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  Quesiti sulla 'pan-Ortodossia'

dal blog del sito Orthodox England

30 aprile 2018

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C'è una consuetudine nelle capitali di alcuni paesi della diaspora ortodossa di tenere un servizio chiamato "vespri pan-ortodossi" alla sera della Domenica dell'Ortodossia. Ho partecipato per la prima volta a un evento del genere nel 1975 presso la chiesa serba a Birmingham, quando l'allora padre Vladimir Rodzianko predicò contro le "giurisdizioni". Sono sicuro che la maggior parte delle persone presenti non aveva idea di cosa stesse parlando. Apparentemente l'usanza continua, oltre 40 anni dopo, anche se pochi ortodossi ne sono a conoscenza o ne sono interessati. Sappiamo chi siamo, confessiamo la stessa fede e non abbiamo bisogno di dimostrazioni politiche, che non cambiano nulla per il resto dell'anno.

Anche se l'usanza non è male in sé, l'ho sempre trovata molto strana. Non esiste nei paesi ortodossi, dove la città media, diciamo di 50.000-100.000 abitanti, avrà parecchie parrocchie ortodosse, ognuna delle quali vive la propria vita. Nessuno ha mai pensato di incontrarsi tra parrocchie in una domenica sera all'anno (a dire il vero, il parroco e un rappresentante laico di ogni parrocchia si incontrano quando il loro vescovo li chiama per un raduno diocesano annuale). E nella città dove servo, dove ci sono diverse parrocchie anglicane e cattoliche (le parrocchie cattoliche rappresentano diversi gruppi nazionali), le chiese anglicane o cattoliche locali non si sognerebbero mai di tenere un vespro "pan-anglicano" o "pan-cattolico" una volta all'anno.

Si dice che i "vespri pan-ortodossi" promuovano l'unità ortodossa, sebbene io non riesca a vedere come. Ma perché è necessario? Il fatto è che tutte le Chiese ortodosse sono già spiritualmente unite. C'è semplicemente una divisione amministrativa e linguistica, che si verifica in ogni caso, c'è sempre stata e sempre ci sarà. Per esempio, nei paesi ortodossi, le parrocchie sono divise tra diocesi (che a volte utilizzano lingue diverse) e il legame dell'unità è fornito da incontri e sinodi dei loro vescovi, che rappresentano ciascuna diocesi. Nella diaspora è la stessa cosa, solo che le varie diocesi per qualche ragione non sono chiamate diocesi, ma "giurisdizioni", che è un termine puramente secolare.

E qui c'è qualcosa di molto strano: il termine "pan-ortodosso" è diventato divisivo! Anche il termine straniero "Pan-" (usato invece della parola inglese "All-") suggerisce che qui ci sia qualcosa di strettamente etnico. E le minoranze che promuovono i vespri "pan-ortodossi" rappresentano spesso tendenze molto divergenti. Per esempio, molti di loro non usano il calendario ortodosso per le feste fisse, come fa l'80% degli ortodossi, ma usano aggressivamente il calendario papale e vogliono imporre i cicli pasquali papali. Sicuramente, se si preoccupassero per l'unità, sarebbero tornati al calendario ortodosso maggioritario, che 100 anni fa era universale, e non tenterebbero di promuovere un calendario eterodosso e, a volte, valori eterodossi?

Poi questi promotori d'unità si impegnano in pratiche come l'abbandono del sacramento della confessione, non hanno iconostasi nelle loro chiese, cantano inni natalizi protestanti durante la Liturgia della Natività dopo i tropari, gridano i nomi per la commemorazione alla proscomidia durante la Divina Liturgia (che chiamano "la santa liturgia") e bandiscono tutte le lingue tranne l'inglese! Un giorno forse qualcuno mi spiegherà queste cose. Ho aspettato una risposta per 43 anni. Ho sempre pensato che l'unità ortodossa possa basarsi solo sulla Fede ortodossa universale, non sulle deviazioni delle minoranze moderniste.

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