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  Come sono riuscito a capire davvero l'Ortodossia?

di Tudor Petcu

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Nel corso degli anni ho sempre provato a comprendere le funzioni spirituali dell'orizzonte cristiano in cui sono nato, vale a dire dell'Ortodossia. Ho spesso sentito dire che l'Ortodossia è la retta fede ma devo dire che non riuscivo a capire il perché. L'unica domanda che mi veniva in mente era la seguente: perché l'Ortodossia sarebbe l'unica confessione cristiana che comprendeva la verità di Gesù Cristo nel suo complesso?

Certo, ho sempre trovato degli aspetti affascinanti nella Chiesa Ortodossa, soprattutto il monachesimo, che dal mio punto di vista rappresenta senz'altro la salvezza dell'Europa contemporanea, che con veemenza combatte la sua eredità cristiana nella propria costituzione. Ma, come ho già detto, volevo trovare una risposta alla domanda che ho appena segnalato anche perché volevo diventare una persona migliore nella mia relazione diretta con Dio. In altre parole, ad un certo punto la vita mi aveva messo di fronte alla domanda: l'Ortodossia rappresenta davvero una via regale per la redenzione dell'uomo e se sì, perché non me ne sono reso conto finora?

Sebbene sia nato in un paese ortodosso in cui si sono sacrificati tanti testimoni, comunque ho cominciato riscoprire l'Ortodossia poco a poco solo quando Dio nella sua misericordia mi ha dato la grande opportunità di incontrare diversi occidentali, sopratutto italiani e francesi che avevano presso la decisione di convertirsi all'Ortodossia. Mi ricordo che circa tre ani fa leggevo un libro scritto da Jean-Claude Larchet sull'inconscio spirituale, e Larchet stesso è un filosofo francese che si è convertito all'Ortodossia. Il libro di cui sto parlando era una vera analisi ortodossa sulle malattie psichiche e già trovavo una risposta alla domanda se la verità si trova nella Chiesa Ortodossa. In quell'istante ho scoperto una coscienza ortodossa e mi sono accorto di quanto prezioso potrebbe e dovrebbe essere il pensiero di un pensatore occidentale che dopo un viaggio spirituale è arrivato alla Chiesa Ortodossa.

Poi ho cominciato a studiare nel vero senso della parola le storie di conversione all'Ortodossia, storie che più tardi mi hanno aiutato a capire perché anche l'eredità dell'Occidente è ortodossa, perché l'eredità di un paese come l'Italia (l'unico paese del mondo che confini fisicamente con la Città del Vaticano) ha più punti in comune con il mondo ortodosso di ieri e di oggi di quanti ne abbia con l'Italia cattolica contemporanea.

Studiando le storie di conversione alle quali ho fatto riferimento, ho voluto incontrare di persona alcune delle voci dell'Ortodossia in Occidente per l'evoluzione della mia coscienza spirituale e poi per testimoniare in un libro i loro percorsi di conversione all'Ortodossia. E sì, Dio mi ha fatto questo regalo per cui non so come potrei ringraziarlo. Le corrispondenze e tutti gli incontri che ho avuto con gli occidentali convertiti all'Ortodossia hanno contribuito allo sviluppo del mio sistema di valori rispetto alla bellezza dell'Ortodossia. Quindi, da uno che si sforzava di cercare la verità sono passato a essere uno che si sforza di vivere la Verità per raggiungere alla tanto attesa comunione con Dio e con lo Spirito Santo.

Prendendo in considerazione i miei incontri con i convertiti all'Ortodossia non potrei mai dimenticare il momento quando ho fatto la conoscenza di un grande chirurgo americano, Daniel Hinshaw, importantissima voce dell'Ortodossia negli Stati Uniti, che mi parlava della sua stretta relazione con il sacerdote rumeno Roman Braga, ma anche del padre Ilie Cleopa, grazie a cui ha potuto comprendere la ricchezza e la pienezza della Chiesa Ortodossa. Sentivo un americano che mi parlava del tesoro dell'Ortodossia rumena e potevo osservare quanto importante fosse questo tesoro per la sua sete di verità. In quell'istante mi sono posto la seguente domanda: com'è che qualcuno che non è nato ortodosso ha avuto comunque la volontà di cercare e trovare la verità in un angolo lontano, in quell'angolo in cui io stesso ero nato ma che quasi non aveva attratto affatto la mia attenzione?

Perciò, Daniel Hinshaw ha avuto una grande influenza sul mio mondo interno e mi sono detto: se fossi consapevole che la Chiesa in cui sono stato battezzato ha tutta la Verità di cui la mia anima ha bisogno, allora sarei molto più felice. Per questo, ho deciso di uscire da me stesso per entrare davvero nella Chiesa Ortodossa dove si può sempre percepire la Luce e l'Infinito che supera i limiti della mente e della ragione.

Dall'altra parte, quando parlo dei miei incontri con gli occidentali convertiti all'Ortodossia, ci tengo a riferirmi anche alla gioia di aver conosciuto il sacerdote inglese Jonathan Hemmings, che mi ha detto semplicemente che la fede ortodossa non è per lui una fede straniera, considerando il fatto che Giuseppe di Arimatea ha portato l'Ortodossia in Britannia. In altre parole egli mi ha spiegato che la sua conversione non è stato altro che un ritorno necessario all'Ortodossia e così possiamo dedurre che noi tutti siamo infatti ortodossi, che l'Ortodossia è l'esperienza da cui siamo nati. Grazie a padre Jonathan Hemmings e a molti altri convertiti mi sono finalmente reso conto del perché l'Ortodossia e radicata nella parola di Dio e del perché l'Ortodossia dovrebbe diventare il mio modo di vivere, se voglio intendere la Parola di Dio dalla quale sono ora segnato tantissimo.

Ecco in poche parole come ho potuto riscoprire l'Ortodossia, perché anche io che sono nato e sono stato battezzato nella Chiesa Ortodossa, mi sono di fatto convertito all'Ortodossia, la cui verità cerco di testimoniare ogni giorno della mia vita.

Dio ha avuto molta pazienza con me per farmi seguire la strada giusta e per questo ha reso possibili tutti i miei incontri con gli occidentali convertiti all'Ortodossia, incontri attraverso i quali ho ritrovato la profondità del mio essere ortodosso.

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