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  "Non riuscite a vedere che vi stanno ingannando?"

La Chiesa ucraina del Patriarcato di Mosca ha PIÙ libertà di certe altre Chiese autocefale

dell'arciprete Nikolaj Danilevich

Orthochristian.com, 26 novembre 2018

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l'arciprete Nikolaj Danilevich

Nota del traduttore: uno degli aspetti più complicati della crisi della Chiesa ucraina può essere dato dalla terminologia e dai dettagli del governo ecclesiastico e dei territori canonici. In questo articolo, il vice presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne della Chiesa ortodossa ucraina, l'arciprete Nikolaj Danilevich, spiega che la Chiesa ucraina ha in realtà più diritti e libertà, come parte autonoma del Patriarcato di Mosca, di alcune Chiese a cui è stata concessa l'autocefalia da Costantinopoli. Questo è stato detto tramite un post in lingua ucraina dalla sua pagina Facebook. Il fatto che la Chiesa ortodossa ucraina goda di maggiori diritti nel Patriarcato di Mosca, rispetto ad alcune chiese autocefale, è stato espresso da molti, inclusi il metropolita di Zaporozh'e e l'arcivescovo di Bojarka.

In questo articolo, usando le esperienze della Chiesa delle Terre ceche e della Slovacchia e della Chiesa di Grecia, Padre Nikolaj dimostra come la Chiesa ortodossa ucraina canonica avrebbe quasi certamente più diritti di quella "autocefala", della "chiesa locale unica", che Costantinopoli sta tentando di formare in Ucraina. Mentre la Chiesa ortodossa ucraina e quelle Chiese autocefale ricevono il loro miro e hanno i loro primati confermati dai loro rispettivi patriarcati, padre Nikolaj nota la canonizzazione indipendente dei santi e una maggiore autonomia nell'elezione dei primati e dei vescovi di cui gode la Chiesa ortodossa ucraina, come parte autonoma della Chiesa madre russa.

Qual è la differenza tra lo status di questa "chiesa autocefala", come viene propagato, e lo status della Chiesa ortodossa ucraina?

Questa non è autocefalia, è una finzione, un inganno!

Se credete a "Golos.ua", allora secondo loro:

"Ci si aspetta che la nuova Chiesa [che Costantinopoli sta cercando di formare, ndt] riceverà lo status di un'arcidiocesi autocefala basata sul modello della Chiesa ortodossa delle Terre ceche e della Slovacchia. Sarà indipendente nell'amministrazione, ma il miro e la conferma dell'elezione del suo primate saranno ricevuti da Costantinopoli. La bozza del Tomos ha già incluso una disposizione per più di venti metochi [1] [rappresentanze / chiese d'ambasciata, ndt] per il Patriarcato ecumenico, che il presidente dell'Ucraina Petro Poroshenko ha promesso di dare prima dell'inizio delle elezioni presidenziali". [2]

Non so per certo se questa informazione sia totalmente vera, ma se ci credete (e c'è ragione di crederci), allora qual è la differenza tra lo status di questa "chiesa autocefala", come è stato proposto, e lo stato [attuale] della Chiesa ortodossa ucraina [del Patriarcato di Mosca]? [3]

Dopo tutto, se definiscono come chiesa autocefala la suddetta lista di diritti, allora la nostra Chiesa ortodossa ucraina è già autocefala. Qual è allora la differenza di stato? Perché, dopo tutto, anche la Chiesa ortodossa ucraina riceve il suo miro dalla Chiesa ortodossa russa, e l'elezione del nostro primate viene automaticamente benedetta dal Patriarca di Mosca.

Ma chiunque scelgano come capo di questa nuova "chiesa", deve essere approvato dal Patriarca di Costantinopoli. E come testimonia la storia, sulla base dell'ultimo intervento del Patriarcato di Costantinopoli negli affari della Chiesa ortodossa delle terre ceche e della Slovacchia, [4] la candidatura di un nuovo primate potrebbe non essere sempre gradita sulle rive del Bosforo [5] [vale a dire, il Fanar potrebbe non supportare la scelta elettorale di una Chiesa a cui hanno concesso l'autocefalia, ndt]

Una Chiesa completamente autocefala sceglie da sola il suo primate, che nessun altro deve approvare.

Inoltre, sospetto che anche altri diritti sarebbero limitati. Per esempio, il diritto alle canonizzazioni autosufficienti, che non ha nemmeno la Chiesa autocefala della Grecia. Quando la Chiesa di Grecia intende canonizzare un santo, si appella con una richiesta a Costantinopoli, e la canonizzazione passa lì [per approvazione]. Un esempio recente è la canonizzazione dell'anziano Iakovos (Tsalikis), che è sepolto sull'isola di Eubea.

Ma al contrario, la Chiesa ortodossa ucraina proclama i propri santi.

E poi c'è la questione della diaspora: il diritto di aprire parrocchie all'estero. La Chiesa di Grecia ha dato la sua diaspora a Costantinopoli 100 anni fa. Non ci sono parrocchie della Chiesa di Grecia nella diaspora – solo parrocchie del Patriarcato di Costantinopoli. E non credo che questa nuova "chiesa autocefala" [dell'Ucraina] avrà questi diritti.

Inoltre, non è esclusa l'influenza del Fanar anche sull'elezione dei vescovi ordinari. Per esempio, l'elezione dei metropoliti nel nord della Grecia passa attraverso una tale procedura. Il Sinodo della Chiesa di Grecia offre a Costantinopoli una lista di candidati, e il Fanar ne sceglie tre, e da questi tre Atene [la Chiesa di Grecia] ne sceglie uno.

Naturalmente, vorrei sottolineare che i territori settentrionali della Chiesa di Grecia hanno uno status speciale, qualcosa come una doppia subordinazione. Ma poi ancora, casi di interferenza in tali questioni interne dell'elezione dei vescovi sono stati visti recentemente in Cechia, altro luogo dove c'è una chiesa autocefala. Pertanto, non lo escluderei. Soprattutto nel contesto di informazioni già pubbliche che Costantinopoli sta già indicando a funzionari governativi ed ecclesiastici chi deve partecipare alle elezioni [in Ucraina], e chi no.

Pertanto, c'è l'impressione che il Fanar abbia intenzione di dare qualcosa a caso e chiamarla autocefalia. E in Ucraina ci credono, perché non sanno, o non riescono a risolvere il problema, o non vogliono capire né risolvere il problema, basta che si allontanino da Mosca. E non capiscono in quale tipo di giogo cadranno.

Rispettati simpatizzanti del [movimento per il] Tomos! Non riuscite a vedere che vi stanno semplicemente ingannando? Promettono una cosa, ma daranno qualcosa di completamente diverso!

E le venti stavropegie [6] tra la lista di doni delle autorità [dell'Ucraina] a Costantinopoli: come si possono capire? L'intera situazione mi ricorda la storia degli europei che arrivarono diverse centinaia di anni fa nelle terre dell'America e dell'Australia appena scoperte e fecero "scambi" con gli indigeni, dando loro perline di vetro in cambio d'oro.

Sua Beatitudine il metropolita Onufrij aveva ragione...

Note

[1] La parola russa подворье (podvor'e) è la traduzione di metochion (metochi, al plurale), dal greco: μετόχιον / μετόχι. Si tratta essenzialmente di una chiesa d'ambasciata, che di solito è concessa da una Chiesa locale a un'altra, in un modo simile a come i paesi consentono ad altri paesi amici di stabilire ambasciate. Questi metochi servono tipicamente sia come rappresentanze, sia come centro per l'etnia o gli immigrati di quella Chiesa locale permesso sul territorio di un'altra, e gli può anche essere permesso di raccogliere fondi per la propria Chiesa locale. È questa particolare funzione che è di grande interesse qui, poiché Costantinopoli, per usare un eufemismo, è quasi interamente dipendente dal denaro proveniente dal di fuori del proprio paese, la Turchia, e quindi potrebbe potenzialmente ricavare ingenti somme di denaro da queste chiese.

[2] Fonte: https://golos.ua/i/647770

[3] Se non diversamente indicato, il termine "Chiesa ortodossa ucraina" si riferisce sempre alla Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca, l'unica Chiesa ortodossa canonica di tutta l'Ucraina, attualmente guidata dal metropolita Onufrij.

[4] Si veda qui e anche qui per due articoli dettagliati su questo argomento.

[5] Lo stretto che divide Europa e Asia attraverso la metà di Costantinopoli. In questo caso, il Bosforo viene usato come metonimo per il Patriarcato del Fanar / Costantinopoli, nello stesso modo in cui "il Tamigi" può riferirsi a Londra, o "il Cremlino" al governo russo.

[6] Questo probabilmente si riferisce ai 20 metochi (rappresentanze / chiese d'ambasciata) che sarebbero stati dati a Costantinopoli. Il termine stavropegia si riferisce allo stato di un'istituzione ecclesiastica che è direttamente sotto l'obbedienza e il controllo del primate, invece che del vescovo locale.

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