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Che cosa dicono le Chiese ortodosse locali sulla situazione in Ucraina?

Patriarca Teofilo di Gerusalemme: "L'unità della Chiesa è un dono dello Spirito Santo, e noi siamo chiamati a preservarla e a rafforzarla. La distruzione di questa unità è un grave crimine. Condanniamo nei termini più categorici coloro che stanno commettendo azioni dirette contro le parrocchie della Chiesa ortodossa canonica in Ucraina. Non invano i santi Padri ci ricordano che la violazione dell'unità della Chiesa è il peccato più grave".

Arcivescovo Teodosio di Sebastia, Patriarcato di Gerusalemme: "Le Chiese ortodosse del mondo, inclusa Gerusalemme, riconoscono solo l'autorità della Chiesa ortodossa russa in Ucraina, guidata dal metropolita Onufrij, un membro del Sinodo della Chiesa ortodossa russa. Sosteniamo tutti gli sforzi per porre fine allo scisma nella Chiesa ortodossa ucraina: la Chiesa è un luogo di amore, unità e pace, e non di odio e di scisma. Lo scisma in Ucraina è molto sfortunato, e spero che il patriarca di Costantinopoli e gli altri capi delle Chiese ortodosse del mondo si coordinino con la Chiesa ortodossa russa per far avanzare iniziative per porre fine a questa situazione malsana, inaccettabile e ingiustificata".

Patriarca Teodoro II di Alessandria e di tutta l'Africa: "Preghiamo Dio, che fa tutto per il nostro bene, che ci istruisca tutti a trovare una soluzione a questi problemi. Se lo scismatico Denisenko [l'autoproclamato "patriarca" del "patriarcato di Kiev" scismatico, ndt] vuole tornare nel seno della Chiesa, allora deve rivolgersi al luogo da dove è partito. Ciò che è caduto deve tornare da dove è caduto. Dio è misericordioso verso coloro che si pentono e la Chiesa perdona e accoglie nel suo abbraccio materno tutti coloro che si pentono".

Patriarca Giovanni X di Antiochia e di tutto l'Oriente: "La Chiesa antiochena è unita alla Chiesa russa, esprimendosi contro lo scisma della Chiesa in Ucraina".

Patriarca Elia della Georgia: "Sua Beatitudine non è d'accordo con l'iniziativa del Patriarcato ecumenico riguardante l'Ucraina, poiché riconosce solo la Chiesa legittima guidata dal metropolita Onufrij".

Patriarca Irenej di Serbia: riferendosi all'Ucraina, il patriarca della Serbia definisce "molto pericoloso o addirittura catastrofico, probabilmente fatale per l'unità della Santa Ortodossia", l'atto "di reintegrare gli scismatici al rango di vescovi, in particolare gli scismarchi come il "patriarca" Filarete Denisenko di Kiev, e di riportare gli scismatici alla comunione liturgica e canonica senza il loro pentimento e il loro ritorno all'unità della Chiesa ortodossa russa dalla quale si sono staccati. E tutto senza il consenso del Patriarcato di Mosca e senza coordinamento con esso".

Santo Sinodo della Chiesa ortodossa serba: "L'Assemblea esprime piena solidarietà, in un amore fraterno di co-sofferenza, con la Chiesa sorella martire in Ucraina, esposta alla più dura persecuzione da parte dell'attuale regime a Kiev".

Santo Sinodo della Chiesa ortodossa polacca: "Esprimiamo la chiara posizione della Chiesa ortodossa polacca, cioè che la vita ecclesiastica della Chiesa ortodossa canonica dovrebbe essere basata sui principi del dogma e dei santi canoni della Chiesa ortodossa. La violazione di questo principio porta al caos nella vita della Chiesa. Ci sono alcuni gruppi scismatici in Ucraina che devono prima pentirsi e ritornare alla Chiesa canonica. Solo allora potremo discutere la questione della concessione dell'autocefalia. Non dobbiamo essere guidati dal clima politico in questioni di dogma e di canoni".

Metropolita Rostislav delle Terre Ceche e della Slovacchia: "Uno scisma, causato dall'egoismo dell'uomo, può essere guarito solo attraverso il pentimento e il ritorno alla Chiesa", ha osservato il primate. "La nuova autocefalia deve essere il risultato di un consenso".

Patriarca Neofit della Bulgaria: "Ho sempre avuto un ottimo rapporto con sua Beatitudine il metropolita Onufrij. Sappiamo che ama il popolo ucraino e lavora umilmente per il bene dell'Ucraina e di tutti i cristiani ortodossi. Pregheremo che il Signore gli conceda salute e forza per sopportare con successo l'obbedienza che gli è stata data dal Signore e che porta con dignità".

E da un'altra fonte: "Sua Santità ha detto che le questioni rilevanti erano state più volte discusse nelle sessioni del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa bulgara e ha ripetutamente espresso la sua posizione in merito. Il Segretario Generale del Santo Sinodo, il vescovo Gerasim di Melnik, ha sottolineato che la Chiesa ortodossa bulgara conosce bene la situazione ucraina e la sua complessità, ma è necessario osservare rigorosamente i canoni ecclesiastici, che la Chiesa ortodossa ha seguito per molti secoli".

Metropolita Gabriel di Lovech, Chiesa ortodossa bulgara: "Non c'è grazia di Dio nello scisma. E senza la grazia di Dio non ci può essere Chiesa. La gente deve ritornare alla Chiesa canonica, dove c'è la grazia di Dio e dove l'uomo può essere salvato. Lo scisma è un fenomeno molto dannoso e pernicioso. La base di ogni divisione è l'orgoglio. Questo è l'unico modo – non ce ne può essere un altro, secondo me".

Metropolita Giorgio di Kitros, Katerini e Platamon, Chiesa di Grecia: "La Chiesa greco-ortodossa e tutte le altre chiese ortodosse del mondo riconoscono solo una chiesa canonica dell'Ucraina – la Chiesa ortodossa ucraina guidata da sua Beatitudine il metropolita Onufrij".

Metropolita Atanasio di Limassol, Chiesa di Cipro: "Prima di tutto, questa questione dovrebbe essere risolta dal Patriarca di Mosca, nella cui giurisdizione si trova la Chiesa ucraina, quindi dalla Chiesa ortodossa ucraina canonica e poi da tutte le Chiese ortodosse sotto la presidenza del Patriarcato ecumenico, ma prima di tutto, la prima parola è della Chiesa madre della Chiesa ucraina, che è il Patriarcato di Mosca. Ad essa spetta la prima parola in questo processo. Che rapporto ha la Chiesa ecumenica con lo scisma di Filarete in Ucraina? Come può essere superato? Noi desideriamo che i nostri fratelli che sono nello scisma ritornino alla Chiesa sotto la guida del metropolita Onufrij: è l'unica Chiesa canonica in Ucraina, in comunione con il Patriarcato di Mosca e con tutte le chiese ortodosse canoniche... Preghiamo per questo".

Dichiarazione del Sinodo dei Vescovi della Chiesa ortodossa russa al di fuori della Russia a sostegno della Chiesa ortodossa ucraina canonica: "Con questa dichiarazione, esprimiamo il nostro completo sostegno a sua Beatitudine il metropolita Onufrij, insieme ai suoi confratelli arcipastori, al clero, ai monaci e al fedele gregge dell'unica Chiesa ortodossa ucraina canonica, e con amore ci inchiniamo davanti alle loro lotte di confessori. Nessuna alterazione della vita della Chiesa può essere avviata o imposta da autorità secolari. I tentativi attuali di influenzare la vita della Chiesa dall'esterno rivelano solo i motivi e gli obiettivi fondamentalmente non ecclesiali di coloro che cercano di attuarli".

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