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  Aleksandr Shchipkov: "Il patriarca Bartolomeo sarà ricordato come un maestro di scisma"

Orthochristian.com, 13 settembre 2018

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Il primo vice presidente del Dipartimento sinodale del patriarcato di Mosca per i rapporti con la società e i media, nonché membro della Camera civica della Federazione russa, professore della facoltà di filosofia dell'università statale di Mosca – Aleksandr Shchipkov, in un'intervista esclusiva con RIA Novosti, ha commentato le ultime azioni del patriarcato di Costantinopoli, e alla luce di queste – il tema dell'autocefalia ucraina. Intervista di Sergej Stafanov.

Aleksandr Vladimirovich, proprio di recente, il 31 agosto, abbiamo assistito all'incontro dei patriarchi Kirill e Bartolomeo a Istanbul, e nel seguito, è stato descritto come un incontro di carattere fraterno, avvenuto in uno spirito di mutua comprensione.

Tuttavia il giorno dopo, il Concilio [Sinassi] dei vescovi di Costantinopoli ha iniziato i suoi lavori, e il patriarca Bartolomeo ha fatto dichiarazioni piuttosto dure in relazione al patriarcato di Mosca. Come si possono collegare e comprendere queste tendenze?

Da parte del patriarca Kirill, l'atteggiamento verso il patriarca ecumenico Bartolomeo era e rimane fraterno. Il comportamento calmo e paziente del patriarca Kirill testimonia questo atteggiamento fraterno. E fino all'ultimo momento, il patriarca Kirill ha cercato di risolvere i problemi esistenti con un dialogo fraterno, che, nelle sue parole: "si verifica all'interno di un singolo corpo – il corpo della Santa Chiesa Cattolica e Apostolica (...) e ci impone una certa responsabilità e dovere, ma ci dà anche forza e ispirazione ".

Dopo la nomnina di ieri [7 settembre 2018] degli esarchi di Costantinopoli, è possibile parlare della concessione dell'autocefalia alla chiesa ucraina come decisione finale [di Costantinopoli]?

Senza dubbio, questo è il primo passo su questa strada.

Ieri, commentando questa decisione, il patriarcato di Mosca ha osservato che questo passo non rimarrà senza risposta da parte della Chiesa ortodossa russa. Quale potrebbe essere questa risposta?

Per capire quale potrebbe essere la risposta, il nostro lettore dovrebbe capire la situazione generale. L'Ucraina è territorio canonico del patriarcato di Mosca. Secondo i canoni del Secondo Concilio Ecumenico, [1] i vescovi non hanno il diritto di ingerirsi entro il confine del territorio canonico di qualcun altro senza un invito. In questa situazione, due esarchi, Daniel e Ilarion, sono stati inviati a Kiev senza l'accordo del metropolita Onufrij! Questa è una violazione diretta degli antichi canoni!

Pertanto io considero quest'azione come una diretta dichiarazione di guerra, che ricorda le parole: "Kiev è stata bombardata! Ci hanno dichiarato che la guerra è iniziata!" [2] Ora è la stessa cosa, solo che è una guerra religiosa.

Che cosa sta in agguato dietro questa azione del patriarca Bartolomeo?

Il patriarca Bartolomeo è ossessionato dall'idea del papismo orientale. Sogna di diventare il capo unico di tutta l'Ortodossia universale [ecumenica], analoga alla Chiesa cattolica romana [e al loro papa].

Bartolomeo ha formulato la seguente idea: ha detto che Costantinopoli possiede una certa esclusività mistica rispetto alle altre Chiese ortodosse, che Costantinopoli è "l'ethos dell'Ortodossia". [3]

foto: www.eurotopics.net

La parola chiave è ethos. Che cos'è? L'etica è un tratto caratteriale stabile, universale e immutabile di una persona, di una nazione, di un gruppo sociale. Il patriarca Bartolomeo afferma di essere il

detentore dello standard dell'ethos dell'Ortodossia. Questo implica immediatamente che tutte le altre chiese sono imperfette e devono obbedire al Fanar. Questo curioso esempio di razzismo religioso entrerà certamente nei futuri libri di testo di scienze politiche.

Come reagiranno le altre chiese a questo? Naturalmente – negativamente!

Il 7 settembre 2018, il patriarca Bartolomeo è entrato nella storia della Chiesa ortodossa come maestro di scisma!

Parlo dapprima di concetti intellettuali e cose semantiche; sto parlando in teoria. Ma le questioni canoniche sono estremamente importanti, dal momento che non stiamo parlando di animali, ma di persone, di cristiani che vivono in questo territorio.

Questa non è la prima volta che Costantinopoli si muove verso uno scisma; se guardiamo alla storia, allora ricordiamo che è stata Costantinopoli ad avviare nell'Ortodossia una transizione al nuovo calendario.

Questa divisione del calendario non è stata ancora guarita in questo preciso momento. Alcune parti delle Chiese locali sotto l'influenza di Costantinopoli passarono al nuovo calendario, alcune, come nella Chiesa ortodossa russa, no. All'interno della Chiesa di Grecia, in Grecia, milioni di credenti non hanno accettato questa riforma.

Per quanto riguarda la relazione tra Costantinopoli e Mosca, non so se i nostri lettori sono a conoscenza, ma negli anni '20, Costantinopoli sostenne lo "scisma dei rinnovazionisti" [4] nell'URSS.

Questo scisma fu creato artificialmente e sostenuto da Trotskij e dagli altri bolscevichi. Costantinopoli quindi chiese che un santo della nostra Chiesa, il patriarca Tikhon, abbandonasse la sua autorità e si ritirasse. A quel tempo, la nostra chiesa, nelle condizioni più difficili, preservava la purezza dell'Ortodossia.

Allora, con cosa ci ritroviamo oggi? È noto che Costantinopoli predica una tendenza liberale nell'Ortodossia. Si parla di preghiere comuni con protestanti e cattolici, che, per usare un eufemismo, non sono le benvenute nell'Ortodossia.

Bartolomeo ha ora concesso il secondo matrimonio al clero – altra cosa proibita dai canoni dei Santi Padri della Chiesa. Sta rilasciando costantemente segnali semi-trasparenti sulla permissibilità di orientamenti sessuali non convenzionali e così via.

Mosca, al contrario, incarna il percorso di sviluppo conservatore e tradizionalista nell'Ortodossia e difende la purezza del dogma. Ma le discussioni teologico-scientifiche sono una cosa, mentre l'invasione diretta della casa di qualcun altro è una questione completamente separata.

Il 7 settembre passerà alla storia come una data deplorevole. In questo giorno, il patriarca ecumenico Bartolomeo ha proclamato e annunciato uno scisma nell'Ortodossia universale, lungo la faglia tra le linee liberali e conservatrici. Ed è ufficialmente diretto in una direzione liberale.

E questo, quale tipo di reazione può causare nel mondo ortodosso? In che modo gli eventi potrebbero svilupparsi ulteriormente?

Indubbiamente, ciò causerà una reazione molto dura nelle diverse Chiese. Il patriarca Bartolomeo svilupperà il suo "papismo orientale"; la Chiesa russa non sarà in grado di concordare con questa liberalizzazione del dogma e con la disintegrazione del sistema della vita ecclesiastica.

Primo, secondo la mia opinione personale: è necessario formare un tribunale ecclesiastico inter-ortodosso e formulare giudizi sulle azioni anti-canoniche e le idee eretiche del patriarca Bartolomeo.

Secondo, a mio parere, inevitabilmente sorgerà la questione della comunione eucaristica ecclesiastica. C'è un'alta probabilità che ciò accada. Procedendo da ciò, seguiranno alcune azioni pratiche. Un numero enorme di nostri fedeli si trova fuori dalla propria patria, in particolare in Turchia. Oggi essi possono andare alle chiese del patriarcato di Costantinopoli e avere la possibilità di confessarsi e prendere la comunione.

In caso di interruzione di questa comunione, essi non avranno più questa possibilità. Di conseguenza, la nostra Chiesa dovrà prendere dei provvedimenti per prendersi cura dei russi all'estero. Dovremo aprirvi parrocchie, costruire chiese e mandarvi clero. Non possiamo abbandonare i nostri figli.

Le azioni del patriarca Bartolomeo portano con sé conseguenze di vasta portata, che impiegheranno decenni per guarire.

In precedenza, il metropolita della Chiesa ortodossa ucraina e il patriarcato di Mosca hanno espresso opinioni simili: il patriarca Bartolomeo è impegnato in giochi politici. Secondo lei, quanto è grande l'influenza delle forze politiche straniere sul primate [Bartolomeo], in riferimento a certi stati stranieri, ed è decisiva nel caso dell'autocefalia ucraina?

Rivolga la sua attenzione alle origini degli esarchi inviati a Kiev. Il vescovo Daniel di Pamphilon è arrivato a Kiev dagli Stati Uniti d'America; il vescovo Ilarion di Edmonton è arrivato dal Canada. Queste circostanze da sole ci inducono a riflettere su chi c'è dietro Bartolomeo.

Tra molti c'è il grande sospetto che non sia Bartolomeo a governare i vescovi Daniel e Ilarion, ma che siano piuttosto i vescovi Daniel e Ilarion che controllano Bartolomeo. E chi controlla loro... lo possiamo solo indovinare.

Gli Stati Uniti, come si vede, stanno ora intensificando la situazione politico-militare in Siria e in Ucraina, usando tutti i tipi di metodi – fino agli attacchi chimici sotto falso nome [in Siria, ndt], Per istigare guerre di religione.

Credo che ci siano molti partecipanti a questo gioco, tra cui il patriarca Bartolomeo, il papa di Roma e lo "stato profondo" americano. Penso che nel prossimo futuro parleremo anche di questo.

Note

[1] Il secondo Canone del secondo Concilio ecumenico afferma, tra le altre cose, che "...i vescovi non devono andare al di là delle loro diocesi in chiese che si trovano fuori dai loro confini..." https://www.ccel.org/ccel/schaff/npnf214.ix.viii.iii.html

[2] Queste sono le parole di una famosa canzone della seconda guerra mondiale "Двадцать второго июня, ровно в 4 часа" sull'attacco nazista a sorpresa contro la Russia, che ebbe inizio in Ucraina. Come tutto ciò che riguarda la Grande Guerra Patriottica, il nostro popolo slavo non può fare a meno di prendere queste parole emotivamente. La canzone riflette l'invasione nazista del territorio dell'Unione Sovietica, avvenuta alle 4 del mattino, il 22 giugno, da cui il titolo (Il 22 giugno). Il popolo della Rus' non dimenticherà mai le parole "без всякого объявления войны" che è stato il modo fu dato il famoso annuncio della seconda guerra mondiale: i nazisti hanno invaso l'Ucraina "senza alcuna dichiarazione di guerra". Allo stesso modo la proclamazione dell'invio di esarchi in Ucraina è stata senza preavviso.

Vale anche la pena notare che i russi hanno sempre visto questi eventi in una luce spirituale. L'Unione Sovietica fu invasa il 22 giugno, il giorno di Tutti i Santi della Rus', e la vittoria avvenne in occasione del giorno di san Giorgio il Vittorioso. Secondo il Patriarca Kirill, questa non è stata una coincidenza, ma un segno spirituale: http://www.patriarchia.ru/db/text/1154861.html

Allo stesso modo, questa invasione del territorio canonico dell'Ucraina ha alcuni paralleli. La "invasione" del territorio ecclesiastico è avvenuta attorno alla festa dell'incontro (Sretenie) della Theotokos di Kiev-Vladimir a Mosca, nel sito del monastero Sretenskij. L'icona della Theotokos di Vladimir, trasferita da Costantinopoli a Kiev, a Vladimir e infine a Mosca, è considerata la Protettrice di tutta la Rus'... Questo è un fatto interessante da tenere a mente, dato tutto ciò che è presentato e tutto ciò che è successo.

[3] In una dichiarazione ufficiale dell'incontro di Costantinopoli, il Patriarcato ecumenico ha dichiarato "Alcune persone credono erroneamente di poter amare la Chiesa ortodossa, ma non il Patriarcato ecumenico, dimenticando che esso incarna l'autentico ethos ecclesiastico dell'Ortodossia..." https://www.uocofusa.org/news_180901_1.html

[4] Chiamata anche la "Chiesa vivente", era una finta chiesa controllata dai bolscevichi, con l'obiettivo di indebolire la Chiesa ortodossa russa, e non ebbe praticamente alcun sostegno popolare a lungo termine.

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