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  Poroshenko 2.0: il presidente del Montenegro intende chiedere l’autocefalia per la chiesa locale

Orthochristian.com, 25 dicembre 2018

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foto: spzh.news

Il presidente Milo Đukanović del Montenegro intende dare una spinta al riconoscimento dell'autocefalia della "Chiesa ortodossa montenegrina" scismatica, come ha fatto il presidente ucraino Petro Poroshenko nel suo paese.

Il presidente ha parlato di ripristinare l'autocefalia che il Montenegro ha avuto in un'intervista al programma TV Verità viva, come riporta RTCG.

Il ruolo della Chiesa ortodossa serba nei confronti del Montenegro, secondo lui, è estremamente distruttivo, nonostante la politica statale della Serbia.

"La Chiesa ortodossa serba mina in modo molto aggressivo l'indipendenza del Montenegro. Credo che sia necessario continuare i lavori per ripristinare la Chiesa ortodossa autocefala montenegrina, e lo stato si occuperà di questo e ne assumerà la responsabilità", ha spiegato Đukanović.

Le autorità montenegrine sono in netto disaccordo con la Chiesa serba, alla quale appartiene la stragrande maggioranza degli ortodossi montenegrini, e in particolare con sua Eminenza il metropolita Amfilohije del Montenegro e del Litorale.

"Certo, [la Chiesa ortodossa montenegrina] dovrebbe essere assistita dallo stato. Ho detto molte volte che per me personalmente l'autocefalia storica della Chiesa ortodossa montenegrina è un fatto innegabile. Capisco che le circostanze che hanno preceduto la sua abolizione erano le stesse che abbiamo annullato con la decisione del 21 maggio 2006", ha detto il presidente, come riporta RIA-Novosti, riferendosi al referendum sul ritiro dall'unione con la Serbia.

Tuttavia, la questione confessionale non dovrebbe essere affidata interamente allo stato, quindi la "Chiesa montenegrina" dovrebbe "fare molto di più per la propria organizzazione e aumentare la sua autorità tra la popolazione locale e la comunità internazionale".

"Credo che nell'interesse del futuro del Montenegro e della sua stabilità, alla quale la Chiesa può contribuire in modo significativo, è necessario continuare a lavorare su un rinnovamento sistematico, fondamentale e democraticamente giustificato della Chiesa ortodossa autocefala montenegrina, e penso che lo Stato ne sia responsabile, debba impegnarsi in questo, e, in ogni caso, contribuirà al successo dell'attuazione di questa questione", ha sottolineato il presidente montenegrino.

Le azioni di Costantinopoli in Ucraina hanno incoraggiato anche altri gruppi scismatici in tutto il mondo ortodosso. A settembre, il capo della "Chiesa ortodossa autocefala bielorussa" scismatica ha affermato che la concessione di un tomos di autocefalia agli scismatici ucraini dovrebbe avere un impatto anche sulla Bielorussia, e il loro obiettivo è quello di essere riconosciuti come autocefali.

Anche la "Chiesa ortodossa macedone" scismatica, un'altra scissione dalla Chiesa serba, sta spingendo per l'autocefalia. Lo scorso novembre ha fatto appello alla Chiesa bulgara, ma dopo l'appello di Poroshenko a Costantinopoli in aprile, la chiesa e lo stato macedoni hanno fatto appello anche a Costantinopoli.

Il patriarca Bartolomeo inizialmente annunciò che avrebbe gestito la situazione macedone, ma in seguito fece marcia indietro, dicendo che la Macedonia è sfera canonica della Chiesa serba. Tuttavia, come Constantinople ha chiarito nei suoi rapporti in Ucraina e nella sua riabilitazione degli scismatici ucraini anatematizzati, si riserva il diritto di intervenire sempre e ovunque.

***

La "Chiesa ortodossa montenegrina" è stata creata nel 1993 da Antonije Abramović, un religioso defunto della Chiesa ortodossa serba, che si era dichiarato metropolita del Montenegro. Tale chiesa afferma di essere il legittimo successore della Chiesa montenegrina autocefala che operò fino all'annessione del Regno del Montenegro nel Regno di Jugoslavia nel 1918.

A partire dal 2009, il 29,36% degli ortodossi montenegrini dichiara di appartenere alla chiesa scismatica, mentre il 70,64% appartiene alla Chiesa canonica serba.

La "Chiesa montenegrina" è attualmente guidata da Miraš Dedeić, che era stato sospeso dal Patriarcato ecumenico per adulterio, appropriazione indebita e creazione di una comunità serba separata all'interno della sua parrocchia greca a Roma. Fu poi tonsurato come monaco e elevato al grado di archimandrita dalla "Chiesa ortodossa macedone" scismatica e consacrato come vescovo dalla "Chiesa ortodossa alternativa bulgara" scismatica, dopo di che ha assunto la guida della "Chiesa ortodossa montenegrina".

Nel 1997 è stato scomunicato dal Santo Sinodo del Patriarcato di Costantinopoli, anche se se quest'ultimo si rserva di rovesciare qualsiasi decisione. Inoltre, la "Chiesa montenegrina" era in comunione con il "patriarcato di Kiev" scismatico, che è stato riabilitato e trasformato in una giurisdizione di Costantinopoli prima di fondersi nella Chiesa nazionalista ucraina di nuova creazione, quindi potrebbe essere motivo per Costantinopoli di ritenere canonica la "Chiesa montenegrina".

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