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  Protopresbitero Anastasios Gotsopoulos: "Chiesa canonica e... autoconsacrati!"

AgionOros.ru

Fonte: aktines.blogspot.com, 3 febbraio 2019

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AgionOros.ru pubblica un articolo di un noto teologo greco, il protopresbitero Anastasios Gotsopoulos, rettore della chiesa di san Nicola nella città di Patrasso.

La partecipazione all'intronizzazione del "primate" della nuova chiesa "autocefala" dell'Ucraina, il "metropolita di Kiev" Epifanij, dovrebbe testimoniare l' unità della Chiesa locale in Ucraina e allo stesso tempo proclamare l'unità dell'Ortodossia universale. Sfortunatamente, in pratica questa intronizzazione testimonia e proclama l'esatto opposto: la continua spaccatura in Ucraina e la perdita di unità nella Chiesa ortodossa a causa della violenta separazione ecclesiale da parte dell'Ucraina dalla Russia (con la quale è stata associata ecclesiasticamente per secoli).

L'assenza alla cerimonia di "intronizzazione" della stragrande maggioranza dei vescovi canonici, dei rappresentanti di 12.000 parrocchie, 5.000 monaci e milioni di fedeli in Ucraina, che (nonostante le pressioni esercitate su di loro) mantengono il contatto con la Chiesa canonica e, attraverso di essa, con la Chiesa ortodossa in tutto il mondo, e nello stesso tempo, il rifiuto di quasi tutte le Chiese ortodosse autocefale di partecipare alla cerimonia [1] è un evento unico nella storia dell'Ortodossia. Significativa è l'assenza dei rappresentanti dell'Athos, che è riuscito a non soccombere alle pressioni e ha deciso di non inviare la sua delegazione! La partecipazione di due igumeni dell'Athos al seguito del patriarca di Costantinopoli, e non su mandato della Sacra Comunità del Monte Athos, è un indicatore del tragico isolamento della "nuova" chiesa.

Indubbiamente, il Patriarcato ecumenico non può sentirsi soddisfatto e orgoglioso della sua scelta e del processo che è stato avviato da esso. Forse, per la prima volta nella storia moderna, osserviamo come la decisione di Costantinopoli abbia causato un tale rifiuto del mondo ortodosso. Immaginate come sarebbe stato per il Trono ecumenico farsi più tardi carico delle persone con le quali ha iniziato a collaborare in materia di concessione d'autocefalia.

Se l'assenza di rappresentanti delle Chiese ortodosse autocefali è tragica per la sua unità, sono ancora più tragici i primi tentativi di comportamento del nuovo "primate".

Dopo dieci giorni dal ricevimento del Tomos (6 gennaio 2019) e prima della sua intronizzazione, il nuovo "primate" si è affrettato a rendere omaggio a Vasilij Lipkovskij (Vasyl Lypkivsky). [2] Il 18 gennaio alla presenza del presidente Poroshenko e di un "vescovo" [3] della sua nuova chiesa nella città ucraina di Cherkasy, Epifanij ha tenuto la presentazione di un monumento a Vasilij Lipkovskij, onorato come vescovo! [4]

Chi era Vasilij Lipkovskij? (nella versione ucraina "Lipkivskij")

Un prete ucraino privato della sua dignità, successivamente auto-consacrato come arcivescovo, e in seguito auto-proclamato "patriarca di Kiev e di Tutta l'Ucraina"! Nel 1921 fondò la "Chiesa ortodossa autocefala ucraina"! il gruppo di Lipkovskij fu ricostituito nel 1990, e oggi è guidato da Makarij (Maletich), che il Santo Sinodo del Patriarcato di Costantinopoli ha "restaurato negli ordini sacri" (!), Insieme con i suoi "vescovi"... La "nuova" chiesa dell'Ucraina comprende circa 15 "vescovi" della "parte degli auto-consacrati", come li caratterizzava il sempre commemorato metropolita Maximos di Sardi (del patriarcato di Costantinopoli), riconosciuto come esperto di diritto canonico!

Diamo un'occhiata più da vicino a chi si è affrettato a rendere omaggio il nuovo "primate" Epifanij:

Il 20 Ottobre 1921, alcuni sacerdoti ucraini sospesi e scomunicati (ai quali si aggiunsero anche dei laici) si riunirono a Kiev in un'assemblea popolare di tipo sovietico, che chiamarono "Concilio ecclesiastico pan-ucraino" e ha dichiarato autocefala la Chiesa ucraina, fondando "la Chiesa ortodossa autocefala ucraina". A questo "concilio" non partecipò neppure un vescovo!

Il suddetto eminente vescovo del Patriarcato ecumenico, il metropolita Maximos di Sardi, dice quanto segue: [5] "Tuttavia, è ovvio che la partecipazione dei vescovi era necessaria... il Concilio ucraino, che aveva fallito in termini di assenza di vescovi ucraini canonici (commento dell'autore: la storia si è ripetuta...), pensò di avere l'opportunità (nonostante i chiari canoni sacri) di respingere l'autorità dei vescovi e di creare la propria gerarchia ucraina. Non solo scelse i vescovi, ma decise anche di ordinarli! Il 23 ottobre 1921 nella cattedrale occupata di Santa Sofia a Kiev l'arciprete Nestor Sarkevskij, deposto dal sacerdozio per crimini ecclesiastici, insieme con altri presbiteri e diaconi, con la partecipazione dei laici, tra i quali vi erano anche delle donne, elesse vescovo e poi impose le mani sull'ex arciprete Vasyl Lipkovskij (anch'egli deposto per crimini ecclesiastici), lo nominò "metropolita di Kiev e di Tutta l'Ucraina". Il giorno successivo fu consacrato vescovo anche Nestor Sarkevskij, e dopo di lui furono ordinati pseudo-vescovi, pseudo-sacerdoti e pseudo-diaconi.

Al summenzionato messaggio del sempre memorabile metropolita di Sardi, aggiungeremo che durante la "consacrazione" di Vasilij Lipkovskij e Nestor Sarkevskij, parti delle reliquie (le mani) del santo martire Makarij, vescovo di Kiev, furono imposte sul capo degli "ordinati". Apparentemente, affinché con tale gesto "l'imposizione delle mani" avesse un maggiore potere!

In considerazione del modo blasfemo e beffardo in cui fu compiuta l'ordinazione, questo gruppo nella mente del popolo ricevette il nome di "auto-consacrati".

Prendiamo atto (per rendere chiara l'importanza di questo problema nell'Ortodossia) che il gruppo dell'auto-consacrato Vasilij Lipkovskij, dopo 2 anni e mezzo, "consisteva di 30 vescovi e circa 1.500 sacerdoti e diaconi che conducevano servizi in quasi 1.100 parrocchie"; inoltre, fondarono la loro diaspora in Europa e in America.

Secondo il metropolita Maximos di Sardi, Vasilij Lipovskij permise agli uomini sposati di essere ammessi all'episcopato, permise al clero di entrare nel secondo e terzo matrimonio e vietò il monachesimo. Alta, nobile moralità ecclesiastica, degna di ogni onore e rispetto...

Alla fine del suo messaggio, il metropolita Maximos di Sardi osserva: "Il summenzionato vescovo auto-consacrato e che si era appropriato del titolo di metropolita di Kiev e di Tutta l'Ucraina, Vasilij Lipkovskij, si è ripetutamente rivolto al Patriarcato ecumenico alla ricerca di comunione e benedizione, giustificandosi per gli atti imperdonabili commessi nella sua ordinazione e in quelle degli altri. Non si dovrebbe nemmeno dire che, naturalmente, non ha ricevuto alcuna risposta dal patriarca ecumenico". Il memorabile metropolita Maximos avrebbe dovuto vedere come gli eventi sfortunatamente si dispiegano oggi...

Richiamo un'attenzione particolare sul fatto che tutto ciò non è detto dai russi, al fine di... calunniare il cosiddetto "apostolo della Chiesa ucraina", ma dall'eminente metropolita Maximos di Sardi, glorioso ierarca del Patriarcato ecumenico!

Da questa "parte degli auto-consacrati" prende il "principio" episcopale e la "ipostasi" ecclesiale uno dei due gruppi scismatici che hanno costituito la nuova chiesa ucraina "autocefala" – il gruppo di Makarij (Maletich)! Così, al "concilio" della nuova "chiesa" hanno partecipato 15 vescovi", [6] la cui consacrazione proviene dalla "parte degli auto-consacrati", degli auto-santificati!

Pertanto, la questione della canonicità dell'elezione a vescovo di Makarij (Maletich) e degli "eletti da lui" è critica non solo per il carattere scismatico del gruppo, ma anche per la mancanza di successione apostolica! Il fatto che il patriarca ecumenico non abbia mai menzionato una questione così seria nelle sue dichiarazioni ufficiali sul concilio "d'unificazione" il 15 dicembre 2018 e sulla fornitura della "autocefalia" è causa di confusione e preoccupazione.

Silenzio ...

Il 30% dei "vescovi" della nuova "Chiesa" fondata da Costantinopoli in Ucraina deve i suoi ordini a un "vescovo" auto-consacrato!

Questo "vescovo" scomunicato e auto-consacrato e il cosiddetto "patriarca" sono stati onorati dal nuovo "primate".

E invitano le Chiese ortodosse locali a riconoscere questo "primate"...

Ci appelliamo ai primati e ai vescovi delle Chiese ortodosse autocefale, perché realizzino la loro responsabilità davanti a Dio e al proprio popolo, per agire sulla base del loro alto dovere sacerdotale per la gloria di Dio e per il bene della sua santa Chiesa.

P.S. A giudicare dalle foto pubblicate dal servizio stampa del presidente dell'Ucraina [7] e dal video [8] della cerimonia solenne, è possibile dire con certezza che Vasilij Lipkovskij non è particolarmente onorato dal popolo e che l'evento in suo onore si è concluso in un completo fallimento. Dato che Cherkassy è una città con una popolazione di 280.000 abitanti, pur essendo il luogo di nascita del famoso "metropolita di Kiev" Vasilij Lipkovskij, e alla cerimonia hanno partecipato il presidente dell'Ucraina e il nuovo "primate" Epifanij, in presenza di 4 sacerdoti e solo poche centinaia di residenti, è una prova che L'Ucraina non accetta il fatto che stiano cercando di imporre interessi occidentali attraverso Costantinopoli. Il popolo di Cherkassy ha respinto sia Lipkovskij che Epifanij e Poroshenko e tutto ciò che essi esprimono e rappresentano...

Note

[1] La non apparizione alla "intronizzazione" di Epifanij a Kiev è ancora più tangibile a causa della presenza a Mosca dei leader e dei rappresentanti della stragrande maggioranza delle Chiese ortodosse per la celebrazione del decimo anniversario dell'intronizzazione del patriarca di Mosca.

[2] Si veda un breve riassunto della sua vita: https://en.wikipedia.org/wiki/Vasyl_Lypkivsky

[3] Partecipava il "metropolita" di Cherkassy e Chigirinsky Ioann (del gruppo di Filaret)

[4] i. Video dell'evento

ii. Sito ufficiale del presidente dell'Ucraina

iii. ukrinform.net

[5] Maximos, Metropolita di Sardi, "La questione della Chiesa ucraina" // Raccolta di studi e testi , con l'assistenza e cura del metropolita di Svizzera Damaskinos. "Epektasi", 1998. S. 130, 146-147; Eredità (Klironomia), Vol. 5 (1973). pp. 199-246; Methodios Funghias, Ἐκκλησία αὐτοχειροτονήτων (Ἐκκλησία Ληπκώβ), Alessandria, 1955.

[6] Fonte

[7] Fonte

[8] Fonte

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