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  Sulla venerazione della Madre di Dio e dei santi

Saggio di padre John Morris

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La santa Tradizione e la venerazione della Vergine Maria e degli altri santi nella Chiesa ortodossa

di padre John Morris


Una delle prime cose che si vedono quando si visita una chiesa ortodossa o la casa di un cristiano ortodosso è l’immagine della Beata Vergine Maria. Ovunque si guarda, si vedono le icone della Beata Vergine. Le sue icone sono sull’iconostasi, sul soffitto e sulle pareti della Chiesa e nelle case dei fedeli. I cristiani ortodossi citano spesso il suo nome in canti e preghiere e chiedono la sua intercessione in ogni momento importante della loro vita. La devozione ortodossa alla Theotokos non è solo una questione di pietà popolare. È anche l’espressione della dottrina centrale della Chiesa ortodossa, la dottrina dell’incarnazione di Cristo.

Significativamente, la Chiesa ortodossa ha trasmesso il suo insegnamento riguardo a Maria attraverso testi devozionali e liturgici, piuttosto che attraverso saggi teologici o dichiarazioni dogmatiche. Ciò mostra come i cristiani ortodossi mantengono e trasmettono le loro credenze più profondamente radicate. Padre John Meyendorff ha scritto:

Attraverso la liturgia, un bizantino riconosceva e viveva la sua appartenenza al Corpo di Cristo. Mentre un cristiano occidentale in genere controllava la sua fede sulla base dell’autorità esterna (il magistero o la Bibbia), il cristiano bizantino considerava la liturgia sia una fonte che un’espressione della sua teologia... La liturgia manteneva l’identità della Chiesa e la sua continuità in mezzo a un mondo che cambia.

Anche se i cristiani ortodossi tengono le sacre Scritture in grande stima e le considerano divinamente ispirate, guardano al di là dei testi sacri alla totalità della vita della Chiesa come espressa nella santa Tradizione della Chiesa. Le parole usate durante la preghiera e il culto sono una manifestazione molto importante e anche molto personale di questa santa Tradizione. Alexander Schmemann ha scritto: “Nei primi tempi la Chiesa sapeva bene che la lex credendi (regola di fede) e la lex orandi (regola di preghiera) erano inseparabili e che reciprocamente si motivavano a vicenda - che, nelle parole di sant’Ireneo , ‘il nostro insegnamento è in armonia con l’Eucaristia e l’Eucaristia conferma il nostro insegnamento.’ ” I teologi ortodossi non tracciano una netta distinzione tra sacra Scrittura e santa Tradizione o fra tradizione scritta e non scritta. Al contrario, essi considerano gli insegnamenti delle Sacre Scritture e quelli espressi dalle preghiere della Chiesa, le decisioni dei Concili ecumenici, e il consenso dei teologi antichi e moderni come manifestazioni della stessa santa Tradizione. I cristiani ortodossi credono che, nel corso dei secoli, lo Spirito Santo ha guidato la Chiesa per conservare gli insegnamenti di Cristo e degli Apostoli attraverso la vita della Chiesa. San Basilio il Grande ha scritto:

Tra le credenze e le pratiche, sia quelle generalmente accettate che quelle pubblicamente disposte, che si conservano nella Chiesa, alcune le possediamo in quanto derivate dall’insegnamento scritto, altre sono state consegnate a noi ‘in un mistero’ dalle tradizioni degli apostoli, ed entrambe le tipologie, in relazione alla vera religione, hanno la stessa forza.

Il ruolo della liturgia nella trasmissione di insegnamenti riguardo alla Vergine Maria illustra un aspetto molto importante della comprensione ortodossa della Chiesa. I cristiani ortodossi credono che la Chiesa è prima di tutto un’assemblea eucaristica o cultuale. Alexander Schmemann ha scritto: “L’Eucaristia, lo ripetiamo, non e ‘uno dei sacramenti’ o uno dei servizi, ma la manifestazione stessa e la realizzazione della Chiesa in tutta la sua potenza , santità e pienezza.” Così, da un punto di vista ortodosso, la liturgia e il culto non sono solo un’espressione della vita della Chiesa. Essi sono l’essenza stessa della Chiesa. Per i cristiani ortodossi, tutto scaturisce dall’Eucaristia e dal culto della Chiesa. Anche le opere caritative e sociali sono un mezzo per manifestare al mondo la presenza di Cristo che i fedeli sperimentano durante la Divina Liturgia.

Il ruolo dei testi liturgici nell’esprimere gli insegnamenti della Chiesa riguardo alla Theotokos illustra l’approccio della teologia ortodossa. I testi liturgici si riferiscono alla Theotokos sono manifestazioni poetiche di devozione alla Vergine Maria, piuttosto che trattati razionali sulla Beata Vergine. Essi sono un’espressione del cuore piuttosto che della mente, perché i cristiani ortodossi credono che la ragione umana non possa comprendere o capire i misteri di Dio. Di fatto, i cristiani ortodossi credono che tutta la vera teologia deve venire dall’esperienza mistica di Dio attraverso la preghiera e il culto, piuttosto che attraverso la contemplazione intellettuale di Dio con la mente.

Il significato primo e fondamentale della Vergine Maria per la Chiesa è il rapporto tra la venerazione della Theotokos e la dottrina ortodossa. Per i cristiani ortodossi non ci può essere Chiesa senza dottrina ortodossa. Nel 1672 il Sinodo di Gerusalemme ha decretato, “Crediamo che siano membri della Chiesa cattolica tutti i fedeli, e solo i fedeli, che, invero, avendo ricevuto la fede immacolata del Cristo Salvatore, da Cristo stesso, dagli Apostoli e dai santi Concili ecumenici, aderiscono alla stessa senza esitazioni ... “La Chiesa non è una società di pensatori e filosofi, ma è il Corpo di Cristo dedicato ad annunciare il Vangelo al mondo. La Chiesa non è dedicata alla ricerca di nuove conoscenze su Dio, ma è invece dedicata a preservare e trasmettere la conoscenza di Dio, donataci da Cristo e dagli Apostoli. Sant’Ireneo di Lione scriveva: “Dove è la Chiesa, là c’è lo Spirito di Dio, e dov’è lo Spirito di Dio, lì è la Chiesa, e ogni tipo di grazia, ma lo Spirito è verità”.

La venerazione della Vergine Maria svolge un ruolo importante nella conservazione della dottrina ortodossa, perché l’onore reso a lei è l’espressione della cristologia o dottrina ecclesiale su Cristo. Il titolo più importante di Maria è “Theotokos”, che significa “colei che ha partorito Dio”. Questo termine, approvato dal terzo Concilio Ecumenico, il Concilio di Efeso nel 431, esprime la convinzione che il figlio della Vergine era Dio dal momento stesso del suo concepimento. Questo elimina falsi insegnamenti come l’adozionismo, che dichiarava che Cristo era un uomo buono adottato da Dio per essere suo figlio, e il nestorianesimo, che si è avvicinato a insegnare che Cristo era solo un uomo ispirato. Come San Giovanni Damasceno ha scritto: “...è veramente Madre di Dio colei che ha dato alla luce il vero Dio che ha preso carne da lei ... Perché la santa Vergine non ha dato vita ad un semplice uomo, ma al vero Dio e, non Dio semplicemente, ma Dio fatto carne “.

Tra tutte le dottrine, l’Incarnazione è centrale per i cristiani ortodossi. Come ha scritto Vladimir Lossky, “la teologia orientale non pensa mai alla Chiesa al di fuori di Cristo e dello Spirito santo.” Come insegnano le  sacre Scritture, “Cristo è il capo della Chiesa.” La Chiesa è il Corpo di Cristo. Pertanto, al fine di comprendere cosa sia la Chiesa, si deve capire chi è Cristo. Correlata alla dottrina dell’incarnazione è la dottrina della nascita verginale, che non è solo la fede nella capacità di Dio di fare miracoli. La Chiesa ortodossa crede nella sovranità di Dio sulla creazione. Così, Dio non è vincolato da conoscenze umane sul funzionamento della creazione, ma “ogni qualvolta Dio vuole, l’ordine della natura è superato...” Tuttavia, la dottrina della nascita verginale di Cristo ha un significato molto più profondo, come proclama che “...il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi, pieno di grazia e di verità, e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre,” Gesù Cristo è veramente il Figlio di Dio, non un uomo divinamente ispirato accettato da Dio a causa della sua giustizia. Attraverso la nascita verginale Dio si è davvero fatto uomo, non solo metaforicamente e simbolicamente, ma realmente. In Cristo, Dio si è fatto fisico, come gli esseri umani sono fisici. Questo è importante perché gli ortodossi credono, come ha scritto san Gregorio Nazianzeno, “ciò che non è assunto non è guarito.” Da Maria, Dio assume tutto ciò che è umano, per perfezionare ciò che è umano e unire l’umanità a se stesso. Nella festa della Natività della Madre di Dio, l’8 settembre, i cristiani ortodossi proclamano che, attraverso l’incarnazione, “... la creazione di noi esseri terreni è stata rinnovata, e noi stessi siamo stati rinnovati dalla corruzione alla vita immortale.” In un altro inno cantato al sabato sera ai Vespri in Tono sesto, i cristiani ortodossi onorano la Vergine Maria con le parole: “Poiché il Figlio unigenito sorge senza tempo dal Padre, si è incarnato in te in modo inspiegabile. Lui, che essendo Dio per natura, divenne per amor nostro uomo per natura, non diviso in due persone, ma conosciuto in due nature, senza mescolanza o confusione.” Un altro inno alla Vergine Maria proclama:” Tu sei la predicazione dei profeti, o vergine Theotokos, la gloria degli Apostoli e l’orgoglio dei Martiri, il rinnovamento di tutta la stirpe dei terrestri. Per mezzo tuo noi siamo riconciliati con Dio”.

La Chiesa Ortodossa celebra le due nature di Cristo, la natura umana ricevuta dalla Beata Vergine e la natura divina generata dal Padre, come espresso dalla Chiesa nel Concilio di Calcedonia attraverso molti dei suoi inni alla Beata Vergine. Ad esempio, un inno dai Vespri del sabato sera in Tono ottavo contiene un’espressione molto articolata dell’insegnamento di Calcedonia e dei padri sull’incarnazione e sulle due nature di Cristo:

In verità, il re del cielo, per il suo amore per l’umanità è apparso sulla terra, ed è vissuto con gli uomini, perché prese per sé un corpo dalla pura Vergine. E da lei è uscito dopo il parto, quale unico figlio, duplice per natura ma non per persona. Perciò, confessiamo, predicando la verità che Cristo nostro Dio è Dio perfetto e uomo perfetto. Pertanto, o Madre che non hai sposo, ti supplichiamo di avere misericordia delle nostre anime.

La dottrina delle due nature di Cristo è relativa ad una discussione della Chiesa, perché, come Cristo, la Chiesa ha due nature, quella umana e quella divina. Così, la Chiesa, che è una istituzione divina, è fatta anche di uomini e donne peccatori. Per questo motivo, i cristiani ortodossi credono che la Chiesa stessa è perfetta e senza peccato, anche se alcuni dei suoi membri sono ancora in fase di guarigione dal peccato. Quindi, anche se la Chiesa non può peccare, il popolo della Chiesa, compresi i suoi dirigenti, può cadere nel peccato.

La dottrina dell’Incarnazione, che si esprime nella devozione ortodossa alla Theotokos, è rilevante anche per la teologia sacramentale. La Chiesa insegna che Dio si è fatto carne per salvare coloro che sono carne e di santificare l’universo materiale. Così Dio usa le cose fisiche, come l’acqua, il pane e il vino, e l’olio per trasmettere la sua grazia divina attraverso i Misteri della Chiesa. Allo stesso tempo, diventando fisico, Cristo ha santificato il mondo fisico. Così, alla festa dell’Epifania, gli ortodossi proclamano: “Oggi l’intera creazione è illuminata dall’alto.” Questo significa che un vero cristiano deve prendersi cura della creazione di Dio e cercare di proteggerla dalla distruzione da parte dell’inquinamento umano.

Quando l’arcangelo Gabriele ha parlato con lei, la Vergine avrebbe potuto rifiutare la richiesta di Dio di generare il suo Figlio. La sua risposta positiva a Gabriele svolge un ruolo importante nella salvezza. Come sant’Ireneo di Lione ha scritto, Maria è la seconda Eva, la cui obbedienza libera l’umanità dalle conseguenze della disobbedienza della prima Eva. Per questo motivo, in occasione della festa della Natività di Maria, i cristiani ortodossi cantano, “... la Madre della Vita, che è il rinnovamento della creazione di Adamo e il richiamo di Eva, la fontana di incorruttibilità, la liberazione dalla corruzione, attraverso la quale siamo stati divinizzati e liberati dalla morte, nasce dalla stirpe di Davide, disperdendo le tenebre.” Maria avrebbe potuto rifiutare di generare Cristo, ma ha scelto di obbedire a Dio.

L’obbedienza di Maria è un esempio di sinergia, o di cooperazione, con Dio. Per questo motivo i cristiani ortodossi cantano, “Per mezzo di lei la salvezza è entrata in tutto il genere umano.” Il concetto di sinergia è essenziale per la comprensione ortodossa della salvezza. Come comprendono i cristiani ortodossi, la sinergia è l’esercizio del nostro libero arbitrio di accettare il dono della grazia di Dio. Non è l’idea che il merito umano è necessario o applicabile per la salvezza. La dottrina ortodossa della sinergia è anche una manifestazione delle due nature di Cristo, umana e divina. Dio ha compiuto la salvezza per mezzo di Cristo, che riflette l’aspetto divino della salvezza, ma il singolo credente deve rispondere positivamente all’offerta di Dio del dono della salvezza, mostrando l’aspetto umano della salvezza. Gli ortodossi credono che san Paolo abbia espresso questo concetto di cooperazione umana e divina per la salvezza con le parole, “operate per la vostra salvezza con timore e tremore, perché Dio è al lavoro in voi, sia per il volere e per l’operare secondo la sua benevolenza.” Così, gli ortodossi credono che, nonostante la maledizione del peccato, l’uomo è ancora in possesso di una volontà libera e in grado di rispondere positivamente all’invito di Dio di ricevere la sua grazia divina. Gli ortodossi credono, come scriveva san Giovanni Cassiano:

Queste due cose - cioè la grazia di Dio e il libero arbitrio - certamente sembrano reciprocamente opposti l’uno all’altra, ma entrambi sono d’accordo, e abbiamo capito che dobbiamo accettare entrambi in modo analogo a causa della nostra religione, per timore che la rimozione di uno dei due dell’essere umano contravvenga alla regola della fede della Chiesa. Infatti, quando Dio ci vede scegliere per volontà ciò che è buono, egli ci viene incontro, ci orienta e ci fortifica, perché non appena sente la voce del nostro grido, risponderà.

La Chiesa ortodossa chiama la Vergine Maria “immacolata”, e “tutta pura”, come una manifestazione della comprensione ortodossa della salvezza come divinizzazione. I cristiani ortodossi credono che, attraverso la grazia di Dio, la Vergine Maria è stata divinizzata o resa per grazia ciò che Dio è per natura o, come ha scritto san Paolo: “E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo insieme la gloria del Signore, veniamo trasformati in sua somiglianza da un grado di gloria a un altro ...” Vladimir Lossky ha scritto: “... il cuore stesso della Chiesa, uno dei suoi più segreti misteri, il suo centro mistico, la sua perfezione già realizzata in una persona umana pienamente unita a Dio, si trova al di là della risurrezione e del giudizio. Questa persona è Maria, la Madre di Dio.” Così la salvezza per la teologia ortodossa è più che il perdono dei peccati o la giustificazione, ma è anche la trasformazione del credente per grazia di Dio, per diventare partecipe della natura divina. I cristiani ortodossi vedono la realizzazione della salvezza nella divinizzazione di Maria.

Tuttavia, i cristiani ortodossi non accettano la dottrina cattolico-romana dell’Immacolata Concezione. Al contrario, gli ortodossi credono che la Beata Vergine sia nata nel peccato ancestrale come qualsiasi altra persona. Questo è importante perché se Maria non fosse nata nel peccato ancestrale, Dio non avrebbe potuto assumere da lei la natura umana peccatrice. Come san Gregorio Nazianzeno ha scritto: “Poiché ciò che Egli non ha assunto non lo ha guarito.” Se Dio non avesse assunto la natura umana peccatrice dalla Beata Vergine, Egli non avrebbe potuto salvare natura umana peccatrice attraverso l’incarnazione di Cristo. Di fatto, una preghiera rivolta alla Vergine Maria alla Compieta contiene le belle parole, “il tuo glorioso parto ha unito la Parola di Dio all’uomo e ha legato la natura decaduta della nostra razza alle cose celesti”.

Anche se i teologi ortodossi non dogmatizzano l’Assunzione della Vergine, la Chiesa ortodossa celebra la festa della sua dormizione e del suo transito al cielo il 15 agosto. Ancora una volta, questo è un riflesso del Vangelo che dice ai fedeli che, come Maria, possono condividere la vittoria di Cristo sulla morte. Così, attraverso Cristo, la Vergine è divenuta “più insigne dei cherubini, senza confronto più gloriosa dei serafini,” perché è stata divinizzata e ha ereditato un posto nel Regno di Dio.

Infine, la devozione alla Vergine Maria è un’espressione di significato della parola “Chiesa”. Nel greco originale, la parola “Chiesa” o “ecclesia” significa, letteralmente, una riunione o di un’assemblea. Alexander Schmemann ha scritto che correttamente l’edificio di una chiesa ortodossa (tempio) “è vissuto e percepito come sobor, come il raduno del cielo e della terra e di tutta la creazione in Cristo, il quale costituisce l’essenza e lo scopo della Chiesa stessa”. Per i cristiani ortodossi, le Chiesa non è solo un insieme di esseri umani, ma è una partecipazione nel culto dei santi e degli angeli davanti al trono di Dio. Ecco perché ci sono tanti riferimenti alle schiere angeliche durante la Divina Liturgia ortodossa. Alexander Schmemann scrisse ancora: “L’Eucaristia è sempre un uscire da ‘questo mondo’ e un’ascesa al cielo ...” Così, i cristiani ortodossi credono che attraverso la liturgia, i fedeli misticamente ascendono al cielo e si uniscono alla compagnia dei fedeli defunti davanti a Dio. Questa assemblea di tutta la compagnia del cielo davanti al trono di Dio attraverso l’Eucaristia crea una relazione tra i vivi e i defunti in Cristo. Questo si manifesta con le preghiere dei vivi per l’intercessione della Vergine Maria e dei santi, che sono misticamente presenti nella vita dei fedeli attraverso il mistero della Chiesa. Questo mistero trascende i confini tra cielo e terra e unisce chi è sulla terra con quelli che sono in cielo.

Pertanto, la devozione ortodossa alla Beata Vergine Maria non è solo un’espressione di pietà popolare. È molto di più. La venerazione ortodossa della Vergine Maria è una manifestazione delle dottrine più essenziali della fede ortodossa. Il posto di rilievo che ha la Vergine Maria nell’Ortodossia evidenzia inoltre l’importanza del culto come l’essenza della Chiesa e il principale strumento con cui la Chiesa trasmette e conserva il Vangelo per le generazioni future. La divinizzazione della Vergine Maria mostra che le promesse di Cristo sono reali, perché, per mezzo di Cristo, coloro che lo seguono condivideranno l’esperienza della grazia divinizzante di Dio che si manifesta con la Beata Vergine Maria. Infine, il modo familiare in cui i cristiani ortodossi chiedono ala Vergine Maria e agli altri santi le loro intercessioni, illustra il significato stesso di “Chiesa”, che è un’assemblea di fedeli, quelli sulla terra e quelli nei cieli, con gli angeli davanti al trono di Dio.

Pubblicato nel 2007 nella rivista “The Word”

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