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  Che cosa sta veramente succedendo attorno alla Chiesa ortodossa ucraina

Intervista di Natalia Goroshkova al metropolita Antonij (Pakanich) di Borispol e Brovary

Orthochristian.com, 8 giugno 2018

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A causa del trambusto che circonda la questione dell'autocefalia, i redattori di "Pravoslavnaja Zhizn" hanno chiesto al cancelliere della Chiesa ortodossa ucraina, il metropolita Antonij (Pakanich), di raccontare il vero stato delle cose.

il metropolita Antonij (Pakanich)

Vostra Eminenza, non c'è fine ai dibattiti, pettegolezzi e speculazioni che circondano le dichiarazioni categoriche fatte dai leader del nostro paese (l'Ucraina) sulla possibile creazione di una cosiddetta "Chiesa ucraina". La maggior parte dei fedeli sta provando a vedere il futuro nei fondi di caffè [una forma di predizione del futuro in Turchia e in Grecia], e a fare supposizioni infondate senza avere le conoscenze o le informazioni necessarie in questo ambito. Con il suo aiuto, vorremmo dissipare i dubbi e offrire informazioni corrette di prima mano per evitare speculazioni e dicerie e aiutare i fedeli ortodossi a rimanere calmi.

Ci parli della procedura per la concessione dell'autocefalia, è davvero così semplice?

Inizierei a dire che non esiste ancora un documento generalmente accettato nella Chiesa ortodossa che descrive la procedura di concessione dell'autocefalia. Per essere più precisi, una bozza di tale documento è stata preparata e concordata, ma non ancora accettata da tutte le Chiese ortodosse locali. Il principio fondamentale della soluzione per questa questione vitale è il consenso di tutte le Chiese autocefale. Cosa significa questo? Ciò comporta che nessun patriarcato oggi può concedere un'autocefalia a nessun'altra Chiesa. La Chiesa ortodossa è una, e questo significa che tutte le questioni più importanti, inclusa la concessione dell'autocefalia, sono decise da tutte le Chiese locali in modo cooperativo. Ciò significa che il Concilio dei vescovi di una Chiesa autonoma o di un'esarcato prende la decisione appropriata in merito al desiderio di una struttura autocefala, e quindi fa appello alla Chiesa madre, cioè la Chiesa sotto la cui giurisdizione attualmente si trova la struttura ecclesiale che desidera l'autocefalia. Quindi, una volta ricevuto l'accordo della Chiesa madre e di tutte le Chiese locali, viene proclamata l'autocefalia di quella Chiesa.

Tale procedura è stata sviluppata in risposta ai problemi sorti quando l'autocefalia è stata concessa in passato.

Per esempio, la Chiesa ortodossa delle Terre ceche e della Slovacchia ha ricevuto l'autocefalia dalla Chiesa ortodossa russa nel 1951, ma solo mezzo secolo dopo, nel 1998, Costantinopoli ha riconosciuto l'autocefalia della Chiesa ceca. L'autocefalia della Chiesa ortodossa in America, ricevuta dalla Chiesa ortodossa russa nel 1970, rimane non riconosciuta da Costantinopoli fino ad oggi. Tale procedura è stata sviluppata per evitare queste contraddizioni.

Vale la pena sottolineare che sono dei politici che o non capiscono o non vogliono capire la natura della struttura della Chiesa che stanno promuovendo la questione dell'autocefalia della Chiesa ortodossa ucraina. Inoltre, stanno prendendo in considerazione queste domande dal punto di vista dei loro attuali interessi politici senza alcuna considerazione per gli interessi spirituali.

Uno dei primati delle Chiese ortodosse locali mi ha detto direttamente che i due compiti più importanti e critici per la Chiesa nel ventunesimo secolo sono l'unità e la missione. Tuttavia, si tenta di imporre artificialmente altri obiettivi, che possono servire solo come strumento ma non come l'obiettivo stesso. Vorrei ricordare le parole del primate della nostra Chiesa, Vladimir (Sabodan) di memoria benedetta, dette nel 2013: "Lo status della Chiesa ortodossa ucraina come autonoma con (diritti di) ampia autonomia è ottimale per ora. Questo status della Chiesa ortodossa ucraina è la chiave di volta della sua unità interna e il fondamento per il ripristino dell'unità dell'Ortodossia ucraina".

Sì, molto è cambiato nella vita pubblica dell'Ucraina negli ultimi cinque anni. Nel bene e nel male, non posso ancora dire. Probabilmente ogni persona ha la sua risposta a questa domanda. Come sacerdote, posso solo dire che la Chiesa di Cristo non può e non deve servire tendenze ideologiche che cambiano così spesso, poiché la Chiesa è eterna.

Questo non significa che abbiamo una sorta di tabù relativo alla discussione dello status della nostra Chiesa. Ovviamente no. Noi, tuttavia, vescovi e preti a cui il Signore ha affidato il suo gregge spirituale, siamo responsabili delle anime dei credenti e di ciò che avviene nella Chiesa. Alla fine, Dio riterrà i governanti terreni responsabili del benessere terreno dei loro cittadini, ma noi saremo responsabili delle loro anime. Quale delle due cose sia più importante, chiunque può sceglierlo da solo.

Ma i funzionari governativi stanno annunciando che "il Patriarcato ecumenico sta iniziando le procedure necessarie per la concessione dell'autocefalia alla Chiesa ortodossa ucraina".

Questa frase è apparsa sulla nostra stampa, ma non si può trovare nei documenti ufficiali del Patriarcato di Costantinopoli. Quindi o questa è auto-illusione, oppure un tentativo di pio desiderio. Allo stesso modo, non escludo la possibilità che i politici che fanno tali annunci siano stati portati fuori strada dai loro stessi consiglieri senza scrupoli. È noto che quando il Patriarcato di Costantinopoli ha ricevuto la petizione per la concessione dell'autocefalia da parte della leadership ucraina, la risposta èstata un annuncio che il patriarcato sarebbe rimasto in stretta comunicazione e avrebbe coordinato le sue azioni attorno a questa questione con le Chiese ortodosse sorelle.

In altre parole, verrà considerata la questione stessa, non l'inizio di alcune procedure per la supposta "concessione di autocefalia alla Chiesa ortodossa ucraina", tanto più che, come abbiamo già detto, il Patriarcato di Costantinopoli non ha l'esclusiva autorità per farlo.

Supponiamo che il Patriarcato di Costantinopoli promulghi qualche tipo di documento che proclama unilateralmente l'autocefalia?

Possiamo supporre tutto ciò che vogliamo, naturalmente, ma se succedesse una cosa del genere ci sarebbe uno scisma nel mondo ortodosso, quindi è molto dubbio che il Patriarcato ecumenico deciderebbe di fare una cosa del genere. Lo stesso vale per le altre Chiese locali, specialmente quelle che, come la Chiesa ortodossa ucraina, hanno vissuto o stanno vivendo la tragedia dello scisma.

Quindi se l'autocefalia è così complicata, c'è un altro modo in cui i politici potrebbero ottenerla? Dopo tutto, in Estonia è stata creata una Chiesa ortodossa estone autonoma, sotto la giurisdizione del Patriarcato di Costantinopoli, separata dall'ancora esistente Chiesa ortodossa estone in unità con la Chiesa ortodossa russa.

La situazione nella Chiesa ortodossa estone mostra precisamente quale tipo di problemi possono derivare da azioni unilaterali da parte di una delle Chiese ortodosse senza riguardo per le altre. In Estonia, tuttavia, nonostante tutti questi problemi, la situazione politica è molto più stabile. Nel nostro paese, che sta vivendo scontri politici e conflitti armati senza precedenti nella storia ucraina moderna, una tale decisione non farebbe altro che esacerbare il conflitto civile e non sanerebbe in alcun modo gli scismi nella nostra Chiesa.

Ciò nonostante, gli eventi degli ultimi anni hanno dimostrato che tutto può succedere. Le persone sono spesso deboli, persino i vescovi, che possono essere spinti ad agire in modo avventato. In una situazione del genere, quali sforzi vengono intrapresi dalla gerarchia della nostra Chiesa?

La gerarchia della nostra Chiesa è in costante contatto con tutte le Chiese locali, con tutto il pleroma dell'Ortodossia nel mondo. Praticamente tutte le Chiese locali hanno espresso il loro sostegno alla Chiesa ortodossa ucraina e la loro lealtà all'ordine canonico.

In queste difficili condizioni della nostra vita, la Chiesa si preoccupa soprattutto della pace nel nostro paese, e lo fa portando avanti, secondo la sua missione, il suo ruolo di pacificatrice. Cerchiamo di rendere chiara la nostra posizione al governo; diciamo pubblicamente che il metodo proposto per superare lo scisma non è corretto, né da un punto di vista civile, né da un punto di vista ecclesiastico. Il tempo inevitabilmente lo confermerà e metterà tutto al suo posto.

Che cosa può dire ora ai credenti ortodossi dell'Ucraina che sentono una pressione costante da parte di alcuni funzionari governativi, affrontano il sequestro delle loro chiese da parte di scismatici e sono soggetti all'aggressione delle organizzazioni nazionaliste? La congregazione spesso non è protetta e in tale situazione è pronta a credere anche alle voci più ridicole.

I credenti differiscono dagli altri per il fatto che possiedono il più alto tesoro – la fede nel nostro Signore Gesù Cristo, che è più potente di tutti i governanti terreni. In questo mondo, nulla può accadere senza la sua volontà. Perciò è importante che confidiamo in Dio e preghiamo senza sosta, in particolare per i governanti, affinché il Signore conceda loro saggezza e ragione.

Abbastanza spesso, tutti i nostri problemi derivano dal fatto che semplicemente non sappiamo essere pazienti. Vogliamo sempre rispondere a coloro che ci hanno offeso e questo inizia la catena della maggior parte dei nostri peccati. "Metti una guardia, o Signore, davanti alla mia bocca; custodisci la porta delle mie labbra "(Salmo 140:3). In questa preghiera, chiediamo a Dio di aiutarci a rimanere pazienti: essere pazienti anche quando pensiamo che qualcuno ci abbia offeso, quando qualcuno ci accusa, quando qualcuno ci tratta in modo errato o ingiusto. Chiediamo a Dio: "Aiutaci a mantenere il nostro amore per i nostri vicini, aiutaci a rimanere in silenzio e quindi a mantenere la nostra pace interiore!"

È molto importante non farsi prendere dal panico e non diffondere dicerie. Coloro che trascorrono del tempo in Internet dovrebbero controllare attentamente le informazioni che ricevono e non diffondere dicerie. Ora per noi è il momento di essere il più prudenti possibile con le nostre parole e le nostre azioni in modo da non diventare armi nelle mani sbagliate.

Oggi i credenti devono unirsi attorno al nostro primate, sua Beatitudine il metropolita Onufrij, fidarsi della gerarchia della nostra Chiesa e sostenerli con la preghiera.

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