve sottolineare la divisione tra i popoli slavi, dicendo che gli ucraini non hanno nulla a che fare con i russi. La loro ideologia è che i russi siano asiatici, che hanno occupato l'Ucraina e che ancora occupano la Crimea e l'Ucraina orientale.

L'Ucraina è ancora un paese ortodosso, non sarà mai cattolica.

Gli uniati guardano con grande piacere al fatto che la Chiesa ortodossa in Ucraina è ormai in crisi perché credono, al contrario, di essere nell'unità universale della Chiesa. Quando guardano all'Ortodossia, sottolineano che Ucraina ci sono tre chiese, ma questo non è vero, ce n'è una sola – la Chiesa Ortodossa Ucraina, gli altri sono scismatici che gli stessi uniati non riconoscono. E non solo parlano dei tre rami dell'Ortodossia, ma concelebrano pure con i sacerdoti della Chiesa autocefalista, e questo è per me un fatto sorprendente.

Quando Filaret Denisenko, il cosiddetto patriarca di Kiev, era sotto il regime sovietico, era il maggior persecutore del nazionalismo ucraino e degli uniati in Ucraina occidentale. Ora tutto è dimenticato, tutto è perdonato, sono disposti a concelebrare, e non solo le preghiere, ma anche la Liturgia. Questo è giustificato dal nazionalismo. Denisenko, anche se ora parla solo in lingua ucraina, in epoca sovietica parlava russo e conosceva poco l'ucraino. Ora il passato è stato dimenticato.

Svjatoslav Shevchuk e Filaret Denisenko

Ma può accadere qualcosa che ispiri gli uniati comportarsi in modo più mite con la Chiesa ortodossa?

Per ora non lo so. Il problema non è con l'Ortodossia in generale, ma proprio con l'Ortodossia russa. Sono fattori più nazionali che ecclesiali.

Conoscevo molto bene un vescovo uniate a Roma, un estremista, non del tutto normale, che partecipava anche a incontri ecumenici con gli ortodossi, tra cui i russi. Alla fine della sua vita, disse: "Ecco, io ho combattuto tutta la vita contro l'Ortodossia, e ora sotto il mio naso a Roma i russi costruiscono una chiesa". Si riferiva alla chiesa di santa Caterina. Ecco quanto profondamente è penetrato in loro il senso anti-russo e anti-ortodosso. E non era uno dei nazionalisti, non appoggiava neppure l'idea di un patriarcato uniate, ma aveva questo sentimento.

Il capo degli uniati in Ucraina, al fine di giustificare il papa, ha detto che il primate della Chiesa cattolica non è molto esperto in politica, e che il patriarca se ne è approfittato, e così è apparsa una voce sulla condanna della Chiesa uniate. Pensa che questo possa rassicurare e convincere il gregge degli uniati?

il capo della Chiesa uniate, Svjatoslav Shevchuk

È molto strano che l'abbia messa così. Il capo degli uniati, Shevchuk, è stato vescovo in Argentina. Ha detto che aveva uno stretto rapporto con il papa. A quel tempo momento non lo informava su questi casi politici, quando erano insieme? La situazione è cambiata da allora? Non credo.

Da altre fonti, deduco che il loro rapporto non fosse dei migliori. Quando l'attuale papa era cardinale in Argentina, ha voluto che i greco-cattolici, cioè gli uniati, fossero sotto la sua giurisdizione, e Shevchuk era fortemente contrario a questo. Quindi, mi sembra, già in Argentina, non erano in ottimi rapporti. Sorprendentemente, Shevchuk non è diventato cardinale, anche se Husar lo era diventato, e per di più quasi immediatamente, nonostante il suo passato molto poco limpido.

Il papa è ben consapevole di questa politica. Il papa vorrebbe risolvere i rapporti con gli ortodossi. Questo era lo scopo della recente riunione. Il papà non era tenuto a giustificare la politica ucraina in materia di Crimea e Ucraina orientale, ed era su questo che contava Shevchuk. Il papa voleva essere obiettivo.

Ha voluto migliorare le relazioni con gli ortodossi, ma qui dobbiamo essere molto attenti, perché in quest'incontro, credo, non c'è stata una sola parola su qualche ricongiungimento o unione tra ortodossi e cattolici.

Hanno parlato di questioni che sono molto importanti nel mondo di oggi: la situazione dei cristiani ortodossi e cattolici, in particolare nei paesi musulmani, dove sono oppressi e soffrono terribilmente, la secolarizzazione in Occidente.

A Parigi c'è un vescovo uniate che di recente ha detto che è strano che la Chiesa russa si comporti come se fosse quella principale tra gli ortodossi, quando meno del due per cento dei russi va alla domenica in chiesa. In Francia sono meno del due per cento. I cattolici sono tenuti sotto pena di peccato mortale a partecipare alla liturgia ogni domenica, se non sono malati, e gli ortodossi no.

Non so se la cifra del due per cento corrisponda alla realtà. Qui vedo che le chiese sono piene la domenica. Sono due anni che vivo in Russia. Se i russi non vanno in chiesa regolarmente la domenica, si comportano meglio verso la religione, i sacerdoti, il clero, rispetto ai francesi, che sono anticlericali.

In Inghilterra, in Germania, in Belgio, dove ho studiato, la situazione è la stessa. In Germania ho studiato filologia presso la Facoltà cattolica di Monaco, ed ero in imbarazzo a dire di essere un prete cattolico, perché saremmo stati derisi a causa mia. Là i fedeli erano sempre derisi durante le lezioni. E nel corso di una conferenza sula lingua slava ecclesiastica, nessuno sapeva cosa fosse la consacrazione, quando, sotto le specie del pane e del vino si manifesta il corpo e il sangue del Signore. E questa è l'intellighenzia. Al cuore dei cattolici. Ecco la secolarizzazione.

Non so il motivo per cui un vescovo uniate accusa la Chiesa russa di collaborare con il governo e ha detto che il patriarca è compromesso. Questo non è vero. Ma in Ucraina la Chiesa uniate collabora con il regime. C'erano perfino alcuni preti uniati che durante la presidenza di Janukovych incitavano pubblicamente la gente a ucciderlo. Oggi Shevchuk e suoi vescovi parteggiano solidamente per il regime anti-russo, proprio perché è anti-russo...

Dopo il discorso del Papa, gli uniati non potrebbero diventare fortemente contrari ai cattolici?

Tre anni fa, ho tenuto un'intervista presso l'Accademia ortodossa a San Pietroburgo. Ho detto che ritenevo che i cattolici non dovrebbero impegnarsi nel proselitismo in Russia e che la Chiesa uniate era un fenomeno screditato. Ho detto che così è oggi l'insegnamento della Chiesa cattolica e del papa di Roma, perché ho citato la cosiddetta Dichiarazione di Balamand, dove questo era chiaramente indicato. In seguito ho ricevuto una lettera della Congregazione per la dottrina della fede a Roma. Sono stato molto criticato per il mio discorso, hanno sostenuto che la dichiarazione di Balamand non è ufficiale, che la Chiesa cattolica ha il diritto di convertire gli ortodossi in Russia, se lo desidera, che nessuno parla contro il proselitismo della Chiesa cattolica, e che non ho il diritto di esprimere la voce del papa in questa materia.

Sono rimasto sorpreso da una tale reazione. Ho ricevuto una lettera attraverso il generale dell'ordine dei gesuiti, essendo io stesso un gesuita. Ho dovuto scrivere una dichiarazione e chiedere perdono, per non aver avuto ragione quando avevo citato la dichiarazione.

E di recente, il papa ha citato e ha detto le stesse cose che io avevo detto nell'intervista. Sono piacevolmente sorpreso. Ho avuto a causa di quella dichiarazione alcune difficoltà e problemi, e ora sono stato giustificato. Ho quindi scritto una nota esplicativa. Quando l'ho scritta, ho ricevuto ancora una lettera da quelle autorità, che hanno dichiarato che erano felici che quel sacerdote e professore si fosse pentito, ma che aveva una migliore comprensione della posizione della Chiesa cattolica e che deve capire che la dichiarazione di Balamand non è ufficiale e che è impossibile dire che le Chiese ortodossa e cattolica siano sorelle. Non giustificano mai una persona, ma giustificano sempre se stessi.

Mi sembra che il cardinale che ha firmato la lettera, un americano, non ne sapesse nulla. Ma qualcuno nella Congregazione sapeva. La lettera è stata scritta sulla base delle relazioni di cattolici russi di rito orientale, che sono molto sensibili alla questione del proselitismo, perché sono quasi tutti ex ortodossi.

Ho scritto un libro sul Russicum – il collegio russo a Roma. Negli anni '30, prima della guerra, vi studiavano principalmente ex ortodossi che volevano diventare sacerdoti. Purtroppo, circa il 90 per cento di questi sacerdoti era composto da imbroglioni o da persone profondamente deluse, tra cui molti alcolizzati. Non potevano, senza l'aiuto delle autorità cattoliche, fare missione per la Chiesa cattolica. La loro missione era portare gli ortodossi in Europa occidentale al cattolicesimo. Tra l'altro, alcuni sono addirittura ritornati all'Ortodossia. Ma resta il fatto che il cattolicesimo per spirito e natura non è una religione russa.

Ora gli uniati dicono che bisogna cattolicizzare tutta l'Ucraina per separarla completamente dalla Russia. Ne hanno parlato molto spesso ai tempi di Husar.

Ma se gli uniati hanno tanto zelo per il cattolicesimo, perché non possono semplicemente entrare nella Chiesa cattolica?

Anche dopo la liberazione di Slipyj gli uniati desideravano avere il loro patriarcato, che mantenesse la loro indipendenza. Volevano diventare una Chiesa locale, vale a dire chiamarsi cattolici, ma non dipendere dalle strutture cattoliche. Parlavano ovunque dei loro diritti: volevano un sacerdozio sposato, che i cattolici non ammettono; volevano la loro forma di governo; volevano scegliere i vescovi senza il permesso delle più alte autorità cattoliche.

Quando combattevano per il patriarcato, erano contro il papa. Non si capisce come mai Slipyj abbia detto che per molti anni aveva sofferto per il papa e per il cattolicesimo. Quando è stato rilasciato, ha combattuto contro il papa.

Gli uniati hanno davvero una grande influenza sulla politica in Ucraina, come dicono alcuni?

Penso che questa sia un'esagerazione. Non so quale sia la percentuale che ora gli uniati hanno nel paese, ma è piccola. L'Ucraina è un paese ortodosso.

Ma se si prendono gli uniati assieme al patriarcato scismatico di Kiev e alla Chiesa autocefalista, allora sì, si scopre che il numero è già rilevante.

Ma d'altra parte gli uniati non vogliono davvero tornare sotto la Polonia, della Polonia non hanno ricordi molto buoni. Allora avevano avuto grandi conflitti proprio sulla base del nazionalismo.

Grazie, padre Constantin. Ora vediamo un quadro chiaro di ciò che sta accadendo oggi nella vita religiosa in Ucraina.

Una Chiesa che non è costruita sulle parole di Gesù Cristo, ma sul sangue, sulla separazione dei popoli e sulla diffusione di odio non può avere pretese di verità. La Chiesa uniate è una Chiesa malata. Spero che tutti coloro che leggono questo preghino per una guarigione interna di questa parte della Chiesa cattolica, perché possa maturare e realizzare che Cristo chiama tutti i popoli al suo gregge senza aggressività e senza eccezioni.

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