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  Celebrata a Roma la festa patronale della chiesa di Santa Caterina

dal sito della parrocchia di Santa Caterina - 11 dicembre 2012

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L'8 e il 9 dicembre a Roma si sono tenute le celebrazioni in occasione della festa patronale della Chiesa stavropigiale di Santa Caterina. Su invito del rettore, lo ieromonaco Antoniy (Sevryuk) in questi giorni nella capitale italiana sono giunti numerosi ospiti per condividere la gioia della comunità romana del Patriarcato di Mosca in occasione del giorno memoriale della protettrice celeste della Chiesa russa in Italia.

Alla sera dell'8 dicembre padre Antoniy ha celebrato la Vigilia con la Litia. Assieme al rettore hanno concelebrato il chierico del Patriarcato Ecumenico archimandrita Cornelio, il chierico della chiesa di santa Caterina ieromonaco Afanasiy (Potapov) e lo ieromonaco Ambrogio (Matsegora). I canti della funzione sono stati eseguiti dal coro riunito del clero dell'eparchia e della regione di Mosca e del seminario teologico di Kolomna, venuto alla festa con il contributo "della Direzione dei Programmi Internazionali" e della "Fondazione META".

Lo stesso coro ha cantato alla Divina Liturgia, servita da un insieme del clero - il rettore della chiesa ieromonaco Antoniy, il rettore della parrocchia stavropigiale di San Nicola di Roma, arciprete Vyacheslav Bachin, il rettore della chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Karlovy Vary, arciprete Nikolai Lischenyuk, il rettore del seminario ortodosso russo di Parigi, ieromonaco Alexander (Sinyakov), il rettore del podvorye di San Nicola a Bari, sacerdote Andrey Boytsov, Il rettore della chiesa dei tre Gerarchi a Parigi, ieromonaco Mark (Svyatogorov), i chierici della chiesa di santa Caterina, il clero delle parrocchie del Patriarcato di Mosca in Italia. Alla funzione hanno partecipato il rappresentante del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, sacerdote Milan Žust, il Segretario Generale della Comunità di Sant'Egidio, Prof. Adriano Roccucci, insegnanti e studenti delle università cattoliche di Roma e altri ospiti.

Al termine della funzione sono seguiti il moleben alla santa grande martire Caterina e la processione intorno alla chiesa. Accogliendo gli ospiti della festa e i parrocchiani, il rettore ha detto nella sua omelia che il giorno della festa della chiesa è, prima di tutto, un'opportunità per tutti quelli che sono coinvolti con la parrocchia di Santa Caterina, di elevare una preghiera di ringraziamento a Dio per il miracolo che ha mostrato e che continua a mostrare nella vita della comunità ortodossa russa in Italia. Il fatto che la Chiesa russa ha in Roma la sua casa - dove sono offerte preghiere, dove è nata una comunità, dove si sta vivendo una piena vita parrocchiale - questo è veramente un miracolo per il quale dobbiamo sempre rendere grazie a Dio. Padre Antoniy ha anche detto che lo sforzo ascetico della grande martire - patrona celeste del tempio di Santa Caterina - dovrebbe ispirare i parrocchiani della Chiesa Russa di Roma al compimento di quella chiamata che il Signore stesso ha comandato - di essere suoi testimoni. Non è un caso che la parola greca "martirio" si traduce con "testimonianza". Stando in Italia, ha ricordato il rettore, gli ortodossi dovrebbero attuare questa testimonianza ogni giorno della loro vita, mostrando attorno a loro la bellezza della fede ortodossa.

Dopo la funzione si è tenuto un ricevimento festivo nella sala del refettorio della chiesa. Parole di benvenuto al rettore e ai parrocchiani sono state rivolte dal sacerdote Milan Žust (che ha trasmesso a padre Antoniy le congratulazioni da parte del Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, il Cardinale Kurt Koch), dal professor Adriano Roccucci, dall'arciprete Vyacheslav Bachin, dall'arciprete Nikolai Lischenyuk. A sua volta, lo ieromonaco Antoniy si è congratulato con il professor Roccucci che ha ricevuto il giorno prima a Mosca un'alta onorificienza patriarcale alta, e con l'arciprete Nikolai Lischenyuk per il suo quarantesimo compleanno. Durante il pasto, il padre rettore ha letto pure i saluti da parte del rappresentante del Patriarca di Mosca e di tutta la Rus' presso il Patriarca di Bulgaria, l'igumeno Filipp (Vasiltsev), che ha precedentemente servito in qualità di chierico della chiesa di Santa Caterina a Roma.

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