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  Lo scisma vecchio-calendarista nella storia della Chiesa ortodossa (1924-2008)

Recensione di padre Andrew Phillips sul sito Orthodox England

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Un giovane autore di San Pietroburgo, Alexander Slesariov, ha appena pubblicato in russo, con il titolo di cui sopra [Старостильный раскол в истории Православной Церкви (1924-2008)], il suo libro sui molti scismi vecchio-calendaristi. Il testo, apparso nella serie ‘Materiali di Storia della Chiesa’, pubblicata dal ‘Krutitskoe Povdorie’, è la prima grande opera accademica a comparire in russo su questa questione di frangia.

Il libro racconta come ciò che è stato in un primo momento uno ‘scisma greco’ locale nel Patriarcato di Costantinopoli e nella Chiesa di Grecia in seguito si sia diffuso altrove. Oggi, complessivamente, ci possono essere fino a 100.000 vecchio-calendaristi in tutto il mondo, molti dei quali sinceri, ingenui, ma indotti in errore, mentre altri di loro inducono in errore. Il giovane autore racconta come, spinti dall’ingerenza dello Stato nelle questioni della Chiesa, seguita da compromessi secolari di pochi membri dell’alto clero nelle Chiese locali interessate, i vecchio-calendaristi giustificano le loro azioni parlando di un complotto e dell’apostasia delle loro gerarchie per unire tutte le religioni in una sola. Ciò è stato alimentato da un fondamentalismo cieco e un dibattito pseudo-teologico, discorsi auto-giustificanti sulla fine del mondo, insieme a sospetto e diffidenza delle autorità ecclesiastiche, che avevano allevato rancore verso se stesse.

Il libro narra come i leader vecchio-calendaristi ai margini della Chiesa predicavano l’ascetismo senza amore, l’applicazione dell’akrivia (l’interpretazione restrittiva e letterale dei canoni) e mai dell’ikonomia (dispense pastorali). Questo ha privato i fedeli di una visione spirituale e ha inaridito e indurito i cuori. Senza lo Spirito Santo, quindi per ironia della sorte sotto l’influenza di un ipocrita moralismo occidentale e di citazioni in stile protestante di canoni, invece di capitoli e versetti biblici, i gruppi scismatici erano spesso caratterizzati da orgoglio e odio, rancore e senso di possesso esclusivo della verità. L’autore inoltre associa al vecchio calendarismo l’ignoranza teologica, la mancanza di senso della tradizione e la sua sostituzione con un semplice conservatorismo mondano trasformato in dogma. Per i Padri della Chiesa la questione del calendario non è mai stata una questione di dogma, come lo è per il vecchio calendarismo.

Lo scrittore descrive le origini, la storia e gli sviluppi dei molti minuscoli gruppi vecchio-calendaristi, che sorsero in quasi tutte le Chiese ortodosse locali, fatta eccezione per la Chiesa russa, che dopo il 1917 fu resa schiava dal comunismo. Anche se l’autore è inesperto della vita della diaspora ortodossa, il suo libro è il benvenuto. Gli scismi vecchio-calendaristi, con le loro continue nuove suddivisioni intorno a oscuri dettagli e ad assurdi culti di personalità (matteiti, crisostomiti, ciprianiti, e così via), spesso lasciano sbigottiti i russi all’interno della Russia, come del resto altrove.

Fortunatamente, in Russia i comunisti non riuscirono mai a fare quello che hanno fatto in Romania e a creare deliberatamente uno scisma di calendario, da poter quindi sfruttare, secondo il vecchio adagio pagano ‘divide et impera’. In Russia i fedeli non furono quindi soggetti alle cause del vecchio calendarismo - i compromessi modernisti di gerarchi che hanno aderito a logge massoniche, manomesso il calendario, abolito il digiuno, giocherellato con il testo della liturgia (ispirati da ‘rivelazioni personali’ - o meglio da deliri spirituali) o apertamente dato la comunione ai non ortodossi. Tuttavia, rappresentanti del Patriarcato di Mosca, per esempio in Inghilterra e a Roma (e ‘in segreto’ a Novgorod) fecero apertamente cose simili al di fuori della Russia durante il tristemente compromesso periodo sovietico. Si può essere certi che se i gerarchi russi provassero a fare apertamente qualcosa di simile nella Russia si oggi, saranno presto messi di fronte a molto peggio di un semplice scisma, come sappiamo dalla storia dei vecchi credenti, o, più recentemente, del vescovo spretato Diomid .

Il libro descrive anche i tortuosi, decennali rapporti dell’episcopato della Chiesa ortodossa russa fuori dalla Russia (ROCOR) con vari gruppi vecchio-calendaristi. Da un lato, l’episcopato della ROCOR ha voluto sostenere coloro che sembravano difendere la pietà ortodossa e la purezza della Tradizione contro gli scandali di ecumenisti e modernisti. D’altra parte, non poteva capire o accettare l’estremismo vecchio-calendarista e il suo spirito di auto-divisione in Sinodi rivali, che si scomunicavano reciprocamente. La linea dell’episcopato della ROCOR sembrava spesso andare a zig-zag, man mano che diventava sempre più consapevole delle complesse realtà, alla base dei vari gruppi vecchio-calendaristi.

Questa incapacità di comprendere i vecchio-calendaristi incluse il loro rifiuto finale di entrare in comunione con le loro Chiese locali, una volta che era stata negoziata per loro l’occasione di rientrare nell’ordine canonico con le loro chiese pur mantenendo il calendario ortodosso (1). Come sappiamo, la corda tesa su cui i vescovi della ROCOR hanno camminato per decenni nel loro desiderio di aiutare i vecchi calendaristi a trovare la canonicità, ma mantenendo il calendario ortodosso, si è strappata nel 2006. Questo è avvenuto quando i gruppi più moderati dei vecchio-calendaristi, con i quali alcuni vescovi della ROCOR (ma praticamente nessuno dei suoi sacerdoti e fedeli) erano stati in contatto, hanno respinto le soluzioni canoniche. Il risultato è stato inevitabile. Dopo il 2007 i vecchi calendaristi si sono poi presi la loro ‘vendetta’, a modo loro, reclutando individui dissidenti della ROCOR nei propri ranghi.

Un giorno, quando le persone saranno finalmente pronte per la verità che da sola le rende libere, è da sperare che questo studio serio sarà accompagnato da un altro studio. Si potrebbe forse chiamare, ‘Il nuovo calendarismo nella storia della Chiesa ortodossa (1924 -)’. Questo dovrebbe includere tutti i tristi dettagli della condotta scandalosa e immorale di coloro che erano effettivamente ‘gerarchi sovietici’. Dovrebbe anche includere gli atti di quei vescovi russi e del clero anziano nella diaspora in diverse città dell’Europa occidentale e del Nord America che hanno respinto la giurisdizione canonica della ROCOR e la Tradizione della Chiesa russa a favore dei propri compromessi, grossolane immoralità, illusioni spirituali e culti della personalità.

Chiaramente, la data di cessazione di tale attività dovrà essere posta dopo il 2009. Solo oggi abbiamo sentito che la Sacra Comunità del Monte Athos ha espresso le sue profonde preoccupazioni circa i colloqui segreti tenuti a Cipro dalla ‘Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico tra la Chiesa ortodossa e la Chiesa cattolica’. Secondo i monaci athoniti, questi colloqui riguardano ‘il ruolo del Vescovo di Roma nell’unità della Chiesa nel primo millennio’. Essa ritiene che l’unica situazione in cui tali questioni possono essere sollevate è nel caso in cui i cattolici ritornino alla fede ortodossa e alla cattolicità della Chiesa ortodossa, e non in una situazione di aderenza a una ‘unità nella diversità’ dei dogmi.

Fino a quando l’ecumenismo e il modernismo del nuovo calendarismo esisteranno ai margini delle Chiese ortodosse - e saranno autorizzati da alcuni gerarchi - è chiaro che il settarismo e fondamentalismo del vecchio calendarismo continuerà a giustificarsi ai margini delle Chiese ortodosse, per quanti libri negativi siano scritti su di esso. In definitiva, che piaccia o no, sono le colpe dei padri che si celano dietro i peccati dei figli, per quanto colpevoli possano diventare i figli con il passare delle generazioni. Le tradizioni liberali e conservatrici degli uomini sono semplici categorie mondane, laiche, politiche. La Tradizione ortodossa, l’ispirazione dello Spirito Santo, regna su tutto.

Possano gli ecumenisti e modernisti liberali neo-calendaristi e i settari e guru conservatori vecchio-calendaristi, che dovranno entrambi rispondere al giudizio finale dei loro errori e insulti alla semplice fede ortodossa, alla semplice tradizione ortodossa e al semplice popolo ortodosso, pentirsi prima del tempo. Essi dovrebbero ricordare le terribili parole del Salvatore in materia di tradimento degli innocenti: ‘E chiunque avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, è meglio per lui che una macina da mulino gli fosse appesa al collo e fosse gettato nel mare (Mc 9, 42).

Arciprete Andrew Phillips

25 settembre / 8 ottobre 2009

San Sergio di Radonezh

 

Note:

(1) Allo stesso modo, i vecchi calendaristi non avrebbero mai perdonato San Giovanni di Shanghai per aver consentito ai convertiti l’utilizzo del calendario laico (‘nuovo’) per le feste fisse come misura di dispensa pastorale negli anni ‘50, o la presenza nella sua giurisdizione di parrocchie romene di nuovo calendario in Francia e in Germania fino al 1989.

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