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  Punti in comune tra islam e cristianesimo occidentale

Di sua Eminenza il metropolita Hierotheos di Nafpaktos e Agiou Vlasiou

dal blog Mystagogy, 9 ottobre 2013

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Il contesto storico di questo articolo, scritto nel 1998, era il periodo prima dell'11 settebre 2001, quando alcune nazioni occidentali sostenevano gli attacchi dei musulmani in Kosovo contrto gli ortodossi serbi. Qui c'è molto che si può ancora applicare alle nostre situazioni contemporanee, ed è per questo che lo sottopongo all'attenzione dei lettori - John Sanidopoulos

Ultimamente vediamo un avvicinamento tra il mondo occidentale e l'islam. I musulmani si stanno espandendo nelle società occidentali, creando comunità e costrendo moschee in luoghi di rilievo. Oltre all'Europa ho notato una simile crescita a Vancouver, in Canada. Appare per la prima un coinvolgimento di cristiani occidentali nello studio del Corano, e quindi ci sono convegni, conferenze, ecc. D'altra parte, vi è anche un approccio di nazioni cristiane occidentali alle nazioni governate dall'islam. Naturalmente, c'è anche una paura dell'espansione dell'islam da parte dei popoli occidentali.

Vediamo anche oggi una forte collaborazione dei governi occidentali e delle nazioni musulmane, ma allo stesso tempo un disprezzo per i popoli ortodossi. Un esempio più espressivo è quello che sta accadendo oggi nei Balcani. Credo fermamente, e posso sostenere con evidenza, che questo non è solo una mossa diplomatica sullo scacchiere internazionale che ha semplicemente a che fare con interessi politici, ma è una mossa che ha a che fare con tutta la mentalità dell'uomo occidentale.

È stato giustamente osservato che la storia può essere letta in parallelo con la teologia, e viceversa. È un fatto che le scelte storiche hanno creato e cambiato il mondo occidentale, così come le alterazioni teologiche hanno creato dati storico-ideologici. Cioè, tutti i sistemi e i modelli ideologici e politici creati in Occidente, come il capitalismo, il marxismo, l'agnosticismo, l'ateismo, l'illuminismo, il nichilismo, ecc. provengono da reazioni a una teologia che è stata rimossa dal contesto teologico originale della Chiesa ortodossa.

Attraverso questa lente dobbiamo vedere il contatto tra cristianesimo occidentale e islam. Sono abbastanza certo, anche se a prima vista sembra paradossale, che il cristianesimo occidentale (cattolicesimo e protestantesimo) sia teologicamente più simile all'islam che all'Ortodossia. In Occidente domina il punto di vista del teologo protestante Harnack che diceva che l'Ortodossia è la visione pagana del cristianesimo. Quindi, in tutta la teologia e lo stile di vita, gli occidentali capiscono i musulmani meglio degli ortodossi.

***

Naturalmente non ho qui la possibilità di sviluppare ulteriormente questo punto fondamentale, a mio parere, del problema, ma semplicemente di evidenziarne telegraficamente alcuni punti.

 

L'islam parla dell'unicità di Dio, e naturalmente della sua essenza, con il suo sviluppo più avanti nel sufismo, mentre vi è una svalutazione simultanea di Cristo, che è il motivo per cui non ritiene che l'amore possa svilupparsi tra Dio e l'uomo. Questa posizione teologica può essere percepita dai cristiani occidentali, che parlano la pura energia di Dio, della sua essenza, e non della persona con il significato e l'importanza sviluppati del IV secolo dai Padri che hanno identificato la persona con la sostanza (ipostasi). L'essenzialismo rimane un tratto dell'Occidente, ma quando questo parla della persona ne parla in modo inconsistente; è semplicemente un personalismo. Quindi, l'ontologia della persona e delle relazioni interpersonali-ipostatica sono punti incomprensibili ai cristiani occidentali.

Anche il Corano si distingue per il suo antropocentrismo e il suo carattere realistico e sociopolitico. Più tardi, tuttavia, quando il sufismo si è sviluppato nell'islam, ha creato un misticismo associato con il neoplatonismo. Gli occidentali si distinguono per la stessa mentalità, avendo socializzato il Vangelo gli hanno associato un carattere ontologico, ma parlare anche di un misticismo di tipo orientale. La tradizione greco-ortodossa insiste su come affrontare i problemi ontologici, senza alterare la propria teologia, ciò che dice su Dio, e vede i fenomeni sociologici attraverso contesti teologici genuini, e in questo modo non secolarizza il messaggio della Rivelazione.

Inoltre, l'islam promette una felicità beata di dominio mondano, il compimento di tutti i desideri e sensazioni dei fedeli, ma anche una beata felicità mentale dopo la morte per i seguaci di Allah. I cristiani occidentali capiscono meglio questa felicità beata, nonostante la vita ascetica della Chiesa ortodossa, che asceticamente mira a superare la felicità beata.

Le stesse caratteristiche comuni si osservano in altre questioni, come la sorgente e la fonte della fede. Per il musulmano il Corano è la rivelazione di Dio e la redenzione del credente dipende dal libro e dalla sua lettura. Questa mentalità si trova anche tra i cristiani occidentali, per i quali la Bibbia è la parola di Dio e l'unica fonte della fede, e questo è il motivo per cui gli occidentali comprendono la percezione musulmana della rivelazione meglio degli ortodossi, per i quali il Vangelo non è una rivelazione, ma parole sulla rivelazione. Inoltre, i punti in comune tra cristiani occidentali e musulmani possono essere visti in questioni di guerra, teocrazia, ecc che non possiamo esaminare qui per esteso.

***

Ripeto che il rapporto tra le nazioni e le loro tradizioni culturali e le religioni non deve essere visto solo attraverso le opportunità politiche, ma attraverso i contesti teologici. Per questo oggi in Grecia dovremmo prestare grande attenzione alla nostra tradizione ortodossa e alla sua espressione originale, che è uno scudo per la nostra nazione. Questo è ciò che costituisce la nostra nobiltà, che non può essere percepita dai cristiani occidentali e dai musulmani, e quindi rappresenta la nostra coscienza.

Fonte: Ekklesiastiki Paremvasi, "ΜΟΥΣΟΥΛΜΑΝΙΣΜΟΣ ΚΑΙ ΔΥΤΙΚΟΣ ΧΡΙΣΤΙΑΝΙΣΜΟΣ", giugno 1998. Tradotto da John Sanidopoulos.

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