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  Intervista di Tudor Petcu a padre Rafael Dario Padilla Gomez

(Sacro Arzobispado Ortodoxo Griego de México. Patriarcado Ecuménico de Constantinopla)

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Sono un cristiano ortodosso da 6 anni, alla nascita i miei genitori mi hanno battezzato nella Chiesa cattolica romana. I miei genitori, che amo molto e a cui devo la coltivazione della fede, Argemiro Padilla e Maria Gomez, mi hanno dato il nome di Rafael Dario Gomez Padilla. Sono cresciuto in una famiglia molto credente e sin dalla tenera età ho mostrato amore, interesse e motivazione per la vita spirituale. I miei giochi d'infanzia sono sempre stati legati alla vita della Chiesa e ho sempre sognato di celebrare l'eucaristia. Da quando ho imparato a leggere la mia lettura preferita è sempre stata la Sacra Scrittura, ero entusiasta di pregare e cantare per Dio, specialmente nella stagione natalizia. Ovunque coglievo l'occasione di parlare di Dio, di parlare delle cose belle che ci mostra e ci dona ogni giorno, in questa età ho sempre avuto il coraggio di difendere la fede, che a quel tempo era il cattolicesimo. Ho letto le vite dei santi e sognavo di essere come questi uomini di fede, a volte perché hanno fatto miracoli nel nome del Signore, ma soprattutto perché amavano i peccatori e amavano tutti gli esseri viventi e l'universo stesso. Sin dall'inizio ho amato l'esempio di san Giovanni il teologo ed evangelista, perché la sua contemplazione dell'amore divino è stata ciò che più ha influenzato i miei sentimenti, la mia anima, in breve, il mio intero essere. Ho incontrato la Chiesa ortodossa attraverso un compagno di studi, oggi sacerdote come me, per grazia di Dio. A quel tempo conoscevo solo la Chiesa serba canonica, dove sono stato ordinato diacono in Montenegro. La solennità e la divina presenza spirituale di Dio nella Divina Liturgia mi hanno dato la certezza che avrei continuato i miei sforzi per crescere spiritualmente nella Chiesa ortodossa.

Da allora ho camminato con passi decisi, imparando sempre attraverso il mio padre spirituale e approfittando della visita sporadica degli altri sul sentiero della santità, che mi ha dato le chiavi per migliorare in molti aspetti della mia comprensione della fede. Quindi sin dall'inizio ho cercato di piacere a Dio e di mettere in pratica, insieme a mia moglie e ai miei figli, la volontà di Dio.

Nella preghiera, sempre in famiglia, il nostro desiderio era di appartenere a una grande chiesa canonica, e di dover crescere un poco di più come persone e come istituzione ecclesiastica. Ecco perché Dio ci ha permesso di conoscere la Chiesa greca (patriarcato di Costantinopoli, metropolia del Messico), attraverso il mio padre spirituale, che appartiene a questo patriarcato.

Già da due anni sto servendo con amore e impegno questo patriarcato a servizio di sua Eminenza Atenagora, che mi ha dato l'opportunità di affiliarmi e stare insieme con la mia famiglia in questa istituzione chiamata Chiesa ortodossa. Per questo motivo, oggi sacerdote per l'imposizione delle mani di sua Eminenza Atenagora, nella mia comunità di sant'Atanasio di Alessandria in Cereté-Córdoba-Colombia, io, insieme a mia moglie, i figli e i parrocchiani, vogliamo essere la luce necessaria a dissipare la oscurità di quella regione, e perché no, del mio paese, la Colombia, che tanto amo.

Qual è stato il cambiamento più importante nella sua vita da quando è diventato ortodosso?

Il cambiamento più importante è l'ortoprasssi avvenuta nella mia vita, la vita corretta che Dio nella persona dello Spirito Santo mi ha permesso di vivere. Penso che l'uomo, in quanto conosce Dio, deve cambiare la sua vita per essere come Dio. Dio si è fatto uomo, così che l'uomo si faccia Dio (parole di sant'Atanasio di Alessandria). Così come conosco Dio, divento come lui. Finché vivo come Dio imito Gesù Cristo. E per quanto rifletto Cristo, imito la sua vita.

Pensa che la Chiesa ortodossa possa essere considerata un tipo di ospedale per le anime ferite?

La Chiesa come Madre e come guida dovrebbe sempre essere quell'ospedale che riceve nel suo seno ogni persona ferita, maltrattata, senza una guida e senza un pastore. La chiesa fondata su Gesù Cristo, permette all'altro di essere il mio prossimo e non un essere diverso da me. Quanto più faccio in modo che la Chiesa consideri l'altro come l'immagine di Dio, posso vederlo come essere creato da amare e non da disprezzare.

La prego di descrivere in ​​poche parole com'è la vita ortodossa in Colombia.

La vita ortodossa non è uno stile di vita adatto a molte persone. Siamo in Occidente e prevale il rituale cattolico romano, dove essere sacerdote consiste in uno status e spesso non permette il cammino di vita di santità che Dio vuole per noi.

Il prete è di solito celibe, poiché questo è il concetto romano instillato in molte persone ni loro stessi geni. Ma nel corso degli anni in molte parti della Colombia e specialmente nella regione ion cui si trova la parrocchia di sant'Atanasio di Alessandria, ovvero l'area della costa caraibica della Colombia, la gente sta intuendo poco a poco, che la Chiesa ortodossa ha le sue origini in Gesù e che esistono i preti sposati. Da quel punto di vista le persone si stanno unendo all'Ortodossia, le loro vite stanno cambiando, e si identificano con la vita del sacerdote e della sua famiglia.

Pensa che l'Ortodossia in Colombia potrebbe prosperare in futuro e, in tal caso, come?

Penso che potrebbe prosperare, dal momento che le persone si sono stancate di avere pastori compromessi (cosa che non vale per tutti i sacerdoti), e che non aiutano la loro comunità a crescere. E l'unico modo in cui la Chiesa ortodossa può prosperare è di essere imitatrice di Gesù Cristo e non un insieme di uomini passivi, poiché la passività non permette di addentrarsi nelle profondità dello Spirito Santo di Dio.

Da convertito all'Ortodossia, in che modo l'Ortodossia può diventare, a suo parere, uno stile di vita? Cosa non meno importante, quale sarebbe la tua testimonianza agli eterodossi che desiderano esplorare meglio l'orizzonte ortodosso?

La verità è che imitare Gesù non è facile, Gesù era un uomo di vita esemplare, se possiamo chiamarlo così, era un uomo giusto, un uomo la cui vita era sempre guidata dallo Spirito Santo. La vita di Gesù era una chiara guida su come l'uomo d'oggi dovrebbe vivere. Con questi parametri di vita, noi, come amanti della Parola viva, dobbiamo imitare e non giustificarci, perché per quanto imito agisco, e per quanto mi giustifico, mi allontano. Lasciamo che tutto ciò che facciamo nella vita quotidiana, lo facciamo per Dio e non per gli uomini. Solo così possiamo raggiungere la misura perfetta della vita.

La mia vita è cambiata quando sono diventato un imitatore e non una persona che segue gli ideali. Ho semplicemente focalizzato lo sguardo su ciò che conta davvero e ciò che è veramente importante; essere un vero cristiano ortodosso mi ha insegnato a vivere in un modo corretto, pulito, senza doppiezza. Una vita in cui l'altro mi interessa perché è creazione divina ed è un altro me. Dove le mie azioni si riflettono negli esseri che amo e dove a loro volta, per imitazione, fanno ciò che faccio io. (Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo, dice san Paolo). Da questo punto di vista di imitazione e amore, posso essere un riflesso della vita e non un ascoltatore della Parola.

Quale sarebbe la sua argomentazione principale per dire che tutta la verità si può trovare solo nella Chiesa ortodossa?

Tenere presente che la verità è Cristo e chi la segue diventa verità. La Chiesa ortodossa ti fornisce le basi per continuare a imitare la vita di Gesù. La Chiesa ortodossa ha tradizione, verità, storia, sacramenti, vita retta e soprattutto ha Cristo vivente e la Chiesa ortodossa lo rende vita nelle vite dei fedeli.

Secondo lei, quali pensatori o figure di ortodossi hanno contribuito maggiormente all'evoluzione dell'Ortodossia in Colombia?

Vorrei di cuore rendere un omaggio sincero al mio arcivescovo Atenagora, poiché aveva la possibilità di scegliere un percorso diverso nella vita, per esempio, essere un padre e pastore di un'altra giurisdizione ecclesiastica, ma ha deciso di essere responsabile di questa parte del mondo, dove pochi conoscono l'Ortodossia. Dio, attraverso sua Eminenza Atenagora, ha fatto sì che molte persone conducano uno stile di vita totalmente diverso. L'Ortodossia stessa è uno stile di vita. Sua Eminenza è stato la prima persona che ha avviato in Colombia una Chiesa canonica, una Chiesa tradizionale, santa e apostolica. Questo percorso è stato possibile solo con la pazienza.

Si è evoluta nel corso degli anni, mentre passavano attraverso questa strada, l'ordinazione di molte persone: ora non siamo ancora molti nella metropolia, ma determinati ad andare avanti. È una metropolia relativamente nuova rispetto al resto del mondo ortodosso. Senza dubbio, in Colombia ci sono comunità alla cui esistenza la gente non crederebbe. Ci sono sacerdoti, tra cui padre David Mario della parrocchia di san Marco a Medellin, che nei suoi anni di esperienza ci ha mostrato quale deve essere lo stile di vita di un ortodosso.

Non posso concludere queste righe senza ringraziare mia moglie Martha Lucia Alzate, i miei figli, i miei genitori e i fratelli della mia comunità di sant'Atanasio di Alessandria e anzitutto il mio amato Spirito Santo che mi conduce alla volontà di bene del Padre e mi permette di essere un imitatore del mio amato Gesù.

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