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  La ROCOR dichiara il suo sostegno alla Chiesa ucraina canonica; le chiese ucraine in Occidente scelgono la posizione opposta

Orthochristian.com, 1 maggio 2018

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foto: Synod.com

Il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa al di fuori della Russia (ROCOR) ha rilasciato una dichiarazione dai toni forti e sentiti a sostegno di sua Beatitudine il metropolita Onufrij e degli altri vescovi, clero e fedeli della Chiesa ortodossa ucraina canonica del Patriarcato di Mosca, che è di nuovo sotto attacco da parte dei politici ucraini e dei radicali nazionalisti.

La Conferenza permanente dei vescovi ucraini ortodossi al di fuori dell'Ucraina ha rilasciato una propria dichiarazione, prendendo invece una posizione a favore degli scismatici e dei politici ucraini.

I vescovi della ROCOR affermano aprtamente la verità, dicendo che le macchinazioni politiche del presidente ucraino Petro Poroshenko, con il sostegno del parlamento nazionale e dei vescovi scismatici e non canonici, non fanno che mettere ulteriormente gli ucraini l'uno contro l'altro con maggiore inimicizia e creano ulteriori scismi nell'Ortodossia ucraina. Il presidente ha recentemente fatto appello a sua Santità il patriarca ecumenico Bartolomeo per concedere un tomos di autocefalia a una Chiesa ortodossa ucraina unificata.

Ci sono attualmente due giurisdizioni scismatiche "ortodosse" che operano in Ucraina – il "patriarcato di Kiev" e la "Chiesa ortodossa autocefala ucraina", che esistono come supporto per il nazionalismo ucraino, alimentato da sentimenti anti-russi.

"Noi... vediamo con animo addolorato che nel sacro territorio della Rus' kievana, la nostra amata terra dell'Ucraina, insorgono di nuovo insidiose aspirazioni politiche – come è già successo nel corso della storia – sotto l'apparenza di attività religiose ma con l'evidente scopo di incitare inimicizia e discordia tra il popolo ortodosso, con l'intenzione di incitare uno scisma nella Chiesa", scrivono i vescovi all'inizio della loro dichiarazione.

Il Sinodo nota inoltre che questo ultimo tentativo di creare una Chiesa ucraina autocefala, a prescindere dalla Chiesa canonica che rimane fedele a Cristo e alla sacra Ortodossia, è un mero stratagemma politico, considerando il fatto che la Chiesa ucraina canonica è già autogestita dal 1990. Il Concilio dei vescovi russi del novembre-dicembre 2017 ha deciso di modificare la costituzione della Chiesa russa per riflettere ulteriormente la realtà dell'autonomia della Chiesa ucraina.

Come veri pastori, i vescovi della ROCOR cercano di attenuare le passioni peccaminose in gioco in Ucraina: "Preghiamo Dio Onnipotente che le passioni e le tribolazioni suscitate dagli sforzi di coloro che sono estranei allo spirito e all'ordine pieno di grazia della Chiesa possano svanire come fumo".

Essi sottolineano anche il loro sostegno al metropolita Onufrij e a tutti i vescovi canonici ucraini, e "con amore si inchinano davanti ai solo sforzi da confessori". Notano anche che i cambiamenti alla vita della Chiesa non possono essere dettati dalle autorità secolari, un punto sollevato anche della stessa Chiesa ucraina e da un segmento dei deputati dell'opposizione dal parlamento ucraino, nonché da molti altri.

Suo eminenza il metropolita Ionafan di Tulchinsk e Bratslavsk ha poi inviato una nota personale di ringraziamento al Santo Sinodo del ROCOR per aver preso posizione, affermando "La chiarezza e specificità della dichiarazione del Sinodo dei Vescovi rivela lo schema anti-canonico dei nemici della santa Chiesa in Ucraina e con parole di verità smantella le loro distorsioni malvagie, insidiose e astute".

Al contrario, la Conferenza permanente dei vescovi ucraini al di fuori dell'Ucraina ha rilasciato una dichiarazione di pieno appoggio all'invasione di Poroshenko negli affari ecclesiastici, riflettendo l'atteggiamento anti-russo che spinge i politici e i radicali ucraini a perseguitare la Chiesa ortodossa di Cristo.

I vescovi ucraini scrivono: "La Conferenza permanente dei vescovi ucraini ortodossi al di là dei confini dell'Ucraina ha scritto una lettera di sostegno per le azioni intraprese da sua Santità e dal Santo Sinodo di Costantinopoli per quanto riguarda l'eventuale concessione di un Tomos di autocefalia alla Chiesa ucraina".

Ignorando i legami storici e fraterni dei popoli russo e ucraino, la Conferenza episcopale ucraina scrive che la Chiesa in Ucraina "è stata per 1030 anni il territorio canonico del Patriarcato di Costantinopoli, dal 988 quando la nostra nazione fu battezzata e confermata nella Santa fede ortodossa".

Affrontando lo status della Chiesa ucraina come giurisdizione canonica della Chiesa ortodossa russa, i vescovi scrivono dei loro fratelli in Cristo russi: "Neanche sotto 332 anni di sottomissione non canonica e spesso tortuosa a un patriarcato ortodosso straniero i fedeli dell'Ucraina potrebbero essere convinti di non appartenere all'autorità del Patriarcato ecumenico ".

I due vescovi della Chiesa ucraina negli Stati Uniti hanno avuto a lungo relazioni amichevoli con lo scomunicato Filarete. Lo hanno ricevuto nel 2016 nel loro seminario di santa Sofia a South Bound Brook, nel New Jersey, discutendo "della questione del riconoscimento dell'autocefalia della Chiesa ortodossa locale ucraina da parte del Patriarcato ecumenico... nel corso di una conversazione calda e amichevole".

Gli stessi due vescovi ucraini hanno visitato il "patriarcato di Kiev" in Ucraina anche nel 2015, senza la benedizione dei vescovi canonici locali. La Chiesa ortodossa ucraina canonica ha successivamente invitato il Patriarcato ecumenico a non permettere ai suoi vescovi di interferire nelle questioni della Chiesa ucraina e di effettuare visite episcoplai senza la benedizione degli ordinari locali.

Il 2 giugno 2018, la Chiesa ucraina negli Stati Uniti celebrerà una panikhida e un pranzo commemorativo per il "patriarca" Mystyslav (Skrypnyk), che identifica come "il primo patriarca della rinata Chiesa ortodossa in Ucraina", nonostante il fatto che questi non fu mai il patriarca di nessuna chiesa canonica, ma venne intronizzato il 6 novembre 1991 come "patriarca" della "Chiesa ortodossa autocefala ucraina" scismatica.

Da parte sua, il Patriarca ecumenico Bartolomeo ha ricevuto l'appello di Poroshenko, e il Santo Sinodo di Costantinopoli ha annunciato che comunicherà con le altre Chiese ortodosse locali sulla questione ucraina.

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