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  Intervista a Vladyka Onufrij sul destino dell'Ortodossia canonica in Ucraina

Mospat.ru

24 ottobre 2018

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Il dipartimento per l'informazione e l'istruzione della Chiesa ortodossa ucraina ha pubblicato un'intervista rilasciata da sua Beatitudine Onufrij, metropolita di Kiev e di tutta l'Ucraina, alla rivista "Pastyr' i pastva" ("Il pastore e il gregge").

Vostra Beatitudine, secondo la Costituzione ucraina, la Chiesa è separata dallo stato. Quando all'inizio del XX secolo i bolscevichi adottarono questa legge, molti credenti la percepirono come una grave catastrofe religiosa. Tuttavia, come ben presto divenne chiaro, i bolscevichi separarono la Chiesa dallo stato solo per occuparsi della sua distruzione. Più tardi, all'inizio degli anni '90, la situazione cambiò quando i comunisti uscirono dall'arena storica e venne un tempo di restaurazione per la Chiesa. E qui la legge sulla separazione della Chiesa dallo stato ha svolto in una certa misura un ruolo positivo: la Chiesa ha potuto svilupparsi nella direzione necessaria quasi senza alcuna pressione da parte delle autorità. Ma ora, quando le autorità cercano di influenzare la soluzione dei problemi ecclesiali, come commenterebbe gli sviluppi? Il governo può aiutare a creare "una Chiesa locale unica"? E come dovrebbe reagire un credente a tutto questo?

La legge sulla separazione della Chiesa dallo stato è un frutto delle trasformazioni rivoluzionarie attuate all'inizio del XX secolo.

I bolscevichi separarono la Chiesa dallo stato per dimostrare che il paese aveva adottato un nuovo modo di sviluppo ateo. Questa legge era anche necessaria al potere sovietico per sciogliere le sue mani nella sua lotta contro la Chiesa fino alla sua completa distruzione. E questa lotta è stata condotta sotto lo slogan: "La Chiesa è un nemico dello stato".

Tuttavia, il Signore, che fa tutto per il bene dei suoi fedeli, ha ordinato che la separazione della Chiesa dallo stato diventasse un nuovo stimolo per il potente sviluppo della Chiesa. E noi umilmente ringraziamo il Signore per questa misericordia verso di noi, indegni figli della sua santa Chiesa.

Ora alcuni politici stanno cercando di creare una chiesa locale in Ucraina. Questa chiesa è talvolta chiamata ortodossa e talvolta semplicemente "chiesa locale".

Fa lo stesso per i politici, dato che non capiscono e non provano nemmeno a capire. La tragedia di questi sforzi sta in due cose: in primo luogo, i politici, per loro natura, non sono in grado di guarire gli scismi spirituali – per loro natura, possono solo dividere le persone. Solo il clero, con l'aiuto della preghiera, dell'umiltà e dell'amore divino, è capace di unire le persone, con i loro diversi temperamenti, caratteri, punti di vista, in una società unificata chiamata Chiesa di Cristo. In secondo luogo, lo stato, purtroppo, sta perseguendo una politica adottata dopo la rivoluzione, cioè una politica che allontana la persona da Dio.

Alcuni potrebbero obiettare e dire che i nostri politici sono credenti: pregano e vanno in chiesa. Non discuto; è davvero così. Ma ci sono forze che fanno sì che i nostri politici credenti adottino leggi che incoraggiano e perpetuano il peccato. E se i politici perpetuano l'illegalità, allora, nonostante la loro fede in Dio e il fatto che vanno in chiesa, vanno contro Cristo. Portano se stessi e le persone che li ascoltano lontano da Dio. Tali politici vogliono sintonizzare anche la Chiesa sul ritmo della loro vita. Vogliono creare una sola chiesa ortodossa locale che possa provvedere a loro e portare le persone che stanno andando verso Dio sulla strada che loro stessi hanno preso.

Noi amiamo i nostri politici e li rispettiamo, ma non possiamo seguirli. Altrimenti, cesseremo di essere una Chiesa e diventeremo un'organizzazione politica, e i giorni della nostra vita saranno contati da Dio.

Userò queste parole per rispondere alla sua domanda su come noi, credenti, dovremmo reagire ai tentativi di creare una sola Chiesa ortodossa locale: coloro che credono in Dio ma allo stesso tempo si fissano sul desiderio di ottenere una Chiesa locale non si fidano di Dio ma vivono in accordo con la loro stessa mente. Con questa attitudine, arriveremo presto ad un punto in cui ogni forza politica vorrebbe avere una propria chiesa locale che le obbedisca in tutto e faccia in modo che Dio realizzi i suoi desideri politici.

In altre parole, coloro che credono in Dio ma non si dedicano a lui desiderano sottomettere Dio a se stessi, e pensano che questo possa essere fatto attraverso la creazione di una Chiesa locale.

Ma se uno non solo crede in Dio ma si dedica anche a Dio, allora cerca la volontà di Dio ricordando che tutte le persone sono figli di Dio. Desidera vivere in pace con tutti e trovare nella propria vita Cristo, che è la nostra vita, la bellezza della nostra vita e il suo significato. Queste persone non cercano una Chiesa locale – costruiscono e decorano ogni giorno la chiesa interiore delle loro anime.

Vivete piamente, lavorate per sottoporvi a Cristo, cercate di compiere i suoi santi comandamenti che per noi sono la luce, la via che ci conduce alla vita eterna. In questo modo troverete la vostra autocefalia personale, cioè la libertà dal peccato. E può darsi che troverete anche una Chiesa locale, ma sarà molto diversa da quella che i politici cercano di costruire. Sarà piena di amore, pace e gioia nel Signore. Non sarà una Chiesa politica, ma la Chiesa di Cristo, la Chiesa che non sarà mai vinta dalle porte dell'inferno.

Se il Tomos sul riconoscimento degli scismatici da parte del patriarca ecumenico sarà concesso, come dovremmo reagire a queste notizie e costruire le nostre relazioni con queste organizzazioni religiose?

Se il Tomos sul riconoscimento degli scismatici da parte del patriarca di Costantinopoli sarà accordato, allora genererà nuovi scismi, più grandi e più profondi. Questi scismi influenzeranno non solo la nostra Ucraina, ma influenzeranno la Chiesa ortodossa nel mondo intero.

Spiegherò brevemente cosa accadrà.

Primo, secondo i canoni ortodossi, la Chiesa di Costantinopoli, pur profondamente stimata, non ha il diritto di dare un'autocefalia a una Chiesa che oggi non è nella sua giurisdizione. Il titolo di "Chiesa Madre", che è molto usato oggi, non conferisce il diritto canonico di invadere la vita spirituale di una "Chiesa figlia", che si è separata dalla "Madre" secoli fa e de facto ha vissuto la sua vita spirituale.

E se si pensa che "la Madre Chiesa" stessa soffre per il suo scisma più profondo a causa del quale l'Impero bizantino ortodosso si è trasformato in un paese in cui oggi si professa l'islam, allora sarà opportuno ricordare le parole per il santo Vangelo: "Medico, guarisci te stesso!" (Lc 4:23).

Se un medico che, purtroppo, è gravemente malato e per questo motivo non ha il diritto di trattare gli altri, osa comunque agire, darà dunque vita a una maggiore illegalità sotto forma di uno scisma globale dall'Ortodossia.

Quanto all'attitudine verso un'organizzazione religiosa nata dall'illegalità, risponderò con le parole del salmista Davide: "I giusti non usino le loro mani per fare il male" (Salmo 125:3).

Le Sacre Scritture affermano che "tutto il potere viene da Dio". Come dovremmo capire queste parole? Per esempio, se il potere viene da Dio, allora un cristiano dovrebbe obbedire completamente a questo potere? Se sì, in quali casi? Ma se il potere è così come era 50 anni fa, come dovremmo percepirlo? E in generale, in quali casi può e deve un cristiano adempiere ai comandi dei poteri costituiti?

Di fatto, tutto il potere viene da Dio. Ma Dio non ci dà il potere nelle mani per la nostra arbitrarietà, né per fare come desideriamo, ma per adempiere ciò che Dio vuole, per vivere secondo il comandamento dell'amore Divino e per insegnare ai nostri subordinati a vivere così.

Sfortunatamente, quando riceviamo il potere, tutto questo viene spesso dimenticato. Il potere ci acceca, e già ci sembra che ci venga concesso di delinquere.

Non dovremmo pensare così. Insieme a un grande potere ci viene affidata una grande responsabilità. Per il modo in cui abbiamo portato la nostra croce daremo un resoconto davanti a Dio.

È il Salvatore stesso che ha dato una risposta alla domanda su come dovremmo trattare il potere se non fa come vorremmo che facesse: "Rendi a Cesare ciò che è di Cesare, e a Dio ciò che è di Dio". Cioè, date alle autorità tutte le cose terrene – tasse, lavoro, pazienza, rispetto, ma i vostri cuori donateli a Dio.

D'altra parte, se le autorità iniziano ad agire arbitrariamente, non dovremmo disdegnarle oppure odiarle per questo; dovremmo pregare per le autorità. Dovremmo pregare il Signore affinché dia ai nostri leader la grazia dello Spirito Santo, che li aiuterà a portare la loro croce in modo appropriato.

Se a un parroco è richiesto di servire un funerale o di dare la comunione a coloro che sono stati battezzati in una chiesa del "patriarcato di Kiev", qual è la risposta giusta a questa richiesta? Forse, è più logico che i nostri sacerdoti si assumano la responsabilità solo per coloro che sono nella loro cura pastorale e che si trovano nella loro immediata area di preoccupazione pastorale?

Riguardo alla domanda sul funerale per coloro che sono stati "battezzati" dagli scismatici, la risposta è chiara: i battezzati nella Chiesa canonica testimoniano in tal modo il loro desiderio di essere anche sepolti da quella Chiesa. Ma se uno è "battezzato" in uno scisma, così si esprime il desiderio di essere inviati alla gloria in tale scisma. Noi non serviamo funerali per gli scismatici perché non vogliamo violare la libertà della loro scelta.

Nella vita, tuttavia, ogni singolo caso ha un significato sottostante. E prima di rifiutare una richiesta, un prete canonico dovrebbe chiarire a fondo tutti i motivi per cui il defunto ha scelto una fede diversa. Se, nel farlo, un prete trova argomenti associati a una debolezza umana, non alla testardaggine fanatica del defunto, allora ha il diritto di mostrare economia, cioè una concessione, con una benedizione del suo vescovo.

Molti sono preoccupati per il proseguimento della vita dell'ortodossia canonica in Ucraina. Cosa dovrebbe disturbarci più di tutto in questo momento: il destino della Chiesa o il destino delle nostre anime e la confessione di fedeltà personale a Cristo?

In effetti, la nostra Chiesa ortodossa ucraina sta attraversando un momento difficile. Ma per nostra consolazione, vorrei ricordarvi che la Chiesa terrena non ha mai tempi facili. Anche quando è tutto tranquillo intorno a lei, quando siamo elogiati, è ancora un momento difficile per la Chiesa. E questa complessità sta nel fatto che lode e benessere ci rendono dormienti e incuranti e questo ci conduce al degrado e al declino spirituale. Per questa ragione, anche nei momenti di benessere dovremmo lottare con noi stessi e costringerci a stare all'erta in modo da non cadere nella pigrizia spirituale.

Dobbiamo costringerci a pregare costantemente e pentirci della nostra indegnità, e ringraziare umilmente il Signore per non aver allontanato il suo volto divino da noi, ma di averci circondati con le sue misericordie e generosità, di cui siamo in grado di vedere solo una piccola e minuscola parte mentre non ne sappiamo cercare e discernere il resto.

Tuttavia, dovremmo anche sapere che la nostra cecità spirituale e la nostra ignoranza non ci liberano dal dovere di essere grati al nostro Creatore. Dovremmo fortemente umiliarci e dire a noi stessi: "Oggi, per la misericordia di Dio, dormi su un letto di piume di benessere terreno e senti suoni di lode umana. Fai attenzione, non prendere queste cose come giustizia e non pensare di essere degno di tutto ciò. Altrimenti diventerai un rapinatore di chiese che si è appropriato di ciò che appartiene a Dio. E poi condividerai un destino amaro con quelli che un tempo si ribellarono contro Dio e furono precipitati dai circoli celesti".

Quelli che lo faranno avranno pace e gioia nelle loro anime. E non si allontaneranno dalla vera Chiesa di Cristo che sarà sulla terra fino alla fine dei tempi.

Vostra Beatitudine, oggi la nostra Chiesa insieme al popolo sta attraversando un momento difficile. Cosa vorrebbe augurare al nostro gregge in primo luogo come benedizione ed edificazione?

Rimanete legati alla Chiesa che custodisce la purezza e l'integrità della fede ortodossa, e in tutte le altre cose 'gettate le vostre preoccupazioni sul Signore ed egli vi sosterrà' (Salmo 55:22). Vivete secondo i comandamenti di Dio e prendetevi cura dei vostri passi in modo che possano essere diretti secondo la parola del Signore e affidate tutto il popolo nelle mani di Dio. Egli ha il potere di correggere i passi umani.

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