Rubrica

 

Informazioni sulla chiesa in altre lingue

Mirrors.php?cat_id=32&id=205  Mirrors.php?cat_id=32&id=602  Mirrors.php?cat_id=32&id=646  Mirrors.php?cat_id=32&id=4898  Mirrors.php?cat_id=32&id=2779 
Mirrors.php?cat_id=32&id=204  Mirrors.php?cat_id=32&id=206  Mirrors.php?cat_id=32&id=207  Mirrors.php?cat_id=32&id=208  Mirrors.php?cat_id=32&id=3944 
 

Calendario ortodosso

   

Scuola domenicale della parrocchia

   

Ricerca

 

In evidenza

30/01/2016  I vescovi ortodossi con giurisdizione sull'Italia (aggiornamento: 30 luglio 2017)  
02/07/2015  Come imparare a distinguere le icone eterodosse  
19/04/2015  Viaggio tra le iconostasi ortodosse in Italia  
17/03/2013  UNA GUIDA ALL'USO DEL SITO (aggiornamento: 19 luglio 2014)  
21/02/2013  Funerali e commemorazioni dei defunti  
10/11/2012  I padrini di battesimo e il loro ruolo nella vita del figlioccio  
31/08/2012  I nostri iconografi: Iurie Braşoveanu  
31/08/2012  I nostri iconografi: Ovidiu Boc  
07/06/2012  I nomi di battesimo nella Chiesa ortodossa  
01/06/2012  Indicazioni per una Veglia di Tutta la Notte  
31/05/2012  La Veglia di Tutta la Notte  
28/05/2012  La preparazione al Matrimonio nella Chiesa ortodossa  
08/05/2012  La Divina Liturgia con note di servizio  
29/04/2012  La preparazione al Battesimo nella Chiesa ortodossa  
11/04/2012  CHIESE ORTODOSSE E ORIENTALI A TORINO  
 



Facebook
Inizio  >  Documenti  >  Sezione 8
  Presentazione del metropolita Ilarion di Volokolamsk alla conferenza sul futuro cristiano dell'Europa, 22 settembre 2017, Londra

Dal sito del Dipartimento delle relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, e dal sito dell'ambasciata della Federazione Russa nel Regno Unito, 25 settembre 2017

Clicca per SCARICARE il documento come PDF file  
Condividi:

Vostre eminenze ed eccellenze, caro ambasciatore, organizzatori e partecipanti alla conferenza,

Saluto cordialmente tutti coloro che sono riuniti oggi presso l'ambasciata russa a Londra per partecipare a questa conferenza dedicata alla questione del futuro del cristianesimo in Europa. Questo argomento non solo non perde la sua importanza, ma risuona sempre nuovo. Gli esperti ritengono che oggi il cristianesimo rimanga non solo la comunità religiosa più perseguitata del pianeta, ma che si trovi anche di fronte a nuove sfide che toccano le fondamenta morali della vita dei popoli, della loro fede e dei loro valori.

I decenni recenti hanno visto una trasformazione nel paesaggio religioso e etnico dell'Europa. Tra le ragioni vi è la più grande crisi migratoria del continente dalla fine della seconda guerra mondiale, causata da conflitti armati e da problemi economici nei paesi del Medio Oriente e dell'Africa settentrionale. Secondo le cifre dell'agenzia europea Frontex, più di 1.8 milioni di migranti sono entrati nell'UE solo nel 2015. [1] I dati della relazione internazionale sulle migrazioni delle Nazioni Unite mostrano che il numero dei migranti in Europa è aumentato da 49,3 milioni di persone nel 2000 a 76,1 milioni di persone nel 2015. [2] Secondo la ricerca dell'Organizzazione internazionale delle migrazioni dell'ONU in tutto il mondo circa l'1,3 per cento della popolazione adulta, che comprende circa 66 milioni di persone, nel prossimo anno intende partire per un altro paese per viverci definitivamente. Circa un terzo di questo gruppo di persone – 23 milioni – sta già progettando di partire. Il 16,5 per cento dei potenziali migranti che sono stati interrogati ha risposto che i paesi in cima alla loro lista sono Gran Bretagna, Germania e Francia. [3]

L'altro motivo per la trasformazione della mappa religiosa d'Europa è la secolarizzazione della società europea. I dati di un sondaggio britannico indicano che più della metà degli abitanti del paese – per la prima volta nella storia – non si sente affiliata a una particolare religione. 2942 persone hanno partecipato a un sondaggio condotto nel 2016 dal Centro nazionale britannico per la ricerca sociale: il 53% di chi ha risposto alla domanda sull'affiliazione religiosa ha dichiarato di non appartenere a nessuna confessione religiosa. Tra i ragazzi dai diciotto ai venticinque anni, il numero di persone non religiose è maggiore – Il 71 per cento. Quando una ricerca simile è stata condotta nel 1983, solo il 31 per cento di quelli che erano stati interrogati aveva dichiarato di non appartenere a nessuna confessione. [4]

Possiamo vedere una tendenza opposta nei paesi dell'Europa dell'Est, in particolare in Russia. Un sondaggio di opinione condotto a luglio in Russia dal centro Levada ha mostrato un netto calo del numero degli atei e dei non credenti, dal 26 per cento nel dicembre 2015 al 13 per cento nel luglio 2017. [5] Questo, naturalmente, non significa che nell'altro 83 per cento tutti siano credenti praticanti. Molti si definiscono "religiosi in qualche misura" o "non molto religiosi", ma si sentono comunque affiliati a una delle religioni tradizionali. Tuttavia, il numero di persone che si definiscono "molto religiose" sta crescendo costantemente.

Lo stato contemporaneo della vita religiosa nella società russa è direttamente legato ai tragici eventi di cento anni fa. La catastrofe storica del 1917 ha coinvolto la Russia in una guerra civile fratricida, con atti di terrorismo, esilio dei migliori rappresentanti della nazione oltre i confini della propria patria e deliberato annientamento di tutti gli strati della società – la nobiltà, i cosacchi, il clero e i contadini ricchi. Questi sono stati dichiarati "nemici del popolo" e i loro parenti sono stati sottoposti a discriminazione e sono stati "privati dei diritti", costringendoli all'orlo della sopravvivenza. Tutto questo terrore è avvenuto sotto la bandiera di un'ideologia comunista che combatteva ferocemente contro la religione. Milioni di credenti sono stati sottoposti alle più crudeli persecuzioni, molestie, discriminazioni e repressioni – dalla derisione e dal licenziamento sul posto di lavoro, fino alla carcerazione e alla morte per fucilazione. La Chiesa in quegli anni ha prodotto una grande moltitudine di martiri e confessori per la fede che, come diceva san Paolo, "furono torturati, non accettando la liberazione loro offerta, per ottenere una migliore risurrezione. Altri, infine, subirono scherni e flagelli, catene e prigionia" (Ebrei 11,35-36).

Una discussione sul futuro del cristianesimo in Europa è impossibile se non si comprendono le prospettive per la sopravvivenza della religiosità tra i suoi abitanti. La ricerca condotta dal Centro per lo Studio del Cristianesimo Globale presso il Collegio Teologico Gordon-Cornwell, negli USA, indica che il numero dei cristiani in Europa sarà costantemente in calo: da 560 milioni di persone nel 2015 a 501 milioni entro il 2050. [6] I calcoli del Pew Research Centre sono più pessimisti e prevedono una riduzione dei cristiani in Europa da 553 milioni di persone nel 2015 a 454 milioni di persone entro il 2050. [7]

Queste sono previsioni allarmanti, ma riflettono le tendenze attuali nella trasformazione dell'immagine religiosa dell'Europa e non possono essere ignorate. Alcuni suggeriscono che, a meno che non sia applicata una forza speciale, l'Europa non può semplicemente smettere di essere cristiana per il fatto che l'Europa è stata cristiana per molti secoli. Vorrei ricordarvi che in Russia prima del 1917 nessuno aveva mai sostenuto che avrebbe avuto luogo il collasso di un impero cristiano secolare, e che questo sarebbe stato sostituito da un regime totalitario ateo. E anche quando ciò accadde, pochi credevano che fosse una cosa seria e di lunga durata.

Il declino moderno del cristianesimo nel mondo occidentale può essere paragonato alla situazione dell'impero russo prima del 1917. La rivoluzione e gli eventi drammatici che ne seguirono hanno avuto profondi motivi spirituali, così come sociali e politici. Per molti anni l'aristocrazia e l'intelligentsia avevano abbandonato la fede, seguite poi dalla gente comune. Sua Santità il patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Rus' ne ha parlato nel gennaio 2017: "La rottura fondamentale nel modo tradizionale della vita – e ora sto parlando (...) dell'auto-coscienza spirituale e culturale del popolo – è stata possibile solo per perché qualcosa di molto importante era scomparso dalle vite del popolo, in primo luogo l'élite. Nonostante una prosperità e esteriore, progressi scientifici e culturali, rimaneva nella vita del popolo sempre meno fede vera e sincera in Dio, e comprensione dell'importanza eccezionale dei valori appartenenti a una tradizione spirituale e morale". [8]

Negli immediati anni del dopoguerra il cristianesimo ha svolto un ruolo rilevante nel processo di integrazione europea, che era visto nel contesto della guerra fredda come uno dei mezzi per contenere l'espansione della propaganda atea e dell'ideologia comunista. Il Vaticano, nella sua propaganda anticomunista, si basava sull'unità europea, sui partiti cristiano-democratici dell'Europa occidentale. Quest'ultima credeva fermamente che la civiltà occidentale fosse strettamente legata ai valori cristiani e che dovesse essere difesa dalla minaccia comunista. Papa Pio XII sosteneva la creazione di una comunità europea come "missione storica dell'Europa cristiana".

Il primo presidente della Repubblica federale tedesca, Theodor Heuss, ha dichiarato che l'Europa è stata costruita su tre colline: l'Acropoli, che le ha dato i valori di libertà, filosofia e democrazia; il Campidoglio, che rappresentava i concetti giuridici e l'ordine sociale dei romani; e il Golgota, cioè il cristianesimo. [9] Va anche rilevato che i padri fondatori dell'Unione Europea erano uomini profondamente religiosi – per esempio il ministro degli esteri francese Robert Schuman, il cancelliere della Repubblica federale di Germania Konrad Adenauer e il ministro degli Esteri italiano Alcide De Gasperi.

E quando, mezzo secolo dopo la creazione dell'Unione Europea, è stata scritta la sua costituzione, sarebbe stato naturale per le Chiese cristiane aspettarsi che il ruolo del cristianesimo come uno dei valori europei fosse incluso in questo documento senza derogare dalla natura secolare delle autorità in un'Europa unificata. Ma, come sappiamo, questo non è accaduto. L'Unione Europea, quando ha scritto la sua costituzione, ha rifiutato di menzionare il suo patrimonio cristiano perfino nel preambolo del documento.

Io credo fermamente che un'Europa che ha rinunciato a Cristo non sarà in grado di preservare la sua identità culturale e spirituale. Per molti secoli l'Europa è stata la casa dove diverse tradizioni religiose hanno vissuto fianco a fianco, ma nello stesso tempo in cui il cristianesimo svolgeva un ruolo dominante. Questo ruolo si riflette in particolare nell'architettura delle città europee che sono difficili da immaginare senza le loro magnifiche cattedrali e le loro numerose chiese, anche se più modeste di dimensioni.

Un monopolio dell'idea laicista ha preso piede in Europa. La sua manifestazione è l'espulsione della visione religiosa del mondo dalla sfera pubblica. L'articolo 4 della Dichiarazione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di tutte le forme di intolleranza e di discriminazione basate sulla religione e sul credo, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1981, afferma che "tutti gli Stati adottano misure efficaci per prevenire ed eliminare la discriminazione in base alla religione o al credo nel riconoscimento, nell'esercizio e nel godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali in tutti i campi della vita civile, economica, politica, sociale e culturale". [10]

Gli architetti della società laicista si sono occupati dell'aspetto giuridico della questione: formalmente si può confessare qualsiasi religione, ma se si cerca di motivare le proprie azioni attraverso la fede religiosa e la libertà di coscienza e incoraggiare gli altri ad agire secondo la propria fede, allora nel migliore dei casi si sarà sottoposti a censura, o, al peggio, ad azioni penali.

Per esempio, se sei un medico e ti rifiuti di eseguire un aborto [11] o un'eutanasia [12], facendo riferimento ai tuoi principi religiosi, allora violi la legge. Se sei un pastore protestante e vivi in ​​un paese in cui le unioni dello stesso sesso sono legali, allora hai poca probabilità di rifiutare a una di queste coppie il diritto a un matrimonio in chiesa rimanendo impunito dello Stato. Così, per esempio, il primo ministro svedese Stefan Löfven ha affermato di recente che tutti i pastori della Chiesa di Svezia dovrebbero essere obbligati a svolgere matrimoni ecclesiastici per le coppie dello stesso sesso, aggiungendo "vedo paralleli con l'ostetrica che si rifiuta di eseguire aborti". Chi lavora come ostetrica deve poter eseguire aborti, altrimenti deve fare un lavoro diverso... È lo stesso per i sacerdoti". [13]

Questi politici sono l'esatto contrario di quelli che hanno posto le basi dell'Unione Europea e questo tipo di retorica, a mio avviso, è suicida per il continente europeo. La legalizzazione dell'aborto, l'incoraggiamento della promiscuità sessuale e i tentativi sistematici di minare i valori della famiglia hanno portato a una profonda crisi demografica in molti paesi europei. Questa crisi, accompagnata da una crisi d'identità, porterà ad una situazione in cui altri popoli abiteranno l'Europa con una diversa religione, una cultura diversa e diversi paradigmi di valori.

Spesso si usa il linguaggio dell'odio nei confronti dei cristiani quando i cristiani insistono sul loro diritto di partecipare agli affari pubblici. Essi godono degli stessi diritti degli aderenti di qualsiasi altra religione o degli atei. Tuttavia, in pratica non è così: decine di casi di discriminazione contro i cristiani per motivi delle loro convinzioni si registrano ogni anno. Questi casi sono evidenziati dai media e diventano un argomento di discussione pubblica, ma la situazione nel suo complesso non cambia come risultato.

Nel mondo moderno la secolarizzazione militante è stata trasformata in un potere autonomo che non tollera il dissenso, e consente a gruppi di minoranza ben organizzati di imporre con successo la loro volontà sulla maggioranza sotto il pretesto di osservare i diritti umani. Oggi i diritti umani sono stati in sostanza trasformati in uno strumento per manipolare la maggioranza e la lotta per i diritti umani è divenuta la dittatura della minoranza in relazione alla maggioranza.

Purtroppo dobbiamo notare che questi non sono incidenti isolati, ma un sistema di valori già formato, sostenuto dallo Stato e dalle istituzioni sovranazionali dell'UE.

In una situazione in cui abbiamo una pressione aggressiva da parte di gruppi che propagano idee inaccettabili dalla prospettiva della morale cristiana tradizionale, è essenziale unire gli sforzi delle Chiese per contrastare questi processi, agire congiuntamente nei media, nell'ambito del sostegno legale, così come nella propagazione di valori cristiani comuni a tutti i livelli possibili. È importante che le Chiese condividano le loro esperienze in questo ambito e sviluppino la cooperazione tra le organizzazioni ecclesiali per i diritti umani e i centri di monitoraggio.

Credo che sia importante che i cristiani d'Europa stiano fianco a fianco per difendere quei valori su cui la vita del continente è stata costruita per secoli e che dovrebbero considerare le afflizioni e lo sgomento dei cristiani in tutto il mondo come se venissero da loro stessi.

Note

[1] Frontex Risk Analysis Network Quarterly Report. Q4 2015 – testo

[2] International Migration Report 2015. United Nations Department of Economic and Social Affairs / Population Division – testo

[3] Measuring Global Migration Potential, 2010–2015. Issue No. 9, July 2017 – testo

[4] Число неверующих в Великобритании впервые превысило 50% – testo

[5] testo

[6] testo

[7] testo

[8] Presentazione di sua Santità il patriarca Kirill all'apertura delle XXV Letture educative della Natività – testo

[9] Христианские церкви и европейская интеграция: параметры взаимодействия – testo

[10] testo

[11] testo

[12] Casa di riposo cattolica in Belgio multata per aver rifiutato l'eutanasia – testo

[13] testo

Condividi:
Inizio  >  Documenti  >  Sezione 8