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  Metropolita Ilarion: il patriarca Bartolomeo non è libero nelle sue azioni

Mospat.ru

28 ottobre 2018

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Il 27 ottobre, nel programma "La Chiesa e il mondo", trasmesso sul canale Russia-24 il sabato e la domenica, il metropolita Ilarion di Volokolamsk, presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del patriarcato di Mosca, ha risposto alle domande della direttrice del canale televisivo, Ekaterina Grachëva

Ekaterina Grachëva: Buon giorno! Questo è il programma "La Chiesa e il mondo", in cui parliamo con il presidente del Dipartimento per le relazioni esterne della Chiesa del Patriarcato di Mosca, il metropolita Ilarion di Volokolamsk. Buon giorno, vladyka!

Metropolita Ilarion: Buon giorno, Ekaterina! Buon giorno, cari fratelli e sorelle!

Pochi giorni fa in Vaticano, ha incontrato il papa di Roma Francesco. Allo stato attuale, il dialogo tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica romana sembra essere abbastanza sviluppato. Cosa può spiegare oggi i contatti più frequenti con la Chiesa cattolica romana? Hanno ragione quelli che dicono che i cristiani occidentali sono ora più vicini a noi dei nostri fratelli di Costantinopoli?

I rapporti tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica romana hanno ricevuto un nuovo impulso allo sviluppo dopo che il patriarca Kirill ha incontrato papa Francesco all'Avana due anni e mezzo fa. Devo dire che prima di quell'incontro i contatti si svolgevano regolarmente. Non direi che siano diventati più frequenti.

Durante il pontificato di papa Francesco, l'ho incontrato 7 volte, cioè, in media, lo incontro una volta all'anno. Di solito l'incontro si svolge in autunno, anche perché in autunno il Sinodo della Chiesa cattolica romana tiene le riunioni a cui sono invitati gli osservatori di diverse Chiese ortodosse. Per molti anni, ci sono andato come osservatore della Chiesa ortodossa russa.

Di solito vengo per uno o due giorni. Mi danno 10 o 12 minuti per esporre il punto di vista della Chiesa russa su un argomento particolare, poiché, in effetti, abbiamo uno scambio regolare di studenti, gruppi di membri dello staff o di sacerdoti ci visitano dal Vaticano e noi mandiamo i nostri membri dello staff o sacerdoti in Vaticano. È già il terzo anno che abbiamo tenuto due seminari estivi della durata di due settimane presso l'Istituto ecclesiastico per gli studi post-laurea e di dottorato. A margine del Sinodo, incontro sempre il Papa. Di solito, è un'udienza che dura circa un'ora e consente di discutere questioni all'ordine del giorno delle nostre relazioni bilaterali.

Cosa pensa papa Francesco della rottura dei nostri rapporti con Costantinopoli? Questo problema è stato discusso durante l'incontro con lui?

Naturalmente, una parte considerevole del tempo è stata dedicata a una discussione sulla situazione in Ucraina, in particolare sulla situazione ecclesiale, e ho esposto al papa il punto di vista della Chiesa ortodossa russa sugli sviluppi. Non riteniamo che il papa di Roma possa essere un arbitro in questa disputa – questo è assolutamente impossibile. Sarebbe sbagliato coinvolgerlo in questi problemi e aspettarsi che intraprenda alcune azioni o si identifichi con una parte specifica. La Chiesa ortodossa vive secondo le sue leggi e regole. Risolveremo questo problema da soli, senza la partecipazione del papa di Roma.

La rottura dei rapporti della Chiesa ortodossa russa con Costantinopoli ha anche a che fare con i rapporti con la Chiesa cattolica romana poiché, insieme ai rapporti bilaterali tra la Chiesa russa e la Chiesa romana, c'è anche un dialogo teologico pan-ortodosso-cattolico. E noi ci siamo ritirati anche da questo dialogo.

Anche questo è chiamato pan-ortodosso?

Sì, è un dialogo pan-ortodosso. Vi partecipano, con poche eccezioni, quasi tutte le Chiese ortodosse. Ci siamo ritirati da questo dialogo proprio come da tutti i dialoghi e le organizzazioni presiedute o copresiedute dal patriarca di Costantinopoli.

Comunque, vorrei capire la posizione di papa Francesco di Roma riguardo alla decisione di Costantinopoli di concedere un'autocefalia all'Ucraina.

Non posso rivelarle il contenuto dei discorsi confidenziali. Ma nel complesso, la posizione del Vaticano riguardo agli sviluppi passati e presenti in Ucraina è stata sufficientemente e in molte occasioni espressa pubblicamente sia dallo stesso papa sia dai suoi rappresentanti autorizzati. Non abbiamo mai sentito dal papa o dai suoi rappresentanti parole di sostegno per le azioni di brigantaggio di Costantinopoli. Non abbiamo mai sentito alcun sostegno alle azioni delle autorità ucraine volte a discriminare la popolazione di lingua russa. Nel complesso, possiamo vedere una posizione equilibrata espressa personalmente da papa Francesco e dal Vaticano come stato e dalla Chiesa cattolica romana a vari livelli.

Eminenza, lei ha citato l'incontro del patriarca Kirill e di papa Francesco di Roma all'Avana. Tutti sono interessati alla domanda: ci aspettiamo che il capo della Chiesa cattolica venga in Russia nel prossimo futuro? Ne parliamo molto nei mass media. Se avviene, allora in che cosa consiste il significato storico di questo evento? Come valuta la sua importanza? E ne ha parlato durante l'udienza?

Durante l'udienza non ne ho parlato perché la questione non è all'ordine del giorno delle nostre relazioni bilaterali. La questione interessa principalmente ai giornalisti; i fedeli non ne sono interessati ora. Nell'ambiente ortodosso, nella Chiesa ortodossa russa, c'è almeno una parte di persone che include credenti attivi e ha un atteggiamento negativo nei confronti della Chiesa cattolica in generale. Se una tale visita dovesse svolgersi, sarebbe accompagnata da alcune provocazioni, da scontento, ed è qualcosa di cui non abbiamo affatto bisogno.

Non molto tempo fa, anche la Chiesa cattolica in Russia ha dichiarato che la visita del papa nel Paese sarebbe oggi prematura. Cioè, dire che ci sono masse di cattolici in Russia che stanno aspettando una visita del papa di Roma sarebbe, per usare un eufemismo, una grande esagerazione – tutto questo è un inutile discorso da giornalisti.

Durante uno dei programmi precedenti, abbiamo parlato di Petro Poroshenko che sarebbe andato dal patriarca di Costantinopoli e gli avrebbe in qualche modo reso la cortesia per i passi compiuti da Costantinopoli per concedere l'autocefalia. Sembra che questi passi siano già stati fatti: Poroshenko ha consegnato la chiesa di sant'Andrea al Patriarcato di Costantinopoli. Fa parte dei doni di cui abbiamo parlato? Seguiranno altri regali?

Fa parte del patto, ma Costantinopoli ha gli occhi puntati su più immobili. La chiesa di Sant'Andrea è una chiesa grande, bella e storica. Se guida verso la Lavra delle Grotte di Kiev dal Dnepr, passerà necessariamente accanto a questa chiesa. Al momento questa chiesa è un museo ed è proprietà dello stato ucraino. Per quanto si può giudicare dalle decisioni adottate, rimarrà di proprietà dello stato ucraino e continuerà a funzionare come museo, ma ci saranno anche celebrazioni di servizi divini da parte dei rappresentanti del Patriarcato di Costantinopoli. Penso che non sia proprio ciò che voleva Costantinopoli e, per quanto ne so, il presidente Poroshenko continuerà evidentemente a negoziare.

Il patriarca Bartolomeo ha una gran fretta, e la ragione della fretta è che i mandanti di tutto questo progetto esigono azioni decise e tempestive. Non sono solo in Ucraina; il mandante principale sono gli Stati Uniti d'America. Nelle ambasciate degli Stati Uniti, ci sono persino membri dello staff che sono appositamente assegnati ad affrontare questo problema e a influenzare il patriarca Bartolomeo. Ne siamo ben consapevoli. Comprendiamo che il patriarca Bartolomeo non è libero ora nelle sue azioni.

Si posiziona come capo della Chiesa ortodossa, come una sorta di papa di Roma per le Chiese ortodosse. Il papa di Roma tuttavia non è impegnato nel saccheggio e nel ladrocinio. Partendo per un paese (ad esempio, recentemente è stato nei Paesi Baltici in visita in Lituania, Lettonia ed Estonia), il papa viene a sostenere i fedeli, a pregare con loro. Non viene a prendere qualcosa da uno e a consegnarlo a un altro. Sarebbe impensabile. Ma il patriarca Bartolomeo è oggi impegnato precisamente in questo tipo di saccheggio.

Allo stesso tempo, il patriarca di Costantinopoli sta facendo queste cose in contrasto con la volontà chiaramente espressa dalla maggior parte delle Chiese ortodosse locali, molte delle quali lo hanno messo in guardia, anche in pubblico, contro azioni di questo tipo. Ora sta affermando che le Chiese ortodosse non sono un'autorità per lui, che prende le decisioni singolarmente e tutte le autocefalie del passato, tranne che per l'autocefalia delle antiche Chiese, sono state concesse da Costantinopoli singolarmente e quindi ora ha lui il diritto di concedere l'autocefalia. Questo è quello che incontriamo oggi.

Quali altri oggetti ecclesiastici in Ucraina possono interessare il patriarca di Costantinopoli?

Ce n'è un'intera lista. C'è un edificio in via della Lavra a Kiev; c'è un'altra chiesa. Ecco perché ci sono conversazioni in corso, o per essere più precisi, contrattazioni.

* * *

Nella seconda parte del programma, il metropolita Ilarion ha risposto alle domande dei telespettatori arrivate al sito web del programma "La Chiesa e il mondo".

Domanda: Come si può partecipare ai santi doni se durante la Divina Liturgia il patriarca di Costantinopoli è menzionato dal Primate della Chiesa locale mentre non ci sono chiese della Chiesa ortodossa russa, come per esempio nel territorio della Polonia?

Qui si dovrebbe ricordare che abbiamo interrotto la comunione solo con il Patriarcato di Costantinopoli. Per questo motivo, si può ricevere la comunione nei luoghi di culto di altre Chiese locali, anche se il Primate di questa Chiesa fa la menzione liturgica del Patriarca di Costantinopoli.

I russi possono chiedere una commemorazione ai monaci athoniti?

Una richiesta di una commemorazione ai monaci athoniti è del tutto possibile, ovviamente.

Come trattare con coloro che stanno andando sul Monte Athos per diventare novizi o lavoratori al restauro delle chiese?

Se sei un membro della Chiesa ortodossa russa, non devi accettare di andare all'Athos come novizio o come restauratore di chiese, faresti meglio ad andare a Valaam o a Solovki o ad altro monasteri della Chiesa ortodossa russa. Infatti sarà difficile per te essere un novizio o un restauratore di chiese e non ricevere la comunione. E noi, avendo interrotto la comunione con Costantinopoli, abbiamo così dichiarato che il Patriarcato di Costantinopoli è ora in scisma. Speriamo che questo sia temporaneo e che questa situazione sarà superata. Ma finché non sarà superato, non dovresti andare all'Athos, ma dovresti andare a uno dei monasteri della Chiesa ortodossa russa.

Si può partecipare ai servizi divini senza prendere parte ai sacramenti alla chiesa di sant'Aleksandr Nevskij a Parigi in rue Daru, che apparterrebbe al Patriarcato di Mosca?

La chiesa di sant'Aleksandr Nevskij a rue Daru a Parigi è stata costruita dal popolo russo con i soldi dello tsar, ma è stata presa illegalmente da Costantinopoli. Questo è successo nel lontano 1930 e ora i servizi divini sono celebrati in questa chiesa dal clero del Patriarcato di Costantinopoli. Si può assistere ai servizi e pregare in essa, ma i fedeli della Chiesa ortodossa russa non possono ricevere la comunione al momento.

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