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  Nonno Filaret, Bandera e gli uniati: 16 tesi dell'ex esarca del Fanar

di Kirill Alexandrov

Unione dei giornalisti ortodossi, 14 gennaio 2019

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l'arcivescovo Daniil (Zelinskij) di Panphylon

Piani e prospettive della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", secondo la versione dell'arcivescovo di Panphylon Daniil.

L'11 gennaio, la BBC News Ukraine ha intervistato l'ex esarca di Costantinopoli in Ucraina, l'arcivescovo Daniil (Zelinskij) . Egli stesso si è definito ex esarca, dicendo che la sua missione in Ucraina è finita con la consegna del Tomos. Cosa significano le sue affermazioni nel contesto dell'attuale situazione nel mondo ortodosso?

Tesi numero 1. Circa 18 vescovi della Chiesa ortodossa ucraina volevano venire al "Concilio d'unificazione"

L'arcivescovo Daniil ha detto che anche durante la preparazione del "Concilio unificante" il 15 dicembre, lui e il suo compagno, il vescovo Ilarion, hanno incontrato 18 vescovi della Chiesa ortodossa ucraina, e la maggior parte di loro ha espresso la propria disponibilità ad unirsi alla "Chiesa ortodossa dell'Ucraina". Questi incontri erano segreti a causa delle presunte istruzioni ricevute da Mosca: "i rappresentanti della Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca ricevevano istruzioni da Mosca: era loro vietato contattarci".

Questa affermazione non è altro che un tentativo di creare ancora una volta l'impressione che i vescovi ucraini non siano indipendenti nelle loro azioni e stiano facendo tutto per ordine di Mosca. Tuttavia, non è così. Il divieto c'era, ma non veniva da Mosca, bensì dalla Lavra delle Grotte di Kiev. Il 13 novembre il Concilio dei vescovi della Chiesa ortodossa ucraina ha adottato una risoluzione che diceva che l'episcopato della Chiesa ortodossa ucraina non avrebbe partecipato al "Concilio d'unificazione": "Il Concilio dei vescovi ha detto che il processo del cosiddetto Tomos d'autocefalia è artificiale, imposto dall'esterno, non riflette la situazione interna della chiesa, non porterà reale unità ecclesiastica, ma approfondirà la divisione e intensificare i conflitti tra il popolo dell'Ucraina. In queste condizioni, la partecipazione dell'episcopato, del clero e dei laici della Chiesa ortodossa ucraina in questi processi è considerata impossibile". Qui c'è un "divieto", se si può chiamare così la decisione quasi unanime di tutti i vescovi ucraini.

Quando gli è stato chiesto perché i vescovi autocefalisti della Chiesa ortodossa ucraina non sono venuti al "concilio", vladyka Daniil ha risposto che avevano paura. "Erano molto preoccupati per quello che sarebbe successo loro. Quali punizioni, sanzioni sarebbero state imposte. Ciò che è successo ai metropolitii Simeon e Aleksandr [il metropolita Simeon (Shostatskij) e Aleksandr (Drabinko), che la Chiesa ortodossa ucraina ha sospeso, ndt) Ora – questo è quello che temevano".

Cosa c'è dietro questa risposta? I vescovi, che erano presumibilmente pronti per entrare nella nuova chiesa, avevano paura, ma non delle minacce di violenza fisica, non delle spinte, anche con la forza, ad andare ai servizi segreti per "conversazioni", non di denunce penali, non dei radicali che picchettavano le loro chiese, non dei controlli del Ministero della Cultura, che rivelavano presunte mancanze di icone, non dilanci di fango nella stampa e altre minacce simili. Avevano paura dei divieti canonici del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa ucraina.

In primo luogo, questo dimostra chiaramente quali metodi usa la Chiesa ortodossa ucraina e quali usano i suoi avversari. E in secondo luogo, dimostra che si capisce che il patriarca Bartolomeo agisce in modo illecito e non canonico in Ucraina. Dopo tutto, ha promesso di cancellare queste sanzioni di propria autorità, cosa che ha fatto in relazione agli ex metropoliti Simeon e Aleksandr. Ma gli altri, a quanto pare, sentono che le azioni di Costantinopoli nel territorio canonico della Chiesa ortodossa ucraina non hanno potere.

In generale, le parole sulla maggioranza dei 18 vescovi della Chiesa ortodossa ucraina, che volevano cambiare chiesa e continuano a volerlo, secondo l'arcivescovo Daniil, sembrano non meritare fiducia. Oltre al fatto che lui stesso dice di avere incontrato sua Beatitudine il metropolita Onufry: "Si è rifiutato di incontrarci. Ma dietro le quinte abbiamo parlato con lui". È molto difficile immaginare sotto quale camuffamento sua Beatitude Onufrij comunicasse con gli esarchi.

Tesi numero 2. Il "concilio d'unificazione" avrebbe dovuto essere tenuto prima

Secondo l'arcivescovo Daniil, in questo caso altri vescovi della Chiesa ortodossa ucraina sarebbero venuti da lui: "Mi sembra che se l'avessimo tenuto molto prima, ci sarebbero stati molti più vescovi della Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca". Egli giustifica la sua opinione affermando che Mosca sarebbe riuscita a svolgere un lavoro esplicativo tra l'episcopato ucraino: "Più tempo abbiamo concesso, più modi ci sono stati per gli altri, la parte russa, di screditare il nostro lavoro e creare i presupposti affinché tutto crollasse".

Bene, ricordiamo quali pressioni sono state fatte sulla Chiesa ortodossa ucraina per costringere i vescovi della Chiesa ortodossa ucraina a prendere parte al "concilio d'unificanzione". Il presidente, secondo quanto riferito dai media, ha gridato a sua Beatitudine Onufrij, mentre gli chiedeva di portare alla Casa di Lenin... pardon, alla Casa ucraina il Concilio dei vescovi della Chiesa ortodossa ucraina. L'SBU ha aperto una causa penale contro il metropolita Pavel di Vyshgorod e Chernobyl e ha anche condotto perquisizioni su di lui. La stessa cosa è accaduta in alcune diocesi e anche i bambini dei sacerdoti sono stati perquisiti. Hanno iniziato a chiamare in massa vescovi e sacerdoti alla SBU e a condurre conversazioni preventive con loro. I radicali hanno iniziato a tenere provocazioni nei luoghi di culto della Chiesa ortodossa ucraina. Nei media, la diffamazione della Chiesa ha raggiunto un livello qualitativamente nuovo. È emerso un parere secondo cui proprio queste azioni hanno allontanato quei vescovi ucraini che sembravano disposti ad andare al "concilio d'unificanzione". Lo hanno screditato, per così dire. E cosa ha fatto la "parte russa"?

Ma si può vedere tutto in modo diverso. Anche se tali misure repressive non avessero costretto i vescovi della Chiesa ortodossa ucraina a tradire la loro Chiesa, magari non l'avrebbero fatto anche senza di loro.

Tesi numero 3. Il Fanar non permetterà di canonizzare Bandera

Interrogato sulla canonizzazione di Stepan Bandera e figure simili, l'arcivescovo Daniil ha risposto: "Parlando di canonizzazione dei leader politici, penso che non intraprenderemo azioni così radicali" .

Certo, la canonizzazione di Bandera è troppo anche per il Fanar di oggi, e non conta nulla per raggiungere i suoi obiettivi. Ma un altro punto è notevole. L'arcivescovo Daniil ha confermato che la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" non avrà il diritto di canonizzare i santi non solo in conformità con i suoi documenti statutari, ma che il Fanar non permetterebbe che ciò accada senza previo accordo.

Tesi numero 4. "patriarcato di Kiev", "Chiesa ortodossa autocefala ucraina" e Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca sono modelli della Chiesa ortodossa russa

L'arcivescovo Daniil ha detto che la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" è una riformattazione cardinale di quelle organizzazioni religiose che l'hanno composta: "Di cosa avevo più paura? Di ciò di cui parlate, che la creazione di una nuova struttura non diventi solo un cambio di segno. <...> Dopo tutto, "patriarcato di Kiev", "Chiesa ortodossa autocefala ucraina" e Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca sono tutti modelli della Chiesa ortodossa russa, solo con titoli modificati. E noi non possiamo essere un modello della Chiesa ortodossa russa sul territorio dell'Ucraina".

È interessante notare che cosa sia questo speciale modello della Chiesa ortodossa russa, che presumibilmente non si adatta all'Ucraina? Se osserviamo la struttura gestionale delle Chiese locali, vedremo che la maggior parte di loro ha tre organi direttivi principali: il primate, il Concilio dei Vescovi e il Santo Sinodo. È possibile che ci sia un Concilio locale con la partecipazione di clero e laici.

E l'organo principale è il Concilio dei Vescovi. Può giudicare il primate e gli altri vescovi, può rovesciare le decisioni del Santo Sinodo, risolvere tutte le questioni ecclesiali importanti, ecc. Tale sistema di governo soddisfa pienamente il principio conciliare dell'esistenza della Chiesa e la storia dei duemila anni della sua esistenza. La Chiesa ortodossa russa agisce proprio su questo modello, che è stato adottato anche dal "patriarcato di Kiev" e dalla "Chiesa ortodossa autocefala ucraina". Quindi, perché non sarebbe adatto per l'Ucraina?

La risposta sta nella struttura di governo dello stesso Patriarcato di Costantinopoli. Sono presenti anche qui il primate, la Sinassi (Concilio dei vescovi) e il Sinodo. Ma la Sinassi, alla quale partecipano tutti i vescovi, non prende decisioni. Le prende il Sinodo. È questo corpo che ha la maggiore partecipazione nella gestione del Patriarcato di Costantinopoli. E questo accade perché il Sinodo è costituito dalle persone più vicine al patriarca, è molto più piccolo in termini di numero di vescovi rispetto al Concilio, ed è più facile influenzarli. Pertanto, è più facile prendere quelle decisioni che contraddicono chiaramente i canoni e il buon senso, come vediamo nelle azioni del Fanar in Ucraina.

Questo è un fatto indiscutibile: nel Patriarcato di Costantinopoli, l'influenza del patriarca stesso è molto maggiore che nelle altre Chiese ortodosse locali. Questo è precisamente il modello di governo che è stato imposto alla "Chiesa ortodossa dell'Ucraina": il Concilio dei Vescovi nel Tomos non è previsto affatto. E se non è previsto nel Tomos, il principale documento costitutivo, allora è possibile solo con il permesso del Fanar. Inoltre, il fatto che i membri del Sinodo della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" saranno inclusi nella sua composizione alternativamente in ordine di precedenza riduce l'influenza del primate della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" sul Sinodo e aumenta l'influenza su di esso del Fanar.

Tesi numero 5. Eventuali modifiche al regolamento della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina"- si potranno fare solo in accordo col Fanar

Arcivescovo Daniil: "Qualsiasi modifica al regolamento, anche se minore, la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" dovrebbe portarla all'attenzione di Costantinopoli, perché Costantinopoli ha dato loro questa carta, ha dato loro questo Tomos, e quindi ci deve essere un accordo, una lingua comune".

Bella autocefalia! Il Fanar ha dato la carta, e ora questa è un guinzaglio a cui tiene la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", non permettendole di fare emendamenti da sola. "Cambiamenti di minore importanza – ovviamente, possono essere fatti. Si possono registrare le strutture dei corpi amministrativi della chiesa, specificare i loro doveri pastorali e cose simili". Tali questioni, che la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" può risolvere da sola, e anche in questo caso con la conoscenza del Fanar, non sono nemmeno una questione statutaria. Sono questioni di regolamentazioni a livello delle decisioni del Sinodo: quanti saranno i dipartimenti sinodali, cosa faranno, ecc.

Tesi numero 6. Filaret – il nonno spirituale della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina"

Il Fanar non è affatto imbarazzato dal fatto che Denisenko continui a chiamarsi patriarca e indossare il kukol' patriarcale sullo stile di Mosca. Il Fanar non si preoccupa nemmeno di poter effettivamente gestire la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina". Sembra che il Fanar non si preoccupi più di nulla. Soprattutto dopo che il patriarca Bartolomeo ha celebrato un servizio divino con Epifanij Dumenko, il quale, secondo tutti i canoni ecclesiastici, non ha un'ordinazione sacerdotale.

"In tutte le chiese, inclusa Costantinopoli, c'è un primate e c'è qualcuno che dirige gli affari interni della Chiesa. Questo non contraddice alcun canone". Qui c'è qualcosa di nuovo. L'arcivescovo Daniil è probabilmente confuso. Era nell'Impero ottomano che c'era il sultano, che era il capo dello stato, e c'era il gran visir, che gestiva gli affari interni. Ma che nella struttura gestionale di qualsiasi Chiesa locale sia prevista una posizione di "gran visir", questo sembra eccessivo.

Domanda dell'intervistatore della BBC:

- E le affermazioni di vladyka Filaret che egli continuerà a guidare la Chiesa insieme al metropolita Epifanij non vi danno fastidio?

- No.

- Il fatto che indossa il kukol' patriarcale ...

- Non ci disturba. Questa è un'attività interna della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina". Era un leader, noi lo chiamiamo ex metropolita, e all'interno del suo paese può mantenere il titolo che aveva...

- Di patriarca?

- Il titolo che aveva – per rispetto per la sua vecchiaia, per rispetto del suo servizio alla Chiesa, e così via.

Che specie di surrealismo! Al Fanar non importa chi controllerà la"Chiesa ortodossa dell'Ucraina", per il Fanar fa lo stesso se sono due persone o una, per il Fanar fa lo stesso se un "patriarca" è subordinato a un "metropolita", fa lo stesso se nella "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" c'è un "patriarca"! "Quale bambino non vorrebbe divertirsi..." Oh, Filaret vuole indossare un kukol' patriarcale – beh, lasciategli indossare questo gingillo, per la sua salute.

Arcivescovo Daniil: "Penso che vladyka Filaret abbia ora la possibilità di entrare nella storia come uno dei fondatori della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" locale, un uomo che ha fatto un enorme lavoro durante la sua vita e con grande onore e dignità si è fatto da parte".

 

Del fatto che tutte le attività del signor Denisenko negli ultimi 26 anni siano state scismi e occupazioni violente di chiese (cosa che Costantinopoli ha riconosciuto per tutti questi anni) ora il Fanar non si preoccupa affatto. Ora questo è chiamato "l'enorme lavoro" del creatore della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina".

Tesi numero 7. Epifanij – Il burattino di Filaret

Certo, questo pensiero è sembrato più diplomatico: "Penso che vladyka Filaret abbia influenzato e, probabilmente, influenzi ancora vladyka Epifanij". Ma il Fanar gli chiede di farsi da parte in una pensione onorevole e lasciare che Epifanij diriga la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina": "Questo è tutto ciò che chiedo a Filaret: di dare a Epifanij l'opportunità di essere il primate della Chiesa! Sii un nonno spirituale, un papà, consiglia, ma dagli l'opportunità di fare il suo lavoro!"

Dove si è mai visto che in una Chiesa autocefala i fanarioti abbiano chiesto a uno dei vescovi di dare al primate l'opportunità di essere il vero primate? E senza molta speranza di successo.

Tesi numero 8. La "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" diventerà un patriarcato, quando porterà in essa la Chiesa ortodossa ucraina

L'intervistatore ha attirato l'attenzione dell'arcivescovo Daniil sul fatto che sia Epifanij che Filaret dichiararono che la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" sarebbe comunque diventata un patriarcato. E ha chiesto quando potrebbe accadere e come lo vede il Fanar. La risposta è stata: "Non posso prevedere il futuro, ma sono sicuro che accadrà. La "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" ha tutte le possibilità e i prerequisiti per ottenere lo status di patriarcato, ma prima deve avvenire un processo di unificazione più profonda. Cioè, non solo l'ex "patriarcato di Kiev" e la "Chiesa ortodossa autocefala ucraina" dovrebbero unirsi, ma anche i vescovi e il clero della Chiesa ortodossa russa, che sono oggi in Ucraina. Quando questo processo più globale avrà luogo, sono sicuro che la Chiesa ucraina sarà in grado di rivolgersi a Costantinopoli, e il Patriarcato ecumenico sarà pronto a prendere in considerazione questa richiesta" .

In sostanza, questa risposta equivale a un comando di aggressione dato a un cane! Alle agenzie amministrative e alla polizia, oltre ai radicali nazionali ucraini. Tutti sono ben consapevoli dei modi in cui può avvenire ciò che l'arcivescovo Daniil chiama il "processo di unificazione più profonda" . Si tratta di pressioni aperte, casi penali inventati, minacce, ricatti e violenze. Le parole del vescovo fanariota significano che i creatori della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" hanno ricevuto un nuovo incentivo per perseguitare la Chiesa ortodossa ucraina. Vi basterà portare una parte significativa delle diocesi della Chiesa ortodossa ucraina nella "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" – e avrete il patriarcato.

Tesi numero 9. Sulla partecipazione degli americani nella creazione della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" manteniamo il silenzio

L'intervistatore ha attirato l'attenzione sui contatti attivi dei fondatori della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" con le autorità statunitensi, nonché sulla presentazione di un'onoreficenza all'ex leader della CIA Jack Devine da parte di Filaret e ha chiesto direttamente: "Qual è stato il ruolo degli Stati Uniti nell'ottenere la Chiesa ucraina autocefala?"  In risposta, l'arcivescovo Daniil ha iniziato a riflettere che la presentazione di onoreficenza e congratulazioni è semplicemente una tradizione insignificante e carina.

Tuttavia, alla domanda sul ruolo degli Stati Uniti non ha risposto. E intanto, questa è la chiave. Tutte le fasi della creazione della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" sono state accompagnate da visite di politici e funzionari americani a Kiev e Istanbul, che sono stati riportati nei media senza alcun segreto. E dall'altra parte dell'oceano, venivano costantemente ascoltate istruzioni pubbliche alle autorità ucraine su come e cosa fare.

Tesi numero 10. Tutte le Chiese locali riconoscono la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", noi lavoreremo con loro

Alla domanda su quali Chiese locali possono riconoscere la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" e quali no, l'arcivescovo Daniil ha risposto che tutte riconoscono la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", tranne forse quella russa, solo bisognerà lavorare con alcune. "Non prevedo grossi problemi qui. Penso che troveremo comprensione reciproca sia con la Chiesa serba che con quella di Antiochia, ci serve solo un po' di tempo. Alcune condizioni politiche sono state create in queste regioni, quindi ci vuole tempo per lavorare con loro".

Secondo l'arcivescovo Daniil, il Fanar ha già lavorato con le Chiese greca e romena. "Penso che ci vorrà un mese e mezzo (per il primo riconoscimento, ndc). Le Chiese greca e romena saranno tra le prime, e quindi il processo proseguirà ".

Con alcune, problematiche dal punto di vista di Fanar, le Chiese dovranno lavorare più strettamente e continuamente: "La Chiesa serba, polacca e antiochena sono le tre strutture per le quali ci vorrà del tempo per elaborare il riconoscimento della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina".". Le parole denigratorie dell'ex esarca alla Chiesa polacca sono particolarmente eclatanti: "Con la Chiesa polacca, si troverà la comprensione reciproca, la sua retorica cambierà e realizzerà il suo posto storico nel seno della Chiesa di Cristo e di Costantinopoli" . Wow! Cioè, la Chiesa autocefala di Polonia deve "realizzare il suo posto storico nel seno di... Costantinopoli"? Dov'è la sua autocefalia?

Questo fatto per noi è indicativo di una riserva del vescovo fanariota, che dice molto. Vale a dire che nessuna autocefalia recentemente concessa da Costantinopoli è considerata affatto un'autocefalia. Sono tutte "nel seno di Costantinopoli". E la famigerata autocefalia, anche della Chiesa polacca, anche di quella ceca, persino dell'organizzazione religiosa appena costituita della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", è solo una bella insegna a uso domestico. E anche se qualcuna non è d'accordo, il Fanar si metterà al lavoro, e saranno costrette a "realizzare il loro posto storico".

Tesi numero 11. Apriremo solo un'altra stavropigia

Alla domanda sul numero delle stavropigie e dei metochi che sarebbero stati dati al Fanar, l'arcivescovo Daniil ha risposto in modo da far invidia a qualsiasi gesuita: "Costantinopoli non dice che prenderà proprietà o aprirà suoi uffici di rappresentanza in tutta l'Ucraina. <...> È possibile che apriremo ancora un'altra stavropigia in Ucraina. <...> Ma questo non significa che prenderemo la Lavra delle Grotte di Kiev o il monastero di Pochaev".

Sembra una cosa buona, giusto? Ma perché le autorità ucraine si stanno preparando a trasferire qualche dozzina (i media ne contano 38) dei monasteri più famosi? Perché nella Lavra delle Grotte di Kiev va a fare inventari il Ministero della Cultura, che presumibilmente scoprirà la perdita di proprietà della chiesa? Perché è stato risolto il contratto di affitto della Lavra di Pochaev? Questo è in aggiunta agli appelli per entrare nella "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" e alle manifestazioni dei radicali. Perché, infine, nello stesso Tomos non ci sono solo le stavropigie ma un intero Esarcato che le controllerà, e allo stesso tempo si dice che i diritti del Fanar su questo Esarcato e stavropigie non possono essere ridotti?

In generale, il Fanar non selezionerà né aprirà nulla. Tutto questo sarà fatto per lui da altri. E i fanarioti continueranno a trasmettere la loro pace e mitezza.

Tesi numero 12. La relazione tra la Chiesa ortodossa ucraina e la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" sarà pacifica e pia.

In realtà, questa è una continuazione del gesuitismo che si è sentito nella tesi precedente. Arcivescovo Daniil: "Penso che i rapporti saranno pacifici e pii. Ma il processo di costruzione della comprensione reciproca e della riconciliazione richiede tempo. Non prevedo alcun sequestro di chiese o lite, sebbene le persone, ovviamente, esprimeranno le loro opinioni. Tuttavia, prima o poi, i vescovi e il clero troveranno un linguaggio comune. Non prevedo una guerra religiosa a causa delle transizioni di parrocchie o vescovi da una giurisdizione all'altra, anche se suggerisco possibili provocazioni da parte della Chiesa ortodossa russa".

L'arcivescovo Daniil non prevede nulla. E ciò che sta già accadendo a Vinnitsa – è una relazione pacifica e pia? I sequestri di chiese francamente violenti con l'aiuto dei radicali e l'assistenza delle autorità locali – questo sarebbe un "processo di costruzione della comprensione reciproca"? In questo caso, dovremmo considerare nello stesso modo la cattura della cattedrale di santa Sofia a Costantinopoli da parte dei turchi e la sua conversione in una moschea. In caso contrario, ci sarebbero dei doppi standard. Ma quelli erano turchi, musulmani! E in Ucraina, la causa delle azioni violente e il sequestro delle chiese sono i fanarioti della nostra stessa fede. Ecco dove sta il peccato!

Tesi numero 13. Ci sono troppe chiese in Ucraina

L'arcivescovo Daniil: "Mi sembra che ci siano troppe chiese in Ucraina. Nell'ovest del paese, al centro di ogni villaggio, è stata quasi costruita una cattedrale". Cioè, secondo l'ex esarca, questo sarebbe un male? "Troppe chiese"! Quali distruggere ora? O il Fanar ha già posato gli occhi su quelle chiese che considera superflue? Se le persone costruiscono una chiesa, magari è perché ne hanno bisogno!

Quest'affermazione, che va al di là dei limiti del buon senso, è uscita in risposta alla domanda se l'ex esarca considerasse possibile l'emergere di una concorrenza tra la Chiesa ortodossa ucraina e la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" per le anime dei credenti. La risposta è stata la seguente: "Vorrei che l'Ucraina avesse una tale spiritualità, chiamiamola con una parola secolare una competizione, perché la Chiesa ortodossa persegua una vera missione, entri nella vita pubblica e non si impegni solo in rituali esterni di culto".

Certo, non è la magnificenza esterna che costituisce il compito della Chiesa. Certo, non è un rituale il significato principale della sua vita. Ma il principio della concorrenza, che l'arcivescovo Daniil loda, lo negava già l'apostolo Paolo: "Mi sono fatto un punto di onore di non annunziare il vangelo se non dove ancora non era giunto il nome di Cristo, per non costruire su un fondamento altrui, ma come sta scritto: Lo vedranno coloro ai quali non era stato annunziato e coloro che non ne avevano udito parlare, comprenderanno."  (Romani 15: 20-21).

E tutta la storia della Chiesa lo testimonia: anche quando le missioni cristiane di diverse Chiese locali o dei loro predecessori si sovrapponevano, i vescovi cercabano nei Concili di risolvere la questione di dove stava il loro territorio canonico per non creare questa competizione. E ora il Fanar sta combattendo per l'esatto opposto. Tuttavia, solo laddove esso stesso invade il territorio canonico di qualcun altro. Ma se qualsiasi altra Chiesa locale fa qualcosa sul territorio che il Fanar considera suo, questo provocherà immediatamente la sua protesta più risoluta con riferimento a tutti i tipi di canoni.

Tesi numero 14. La legge sulla ridenominazione della Chiesa ortodossa ucraina non forza nessuno

Il seminario di gesuitismo continua. Si scopre che non solo la legge anti-chiesa, ma anche la legge anti-costituzionale n. 5309 non costringe nessuno a fare  nulla: "Mi sembra che la legge sul cambiamento del nome della Chiesa, il cui centro si trova nel territorio del paese aggressore, non costringa nessuno a nulla".

Aspettate un minuto, ma come si chiama la situazione in cui la Chiesa è costretta a fare ciò che non vuole fare e ciò che giustamente considera una minaccia per se stessa? Non è forse "coercizione"? Sembra che il Fanar abbia già oltrepassato ogni limite nella perversione del significato delle parole. Chiama autocefalia ciò che non è autocefalia, mentre costringere la Chiesa a cambiare il suo nome legale non è affatto una forzatura.

Arcivescovo Daniil: "La Chiesa ortodossa ucraina, che è nel seno della Chiesa ortodossa russa, deve semplicemente decidere chi è – in realtà è la Chiesa ortodossa ucraina o la Chiesa ortodossa russa sul territorio dell'Ucraina?" La Chiesa ortodossa ucraina è la Chiesa ortodossa ucraina. Era così, lo è e lo sarà. E la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", creata da due organizzazioni di scismatici, non ha nulla a che fare con la Chiesa ortodossa ucraina.

Arcivescovo Daniil: "Per quanto mi riguarda, questa legge è semplicemente il percorso che farà da catalizzatore per la normalizzazione della situazione" .

Quello che la maggior parte degli esperti definisce una miccia per far esplodere una guerra religiosa in Ucraina, l'ex esarca lo considera "il percorso che farà da catalizzatore per la normalizzazione della situazione". Forse un giorno questo verrà incluso nei libri di testo come esempio di menzogna e spietatezza. E oggi questo sta spingendo l'Ucraina già sofferente in un conflitto religioso su larga scala.

Tesi numero 15. Sua Beatitudine Onufrij è solo il metropolita della Chiesa ortodossa russa

Arcivescovo Daniil: "Oggi Epifanij è il metropolita di Kiev e di Tutta l'Ucraina. Con il riconoscimento canonico di Costantinopoli, Vladyka Onufrij ha il titolo di metropolita della Chiesa ortodossa russa in Ucraina" .

Epifanij non ha affatto un'ordinazione sacerdotale. La sua "consacrazione episcopale" è stata compiuta nel 2009 da un soggetto scomunicato e da altri sette compagni che erano già "radicati" nello scisma. Il Patriarcato di Costantinopoli, fino a poco tempo fa, la pensava esattamente così. E il fatto che ora riconosca il signor Dumenko come "metropolita di Kiev" non significa che Dumenko lo sia diventato veramente, ma che lo stesso Fanar sia caduto nello stesso scisma.

Tesi numero 16. La "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" è stata creata per unirsi con i greco-cattolici

Questa è davvero una rivelazione esplosiva. Si scopre che "la creazione della 'Chiesa ortodossa dell'Ucraina' è un prerequisito per il dialogo tra la Chiesa ortodossa e i greco-cattolici e la ricerca di modi per comprenderli". Sembra vago, ma l'intervistatore aggiunge: "Quando tra 10 o 20 anni la 'Chiesa ortodossa dell'Ucraina' sarà un patriarcato, è possibile che la Chiesa greco-cattolica ucraina si unirà a questa chiesa?" E la risposta scioccante del vescovo ortodosso (forse è già meglio mettere il termine "ortodosso" tra virgolette?): "Sono fiducioso che questo sia possibile". Mi chiedo se i greco-cattolici saranno uniti sotto il Fanar o il Vaticano? Ma forse a quel punto queste strutture saranno già unite e questo non avrà importanza?

Il tema della creazione della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" come banco di prova per l'unione con i cattolici (anche se di rito ortodosso) merita un'analisi separata. Nel frattempo, si può affermare con amarezza che, così come Costantinopoli ha guardato verso Roma fin dai tempi dell'unione di Lione nel 1274, lo fa ancora. Il Fanar vende non solo un Tomos, ma anche la sua Ortodossia. E questa non è una calunnia contro il "Trono ecumenico", ma, sfortunatamente, sono fatti.

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