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  5 tesi del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa ucraina sul Tomos per la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina"

di Kirill Aleksandrov

Unione dei giornalisti ortodossi, 12 aprile 2019

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avendo preso decisioni anti-canoniche, il patriarca Bartolomeo ha imboccato da sé un sentiero scismatico, ha dichiarato il Concilio dei Vescovi della Chiesa ortodossa ucraina

La Chiesa ortodossa ucraina ha valutato le illegalità che la concessione del Tomos agli scismatici ha causato al paese.

Il 3 aprile 2019 si è tenuta una sessione del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa ucraina, in cui è stata adottata una dichiarazione sulla situazione della vita ecclesiastica nell'Ucraina e nell'Ortodossia mondiale, provocata in seguito alla concessione anti-canonica del Tomos d'autocefalia alla "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" da parte del Patriarcato di Costantinopoli.

Analizziamo i cinque punti principali di questo documento.

Tesi 1: il progetto del Tomos è fallito

Petro Poroshenko ed Epifanij Dumenko hanno ricevuto il Tomos d'autocefalia per la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" il 6 gennaio 2019, cioè tre mesi fa. Tuttavia, la decisione fondamentale che il Fanar avrebbe concesso l'autocefalia agli scismatici ucraini è stata presa quasi un anno fa. Poroshenko ne aveva parlato al ritorno da Istanbul nell'aprile 2018. Il tempo trascorso da allora è sufficiente per affermare l'ovvio: l'idea del Tomos è fallita.

Gli iniziatori di questa impresa hanno dichiarato che la "saggia" decisione del patriarca Bartolomeo avrebbe portato a:

• l'unificazione di tutte le confessioni ortodosse dell'Ucraina sotto l'omoforio della "Chiesa Madre";

• la creazione della Chiesa autocefala dell'Ucraina;

• il riconoscimento di questa Chiesa da parte di tutte le altre Chiese ortodosse locali.

Nessuno di questi obiettivi è stato raggiunto. L'unificazione delle confessioni ortodosse non ha avuto luogo per la semplice ragione che il ritorno alla Chiesa dallo scisma, così come da qualsiasi altro peccato, non avviene attraverso l'unificazione ma attraverso la riunificazione con la Chiesa di coloro che ne sono decaduti in precedenza. La riunificazione, a sua volta, implica il pentimento del peccato commesso. Una citazione dall'affermazione del Sinodo: "Solo il pentimento e il sincero riconoscimento da parte degli scismatici dei loro misfatti di fronte alla Chiesa e il ritorno al suo gregge possono portare pace e unità alla vita ecclesiale dell'Ucraina". Per qualche ragione, il Fanar ha deciso che poteva offrire un modo diverso da quello menzionato nel Vangelo.

Una citazione dalla dichiarazione del Sinodo: "Dichiariamo che l'idea di superare lo scisma della chiesa in Ucraina concedendo un Tomos d'autocefalia a gruppi di chiese non canoniche ("patriarcato di Kiev" e "Chiesa ortodossa autocefala ucraina") si è rivelato un grave errore". Sì, a volte è difficile pentirsi, ma non c'è altro modo in natura. Il Fanar ha deciso di sfidare la natura e invece del pentimento ha offerto di riconoscere l'illegalità come legittima. Secondo la dichiarazione, il Patriarcato di Costantinopoli "ha tentato in realtà di legalizzare lo scisma. Di conseguenza, la legalizzazione dello scisma non è il modo per raggiungere l'unità ecclesiale".

Secondo l'espressione appropriata suggerita dal metropolita Luka (Kovalenko), il riconoscimento degli scismatici senza pentimento ma semplicemente con la decisione del Sinodo di Costantinopoli è come un certificato dato a un cadavere, che afferma che esso è vivo. È naturale che la Chiesa ortodossa ucraina canonica non abbia voluto unirsi a questo "cadavere con certificato", ed è per questo che non ha partecipato al cosiddetto concilio d'unificazione del 15 dicembre 2018. L'unificazione anticipata dal Fanar non è si è avverata.

Anche se gli scismatici avessero espresso il desiderio di pentirsi del loro peccato, il Fanar non è l'entità che può accettare tale pentimento. Denisenko e i suoi compagni hanno interrotto le relazioni con la Chiesa ortodossa ucraina, ed è con questa Chiesa che devono riunirsi. Ma il Fanar non ha neppure accettato un pentimento, ma si è limitato a rispondere a un qualche tipo di appello, che è stato accolto senza alcun contenzioso. Quindi, ha dimostrato non solo il suo disprezzo per i sacri canoni della Chiesa, ma anche l'ignoranza (e molto probabilmente, la deliberata distorsione) della situazione della chiesa in Ucraina.

Una citazione dalla dichiarazione: "Le azioni e le argomentazionii del Patriarcato di Costantinopoli, che ha rimosso illegalmente l'anatema dal principale colpevole dello scisma della Chiesa ucraina, Filaret Denisenko, e ha pure riconosciuto la gerarchia della "Chiesa ortodossa autocefala ucraina", che non ha alcuna successione apostolica, indicano che il Fanar non comprende appieno l'essenza di ciò che è successo e che si sta sviluppando nell'ambiente ortodosso dell'Ucraina. Infatti, Filaret Denisenko non è stato anatematizzato per una richiesta d'autocefalia, come afferma il Patriarcato di Costantinopoli, ma per la vita personale immorale, per il peccato grave impenitente di aver commesso uno scisma nella Chiesa, per aver creato una gerarchia divisiva parallela e una struttura quasi-ecclesiale che in tutta la sua esistenza si è opposta e continua la sua lotta sotto un nome diverso contro la Chiesa ortodossa ucraina canonica, e ora minaccia perfino di distruggere l'unità tra le Chiese ortodosse locali".

La creazione di una Chiesa autocefala in Ucraina non ha avuto luogo. Il Fanar ha perpetrato illegalità in Ucraina e ha pensato che il clero e i credenti della Chiesa ortodossa dell'Ucraina avrebbero obbedito a tali illegalità. Ma non è successo. Persino i sostenitori dell'autocefalia nell'ambiente della Chiesa ortodossa ucraina, come per esempio il metropolita Sofronij di Cherkassy, ​​hanno respinto questo tipo d'autocefalia. Come risultato, il Tomos d'autocefalia è stato ricevuto dai gruppi scismatici, che finora non sono stati in grado di unirsi correttamente tra loro.

Concedere un Tomos in queste condizioni è un caso senza precedenti nella storia della Chiesa. E il Sinodo della Chiesa ortodossa ucraina lo afferma direttamente: "Vi ricordiamo che, secondo la tradizione canonica storica della Chiesa, l'autocefalia è concessa solo a una singola Chiesa all'interno di uno stato particolare, ma non a una parte che si è staccata dal corpo della Chiesa".

Il Fanar ricorda costantemente di essere il solo autorizzato a concedere un'autocefalia a tutte le Chiese locali dell'Europa dell'Est: serba, romeno, albanese, ecc. Tuttavia, tace sul fatto che le strutture ecclesiastiche nei rispettivi paesi fossero monolitiche. L'episcopato, il clero e i fedeli stavano tutti insieme a chiedere l'autocefalia.

In Ucraina, tuttavia, vi è un singola Chiesa ortodossa ucraina canonica e due gruppi di scismatici, che hanno ricevuto questa pseudo-autocefalia. Tuttavia, molto tempo fa, la Chiesa ortodossa russa offriva una formula: il ritorno degli scismatici alla Chiesa attraverso il pentimento - l'unità nel desiderio di tutti i vescovi, del clero e del popolo di ottenere l'autocefalia - la concessione dell'autocefalia.

Ebbene, il riconoscimento dell'appena creata "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" da parte delle Chiese ortodosse locali non ha avuto luogo. Una citazione dalla dichiarazione: "Nessuna delle Chiese ortodosse locali ha riconosciuto questo atto illegale del Patriarcato di Costantinopoli, e una parte significativa delle Chiese locali - in particolare, le Chiese antiochena, russa, cipriota, serba, polacca, albanese e delle Terre ceche e Slovacchia - ha già espresso in varie forme il proprio disaccordo con le decisioni del Patriarcato di Costantinopoli. Le Chiese locali hanno anche dichiarato di non riconoscere la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" appena creata; non hanno riconosciuto nemmeno la canonicità delle ordinazioni clericali in questa struttura, quindi vietano al loro clero di avere qualsiasi comunione di preghiera e concelebrazione liturgica con i suoi rappresentanti. Pertanto, non c'è stata approvazione, cioè accettazione da parte dell'Ortodossia di tutto il mondo di queste azioni del Patriarcato di Costantinopoli che di fatto ha cercato di legalizzare lo scisma.

Va notato che le azioni della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" e del Fanar in generale non sono mai state riconosciute, neanche da quelle Chiese locali che difficilmente possono essere sospettate di avere affetto per la Chiesa ortodossa russa, e che, al contrario, sono sostenibilmente fedeli al Fanar. Queste sono le chiese di Cipro, della Grecia, di Gerusalemme e in misura minore quella georgiana. Di conseguenza, non si tratta solo di simpatie e antipatie, perché tutto è molto più serio. Non si può ammettere ciò che contraddice apertamente la struttura canonica della Chiesa.

Tesi 2: L'idea del Tomos ha portato all'illegalità, alla violenza e all'ostilità in Ucraina

Il patriarca Bartolomeo e altri vescovi del Fanar hanno detto in ogni modo che avrebbero portato pace in Ucraina, armonia e unità, che per più di un quarto di secolo aveva sofferto di scismi ecclesiali e altri disordini.

È stato loro obiettato che non potevano portare la pace attraverso l'illegalità e l'inganno. I fanarioti non hanno ascoltato e sono andati per la loro strada. Ciò si riflette nella seguente dichiarazione del Sinodo: "La realtà ecclesiastica in Ucraina testimonia che ai cristiani ortodossi il Tomos non ha portato unità, pace o calma, come avevano promesso gli iniziatori di questa idea in circoli ecclesiastici e statali un anno fa. Invece, i frutti del Tomos sono stati violenza, conflitto, opposizione, lacrime e sofferenze tra i credenti della Chiesa ortodossa ucraina. Tutti questi fatti indicano che la semplice legalizzazione di uno scisma non cambia gli scismatici, che rimangono ostili e aggressivi verso la Chiesa".

I sostenitori della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" si impadroniscono di luoghi di culto, tagliano le serrature con le smerigliatrici, picchiano le donne e sfrattano i preti con le loro famiglie e persino i bambini dalle loro case. E contro coloro che stanno cercando di difendere i diritti dei credenti, si aprono inchieste criminali.

Una citazione: " Particolarmente preoccupante è il fatto che il chierico della diocesi di Rovno della Chiesa ortodossa ucraina, l'arciprete Viktor Zemljanoj, sia stato oggetto di un procedimento penale. Per la prima volta negli anni dell'indipendenza dell'Ucraina, un prete che protegge i diritti dei credenti e la libertà di religione è perseguito senza ragione e accusato di incitare all'odio religioso".

Ecco i frutti che il Tomos di sua Santità ha portato in Ucraina. "Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine o fichi dai rovi? Allo stesso modo, ogni albero buono porta frutti buoni, e ogni albero cattivo porta frutti cattivi. Un albero buono non può dare frutti cattivi e un albero cattivo non può dare frutti buoni. Ogni albero che non porta frutti buoni viene abbattuto e gettato nel fuoco. Così dai loro frutti li riconoscerete" (Mt 7,16-20).

"Pertanto, non c'è stata approvazione, cioè accettazione da parte dell'Ortodossia in tutto il mondo di queste azioni del Patriarcato di Costantinopoli che in realtà ha cercato di legalizzare lo scisma".

I frutti sono ovvi, il che significa che l'intera idea del Tomos non è una cosa buona. Il riconoscimento degli scismatici li ha pacificati? Hanno iniziato a vivere secondo il Vangelo dopo la concessione del Tomos? Gli scismatici hanno iniziato a fare del bene dopo l'intervento di sua Santità? Non vanno nemmeno nelle chiese che hanno sequestrato! Le hanno occupate ma non c'è nessuno che vi rimanga a pregare. E non c'è nessuno che vi possa servire, dal momento che i sacerdoti della Chiesa ortodossa ucraina sono rimasti per la maggior parte fedeli alla Chiesa. Allo stesso tempo, dalle labbra dei "vescovi" della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", ci sono richieste affinché almeno alcuni uomini "siano ordinati", senza educazione spirituale, senza alte qualità morali, ecc.

E tutte queste violenze e illegalità non sono casi isolati. Questa è una violazione sistematica dei diritti dei credenti, che deve essere riconosciuta a livello internazionale. Una citazione: "Violenza, discriminazione e violazioni dei diritti dei credenti della Chiesa ortodossa ucraina sono già sotto osservazione delle organizzazioni internazionali per i diritti umani. In particolare, ciò si riflette nella recente relazione dell'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. Questi reati, spesso sostenuti dalle autorità locali, minano la reputazione del nostro stato nel mondo. La coercizione, i sequestri delle nostre chiese e altre azioni illegali non porteranno all'unità ecclesiale in Ucraina".

Tesi 3: L'idea del Tomos ha portato l'Ortodossia sull'orlo dello scisma

Una citazione dalla dichiarazione del Sinodo della Chiesa ortodossa ucraina: "Va detto che le azioni del Patriarcato di Costantinopoli in Ucraina hanno causato gravi danni all'Ortodossia ucraina e sono anche diventate una minaccia per l'unità pan-ortodossa".

La Chiesa ortodossa russa, in risposta al riconoscimento degli scismatici e di altre decisioni anti canoniche in Ucraina, ha interrotto la comunione eucaristica con Costantinopoli. Questa è una misura estrema che la Chiesa ortodossa russa è stata costretta a prendere.

Il 13 novembre 2018, la Chiesa ortodossa ucraina ha preso una decisione simile da parte del proprio Concilio dei vescovi, spiegando in dettaglio perché ha dovuto farlo. È utile ricordare questi argomenti:

"Il Concilio dei vescovi della Chiesa ortodossa ucraina ritiene che le decisioni del Santo Sinodo del Patriarcato di Costantinopoli dell'11 ottobre 2018 riguardanti la questione ecclesiastica ucraina siano invalide e prive di alcun potere canonico. In particolare, la decisione di stabilire la giurisdizione del Patriarcato di Costantinopoli sul territorio dell'Ucraina emana da un'interpretazione speculativa della storia della Chiesa. E la decisione di rimuovere l'anatema e le altre sanzioni ecclesiastiche dai leader dello scisma e il riconoscimento della canonicità delle pseudo-ordinazioni da loro eseguite durante il loro stato scismatico è il risultato dell'interpretazione distorta dei canoni ortodossi. La storia della Chiesa ortodossa non conosce casi di superamento dello scisma attraverso la sua mera legalizzazione. Avendo preso tali decisioni anti-canoniche, riconoscendo gli scismatici nei loro ranghi esistenti, il Patriarcato di Costantinopoli, secondo le regole della chiesa, ha preso esso stesso la strada dello scisma. In relazione a ciò, la comunione eucaristica della Chiesa ortodossa ucraina con il Patriarcato di Costantinopoli è attualmente impossibile e quindi cessa".

Il resto delle Chiese locali conserva ancora la comunione eucaristica con la Chiesa di Costantinopoli. Ma il punto è che le azioni del Fanar in Ucraina non sono che una vivida espressione del pensiero errato, se non dell'eresia, che il Fanar ha coltivato nelle sue profondità per circa cento anni.

Tesi 4: L'idea del Tomos ha rivelato il pensiero erroneo del Fanar

Una citazione dalla dichiarazione del Sinodo: "Bisogna riconoscere che gli argomenti storici e canonici forniti dal Patriarcato di Costantinopoli in merito ai propri diritti e alla possibilità di interferire negli affari di altre Chiese locali sono infondati, artificiali, inventati e contrari ai canoni della Chiesa. Di conseguenza, il patriarca di Costantinopoli non aveva il diritto di interferire nella vita ecclesiastica dell'Ucraina".

È vero, nella Dichiarazione del Sinodo della Chiesa ortodossa ucraina non vi è alcuna indicazione su cosa sia esattamente l'errore del Fanar, o su quali particolari argomentazioni citate dal Fanar contraddicano i canoni della Chiesa. Ma le parole e le azioni del Fanar, non solo per quanto riguarda l'Ucraina, ma anche altri paesi, ci permettono di dire che Costantinopoli sta cercando di imporre a tutte le Chiese locali una nuova dottrina ecclesiologica, un nuovo modello della Chiesa, in cui il Fanar prenderà la posizione di leader.

Il discepolo di san Silvano dell'Athos, l'archimandrita Sofronij (Sakharov), scrisse nel 1950: "Attualmente, nel profondo della nostra santa Chiesa, c'è un grande rischio di pervertire l'insegnamento dogmatico su di essa... Mi chiederete: da cosa è evidente questa distorsione? La risposta è: dal neo-papismo di Costantinopoli, che si sta rapidamente spostando dalla fase teorica a quella pratica".

Oggi, sfortunatamente, possiamo già affermare questa ovvia transizione del neo-papismo di Costantinopoli dalla fase teorica a quella pratica. Con le sue azioni in Ucraina, il Fanar ha pienamente confermato quest'ipotesi. Se il Patriarcato di Costantinopoli continua a persistere nella sua illusione di primato nella Chiesa, ciò porterà inevitabilmente al fatto che altre Chiese locali, seguendo l'esempio della Chiesa ortodossa russa, cesseranno la comunione eucaristica con Costantinopoli. Ma...

Tesi 5: Non è troppo tardi per rettificare tutto

Questa stessa cosa è detta nella Dichiarazione del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa ucraina. La Chiesa fa un appello al Fanar, alle autorità ucraine e agli scismatici della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina".

Un appello al Fanar: "Crediamo che il Patriarcato di Costantinopoli e personalmente il patriarca Bartolomeo debbano ammettere il loro errore e operare per correggerlo. Il modo per rimediare a questo misfatto potrebbe essere la revoca del Tomos, la richiesta agli scismatici di pentirsi del peccato dello scisma e la convocazione di un'assemblea pan-ortodossa per una risoluzione conciliare della questione della Chiesa ucraina".

Sua Santità può ammettere il suo errore? La probabilità di questo è all'incirca uguale alla probabilità di pentimento del signor Denisenko. Ma i miracoli accadono nel mondo e i non credenti dovrebbero saperlo meglio di tutti.

Un appello alle autorità ucraine: "Chiediamo alle autorità statali di non interferire negli affari ecclesiastici, di non incitare all'odio religioso con le loro azioni, di abrogare i requisiti della legge dell'Ucraina n. 2637-VIII del 17 gennaio 2019 sulla ridenominazione Chiesa ortodossa ucraina come anti-costituzionale e contraria alle norme della legislazione ucraina e internazionale e ai principi basilari dei diritti e delle libertà umane, e anche a non contribuire al sequestro in stile di razzia delle parrocchie della nostra Chiesa registrandole illegalmente. Il Signore dà potere ai governanti non per causare discordia nella società, ma affinché preservino la pace, la tranquillità e l'armonia tra tutti i cittadini del paese".

Un appello ai sostenitori della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina": "Facciamo appello ai rappresentanti della nuova struttura, la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", ricordando le parole di Cristo che l'amore per il prossimo è un segno di veri cristiani (si veda Gv 13:35). Più le violenze da parte vostra influenzeranno i nostri fedeli, più lontana sarà la prospettiva di restaurare l'unità ecclesiale in Ucraina. Il fatto che vi stiate impadronendo dei nostri templi con il coinvolgimento di strutture politiche, statali e persino a volte paramilitari, gettando le nostre comunità nelle strade, a seguito delle quali sono costrette a pregare all'aperto o in locali non adattati, lo percepiamo con pazienza cristiana. "Siamo insultati, eppure noi benediciamo; siamo perseguitati e sopportiamo; siamo gettati in disgrazia e preghiamo" (1 Cor 4:12-13). In questa pazienza, preghiamo umilmente e attendiamo il tempo in cui l'amore cristiano conquisterà l'odio, la malizia e l'inimicizia, e saremo in grado di incontrarvi sulla soglia della Chiesa e abbracciarvi come fratelli e sorelle ritornati a casa".

La Chiesa contrasta i sequestri dei luoghi di culto con la pazienza, l'inimicizia con l'amore e la persecuzione con la preghiera. Questo appello rivela la verità della Chiesa ortodossa ucraina come Chiesa di Cristo. È vero, ora i persecutori della Chiesa stanno cercando di distruggerla e di spingere tutti nella "Chiesa ortodossa dell'Ucraina". Molti ci vanno, sinceramente fiduciosi nella loro correttezza. Ma ricordiamo come la Chiesa fu perseguitata da un giovane di nome Saulo. Ricordiamo come più tardi, divenuto il santo apostolo Paolo, egli abbia operato con zelo sul campo del cristianesimo. Preghiamo Dio che tra gli attuali persecutori della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" ci siano molti più "Sauli" del genere. Il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa ucraina invita a pregare per questo.

La Dichiarazione del Sinodo si conclude con le seguenti parole: "In questi giorni di salvezza della santa Grande Quaresima, quando siamo già a metà del percorso verso la grande festa della Risurrezione di Cristo, chiediamo a tutti di pregare affinché il Signore preservi l'unità della santa Ortodossia, la rafforzi nella difesa incrollabile della Verità di Dio, conceda pace, tranquillità e comprensione reciproca al nostro stato dell'Ucraina e benedica tutti!"

C'è ancora una cosa da notare nella Dichiarazione: in essa non c'è alcuna traccia di appelli al cambiamento del potere in Ucraina, a votare per il candidato giusto, a scegliere il comandante supremo per il paese, ecc. Non c'è politica qui. Ma questo è naturale. A differenza della "santa chiesa dell'Ucraina", la Chiesa ortodossa ucraina non è un'organizzazione politica, ma è la Chiesa di Cristo.

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