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  Lo studente ateo che visitò il Monte Athos

del metropolita Nicola di Mesogaia e Lavreotiki

Tradotto da John Sanidopoulos nel blog Mystagogy, 18 settembre 2012

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Diversi anni fa sono stato avvicinato da un giovane studente. Con grande riluttanza, ma con l'intensità di un ricercatore esigente, ha detto che era ateo; gli sarebbe piaciuto credere, ma non ci riusciva. Per anni aveva cercato e ricercato, ma inutilmente.

Aveva parlato con professori e con uomini istruiti, ma la sua sete di qualcosa di serio non era soddisfatta. Aveva sentito parlare di me e aveva deciso di condividere con me il suo bisogno esistenziale. Mi chiese la prova scientifica dell'esistenza di Dio.

"Conosci le integrali o le equazioni differenziali?" Chiesi.

"Purtroppo no", ha risposto. "Ho una preparazione da filosofo".

"Ma che peccato! Avevo proprio una prova in questo campo", dissi, ovviamente scherzando.

Si sentiva a disagio e rimase in silenzio per un po'.

"Guarda", dissi, "mi dispiace se ti ho ferito. Ma Dio non è un'equazione o una dimostrazione matematica. Se fosse così, allora tutti gli istruiti credebbero in lui. Dovresti sapere che ci sono altri modi di avvicinarsi a Dio. Sei mai stato al Monte Athos? Hai mai incontrato un asceta?"

"No, padre, ma sto pensando di andarci, dopo aver sentito tanto parlare. Se me lo dice lei, posso andarci anche domani. Ne conosce qualcuno istruito da andare a incontrare ? "

"Cosa preferisci? Qualcuno istruito che può dare le vertigini, o un santo che ti può risvegliare?"

"Preferisco le persone istruite. Temo i santi".

"La fede è una questione di cuore. Perché non provi un santo? ...qual è il tuo nome?" Chiesi.

"Gabriel", rispose lui.

Lo mandai da un asceta. Gli descrissi il modo di arrivare da lui e gli diedi le istruzioni necessarie. Abbozzai per lui anche una mappa.

"Andrai," dissi, "e gli chiederai la stessa cosa. Sono ateo, gli dirai, e voglio credere. Voglio una prova dell'esistenza di Dio".

"Ho paura, mi sento imbarazzato", mi disse.

"Perché sei imbarazzato e hai paura del santo , ma non sei imbarazzato e non hai paura di me?" Chiesi.

Dopo alcuni giorni egli andò e trovò l'asceta che conversava con un giovane nel suo giardino. Sul lato opposto altri quattro erano seduti su alcuni tronchi in attesa. Gabriel trovò tra loro un sedile provvisorio. Non più di dieci minuti più tardi l'anziano fin' la sua conversazione con il giovane.

"Come va, ragazzi? " chiese. "Avete preso un loukoumaki? Avete bevuto un po' d'acqua?"

"La ringraziamo, anziano ", risposero, con la convenzionale cortesia laica.

"Vieni qui", disse rivolgendosi a Gabriel, distinguendolo dagli altri. "Porterò l'acqua , e tu porterai la scatola con i loukoumia, e avvicinati così posso dirti un segreto: va bene che qualcuno sia un ateo, ma avere il nome di un angelo ed essere un ateo? È la prima volta che ho visto una cosa del genere".

Il nostro amico ebbe quasi un attacco di cuore dopo questa sorpresa rivelatrice.

Come faceva a sapere il suo nome? Chi gli aveva rivelato il suo problema? E infine, che cosa voleva dirgli l'anziano?

"Padre, posso parlare con lei per un po'?" chiese lui, appena in grado di borbottare.

"Guarda, ora si sta facendo buio. Prendere il loukoumi, bevi un po' d'acqua, e vai al monastero più vicino per passare la notte".

"Padre mio, voglio parlare con lei, non è possibile?"

"E cosa diremo, ragazzo mio? Per quale ragione sei venuto? "

"A questa domanda sentii il mio respiro aprirsi subito", mi disse. "Il mio cuore era inondato dalla fede. Il mio mondo interno era riscaldato. I miei erano risolti senza alcun argomento logico, senza alcuna discussione, senza l'esistenza di una risposta chiara. Tutti i se, i perché e i ma erano stati distrutti automaticamente, e tutto ciò che rimaneva era il 'come' e il 'cosa fare da questo momento in avanti'."

Quello che gli istruiti non potevano dare ai suoi pensieri, gli è stato dato dal suggerimento delicato di un santo, che aveva solo una quarta elementare. I santi hanno molto discernimento. Fanno un intervento chirurgico su di voi, e non sentite alcun dolore. Fanno un trapianto senza aprire il vostro stomaco. Vi sollevano a picchi inaccessibili senza scale o logica mondana. Piantano la fede nel vostro cuore, senza affaticare la vostra mente.

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