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  La riforma cattolica della Preghiera del Signore è irriverente verso Cristo stesso

intervista di Mikhail Tjurenkov al professor Aleksej Osipov

Orthochristian.com, 26 giugno 2019

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Papa Francesco di Roma ha confermato la nuova pubblicazione del libro del Messale, che determina l'ordine per dirigere la Messa, introducendo cambiamenti nel testo della Preghiera del Signore del Vangelo, nota anche come il "Padre nostro". Così, nella nuova edizione le parole della preghiera "e non ci indurre in tentazione" (o "non indurci in tentazione") saranno cambiate in "non lasciarci cadere nella tentazione" (o "non abbandonarci alla tentazione"). Questa decisione di papa Francesco, così come la possibilità di una visita del capo della Chiesa cattolica romana in Russia, è oggetto della discussione del noto professore dell'Accademia teologica di Mosca Aleksej Il'ich Osipov con la TV Tsargrad.

foto: www.globallookpress.com

Aleksej Il'ich, nel 2017, papa Francesco ha annunciato di non essere soddisfatto del testo evangelico della Preghiera del Signore, in quanto le parole "non indurci in tentazione" portano il fedele a una falsa comprensione - come se Dio stesso potesse tentare l'uomo. Ma ora non è semplicemente l'opinione personale del capo del Vaticano - i cambiamenti sono stati inseriti nei libri delle funzioni. Qual è la ragione di questo cambiamento, ed è accettabile "modificare" le parole di Cristo stesso?

La ragione è ovvia: è vero che queste parole della preghiera del Signore a volte non sono correttamente comprese. Ma notate questo: quando nella letteratura accademica citiamo anche l'autore più elementare, a prescindere da come si è espresso, sia in modo chiaro, sia in modo letterario, citiamo le sue parole senza cambiarle. Solo dopo, in una citazione, se necessario, facciamo commenti su di esse - direttamente o in una notazione interlineare.

E in questo caso sono le parole di Cristo stesso! Come osiamo cambiarle ?! Fai un commento se vuoi, ma dire che la Preghiera del Signore dovrebbe essere letta "così", e tu, Signore Gesù, non ti sei espresso "felicemente", è qualcosa che considero un'espressione di totale irriverenza verso Cristo stesso. E questa è un'altra prova del fatto che il titolo papale, "Vicario di Cristo sulla Terra" non è semplicemente una frase formale, ma un orgoglio molto reale, anche se scarsamente riconosciuto. È ancora un'altra prova di ciò che il Cattolicesimo è veramente.

foto: Andreas Zernd / Shutterstock.com

In realtà, non c'è mai stato un papa così liberale come Francesco. Prima pensavo che non ci potesse essere un papa peggiore di Giovanni Paolo II, ma ho scoperto che mi sbagliavo. Il precedente papa [prima di Francesco], Benedetto XVI, era un vero cattolico, serio e convinto. Ma no, non era adatto. Bene, e Francesco non è solo un uomo della nostra epoca nel senso dei tempi, ma un uomo della nostra epoca nei pensieri, lo spirito della nostra epoca. È un uomo che non si vergogna di prendere provvedimenti che vanno al di là della riverenza verso la Sacra Scrittura e l'insegnamento di Cristo.

Ricordate come ha osato chiamare Cristo un "diavolo": in un sermone di cinque minuti lo ha detto più volte nello spiegare un detto apostolico – ha usato quella parola. Gesuita! Ecco cos'è il gesuitismo! A proposito, Jurij Fjodorovich Samarin (un filosofo slavofilo russo, nda) ha dato una valutazione eccellente del gesuitismo nel suo libretto "I gesuiti e il loro rapporto con la Russia".

Per inciso, quest'ultimo punto è estremamente rilevante oggi. Si scopre che in materia teologica Papa Francesco è un vero liberale, ma per quanto riguarda la sua autorità e influenza, anche in Ucraina, dove i cattolici uniati stanno scatenando il caos, è totalitario?

È totalitario sia in questo caso che nell'altro: "Io faccio quello che voglio. Non considero la santa Tradizione della Chiesa". E riguardo ai suoi tentativi di stabilire l'autorità su tutto ciò che gli appartiene, e su tutto ciò che vorrebbe che gli appartenesse, papa Francesco sta conducendo completamente la politica antiquata di Roma.

Qui (in materia teologica, nda) vediamo come le cose vengono a galla. Eccolo: il "Vicario di Cristo sulla terra!" Anche Cicerone aveva una spiegazione della religione dalla parola "riverenza". E dove non c'è riverenza, non c'è davvero alcuna religione. Qui, sotto la bandiera di "dobbiamo spiegare alla gente cosa voleva dire Cristo", osano cambiare le sue parole!

In questo contesto, non posso fare a meno di porre questa domanda conclusiva. Recentemente, nel corso della sua visita in Bulgaria, non invitato (dalla Chiesa ortodossa bulgara), Papa Francesco ha espresso il desiderio di "fare un viaggio in Russia". Come vede la possibilità stessa di una simile visita?

Non vedo alcun aspetto positivo che potrebbe venire per la nostra Chiesa e il nostro popolo a seguito di tale visita. Ma ce ne sono un sacco di negativi!

il professor Aleksej Osipov. Foto: www.mpda.ru

Ricordi cos'è successo durante le visite papali ai paesi ortodossi (Ucraina, Georgia e, naturalmente, Bulgaria). Arriva un numero enorme di corrispondenti stranieri, tutti gridano e urlano: "Il papa! Il papa!" E per molte persone che non sono ancora stabili nella loro fede, che non capiscono la differenza tra Cattolicesimo e Ortodossia, tale visita potrebbe essere come un colpo di martello contro la loro fede.

Pertanto ritengo che una visita del papa potrebbe diventare un colpo molto forte contro la nostra intera nazione e contro i fedeli cristiani ortodossi. Dobbiamo ricordare che lo spirito del Cattolicesimo è assolutamente mondano; non c'è quasi nulla di religioso in questo. Anche nel XIX secolo, san Teofane il Recluso ha detto molto precisamente e bene che i cattolici non hanno una chiesa ma una corporazione politica. Quindi, una tale visita non porterebbe assolutamente alcun beneficio alla nostra Chiesa o alla gente, non ci possono essere dubbi a riguardo.

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