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  Il patriarca Bartolomeo tratta il metropolita Onufrij come metropolita non canonico

Orthochristian.com, 7 dicembre 2018

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Una lettera del patriarca Bartolomeo di Costantinopoli a sua Beatitudine il metropolita Onufrij di Kiev e di Tutta l'Ucraina è stata pubblicata ieri da parte di un vescovo della Chiesa ucraina canonica; nella lettera il patriarca ha informato il metropolita che il suo titolo e la sua posizione sono, di fatto, non canonici.

Questa asserzione rappresenta una negazione della posizione sostenuta dal patriarca Bartolomeo stesso fino ad aprile di quest'anno, quando è iniziata l'ultima fase della crisi ucraina.

Il vescovo che ha pubblicato la lettera sulla sua pagina Facebook personale è stato sua Eminenza il metropolita Aleksandr (Drabinko) di Perejaslav-Khmelnitskij e Vishnevoe, un aperto sostenitore dei piani di Costantinopoli e il più probabile tra i vescovi canonici, se ce ne saranno, a partecipare all'imminente "concilio di unificazione".

Ha pubblicato sia l'originale greco che la traduzione ucraina della lettera.

foto: Romfea

La stessa lettera è stata pubblicata anche oggi dall'agenzia di stampa greca Romfea.

È datata 12 ottobre, il che significa che è stata scritta proprio il giorno dopo che Costantinopoli ha preso la sua storica decisione di riabilitare gli scismatici ucraini e di rescindere il documento del 1686 con il quale la metropolia di Kiev era stata trasferita alla Chiesa ortodossa russa, facendo così assumere a Costantinopoli il pieno controllo dell'Ucraina.

Nella lettera, il patriarca Bartolomeo informa il metropolita Onufrij che dopo il concilio, attualmente in programma per il 15 dicembre, non sarà più in grado di portare il suo attuale titolo di "Metropolita di Kiev e di Tutta l'Ucraina".

Il patriarca apre immediatamente la sua lettera con la rivendicazione storica di Costantinopoli sull'assetto giurisdizionale di Kiev: "Lei sa dalla storia e da indiscutibili documenti d'archivio che la santa metropolia di Kiev è sempre appartenuta alla giurisdizione della Chiesa Madre di Costantinopoli..."

Costantinopoli ha fatto dietrofront sulla sua posizione nei confronti dell'Ucraina negli ultimi mesi, dato che in precedenza aveva sempre riconosciuto il metropolita di Kiev e di Tutta l'Ucraina della Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca come unico primate canonico in Ucraina.

Questo riconoscimento è stato fatto in pubblico recentemente alla sessione dei primati delle Chiese ortodosse locali a Chambésy, in Svizzera, il 21-27 gennaio 2016, una riunione preparatoria per il Concilio che si è tenuto a Creta in quell'estate, dove "sua Beatitudine il metropolita Onufrij di Kiev e di Tutta l'Ucraina" è stato ufficialmente riconosciuto come membro canonico della delegazione della Chiesa ortodossa russa.

Nel suo discorso programmatico in quella riunione, il patriarca Bartolomeo ha salutato i partecipanti: "Vostre Beatitudini e amati fratelli nel Signore, primati delle santissime Chiese ortodosse locali e venerabili rappresentanti dei fratelli primati impossibilitati a partecipare a questa sinassi, insieme ai Vostri onorevoli seguiti..."

Questa precedente posizione di Costantinopoli è ricordata anche dalle altre Chiese locali. In una lettera a sua Santità il patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Rus' in ottobre, sua Beatitudine il metropolita Rostislav delle Terre ceche e della Slovacchia ha ricordato proprio questo incontro:

Il mondo ortodosso riconosce come unico primate canonico della Chiesa ortodossa ucraina sua Beatitudine il metropolita Onufrij di Kiev e di Tutta l'Ucraina. Questo fatto è stato più volte menzionato e confermato dal primate della Grande Chiesa di Cristo, sua Santità il patriarca ecumenico Bartolomeo, a nome di tutti i presenti alla Sinassi dei primati delle Chiese ortodosse locali che si è tenuta a Chambésy (Svizzera) dal 21 al 27 gennaio 2016. Pertanto, qualsiasi tentativo di legalizzare gli scismatici ucraini da parte delle autorità statali dovrebbe essere fortemente condannato da tutti i primati delle Chiese ortodosse locali.

La maggior parte della lettera del Patriarca è un rimaneggiamento degli argomenti storici e canonici di Costantinopoli, che sono già stati esposti e discussi altrove. Colpetto. Bartolomeo scrive anche che Costantinopoli si è introdotta nella sfera ecclesiastica ucraina poiché la Chiesa russa non era riuscita a superare gli scismi che persistevano da 30 anni.

Va notato che gli scismi sono iniziati e sono persistiti proprio come movimenti anti-russi e quindi i gruppi interessati hanno rifiutato di accettare l'unione con la Chiesa russa.

Continuando, il patriarca Bartolomeo informa il metropolita Onufrij che la sua posizione e il titolo non sono canonici:

Considerandola come "sua Eminenza il metropolita di Kiev" come una forma di economia [indulgenza / condiscendenza] e di misericordia, la informiamo che dopo le elezioni per il primate della Chiesa ucraina da parte di un corpo che consisterà di clero e laici, non sarà più in grado ecclesiologicamente e canonicamente di portare il titolo di Metropolita di Kiev, che, in ogni caso, ora porta in violazione delle condizioni descritte nei documenti ufficiali del 1686.

Esorta pure il metropolita Onufrij a partecipare "prontamente e in uno spirito di armonia e unità", assieme agli altri vescovi della Chiesa ortodossa ucraina, nel concilio di fondazione della nuova chiesa ucraina che Costantinopoli sta progettando di creare, e nell'elezione del suo primate.

Il primate di Costantinopoli scrive anche che "permette" al metropolita Onufrij di essere un candidato alla posizione di primate.

Implora ulteriormente il metropolita Onufrij e la gerarchia della Chiesa ortodossa ucraina a comunicare con Filaret Denisenko, l'ex metropolita di Kiev, e con Makarij Maletich, rispettivamente capi del "Patriarcato di Kiev" scismatico e della "Chiesa ortodossa autocefala ucraina" scismatica – che sono stati reintegrati entrambi da Costantinopoli – ma le cui condanne canoniche rimangono in vigore per la Chiesa ortodossa ucraina canonica.

Anche le gerarchie delle Chiese serba e polacca hanno ufficialmente rifiutato la riabilitazione degli scismatici ucraini.

Il patriarca Bartolomeo conclude esprimendo la sua fiducia che il metropolita Onufrij deciderà di sanare lo scisma attraverso la creazione di una nuova chiesa in Ucraina.

Tuttavia, la gerarchia della Chiesa ucraina aveva già espresso la sua ferma posizione contro l'unione con gli scismatici ucraini, prima che questa lettera fosse scritta, e di nuovo dopo il 13 novembre, dopo di che la pressione dello stato contro la Chiesa ucraina canonica è notevolmente aumentata.

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