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  Il Patriarca ecumenico: "Costantinopoli non ha mai ceduto a nessuno il territorio dell'Ucraina"

Orthochristian.com, 3 luglio 2018

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foto: www.patriarchate.org

In un modo sicuramente causerà qualche irritazione, il Patriarca ecumenico Bartolomeo di Costantinopoli ha dichiarato che la Chiesa ucraina è, di fatto, ancora nella sua giurisdizione canonica.

Il patriarca ha nuovamente affrontato il tema dello scisma in corso nell'Ortodossia ucraina in un discorso che ha fatto seguito al memoriale dei 40 giorni per il metropolita Evangelos di Perge, domenica 1 luglio 2018, nella chiesa patriarcale di san Giorgio a Costantinopoli, sottolineando il desiderio del patriarcato di guarire lo scisma.

Come riporta il sito web del Patriarcato ecumenico, il patriarca Bartolomeo ha iniziato affermando il suo desiderio di vedere i problemi in Ucraina giungere a una conclusione pacifica, dato il ruolo storico di Costantinopoli come Chiesa madre della Rus' di Kiev: "Perché, come Chiesa madre, è ragionevole desiderare il ripristino dell'unità per il corpo ecclesiastico diviso in Ucraina, una popolazione fedele di decine di milioni, battezzati e illuminati direttamente attraverso la provvidenza e l'attività missionaria del nostro trono ecumenico".

Sua Santità ha espresso un tale sentimento nel passato, e tutte le Chiese sono in accordo con il ruolo storico del Patriarcato Ecumenico e il desiderio di superare lo scisma.

Tuttavia, il patriarca si è avventurato in un territorio controverso quando ha dichiarato che la Chiesa ucraina in realtà appartiene ancora alla sua giurisdizione canonica ancora oggi:

Non dimentichiamo che Costantinopoli non ha mai ceduto a nessuno il territorio dell'Ucraina per mezzo di qualche atto ecclesiastico, ma ha concesso al patriarca di Mosca solo il diritto di ordinazione o trasferimento del metropolita di Kiev a condizione che il metropolita di Kiev fosse eletto da un concilio di clero e laici e commemorasse il Patriarca ecumenico.

Come prova, ha indicato il tomos di autocefalia dato alla Chiesa ortodossa polacca nel 1924 dal Patriarcato ecumenico, che afferma che la separazione della metropolia di Kiev dal Trono ecumenico "non avvenne in alcun modo secondo norme canoniche vincolanti".

La sua affermazione è interessante, dato che recentemente il patriarca ha detto a una delegazione della Chiesa ucraina canonica che vuole aiutare, ma non interferire negli affari di un'altra Chiesa locale.

Che l'Ucraina appartenga a Costantinopoli è sicuramente una sorpresa per la stessa Chiesa ucraina, che ha recentemente dichiarato di essere perfettamente in grado di svolgere la sua missione evangelica come corpo autonomo all'interno del Patriarcato di Mosca e della Chiesa russa, che è stata la casa spirituale della Chiesa ucraina dal 1685.

Inoltre, la Chiesa russa aveva già respinto tali affermazioni quando sua Eminenza il metropolita Giovanni (Zizioulas) di Pergamo aveva presentato la teoria nel recente incontro tra i vescovi di Ucraina e Costantinopoli.

Rivolgendosi alla delegazione ucraina all'incontro del 21 giugno a Costantinopoli, il metropolita Giovanni ha avanzato la teoria secondo cui Kiev non sarebbe mai stata trasferita alla Chiesa russa e che la relazione che avevano avuto era di natura temporanea, come riporta Interfax-Religion.

Sua Eminenza il metropolita Ilarion (Alfeev) di Volokolamsk ha risposto che non ci sono prove documentali per tale affermazione:

Abbiamo recentemente fatto un grande lavoro negli archivi e abbiamo trovato tutta la documentazione disponibile di questi eventi: 900 pagine di documenti in greco e russo, che dimostrano chiaramente che la metropolia di Kiev era stata inclusa nella composizione del Patriarcato di Mosca con decisione del Patriarcato di Costantinopoli, e che non è mai stata stipulata una decisione temporanea a questo riguardo; nessun periodo di tempo è stato specificato.

Il metropolita Ilarion ha aggiunto che il Patriarcato di Costantinopoli non ha mai messo in discussione l'inclusione di Kiev nella Chiesa russa negli ultimi 300 anni.

Ha anche notato che il territorio della metropolia di Kiev era molto più piccolo al momento in cui fu trasferito da Costantinopoli a Mosca, e non includeva Odessa, né Donetsk, né la Crimea. "Di conseguenza, l'attuale Chiesa ucraina ortodossa del Patriarcato di Mosca è un territorio completamente diverso da quello che era stato allora discusso".

Nel frattempo, il presidente ucraino Petro Poroshenko e i due corpi scismatici dell'Ucraina attendono una risposta al loro appello al Patriarcato ecumenico per un tomos di autocefalia per una Chiesa ucraina locale.

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