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  Alcune considerazioni sull'eredità ortodossa dell'Ungheria

Un colloquio di Tudor Petcu con Padre Rafail Lukacs

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Prima di tutto, le chiedo di spiegarmi le ragioni per le quali potremmo parlare veramente di un'eredità ortodossa dell'Ungheria.

Per prima cosa dobbiamo pensare ad alcune leggende slave secondo le quali ci sono stati alcuni incontri tra i santi Costantino (Cirillo) e Metodio e i proto-ungheresi prima ancora del loro insediamento in Pannonia nel 896.

Poi potrei prendere in considerazione alcune cronache bizantine che affermano che dopo che la Pannonia fu conquistata alla metà del X secolo, il principe ungherese Bulcsú fu battezzato a Costantinopoli, cosa che poi si è ripetuta con il principe Gyula, che tornò in Ungheria assieme a un monaco missionario di nome Ieroteo.

Tutto ciò ha reso possibile la diffusione del cristianesimo orientale nel territorio dell'Ungheria, e oggi quest'eredità comincia a essere riscoperta.

Non da ultimo, dovremmo considerare anche il re Géza I (1074-1077), che nel decimo secolo ha ricevuto una corona dall'imperatore bizantino Michele V Dukas (1071-1078).

Queste sarebbero solo alcune delle molte ragioni storiche che potrebbero aiutarci a capire perché l'Ungheria ha un'eredità ortodossa.

D'altra parte, sarei molto interessato a scoprire ulteriori dettagli sull'identità ungherese dell'Ortodossia, sulle sue particolarità e sui suoi rappresentanti prominenti. So che il principe Gyula, per esempio, è uno dei rappresentanti più importanti dell'ortodossia ungherese.

Per risponderle sinceramente, il principe Gyula non è nemmeno così importante nel quadro dell'Ortodossia ungherese. Noi ungheresi ortodossi di oggi siamo grati al principe Gyula solo perché ha portato in Ungheria il monaco missionario Ieroteo, grazie al quale l'Ortodossia ha potuto svilupparsi. Ieroteo era arrivato nel territorio di Gyula come vescovo, ordinato dal patriarca Teofilatto di Costantinopoli nel 953. In seguito fece missione anche sul territorio dell'attuale Ungheria e fondò monasteri e chiese, tra cui il più importante è il monastero Veszprémvölgy, dalla congregazione formata da monache della Grecia. La corona del pellegrinaggio regale, situata nel Museo Nazionale Ungherese, è opera di quelle monache.

I veri rappresentanti dell'Ortodossia ungherese a cui teniamo in modo particolare sono, per esempio, i santi Mosè l'Ungaro, Efrem e Giorgio, che hanno lasciato l'Ungheria e sono giunti a essere onorati dai russi. Poi citerei il santo martire Demetrio che, secondo alcune versioni, sarebbe nato nella città di Sirmio, che più tardi divenne Szávaszentdemeter.

Penso anche alla figlia del santo re Ladislao, Piroska, che era sposata con l'imperatore bizantino Giovanni Comneno e fu canonizzata a Costantinopoli sotto il nome di Irina.

La storia ci mostra molto chiaramente che a un certo punto l'evoluzione dell'Ortodossia in Ungheria è stata interrotta per motivi che non è il caso di discutere qui. Ma come è stato possibile ristabilire l'Ortodossia nello stato ungherese?

A causa delle enormi ondate di emigrati serbi e greci del XVII, XVIII e XIX secolo. Gli ortodossi serbi che erano arrivati ​​in Ungheria non volevano sposarsi con ungheresi e avevano fatto del loro meglio per preservare la loro lingua e le loro tradizioni nel nostro paese, ma coloro che realmente hanno contribuito alla rinascita dell'Ortodossia in Ungheria sono stati i greci. Questi ultimi hanno trasmesso l'Ortodossia in modo autentico, e inoltre, alla seconda generazione sono giunti a considerarsi ungheresi tanto che molti testi liturgici sono stati tradotti in ungherese. In questi termini si può parlare della nascita della moderna Chiesa ortodossa ungherese, che, nonostante le molte difficoltà e ostacoli, si è guadagnata il diritto di godere la propria identità per integrarsi nel paesaggio dell'Ortodossia universale.

Nel 2000 il decanato ungherese è divenuto la Diocesi ortodossa ungherese, sotto la giurisdizione della Chiesa ortodossa russa, ed è stato un evento molto importante per l'evoluzione della ortodossia ungherese. Come definirebbe da sacerdote ortodosso un tale evento?

Come ho detto, l'Ortodossia ungherese, così come il popolo ungherese, ha dovuto fare i conti con molti ostacoli, anche con qualche ingiustizia, per guadagnare la propria identità. L'evento di cui parla è della massima importanza per noi, ungheresi ortodossi, soprattutto dal momento che in questo modo è stato reso noto alle grandi Chiese ortodosse che esiste anche un'Ortodossia ungherese, che è pure un'Ortodossia abbastanza antica. Non da ultimo, sono contento che sia stata compresa la necessità di servire in lingua ungherese nel territorio dell'Ungheria, cosa che non significa che non si dia importanza anche alle lingue delle minoranze presenti nelle parrocchie ortodosse ungheresi.

Sono contento di vedere che la Chiesa ortodossa ungherese è invitata a vari incontri panortodossi e che la sua posizione inizia davvero a contare qualcosa.

Dato il particolare interesse che ho per l'Ortodossia ungherese, so che il nome più rappresentativo nel paesaggio ortodosso ungherese è Padre Tibor Imrenyi, noto per il suo volume, il "patrimonio ortodosso dell'Ungheria". Ma di quali altri nomi importanti dell'Ortodossia ungherese potremmo discutere?

L'ortodossia ungherese, essendo ancora molto giovane, non ha ancora molti nomi importanti. Padre Tibor Imrenyi è effettivamente un'autorità sull'Ortodossia ungherese, sia nel campo spirituale sia per l'erudizione che lo caratterizza essendo un intellettuale genuino ed eccellente.

Dovremmo anche parlare di padre Berki Feriz che purtroppo è morto nel 2006. È stato un vero servitore dell'Ortodossia ungherese, a cui si è dedicato corpo e anima per oltre 50 anni. Di fatto, si potrebbe dire che l'Ortodossia ungherese ha resistito ed esiste ancora oggi grazie all'attività missionaria svolta da padre Berki Feriz. Io non l'ho conosciuto molto bene, abbiamo avuto alcune brevi discussioni quando ero adolescente, ma è un esempio spirituale a cui tengo molto.

Parlerei anche di Tóth Peter, discepolo di padre Tibor Imrenyi, che studia ed evidenzia con particolare cura la vita dei santi ortodossi ungheresi o di quei santi ortodossi che sono giunti anche sul territorio dell' Ungheria.

L'ultima domanda che vorrei porle è molto semplice: come vede il futuro dell'Ortodossia ungherese?

Per me è molto difficile rispondere a questa domanda, ma speriamo che l'Ortodossia ungherese diventerà più forte in futuro, dato che molti giovani ungheresi, delusi dalle confessioni nel seno delle quali sono nati, trovano risposte edificanti alla loro ansia nell'Ortodossia, scegliendo così la conversione alla retta fede.

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