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  L'arcivescovo Elpidophoros d'America, o la fine di tutte le illusioni sul Fanar

di Arkadij Maler

Orthochristian.com, 4 luglio 2019

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L'autore di questa analisi dell'attuale minaccia che incombe sull'Ortodossia mondiale, Arkadij Maler, è uno studioso e insegnante di filosofia specializzato in filosofia religiosa russa. È membro della Commissione biblico-teologica sinodale della presenza inter-conciliare del patriarcato di Mosca e fondatore del "Club bizantino" di Mosca. Maler è autore di quattro libri religioso-filosofici, che includono il tema di Costantino il Grande e la missione spirituale della Russia.

l'arcivescovo Elpidophoros (Lambriniadis)

Non è passato mezzo anno dalla formazione da parte del Patriarcato di Costantinopoli di una finta chiesa raffazzonata e politicamente strategica in Ucraina sotto l'abbreviazione deliberatamente ridicola eppure ufficiale di COULU, [1] che i suoi partecipanti principali hanno già prevedibilmente iniziato a fare scismi, e per di più così rapidamente che questo scisma all'interno di uno scisma ha regolari aggiornamenti nei feed di notizie in tempo reale. Ma mentre questi processi tragicomici si sviluppano a Kiev, nel Patriarcato di Costantinopoli si è svolto un evento molto importante, che promette conseguenze molto gravi a lungo termine: è stato intronizzato come arcivescovo di tutte le parrocchie greche negli Stati Uniti l'attivo sostenitore di un potere illimitato per il Patriarcato di Costantinopoli, il metropolita Elpidophoros (Lambriniadis, nato nel 1967, precedentemente metropolita di Bursa), che ha ricevuto anche il titolo di "Esarca degli Oceani Atlantico e Pacifico" (nella tradizione greca un arcivescovo è superiore di rango a un metropolita).

Ricordiamo ai nostri lettori che dal momento della caduta di Bisanzio la residenza del patriarcato di Costantinopoli è stata situata nel quartiere di Istanbul chiamato Fanar, fondamentalmente un ghetto religioso-etnico che corrisponde al numero piccolo e in via di estinzione dei suoi parrocchiani nella stessa Turchia. Dopo la formazione della Chiesa ortodossa di Grecia nel XIX secolo, il territorio canonico del Patriarcato di Costantinopoli oltre i confini della Turchia è notevolmente diminuito, conservando solo le regioni settentrionali della Grecia e la maggior parte delle isole greche nel Mar Egeo. Perciò nel XX secolo il Fanar ha sviluppato gradualmente una nuova ideologia politico-religiosa di un curioso "papismo di Costantinopoli", secondo cui i greci di tutto il mondo devono automaticamente sottomettersi solo al Patriarcato di Costantinopoli; inoltre, tutti i paesi e le terre del mondo che non appartengono al territorio canonico di altre Chiese ortodosse locali appartengono anche automaticamente al Fanar. Ma ora nel XXI secolo queste ambizioni sono apparentemente troppo limitate per i sostenitori dell'espansionismo del Fanar, che stanno spingendo una nuova teoria su come il Patriarcato di Costantinopoli ha il diritto di revocare le autocefalie che una volta aveva concesso e stabilirne di nuove sui territori di altre Chiese – come hanno fatto il 5 gennaio di quest'anno, quando il patriarca Bartolomeo di Costantinopoli ha firmato un tomos di autocefalia per quella stessa COULU. Certamente, queste politiche nel Fanar sono una diretta violazione del diritto canonico elementare, e non una sola Chiesa ortodossa locale ha riconosciuto tale "autocefalia ucraina", mentre la Chiesa ortodossa russa ha interrotto la comunione eucaristica con il Patriarcato di Costantinopoli; e non c'è alcun segno della sua restaurazione in vista.

In questa situazione, la nomina del metropolita Elpidophoros a capo dell'arcivescovado americano conferma definitivamente che il Fanar non ha intenzione di invertire il suo corso ideologico. Il fatto è che la diaspora greca di Stati Uniti e Canada, che comprende circa due milioni di persone, costituisce il principale collegio elettorale del Patriarcato di Costantinopoli, ed è la lobby dei fanarioti a Washington che fornisce ancora il patrocinio speciale dei politici americani al Fanar. Non c'è bisogno di sottolineare che la stretta cooperazione tra il Fanar e Washington non è stata messa in gioco dalla comune opposizione alla rinascita geopolitica della Russia e dal rafforzamento della Chiesa ortodossa russa a livello internazionale, e in questa intera truffa della "autocefalia ucraina" i funzionari americani hanno svolto un ruolo ovvio senza precedenti. E ora, in questo contesto politico, nominato alla cattedra americana c'è un uomo che non è solo un adepto dell'onnipotenza fanariota, ma il suo diretto ideologo, in effetti l'ideologo numero uno; e questo significa che quest'uomo è il pretendente più probabile al ruolo del futuro patriarca di Costantinopoli. In altre parole, mentre molti ortodossi su entrambi i lati dei confini canonici speravano piamente che il Fanar si dilettasse in fantasie papiste che presto sarebbero passate e la comunione eucaristica sarebbe stata presto ristabilita, in realtà queste speranze si sono rivelate vane. Se il patriarca Bartolomeo era solo l'ostinato realizzatore dell'ideologia del "papismo di Costantinopoli", allora il più probabile candidato alla sua posizione è l'ingegnere principale di tale ideologia.

Dal 2011, quando Elpidophoros è divenuto metropolita, è stato esteticamente molto impercettibile e sempre all'ombra del patriarca, occupando la modesta posizione di abate nel monastero sull'isola di Halki, dove si trovava la famosa accademia teologica chiusa dalle autorità turche nel 1971. Anche se è stato promesso molte volte, l'accademia non è mai stata restaurata e i suoi spaziosi edifici sono ancora vuoti, e questo non è sorprendente dato che la missione principale di Elpidophoros non era quella di sviluppare l'educazione accademica, ma di promuovere le pretese geopolitiche del Fanar. Proprio Elpidophoros è stato una figura chiave nella legalizzazione dello scisma ucraino del Patriarcato di Costantinopoli. Con l'avallo del patriarca Bartolomeo ha incontrato e condotto trattative nel corso di molti anni con i leader dello scisma ucraino, e nel momento politico più conveniente della presidenza russofoba di Poroshenko ha spinto il patriarca alla decisione fatale di stabilire una "autocefalia ucraina". Non è un caso che nel 2008, sotto il presidente Jushchenko, quando il patriarca Bartolomeo visitò a Kiev e molte persone si aspettavano che lo scisma ucraino fosse legalizzato in qualsiasi momento, Elpidophoros, allora a mala pena visibile, fu insignito della più alta onorificenza ucraina: l'Ordine di quinto grado del principe Jaroslav il Saggio; e il 4 aprile 2019, al completamento di questo progetto anti-canonico e anti-russo, il presidente Poroshenko ha assegnato al metropolita Elpidophoros il quarto grado dello stesso Ordine.

l'arcivescovo Elpidophoros e il patriarca Bartolomeo

Per coloro che hanno osservato le avventure politiche del metropolita Elpidophoros, la sua nomina alla cattedra americana era del tutto attesa e completamente prevedibile. Era lo stesso uomo che da tempo aveva fornito un collegamento regolare tra il Fanar, Washington e Kiev, ed era il candidato più probabile per questa posizione, che è fondamentalmente la seconda per importanza dopo il patriarca stesso. Basti ricordare che nel 1948 l'arcivescovo americano Athenagoras (Spyrou), che non aveva la cittadinanza turca e che era famoso per le sue idee ultra-ecumeniste, fu scelto come patriarca di Costantinopoli. Le autorità americane erano così interessate a vederlo insediato che, come è stato detto, fu trasferito a Istanbul da Washington con il jet personale di Harry Truman. Ma rispetto al patriarca Athenagoras l'attuale arcivescovo Elpidophoros ha un enorme vantaggio: non solo ha la cittadinanza turca, ma è anche nato e cresciuto a Istanbul e ha prestato servizio nell'esercito turco.

Se parliamo del contributo concettuale dell'arcivescovo Elpidophoros all'ideologia del "papismo di Costantinopoli", questo supera anche le fantasie più audaci dei suoi aderenti. È stato Elpidophoros a scrivere la risposta ufficiale del Patriarcato di Costantinopoli alla "Posizione sul problema del primato nella Chiesa ecumenica", accettata il 25 dicembre 2013 dal Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa. La risposta del metropolita Elpidophoros è stata pubblicata il 7 gennaio 2014, il giorno della Natività di Cristo secondo il calendario giuliano, ed era intitolata appassionatamente e in modo significativo, "Primo senza pari". Questo è l'esempio più chiaro delle nuove eresie ecclesiologiche che sono sorte nel nostro tempo.

Come dovrebbe essere ben noto a qualsiasi parrocchiano ortodosso, tutte le Chiese ortodosse canoniche locali del mondo, che sono quattordici, sono fondamentalmente uguali tra loro, e hanno il diritto di concedere l'autocefalia alle loro parti, e di aprire parrocchie e diocesi su territori liberi da altre Chiese. Ma se un territorio è all'interno dei confini canonici di qualsiasi Chiesa locale, nessun'altra Chiesa ha il diritto di invadere quel territorio senza il permesso delle autorità ecclesiastiche di quel territorio. Lo status di patriarcato di Costantinopoli come "primo fra pari" (primus inter paribus) ha un carattere puramente formale e non gli conferisce alcuna reale superiorità rispetto alle altre Chiese. Questo status elevato si basa esclusivamente sul fatto che durante il periodo dell'Impero bizantino, il Patriarcato di Costantinopoli era situato nella capitale imperiale e aveva maggiori possibilità di influenzare la politica religiosa degli imperatori bizantini. Ma quell'impero è caduto 566 anni fa, e il Patriarcato di Costantinopoli non ha avuto alcuna delle funzioni di una capitale per lungo tempo, se non nel quadro della stessa Turchia. Se questo status formale ha un qualche significato, sarebbe solo per il fatto che il patriarcato è al primo posto in ordine di commemorazione delle Chiese locali canoniche, in quelli che sono chiamati i dittici, che sono necessari nei servizi divini quando si prega per i primati di tutte le Chiese canoniche. Ricorderò anche al lettore che in connessione con la rottura della comunione eucaristica con il Patriarcato di Costantinopoli a Mosca, il nome del patriarca Bartolomeo non è menzionato nella Chiesa russa, e la lista dei primati ortodossi inizia con il successivo patriarca dopo di lui, Teodoro d'Alessandria.

Tuttavia, per gli ideologi dell'onnipotenza del Fanar il Patriarcato di Costantinopoli ha il diritto di fare praticamente qualsiasi cosa; ma se in passato hanno tentato di basare la loro autorità su una spiegazione altamente creativa dei canoni, nel 2014 il metropolita Elpidophoros si è spinto ancora più oltre e ha deciso di tracciare un'analogia diretta tra la posizione del Patriarcato di Costantinopoli e Dio Padre stesso! Inizia il suo costrutto teorico con il seguente ragionamento:

Per un lungo periodo nella storia della Chiesa, il primo ierarca è stato il vescovo di Roma. Dopo la rottura della comunione eucaristica con Roma, canonicamente il primo ierarca della Chiesa ortodossa è l'arcivescovo di Costantinopoli. Nel caso dell'arcivescovo di Costantinopoli, osserviamo la singolare coincidenza di tutti e tre i livelli del primato, vale a dire quello locale (come arcivescovo di Costantinopoli-Nuova Roma), quello regionale (come patriarca) e quello universale o mondiale (come patriarca ecumenico). Questo triplice primato si traduce in privilegi specifici, come il diritto d'appello e il diritto di concedere o revocare l'autocefalia...

Non vi è alcuna connessione logica in questo ragionamento, perché il patriarca di Costantinopoli, proprio come il papa romano nei tempi prima dello scisma, era il vescovo canonico solo della propria città e primo ierarca solo della sua Chiesa locale, "regionale". Se attribuiamo al patriarca di Costantinopoli quei privilegi d'autorità universale che il papa romano attribuiva a se stesso a suo tempo, allora perché non abbiamo riconosciuto il papismo romano in quel tempo? Vale la pena notare che qui sorgono molte domande semplici e logiche, ma l'arcivescovo Elpidophoros, appena nominato, non solo non si preoccupa di argomentare canonicamente la sua posizione, ma si addentra perfino in una discussione arbitraria sulla divina Trinità, insistendo direttamente sul fatto che il primato del patriarca di Costantinopoli è analogo nella Chiesa universale al primato di Dio Padre nella santa Trinità.

Notiamo che questa innovazione dogmatica, non ancora fissata sul piano sinodale, appartiene a un altro ideologo del "papismo di Costantinopoli": il teologo e filosofo metropolita Ioannis (Zizioulas), che a mio avviso ha screditato la filosofia del personalismo ortodosso e della sintesi neo-patristica con il suo ragionamento artificioso e arbitrario. Sfortunatamente, il concetto strano (per dirla in modo mite) e (in senso stretto) eretico del metropolita Ioannis (Zizioulas) è stato sostenuto dai partecipanti a una sessione di dialogo teologico ortodosso-cattolico a Ravenna nel 2006, contro la posizione della Chiesa russa, rappresentata dal metropolita Ilarion (Alfeev). Dopo la pubblicazione del documento conclusivo della convenzione di Ravenna, il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa ha ufficialmente respinto le sue risoluzioni.

Basando le sue conclusioni sul documento di Ravenna, il metropolita Elpidophoros dice:

La Chiesa ha sempre e sistematicamente compreso la persona del Padre come la prima ("la monarchia del Padre") nella comunione delle persone della Santa Trinità. Se dovessimo seguire la logica del testo del Sinodo russo, dovremmo anche affermare che Dio Padre non è egli stesso la causa senza inizio della divinità della paternità... ma diventa un destinatario del suo "primato" . Da dove? Dalle altre Persone della Santissima Trinità? ...È possibile che il Figlio o lo Spirito Santo "preceda" il Padre?

E più in basso arriva la conclusione ecclesiologica:

Il primato dell'arcivescovo di Costantinopoli non ha nulla a che fare con i dittici, che, come abbiamo già detto, esprimono semplicemente questo rango gerarchico... Se parleremo della fonte di un primato, allora la fonte del primato è proprio la persona dell'arcivescovo di Costantinopoli, che proprio come vescovo è uno "tra pari", ma come arcivescovo di Costantinopoli è primo ierarca senza eguali (primus sine paribus).

Non possiamo fare a meno di notare che questo ragionamento è assolutamente assurdo sia di fatto che nell'essenza. In realtà, nel documento sinodale della Chiesa russa non si afferma in nessun luogo - né si può affermare – che la causa della divinità e paternità di Dio Padre è il Figlio e lo Spirito Santo. Al contrario, è confermato che è incorretto comparare i ruoli di un vescovo primario nella Chiesa universale con la posizione occupata da Dio Padre nella divina Trinità. Tale confronto porta non solo a una distorta comprensione della triadologia ortodossa, introducendo nell'insegnamento sulla Trinità un subordinazionismo eretico (l'idea che il Figlio e lo Spirito siano subordinati a Dio Padre), ma anche a una concezione distorta dell'ordine ecclesiastico, cioè quella propagata dal metropolita Elpidophoros. Essenzialmente, la persona di un vescovo o patriarca è la persona di un essere umano creato e mortale, che riceve i suoi poteri gerarchici dalla Chiesa, che è stata fondata ed è guidata da Dio la Trinità. Il vescovo o il patriarca stesso non può mai, in nessun modo, essere la "fonte senza inizio" del proprio potere; non rimane che il suo portatore, e questa autorità gli può essere portata via dalla decisione della Chiesa stessa. Se l'episcopato della Chiesa di Costantinopoli non è d'accordo con questo, allora è già nell'eresia, e non solo eresia ecclesiologica ma anche antropologica e triadologica. Non ci può essere distorsione della fede ortodossa peggiore di tale eresia.

A quali risultati pratici porta quest'idea della Trinità e del potere mistico del Patriarcato di Costantinopoli? Proprio agli stessi che l'attuale arcivescovo americano ha espresso nella sua scandalosa risposta alla Chiesa russa. Quindi, si scopre che il patriarca di Costantinopoli, in quanto fonte di autorità ecclesiastica per tutta la pienezza dell'Ortodossia universale, ha il diritto di accettare appelli da qualsiasi Chiesa locale, e nella sua capacità unica, concedere, e, cosa ancor più interessante, revocare (!) autocefalie precedentemente concesse. E tutte queste non sono solo teorie astratte di singoli fantasisti di rango ecclesiastico, ma istruzioni dirette per l'azione. Dopotutto, il Fanar ora applica questa stessa politica alla Chiesa russa nel caso dello scisma ucraino, e alla Chiesa serba nel caso dello scisma macedone. [2]

Per timore che nessuno dubiti della serietà di queste intenzioni, la risposta del metropolita Elpidophoros è stata pubblicata sul sito ufficiale del Patriarcato di Costantinopoli, [3] ed esprime quindi la sua "linea generale". Sono passati cinque anni dal momento della sua pubblicazione e il 6 gennaio 2019, alla vigilia della Natività di Cristo, il Patriarca Bartolomeo ha messo in atto i "diritti" formulati dal metropolita Elpidophoros concedendo autocefalia agli scismatici ucraini. Per inciso, ancor prima di questa decisione, il patriarca di Costantinopoli ha esercitato un altro dei suoi "diritti" accettando in comunione eucaristica il leader dello scisma ucraino che era stato scomunicato dalla Chiesa e "restaurando" altri scismatici al loro grado episcopale.

Infatti, nel corso della storia della COULU, il oatriarca Bartolomeo ha agito come "primo senza pari", non solo senza il sostegno di altre Chiese ortodosse locali, ma anche ignorando manifestamente la posizione espressa con precisione da quelli che sono chiaramente opposti alla legalizzazione dello scisma ucraino.

La questione di come la Chiesa ortodossa dovrebbe concedere l'autocefalia in futuro è stata discussa in seno alla Commissione per la preparazione del Concilio pan-ortodosso nel corso di diversi decenni. Il risultato è stato la produzione di una bozza di documento, secondo la quale la concessione di una nuova autocefalia presuppone il riconoscimento unificato da parte di tutte le Chiese ortodosse locali generalmente accettate, e un tomo di autocefalia deve essere firmato dai loro primati nell'ordine dei dittici. Il testo principale di questo documento è stato concordato, ma non è stati stati in grado di concordare su come dovrebbero essere disposte le firme dei primati. Il Fanar insisteva affinché la firma del Patriarca di Costantinopoli fosse accompagnata dalla parola "risolve", mentre le firme di tutti gli altri primati dovrebbero avere una parola diversa accanto a loro, che potrebbe essere tradotta come "si uniscono alla risoluzione". Certe altre Chiese, legittimamente, non erano affatto d'accordo con la proposta dei fanarioti, che ovviamente confermerebbe ufficialmente il primato del patriarca di Costantinopoli – e di conseguenza la questione è rimasta sospesa nell'aria.

Ora il patriarca Bartolomeo ritiene che tutti gli accordi raggiunti siano "come se non fossero mai stati". Secondo la nuova, ancora più radicale teoria del papismo del Fanar, così chiaramente formulata dal metropolita Elpidophoros, il patriarca di Costantinopoli ha il diritto di concedere unilateralmente un'autocefalia proprio perché lui, come Dio il Padre nella Trinità, è la fonte singolare di potere nella Chiesa universale e quindi nessun concilio o citazione della Scrittura e della Tradizione può limitare le sue ambizioni. Dobbiamo notare che tali affermazioni stanno comparendo ora per la prima volta dallo scisma cattolico romano, e molti ortodossi in tutto il mondo semplicemente non riescono a immaginare come reagire ad esse, inoltre non vogliono nemmeno credere che tutto questo sia accadendo pur con il minimo brandello di serietà. Ma tutte le azioni del Fanar in Ucraina e quindi la nomina del principale ideologo del "papismo di Costantinopoli" alla cattedra chiave dell'America mostrano inequivocabilmente che il Patriarcato di Costantinopoli ha in tutta serietà concepito se stesso come l'unica e assoluta autorità in tutto il mondo ortodosso – è un problema a lungo termine, e non c'è alcuna speranza che questa situazione si corregga da sola, né può esserci.

Pertanto, non c'è nulla di più pericoloso, per lo sviluppo di proficue relazioni inter-ecclesiali e dell' unità con la Chiesa ortodossa russa, che sperare ingenuamente che tutto questo in qualche modo si corregga e si calmi da solo, che l'intera faccenda sia solo la mentalità del patriarca Bartolomeo e alcune relazioni personali tra i politici della Chiesa. In realtà, non avremo altri Fanar nel prevedibile futuro storico, e il Patriarcato di Costantinopoli rimarrà la fonte di una continua destabilizzazione nel mondo ortodosso, forzando su tutti gli altri le sue ambizioni e le sue innovazioni teologiche arbitrarie. Capire questo fatto oggettivo senza illusioni o autoinganni è una precondizione minima per reagire in modo adeguato ed efficace a queste sfide.

Note

[1] Altrove abbreviato in CODU, "Chiesa ortodossa dell'Ucraina". COULU sta per "Chiesa ortodossa ucraina locale unita ". L'acronimo in russo e ucraino, in cui sarebbe pronunciato "EPUPTS" ("ЕПУПЦ"), suona stupido in quelle lingue così come in italiano.

[2] Si veda tuttavia questo sviluppo, che ha avuto luogo dopo la pubblicazione del testo originale di questo articolo. Certo, il patriarca Bartolomeo aveva fatto una dichiarazione simile riguardo agli scismatici ucraini in precedenza, riconoscendo l'anatema contro Filaret, ma poi in completa contraddizione con le sue stesse parole ha fatto ciò che ora vediamo in Ucraina, quindi nessuno può essere del tutto sicuro che non farà la stessa cosa in Macedonia, avendone un'opportunità.

[3] Il testo può essere trovato qui.

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