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  La Chiesa serba ha pubblicato una dichiarazione ufficiale sulla situazione in Ucraina

di Tat'jana Chajka

Unione dei giornalisti ortodossi, 28 febbraio 2019

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La Chiesa serba ha pubblicato una dichiarazione ufficiale sulla situazione in Ucraina

La dichiarazione ufficiale sottolinea che l'unica Chiesa che il Patriarcato serbo riconosce in Ucraina è la Chiesa ortodossa ucraina canonica.

La traduzione completa del documento, pubblicata dall'ufficio stampa e media della Chiesa ortodossa serba, è disponibile sul sito web del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne della Chiesa ortodossa russa.

Il testo del documento è riprodotto qui sotto per intero.

Già nel novembre dello scorso anno, la Chiesa ortodossa serba è stata la prima tra le Chiese ortodosse autocefale a reagire ufficialmente, al più alto livello (il Concilio dei vescovi), alle intenzioni del Patriarcato di Costantinopoli di governare arbitrariamente e autocraticamente come "primo senza uguali "(primus sine paribus) piuttosto che come "primo tra uguali" (primus inter pares) per quanto riguarda le questioni ecclesiastiche sulla terra ucraina, e ha chiesto a Sua Santità di non comportarsi così, ma invece di aiutare in realtà a risolvere la crisi tramite il dialogo fraterno con la Chiesa ortodossa russa e in consultazione con le altre Chiese.

Sfortunatamente, la voce della Chiesa serba è rimasta "una voce che grida nel deserto": non c'è stata risposta da parte di Costantinopoli – solo un silenzio mortale. Quindi il Santo Sinodo della Chiesa serba si è rivolto a Costantinopoli con un nuovo appello a non accelerare il processo, ma ad agire in spirito di unità, amore fraterno e responsabilità non solo per la Chiesa in Ucraina, ma anche per l'unità dell'intera Ortodossia. La reazione è stata la stessa: un totale silenzio. Quindi il santissimo patriarca di Serbia a Salonicco ha personalmente fatto appelli verbali al patriarca di Costantinopoli sullo stesso tema – sfortunatamente, con lo stesso risultato. Va notato che la Chiesa serba ha sempre informato tutte le Chiese sorelle locali sulla sua posizione e sui passi intrapresi.

Dopo tutto ciò che il Patriarcato di Costantinopoli ha commesso a Kiev – essendo Kiev, come si sa, la "madre delle città della Rus'," la posizione della Chiesa serba, che è stata anche ufficialmente segnalata a tutte le Chiese ortodosse locali, è la seguente:

1. La Chiesa ortodossa serba non riconosce la "incursione" non canonica di sua Santità il patriarca di Costantinopoli nel territorio canonico della santissima Chiesa russa, dal momento che la metropolia di Kiev non può essere identificata minimamente con l'odierna "Ucraina", che include dozzine di altre diocesi ecclesiali. Tale metropolia fu trasferita nel 1686 al Patriarcato di Mosca, come si può desumere dai documenti del patriarca Dionisio IV di Costantinopoli, dalle decisioni dei suoi successori, dai "Tactica", "Syntagmata", "Dittici", "Calendari" e "Annuari" ufficiali che sono stati pubblicati non solo da altre Chiese, ma anche dal Patriarcato di Costantinopoli e che emerge anche dalle dichiarazioni personali e dalla retorica dell'attuale patriarca di Costantinopoli, fatte prima di aprile dell'anno scorso.

2. Allo stesso tempo, la Chiesa ortodossa serba non riconosce la proclamata "Chiesa autocefala dell'Ucraina", che dal punto di vista canonico non esiste, ma in realtà è una forzatura, essendo una "confederazione" artificiale dei gruppi scismatici ucraini (che al momento si oppongono con zelo l'uno all'altro e si dirigono in modo incontrollabile verso la separazione). Gli scismatici sono rimasti scismatici. Chi è divenuto un dissidente una volta è un dissidente per sempre, tranne nei casi di conversione sincera e di profondo pentimento. L'unica Chiesa che la Chiesa serba conosce e riconosce è la Chiesa ortodossa ucraina canonica, guidata da sua Beatitudine il metropolita Onufrij di Kiev e di Tutta l'Ucraina.

3. Inoltre, la Chiesa serba non riconosce il "concilio" di Kiev, erroneamente chiamato "d'unificazione", a cui non ha preso parte un solo vescovo della Chiesa ortodossa ucraina canonica (dato che il giorno prima Sua Santità il patriarca Bartolomeo aveva iscritto Aleksander Drabinko e il metropolita Simeon di Vinnitsa nella sua Chiesa, senza una lettera canonica di congedo dalla loro Chiesa, la Chiesa ortodossa ucraina). Le scene, l'entourage e i dietro le quinte di questo strano incontro, per non dirla in modo più duro, sono più o meno familiari a tutti. In sostanza, si tratta di uno pseudo-concilio anti-unificante, disunente e spaccante, che ha scavato più a fondo nel fossato di alienazione e disintegrazione della società dello sfortunato paese dell'Ucraina. Per le ragioni sopra esposte, la Chiesa serba considera le decisioni del "concilio" anti-canoniche, invalide, e pertanto non vincolanti.

4. La Chiesa serba non riconosce l'episcopato scismatico come episcopato ortodosso e il clero scismatico come clero ortodosso, poiché quelli che appartengono alla fazione di Denisenko provengono da un vescovo deposto, scomunicato e anatematizzato (cosa che il patriarca Bartolomeo aveva riconosciuto ufficialmente a suo tempo), mentre quelli appartenenti al raggruppamento guidato da Maletich sono privi ​​della successione apostolica e del sacerdozio nel suo complesso. Nessun documento, nemmeno, per così dire, un singolo tratto di penna rende possibile cancellare ciò che è stato in passato e trasformare l'irreale in reale. Di conseguenza, la Chiesa serba non riconosce che il signor o cittadino Dumenko (Epifanij) sia addirittura un vescovo, per non dire il primate di una Chiesa autocefala (quest'ultima posizione non è nemmeno riconosciuta dal suo "padre spirituale", il signor o cittadino Denisenko, "primate effettivo" e, in aggiunta, "patriarca" a vita).

5. E infine, la Chiesa serba è naturalmente costretta a raccomandare ai suoi vescovi e ai suoi onesti chierici di astenersi dalla comunione liturgica e canonica non solo con il suddetto signor Epifanij (Dumenko) e altri come lui, ma anche con i vescovi e i chierici che hanno comunione con loro, secondo il principio dei sacri canoni, che coloro che sono in comunione con i deposti dal ministero si pongono anch'essi al di fuori della comunione.

***

La Chiesa ortodossa serba chiede al patriarca di Costantinopoli e lo implora di riconsiderare le sue decisioni prese fino ad oggi e ripristinare la pace beata e l'unità delle divine Chiese locali, perché non c'è nulla di così necessario e prezioso come l'amore, la pace e l'unità tra i fratelli.

In precedenza, nella sua lettera ufficiale a sua Beatitudine il metropolita Onufrij di Kiev e di Tutta l'Ucraina, il patriarca Irinej di Serbia ha sottolineato che la Chiesa ortodossa ucraina è l'unica Chiesa in Ucraina con cui la Chiesa serba manterrà relazioni fraterne e con cui servirà, mentre tutte le decisioni del "concilio d'unificazione" in cui è stato eletto il "capo" della Chiesa ortodossa dell'Ucraina, sono considerate dalla Chiesa ortodossa serba nulle e vuote.

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