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  Il Patriarcato di Costantinopoli ha bisogno di ammettere il suo status reale nel mondo ortodosso

dell'arciprete Andrej Tkachev

Orthochristian.com, 27 novembre 2018

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Nota del traduttore: La versione originale russa di questa intervista è stata pubblicata prima della separazione della comunione eucaristica tra il Patriarcato di Mosca e il Patriarcato di Costantinopoli, avvenuta a causa dell'invasione anti-canonica da parte di Costantinopoli del territorio canonico della Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca. Di conseguenza, la conversazione riflette gli eventi precedenti.

Questa è un'intervista a uno dei più amati e famosi chierici dei nostri tempi, l'arciprete mitrato Andrej Tkachev, considerato tra i più grandi oratori e predicatori della Chiesa russa. Nato a Leopoli, in Ucraina occidentale, un luogo di forte nazionalismo ucraino, padre Andrej in seguito ha servito in una delle chiese più popolari di Kiev ed è quindi molto ben informato sulla situazione in Ucraina.

Mentre la tradizionale visione ortodossa è simile a quella del santo Lavrentij di Chernigov, che diceva che russi, ucraini e bielorussi sono un popolo unico, oggi in Ucraina qualsiasi idea di unità spirituale tra russi e ucraini può purtroppo portare minacce di morte da parte degli estremisti. Semplicemente servire come prete canonico può causare tali minacce. Tenendo presente questo, padre Andrej ora continua il suo ministero sacerdotale a Mosca. Grazie alla sua profonda conoscenza della realtà ucraina, forniamo questa traduzione, anche se l'intervista si è svolta prima della completa cessazione della comunione eucaristica con il Patriarcato ecumenico, come di seguito annotato in molti punti importanti.

* * *

foto: www.globallookpress.com

Dalla fine della scorsa settimana, la commemorazione del patriarca Bartolomeo è stata sospesa in tutti i servizi divini all'interno del Patriarcato di Mosca. Inoltre, la concelebrazione con i vescovi del Patriarcato di Costantinopoli, così come è stata pure sospesa la partecipazione dei rappresentanti della Chiesa russa in qualsiasi entità guidata dai rappresentanti del Fanar (un piccolo distretto di Istanbul dove si trova la residenza dei Patriarchi di Costantinopoli).

Le possibili prospettive di questa situazione [la crisi della chiesa ucraina, ndt], sia in Ucraina che a livello pan-ortodosso, sono già state analizzate sul sito web del canale televisivo "Tsargrad". Oggi portiamo alla vostra attenzione una prospettiva su questo tema da parte di un famoso pastore e predicatore ortodosso, ospite del programma giornaliero "Svjataja Pravda" pubblicato sul nostro canale, nonché chierico della chiesa di san Basilio il Grande vicino al villaggio di Zaitsevo presso Mosca – l'arciprete Andrej Tkachev.

Padre Andrej, per molti anni lei ha prestato servizio in Ucraina, e quindi il problema dell'autocefalia ucraina ideato per distruggere l'unità della Chiesa russa le è ben noto, e ha parlato di questo molte volte nel suo programma "Svjataja Pravda". Ma ora vorrei soffermarmi più ampiamente su questo tema: cosa può spingere la decisione sinodale a sospendere le relazioni con il patriarca Bartolomeo? E perché, nonostante le sue azioni anti-canoniche, è solo una sospensione, e non un'interruzione? [Aggiornamento: Come si sa, si è verificata un'interruzione completa delle relazioni dopo che è stata rilasciata quest'intervista, ndt]

foto: www.globallookpress.com

Sì, penso che ciò che sta accadendo riguardi l'intero mondo ortodosso, quindi dobbiamo aspettare una reazione non solo dal Patriarcato di Costantinopoli. E per ora, vedo una gradualità molto giusta e corretta [1] in questa materia.

Questo perché se si agisce nello spirito del Medioevo, allora la risposta sarebbero maledizioni, anatemi e tutto il resto. A quel tempo, tutti, inconfutabilmente, credevano nel proprio status di custodi della verità. Ma come abbiamo appreso dalla storia, tali passaggi non portano benefici nella prospettiva a lungo termine. Questo è il motivo per cui oggi abbiamo bisogno di gradualità.

Ma allo stesso tempo, dobbiamo restringere la situazione nel mondo ortodosso alla posizione reale della cattedra di Costantinopoli in mezzo alle Chiese locali. Là in questo momento si vive in un'illusione storica, in un bel ricordo dei tempi della grande antichità – prima della caduta di Costantinopoli. Naturalmente, non c'è più alcun tipo di "controllo procedurale", o funzione di "arbitrato superiore" in tutto il mondo ortodosso, e non c'è bisogno che ci sia.

Sì, negli anni passati, i diritti di Costantinopoli come capitale dell'Impero Romano (Bisanzio) conferivano al Patriarcato di Costantinopoli certi privilegi in relazione ad altre Chiese orientali. E sì, nel decimo secolo, abbiamo ricevuto la fede da Costantinopoli; tuttavia, ciò è stato da molto tempo compensato dalla nostra stessa responsabilità storica per l'intero mondo ortodosso; abbiamo combattuto per i bulgari e i serbi, per secoli abbiamo letteralmente nutrito le chiese orientali, tra cui Costantinopoli. Vale a dire, li abbiamo ripagati completamente per quella grande missione.

E cosa possiamo aspettarci noi, la Chiesa russa, dallo stesso patriarca Bartolomeo, così come dai primati di un'altra Chiesa locale, quando riceviamo questa decisione?

Certamente non possiamo fare a meno di aspettarci da loro un cambiamento. Ma il cambiamento senza scopo viene solo dai demoni. Certamente, le persone dotate di dignità gerarchica possono essere influenzate dall'esterno, ed essi [Costantinopoli e alcuni suoi sostenitori, ndt] sono sotto l'influenza di forze varie e, allo stesso tempo, spesso multidirezionali.

Tuttavia, ognuno di loro ha il timore di Dio e la responsabilità per il proprio gregge, e la grazia di Dio è attiva nelle loro anime. Inoltre, molte Chiese locali hanno le stesse lamentele riguardo ai loro scismatici come quelle della Chiesa russa, [uno degli esempi più significativi è la "Chiesa ortodossa macedone" non canonica, che è stata arbitrariamente separata da quella serba. Un altro esempio è la fazione montenegrina scismatica, ndt].

E ora, se il Patriarcato di Costantinopoli manipola la giurisprudenza [3], creando un precedente di "arbitrato supremo", dando così ciò che vuole a chi vuole, questo significa che l'ecclesiologia ortodossa (la dottrina teologico-canonica riguardante la Chiesa e le sue frontiere, ndc) sarebbe vanificata e comparirebbe una ripetizione del papato.

Questo significa che il Patriarcato di Costantinopoli cadrà nell'eresia latina dei cattolici romani, contro la quale una volta aveva combattuto. In generale, le sembra che negli ultimi secoli il Fanar si sia progressivamente allontanato dall'Ortodossia?

Sì, una tale tendenza è visibile. Inoltre, nella storia di questi ultimi secoli, essendo sotto i turchi, Costantinopoli si è accostata sia agli estremi pontifici, sia agli estremi del protestantesimo, che aveva combattuto con il papismo. Ci sono stati molti patriarchi che hanno lasciato così tante domande aperte riguardo alla purezza dogmatica dei loro pensieri. E nella nuova storia della Chiesa, lo scisma del calendario è stato provocato dal Fanar, che ha pure sostenuto i rinnovazionisti sovietici. [4]

foto: www.globallookpress.com

Allo stesso tempo a Costantinopoli, a Istanbul negli anni '20 e '30, c'è stata una vera "cavalcata" di patriarchi, e in questa "cavalcata", in questa dubbia galleria di varie personalità, sentiamo improvvisamente una polifonia di una sorta di inno in onore di privilegi artificiali, in onore di questo "primato" inventato, come se fosse un "primato di potere". Inoltre, se ricordate i santi patriarchi di Costantinopoli che sono venerati nella Chiesa ortodossa russa (e ce ne sono molti), nessuno di loro ha parlato da posizioni autoritarie del genere.

Certamente questo è un fenomeno di apostasia (l'apostasia significa allontanamento dalle verità cristiane, ndc). E anche il fatto che [il Fanar] abbia recentemente deciso di permettere ai preti di sposarsi due volte si avvicina a questo. E allo stesso tempo, agiscono costantemente in modo unilaterale – aboliscono qualcosa, accettano qualcos'altro, e cercano di imporlo allo stesso tempo su tutta la chiesa, dichiarando improvvisamente le loro pretese.

Questi cittadini della Turchia, seduti su un piccolo appezzamento di terra sotto il dominio di un sultanato, o di uno stato turco laico, il cui gregge è praticamente tutto dall'altra parte dell'oceano, hanno adottato una strana opinione di se stessi. E personalmente, l'incoerenza di tutto questo mi colpisce.

La domanda è: dove è il posto per Cristo in tutta questa importanza personale?

Nonostante siano già arrivati ​​a Kiev i "legati" di questi "papi orientali", gli "esarchi" di Costantinopoli provenienti dalle chiese "semi-scismatiche" ucraine degli USA e del Canada, e abbiano dichiarato che il processo dell'autocefalia ucraina è "in dirittura d'arrivo" [5], a cosa può portare questo? Una parte della nostra Chiesa ortodossa ucraina canonica vacilla?

Una parte vacillerà. C'è stata a lungo una parte che inciampa in queste circostanze. E, naturalmente, questa [decisione di Costantinopoli] non porterà pace. Ma il fatto è che tutti gli scismi sono come le cisterne, come i bacini di scarico delle fogne – tendono a raccogliere tutto lo sporco ecclesiastico – tutti i Giuda, i deposti, gli sposati due volte, i fornicatori e i pervertiti. [6] E questi "esarchi" li riuniranno intorno a loro in questa stessa cisterna. E saranno i proprietari delle discariche.

E la Chiesa ucraina canonica rimarrà in piedi?

Sarà forte, sarà stabilita e purificata, e risplenderà come Chiesa di confessori. Le migliori qualità della Chiesa ucraina si manifesteranno nei suoi confessori, che mantengono pazientemente la fede. E sarà una cosa semplice, perché sono arrivati questi ​​due "aspirapolveri" [7], che, senza saperlo, non raccoglieranno nessuno tranne quelli che sono già una "frazione galleggiante".

Note

 [1] Questa idea è piuttosto caratteristica della risposta generale del Patriarcato di Mosca. Alla domanda su come il Patriarcato di Mosca possa "vendicarsi", il metropolita Ilarion, presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne, ha dichiarato: "In ogni fase daremo a coloro che sono ancora nostri partner un'opportunità di cambiare idea e di riconsiderare le loro decisioni." Confrontate questa risposta con la gradualità di cui parla padre Andrej. Va detto con la massima obiettività che la chiesa russa (compresa la Chiesa ucraina) ha agito solo con spirito di fratellanza e gradualità, non desiderando scatenare un conflitto. L'interruzione della comunione eucaristica con Costantinopoli non dovrebbe essere vista erroneamente come una semplice rappresaglia, ma piuttosto come la condizione e la reazione inevitabili create dalle azioni anti-canoniche di Costantinopoli. Quando Costantinopoli riconosce scismatici che non solo servono con gli uniati eterodossi, ma condonano spargimenti di sangue e dipingono nelle chiese murales che glorificano la guerra e il nazismo e sequestrano le Chiese canoniche con la violenza, diventa impossibile rimanere in comunione con Costantinopoli. Quando prende in se stessa questi pericolosi scismatici violenti, la comunione con Costantinopoli divenne impossibile, perché comporterebbe per procura la comunione con gli scismatici.

[2] Padre Andrej usa la parola безапелляционно, che letteralmente significa inappellabile, cioè qualcosa, in genere una sentenza o una decisione che non può essere impugnata, specialmente da un tribunale o da un arbitro. Questo è interessante, perché uno dei molti aspetti molto dibattuti e contestati del presunto "papismo orientale" del Patriarcato di Costantinopoli è la sua apparente convinzione di essere l'ultima "corte d'appello" all'interno dell'Ortodossia, che può rivedere e cambiare lo stato e le decisioni delle altre Chiese locali.

[3] Il termine russo significa letteralmente "legge precedente", cioè leggi [canoni] basate su precedenti legali stabiliti, la pratica e le norme comuni della dispensazione legale, in contrapposizione a quelle strettamente basate su norme.

[4] Si veda anche qui: http://orthochristian.com/117222.html

[5] http://orthochristian.com/115834.html

[6] Sia san Lavrentij di Chernigov sia il metropolita Onufrij hanno notato come lo scisma raccoglierà tutti gli elementi peggiori e purificherà da questi la Chiesa .

[7] Padre Andrej si riferisce ai due esarchi del Patriarcato di Costantinopoli venuti in Ucraina nel settembre 2018 per iniziare a riunire tutti questi scismatici in una proposta "Chiesa" unificata.

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