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  Lo scisma di Costantinopoli e l'emigrazione russa

di Mikhail Tjurenkov

Tsargrad.tv, 30 ottobre 2018

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foto: Gabriele Maltinti / Shutterstock.com

La chiesa ortodossa della Natività di Cristo e di san Nicola il Taumaturgo a Firenze è tornata in seno alla Chiesa ortodossa russa

"Non c'è stata fortuna, ma la sfortuna ha aiutato". Le parole di questo detto russo, per quanto possibile, mostrano che la Provvidenza di Dio si compie talvolta attraverso i momenti tragici della storia. Quindi, l'odierna scisma del Fanar, il cui pericolo per l'intero mondo ortodosso non può essere sottovalutato, ha iniziato a dare anche buoni frutti. Tra questi c'è la transizione di una delle più famose parrocchie della diaspora russa – la chiesa della Natività di Cristo e di san Nicola il Taumaturgo a Firenze – dalla giurisdizione del Patriarcato di Costantinopoli alla Chiesa russa all'estero, riunita nel 2007 con il Patriarcato di Mosca.

testo del post di Facebook:

"Da oggi [28 ottobre] la parrocchia russa a Firenze si trova nella giurisdizione della ROCOR.

Alle funzioni è stato commemorato Hilarion, metropolita dell'America Orientale e di New York."

Le parrocchie russe del Fanar come assurdità canonica

Un meraviglioso santuario eretto a cavallo tra il XIX e il XX secolo nello stile dell'architettura di Mosca e Jaroslavl del XVII secolo, la chiesa fiorentina della Natività di Cristo e di san Nicola in Taumaturgo divenne un vero ornamento della famosa città italiana, e allo stesso tempo il centro della cultura russa in questa regione. Ma meno di due decenni dopo, i disordini rivoluzionari il patria portarono alla rottura forzata di questa parrocchia con la Chiesa russa e alla sua adesione al Patriarcato di Costantinopoli, che negli anni '20 iniziò un'espansione attiva, anche nei confronti delle comunità ortodosse nella diaspora.

Fu proprio allora che sorse nella giurisdizione del Fanar il cosiddetto "Esarcato delle parrocchie russe nell'Europa occidentale" ("Arcivescovado delle chiese ortodosse russe nell'Europa occidentale"). La struttura è molto controversa da un punto di vista canonico, ma permissibile nelle condizioni di quei tempi turbati, almeno fino alla restaurazione dell'ordine canonico nella Chiesa in patria. Ma a partire dagli anni '90, e in particolare dopo la riunificazione del Patriarcato di Mosca e della Chiesa russa all'estero nel 2007, questa struttura è diventata non solo un'assurdità canonica, ma una vera e propria illegalità.

Vale la pena ricordare che nel 1931 l'Esarcato dell'Europa occidentale era diretto dal metropolita Evlogij (Georgievskij), uno dei rappresentanti più famosi della prima ondata di emigrazione russa, una persona brillante e carismatica, ma al tempo stesso una figura canonicamente abbastanza liberale. Così, sotto la guida di vladyka Evlogij, fu creato l'Istituto teologico ortodosso San Sergio (Saint Serge), il cui ispettore e ideologo dal 1926 al 1944 fu l'arciprete Sergij Bulgakov, un famoso filosofo religioso, il cui insegnamento teologico, la cosiddetta "sofiologia", provocò una protesta da parte dei conservatori ecclesiastici, e che la Chiesa russa all'estero dichiarò ufficialmente "eretico".

gli insegnanti e gli studenti dell'Istituto teologico di Parigi, diretto dal metropolita Evlogij (Georgievskij) e dall'arciprete Sergij Bulgakov. 1931. Foto: www.grad-petrov.ru

Negli ultimi decenni, l'esarcato russo del Patriarcato di Costantinopoli si è ampiamente allontanato dalle sue radici e ha subito un processo di assimilazione. Inoltre, nel 2013-2015, è stato governato da un aperto nazionalista ucraino e russofobo, che proveniva dalla setta pseudo-ortodossa della "Chiesa ortodossa ucraina in Canada", l'arcivescovo Job (Getcha), e ora è guidato dal francese etnico Jean (Renneteau). Singoli discendenti conservatori dei rappresentanti della prima ondata di emigrazione russa rimangono in questa struttura, piuttosto "per inerzia", ​​ma la maggior parte è composta da liberali-rinnovazionisti oppositori della riunificazione con il Patriarcato di Mosca.

Non dobbiamo dimenticare il fatto che già nel 1945 l'Esarcato delle parrocchie russe nell'Europa occidentale, guidato dal metropolita Evlogij, si era ufficialmente riunificato con la Chiesa ortodossa russa. Ma dopo la sua morte, nel 1946, di proprio arbitrio, in violazione dei canoni, è tornato alla giurisdizione del Patriarcato di Costantinopoli, dove si trova ancora oggi. Tuttavia, le recenti azioni del patriarca Bartolomeo, che hanno costretto il Patriarcato di Mosca a interrompere la comunione eucaristica con il Fanar, hanno spinto il clero e i parrocchiani di una delle chiese più famose dell'Esarcato a ritirarsi dalla sottomissione al Patriarcato di Costantinopoli e a riunirsi alla Chiesa russa.

il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I. Foto: www.globallookpress.com

Il canale televisivo "Tsargrad" ha contattato il rettore della chiesa della Natività e di san Nicola, l'arciprete Georgij Blatinskii, che ci ha detto cosa ha spinto la comunità ortodossa russa a Firenze a interrompere la comunione con il Fanar e a passare alla giurisdizione della Chiesa ortodossa russa, che è unita al Patriarcato di Mosca. Padre Georgij per molti anni è stato il decano delle parrocchie russe del Patriarcato di Costantinopoli in Italia, e quindi il fatto della sua riunificazione con la Chiesa russa può essere un esempio anche per altre parrocchie straniere all'estero sotto la giurisdizione di Fanar.

Arciprete Georgij Blatinskij: "Tutti quelli che sono associati al Patriarcato di Costantinopoli sono al di fuori dell'Ortodossia"

Tsargrad: Padre Georgij, sul social network Facebook, è stato riferito che la vostra parrocchia ha interotto la comunione con il Patriarcato di Costantinopoli ed è stata ricevuta sotto l'omoforio della Chiesa russa all'estero. È vero, e se sì, cosa vi ha spinti a questo passo?

Arciprete Georgij: Purtroppo, le decisioni non canoniche prese l'11 ottobre dal patriarca Bartolomeo e dal suo Sinodo mettono tutti coloro che sono associati al Patriarcato di Costantinopoli al di fuori dell'Ortodossia. Questa parte si è staccata dalla Chiesa, come prima si era staccata Roma. Pertanto, l'unica via per noi, cristiani ortodossi russi, era di entrare in una struttura canonica, come la Chiesa russa all'estero. Il nostro consiglio di chiesa e la nostra assemblea parrocchiale hanno sostenuto all'unanimità questa decisione. E non c'è altra via per noi.

Tsargrad: Avete qualche informazione, ci sono altre parrocchie russe del Patriarcato di Costantinopoli pronte a seguire l'esempio della comunità ortodossa fiorentina?

Arciprete Georgij: Finora è passato troppo poco tempo. Penso che ciò accadrà, ma solo quando si renderanno conto di essere al di fuori del campo canonico, al di fuori dell'Ortodossia.

***

Come sappiamo, nei circoli liberali attorno alla chiesa, l'arciprete Georgij e la sua comunità ortodossa sono già stati accusati di "tradimento". Non c'è dubbio che la guerra delle informazioni contro i sostenitori dell'unità con la Chiesa ortodossa russa non farà che intensificarsi nel prossimo futuro.

il patriarca di Mosca e di tutta la Rus' Kirill. Foto: www.globallookpress.com

Quindi, non è un caso che sua Santità il patriarca Kirill, parlando oggi al festival "Fede e parola", abbia particolarmente sottolineato che ciò che sta accadendo è un ordine "per la distruzione dell'unità della nostra Chiesa, con una dimensione globale". Inoltre, "questa non è solo una lotta per la giurisdizione, è una lotta per la distruzione dell'unica potente forza ortodossa nel mondo".

Ed è proprio per questo che tutti noi, cristiani ortodossi, ora dobbiamo rafforzare le nostre preghiere comunitarie per l'unità della Chiesa russa, così come per le persone come l'arciprete George Blatinskij e per la comunità ortodossa della Chiesa fiorentina della Natività di Cristo e di san Nicola il Taumaturgo, da lui spiritualmente nutrita.

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