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  È necessario il pentimento per la guarigione di uno scisma?

di Anna Stickles

Orthochristian.com, 25 gennaio 2019

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foto: V.Khodakov / expo.pravoslavie.ru

Recentemente, in difesa delle azioni di Costantinopoli in Ucraina, alcuni hanno commentato che mentre il pentimento è bello come ideale, "la guarigione degli scismi ha raramente implicato il pentimento" . [1] Questo implica che il pentimento sia facoltativo, non necessario. In questa visione della vita della Chiesa il pentimento non è più l'unica posizione corretta del cristiano di fronte a Cristo e un prerequisito fondamentale della comunione eucaristica: ora il pentimento è solo una buona opzione. Gli esempi offerti per supportare questa visione sono falsi come lo è la premessa generale. La Chiesa antica non prevedeva uno scisma "senza colpa", più di quanto non prevedesse il divorzio senza colpa.

L'applicazione dell'economia alla guarigione varia molto, ma il pentimento non è mai opzionale. L'applicazione dell'economia stessa è orientata ad aiutare coloro che sono deboli ad avviare il processo di pentimento. Non è un sostituto per il pentimento. L'insegnamento della Chiesa è che tutte le divisioni dell'uomo sono il risultato del peccato e l'unico modo per guarire queste divisioni è il pentimento. Commissioni accademiche, cambiamenti nelle strutture istituzionali, persino disciplina canonica o accomodamenti – nessuno di questi può guarire la divisione – solo il pentimento. Forse queste altre cose usate correttamente possono aiutare a provocare il pentimento, ma se non fanno parte di un processo di pentimento sono inutili.

Questa idea di una guarigione incolpevole dello scisma fa parte di un'idea più ampia che dice che la Chiesa dovrebbe essere accomodante per tutti e questo è l'amore. La tradizione insegna che l'amore è all'opera a sostenere chiunque abbia il minimo desiderio di pentirsi. Tuttavia il paradiso è chiuso a coloro che si giustificano e non fanno opera di pentimento. Dio non è venuto ad accoglierci nel nostro stato peccaminoso, caduto e diviso. Questo non sarebbe affatto amore. È venuto per darci ciò che è necessario per il pentimento. In questo sforzo di adattarci a lui, ci troviamo trasformati a sua somiglianza.

L'esempio presentato a sostegno del fatto che ci sono scismi che sono stati guariti senza pentimento è la riunione della ROCOR con Mosca. Chiunque abbia familiarità con la storia di questo processo può vedere che questo è falso. Il clero della ROCOR che io conosco è disposto ad ammettere che durante il suo periodo di separazione da Mosca si era diffusa la tendenza a radicalizzarsi. Questa doveva essere l'oggetto del pentimento nella riunione e coloro che non erano disposti a pentirsi si separarono in scisma dalla ROCOR quando ebbe luogo la riunione con Mosca.

Il pentimento però non è iniziato nella ROCOR. È iniziato nel Patriarcato di Mosca. Mentre il Patriarcato di Mosca si impegnava in un processo di pentimento per il rinnovazionismo e la politicizzazione della vita ecclesiale, queste cose ebbero effetti positivi ancor prima che venissero fatti sforzi ufficiali per sanare lo scisma con la Chiesa russa all'estero. La prima azione di Mosca non fu orientata verso la guarigione dello scisma, ma verso la guarigione stessa e il rimettere a posto la propria vita. Vediamo che il patriarca Aleksij nel 1991 (dieci anni prima di ogni tentativo di aprirsi alla ROCOR) disse:

"Da persona di chiesa, devo assumermi la responsabilità di tutto ciò che è accaduto nella vita della mia Chiesa: non solo del bene, ma anche del difficile, del triste, dell'errato ....

Oggi possiamo dire che la menzogna è inframmezzata nella Dichiarazione (del metropolita Sergio), che affermava come suo obiettivo 'mettere la Chiesa in buoni rapporti con il governo sovietico'. Ma questi rapporti – che nella Dichiarazione sono chiaramente definiti come la sottomissione della Chiesa agli interessi della politica governativa – sono esattamente quelli che sono errati dal punto di vista della Chiesa".

"Alle persone, quindi, a cui questi compromessi, il silenzio, la passività forzata o le espressioni di lealtà che erano permesse dalla leadership della Chiesa in quei giorni, hanno causato dolore – a queste persone, non solo davanti a Dio, ma anche davanti a loro, chiedo perdono, comprensione e preghiere" [2]

Mentre Mosca metteva in pratica ciò che predicava, e mentre quelli della ROCOR facevano lo sforzo di superare la paura e il pregiudizio e si fidavano della genuinità di che ciò che stavano vedendo, questo aprì le porte per avviare anche per loro il processo del pentimento. Questo pentimento è registrato in un intervento dell'arcivescovo Mark di Berlino, Germania e Gran Bretagna fatto al quarto Concilio di tutta l'emigrazione a San Francisco nel 2006. [3]

Questo intervento è un elenco di cose di cui quelli della ROCOR si pentono. Ammettono un amore mondano e mal diretto verso il popolo russo che li ha condotti a una serie di atti non canonici che hanno finito per ferire il corpo di Cristo. Hanno confessato non solo i loro atti non canonici, ma il peccato sottostante:

"Gradualmente, ahimè, abbiamo cominciato a relazionarci con il Patriarcato di Mosca, come abbiamo fatto con il regime sovietico, in una certa misura usando la stessa terminologia e gli stessi costrutti mentali che avevamo in relazione al regime sovietico – nella nostra percezione abbiamo iniziato a considerarli come se fossero la stessa cosa... Invece di pensare a come potevamo aiutare la Chiesa in Russia, abbiamo iniziato a pensare in termini di una ristretta linea di partito, in uno spirito che per molti versi corrispondeva a quello degli vecchi calendaristi greci".

La confessione continua ammettendo che, mentre la vita della Chiesa era tornata alla normalità in Russia, ed era diventato ovvio che la Chiesa stava ritornando a vivere, la ROCOR non voleva ammetterlo. "Molti di noi non volevano ascoltare queste voci o offrire loro supporto. Invece, abbiamo intensificato il nostro confronto, mentre molti di noi hanno dimenticato, o cercato di dimenticare, che noi stessi non abbiamo vissuto campi di concentramento, o pressioni da parte del governo, e che una parte particolare della nostra Chiesa non era uscita dal suo breve periodo di convivenza con un'altra dittatura, quella di Hitler, in una condizione assolutamente incontaminata". [4]

Così possiamo vedere come questo pentimento comportava una franca ammissione non solo di peccati canonici, ma anche di dove essi stessi si erano allontanati da una vera vita e visione cristiana. Ha coinvolto uno sforzo cosciente per smettere di incolpare i vescovi di Mosca per i passati peccati di cedimenti alla pressione politica e per riconoscere i propri stessi fallimenti in questo senso.

Una nota istruttiva è che la Serbia era rimasta in comunione con la ROCOR durante tutto il tempo del loro esilio ed era stata la Serbia che li aveva incoraggiati a svegliarsi e a vedere i cambiamenti in Russia. Questa relazione della ROCOR con una Chiesa che era rimasta canonica ma che non era immediatamente coinvolta nelle tensioni tra ROCOR e Mosca è stata utile. Nella situazione attuale, Costantinopoli e Mosca hanno entrambi coloro che sono più vicini a loro nella cultura e nella prospettiva e tuttavia non sono immediatamente coinvolti nelle tensioni, e per grazia di Dio ciò può essere qualcosa che salva. A volte sento persone che vogliono isolare totalmente Costantinopoli o Mosca e posso solo pensare tra me: "che Dio ci salvi". [5]

Un'intuizione importante dell'arcivescovo Mark afferma che "se non ci sono disaccordi fondamentali, possiamo facilmente vivere insieme nell'unico corpo della Chiesa con quelle specifiche caratteristiche individuali che distinguono un dato individuo o una data società"

Fu un autentico pentimento cristiano delle cose estranee alla vita ecclesiale a portare le due chiese (che avevano due diversi punti di partenza, errori e debolezze) al luogo in cui trovarono un accordo sui fondamenti dello stile di vita cristiano. Una volta che questo senso fondamentale dell'altro era realmente presente nello sforzo di vita ortodossa, allora, con benevolenza e carità cristiana, altri problemi poterono essere armonizzati finché nessuno chiese l'adempimento assoluto di tutte le loro condizioni. C'è molto spazio nella Chiesa per accogliere l'errore e la debolezza umana purché la Via, la Verità e la Vita fondamentali siano onorate.

Nella situazione attuale dell'Ucraina è presente una simile questione di fondamenti. Le divisioni tra entità politiche sorgono a causa delle passioni peccaminose. Le divisioni nella Chiesa sorgono quando qualcuno non è più disposto a seguire la Verità o Via Cristiana. Guardando a quest'area del pentimento, ovviamente, farsi una qualsiasi idea che dovremmo semplicemente accogliere chiunque lo desidera, e che il pentimento è facoltativo o non è affatto necessario, è una negazione di qualcosa di fondamentale nella vita della Chiesa. La storia della nostra redenzione inizia con san Giovanni Battista che intima: "Pentitevi, perché il Regno di Dio è vicino... portate frutti frutti degni di pentimento". [6] Dopo aver superato le tentazioni di Satana nel deserto, Gesù Cristo inizia il suo ministero sulla stessa base. [7] Alla Pentecoste san Pietro afferma nuovamente che la base per entrare nel Regno dei Cieli, la Chiesa, è il pentimento. [8] I santi testimoniano universalmente che l'altezza della santità può essere raggiunta con niente di meno che il pentimento continuo. C'è un vero senso in cui possiamo dire che se non c'è pentimento, allora non c'è Chiesa. Il pentimento è fondamentale per la nostra vita nella Chiesa come il respiro lo è per la nostra vita materiale.

Solo una volta che si ammette la necessità del pentimento può avere inizio un movimento spirituale positivo. Ciò comporta un processo di autoesame, una volontà di ammettere i difetti e la lotta per essere più ortodossi come popolo e come Chiesa locale. Come vediamo nell'esempio del Patriarcato di Mosca e della ROCOR, questo processo nel tempo porterà a una guarigione dello scisma. Se anche una sola parte è coinvolta in un processo di pentimento, ciò avrà un effetto positivo su tutte le parti coinvolte, e se anche l'altra parte si sta muovendo in questa direzione, ciascuna vedrà l'immagine di Cristo nell'altra e la completa arriverà guarigione. Se non c'è movimento spirituale, allora probabilmente lo scisma rimarrà nonostante venga presa qualsiasi altra misura.

Non c'è cultura, né chiesa locale, né popolo né individuo che non abbia nulla di cui pentirsi. Se facciamo tutti ciò che possiamo in quest'area, avrà molto più effetto sul benessere generale della Chiesa di qualsiasi ammontare di cambiamenti istituzionali o di commissioni pan-ortodosse. È solo in presenza del pentimento che queste altre cose possono essere efficaci. L'archimandrita Cyril, in sostanza, lo ammette nel resto dell'intervista citata all'inizio di questo articolo, quando menziona come la creazione di una nuova struttura non abbia modificato gli atteggiamenti di base o sanato i conflitti. I vecchi atteggiamenti sono semplicemente continuati nella nuova struttura. Cosa porterà un cambiamento? Il pentimento.

Se la nuova struttura sarà un aiuto al pentimento o meno, questo deve ancora essere visto. Il nazionalismo radicale tende a morire e a diventare un patriottismo più sano una volta che una nazione è più fermamente stabilita e le persone si sentono al sicuro. Ma il nuovo corpo si impantanerà nella generale perdita di verità cristiana che si riflette nella posizione di coloro che sostengono gli scismi e l'accomodamento universale, o inizierà a prendere piede un genuino stile di vita cristiano? La nuova struttura è composta per lo più da ucraini ditendenze filo-occidentali, e come noi qui in America possiamo testimoniare, è difficile mantenere viva la fede in mezzo a una società del genere.

L'altro esempio portato a sostegno dell'opinione che il pentimento non è centrale per la guarigione degli scismi è lo scisma dei novaziani. Alle origini di questo scisma c'erano i cristiani che avevano apostatato e offerto sacrifici agli idoli sotto pressione. Nell'intervista, questo scisma è spiegato dal fatto che i novaziani erano molto severi e non erano disposti ad accettare i lapsi, mentre gli ortodossi erano più accomodanti. In realtà questo elude completamente il vero problema. Lo scisma non era stato causato da pene canoniche troppo rigide; piuttosto, i novaziani negavano l'efficacia del sacramento della penitenza in caso di peccato mortale. Insegnavano che Dio solo poteva perdonare questi peccati e che coloro che li avevano commessi dovevano essere completamente esclusi dal sacramento della penitenza (che era la via d'accesso alla comunione con i fedeli). Quindi lo scisma non era una questione di rigore contro accomodamento verso certi peccati, ma un'eresia che minava la validità e l'efficacia del mistero della penitenza.

In effetti, i padri ortodossi avevano in quel momento un processo di penitenza molto più lungo e più severo di quello che si può trovare quasi ovunque oggi. Questo perché essi e coloro che sono disposti a intraprendere questa penitenza hanno capito che un semplice cambiamento intellettuale è solo l'inizio del pentimento e che è necessario un lungo e laborioso sforzo perché il cuore si senta sinceramente pentito e aperto alla grazia che produce il vero cambiamento spirituale. La leggerezza delle penitenze di oggi è un commento sul nostro debole stato spirituale sia come penitenti che come pastori. Più, i pastori e fedeli della Chiesa permettono a Dio di operare principalmente attraverso circostanze involontarie piuttosto che attraverso penitenze volontarie, perché gli uomini non hanno l'umiltà necessaria per impegnarsi nel tipo di sforzo che facevano gli antichi.

C'è stata una tendenza, in particolare tra gli individui di mentalità più ecumenista, a sottovalutare lo scisma come un mero fenomeno politico e culturale che accade a causa di passioni politiche, pregiudizi etnici e incomprensioni linguistiche. Così non si vede la realtà spirituale sottostante. Lo scisma è un segnale di avvertimento che sono violati i principi fondamentali del modo di vivere cristiano.

Note

[1] https://risu.org.ua/en/index/monitoring/society_digest/74117

[2] Estratti da un'intervista del patriarca Alessio II, consegnata a Izvestija n. 137, il 10 giugno 1991, dal titolo "Patriarca Alessio II: Prendo su di me la responsabilità per tutto ciò che è successo".

[3] Il testo integrale si può trovare in The Path Towards Healing the Divisions in the Russian Church: The Preconciliar Process. È istruttivo e vale la pena leggerlo per intero.

[4] Questo è in parte un riferimento a quegli immigrati russi che vivevano in Germania, provenienti principalmente dall'ex esercito imperiale, che vedevano la guerra di Hitler contro l'Unione Sovietica come una cosa positiva, o almeno una possibilità di liberare la Russia dal dominio comunista. Pertanto, sostenevano militarmente la guerra di Hitler contro l'Unione Sovietica. La storia mostra quanto ciò sia stato fuorviante.

[5] È interessante notare la proliferazione degli anziani monastici russi nella Russia del XIX secolo poco prima dello scisma rinnovazionista, e una simile proliferazione degli anziani monastici greci nel nostro periodo attuale. Questi anziani non sono solo sull'Athos e in Grecia, ma anche in America sotto la giurisdizione greca di Costantinopoli.

[6] Mt 3:2,8

[7] Mt 4:17

[8] At 2:38

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