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  Ortodossia e filosofia

intervista di Tudor Petcu a Travis Dumsday

traduzione dal testo inglese in Studia Humana, Vol. 5:1 (2016), pp. 55—58

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Travis Dumsday ha ricevuto il suo dottorato in filosofia nel 2010 dall'Università di Calgary. Dopo una borsa post-dottorale presso la University of North Carolina Chapel Hill, ha insegnato per un anno al Livingstone College e poi nel 2012 ha preso un posto presso la Concordia University di Edmonton. Convertito all'ortodossia dal presbiterianesimo (cresimato nel 2009), Dumsday lavora in diverse aree della filosofia, tra cui la filosofia della scienza, la metafisica, la filosofia della religione e la bioetica.

Tudor Petcu: Se permette, vorrei concentrarmi in primo luogo sull'idea della "filosofia ortodossa", che a mio avviso è così importante, per almeno tre motivi: la rinascita dell'Ortodossia nella società secolare e postmoderna; una giusta comprensione della civiltà ortodossa; e naturalmente l'importanza culturale dell'Ortodossia anche per le società occidentali, basate principalmente su identità cattoliche o protestanti. Parlare in qualsiasi modo di filosofia ortodossa potrebbe essere qualcosa di impegnativo e difficile, ma è un dovere morale per evidenziare i compiti filosofici dell'Ortodossia. Da questo punto di vista vorrei chiederle se pense che la caratteristica principale dell'Ortodossia possa essere la metafisica. E quando dico "metafisica", mi riferisco soprattutto alle opere dei santi Padri della Chiesa, come san il Massimo il Confessore.

Travis Dumsday: La questione del rapporto tra l'Ortodossia e la filosofia è naturalmente molto antica e molto complicata. È ben noto che il dialogo con la filosofia greca (Aristotele, Platone, gli stoici, i neoplatonici, ecc.) ha avuto un'importante serie di ruoli da svolgere nella storia della Chiesa, sin dall'epoca apostolica. Questi ruoli includono la comprensione del dogma della Chiesa (per esempio l'uso di concetti come "sostanza" ed "essenza" nelle discussioni ai primi Concili ecumenici) e la difesa di quel dogma. Questi fatti si applicano storicamente a tutte le principali sotto-discipline della filosofia, tra cui: l'etica (lo studio della morale); l'epistemologia (lo studio della conoscenza e dei concetti correlati come prova e razionalità); e, come giustamente nota, la metafisica (lo studio della natura e dell'esistenza delle cose). In ogni caso, i santi Padri hanno fatto un notevole uso delle idee filosofiche greche.

Detto questo, una delle caratteristiche interessanti del rapporto specifico tra l'Ortodossia e la filosofia è la grande diversità che appare nella Tradizione. I pensatori ortodossi sono stati influenzati da una varietà di scuole filosofiche (ancora una volta, aristoteliche, neoplatoniche ecc.) e non esiste una scuola filosofica che possa essere considerata la filosofia ufficiale della Chiesa Ortodossa. Questa diversità interiore distingue in un certo modo l'Ortodossia dal cattolicesimo romano, che storicamente ha havuto la tendenza di considerare il tomismo come una sorta di sistema filosofico semi-ufficiale.

Conosciamo molto bene l'evoluzione e le basi degli approcci filosofici americani contemporanei e, se non sbaglio, penso che dalla filosofia americana possiamo comprendere innanzitutto la filosofia analitica definita in particolare dalla filosofia del linguaggio e dalle diverse teorie della logica che sono, naturalmente, essenziali per il nostro background filosofico. Vorrei anche prendere in considerazione la filosofia politica americana contemporanea influenzata in particolare dall'idea della giustizia globale, ben nota a causa di Thomas Pogge. Dato ciò che ho menzionato, quale sarebbe il posto di una filosofia ortodossa tra questi approcci filosofici americani?

È certamente vero che nel mondo di lingua inglese l'approccio analitico rimane il modo dominante di fare filosofia. Essendo un filosofo analitico io stesso, ne sono contento! Inoltre, penso che la teologia ortodossa si adatti molto bene ai modi di pensiero analitici. La filosofia analitica è caratterizzata in parte dalla sua grande enfasi sulla logica e sulla chiarezza dell'argomentazione. Questa focalizzazione sull'argomentazione chiara è assolutamente evidente in molti dei santi Padri. Guardiamo per esempio alcuni argomenti impiegati da sant'Atanasio o da san Giovanni Damasceno; di fatto, guardiamo solo la struttura complessiva delle loro opere più importanti. Sono chiaramente organizzate e strutturati logicamente. Quindi penso che ci sia una simpatia naturale tra la filosofia analitica e l'Ortodossia.

Detto questo, naturalmente esistono altre importanti tradizioni nella filosofia contemporanea, oltre a quella analitica, e i pensatori ortodossi non possono permettersi di ignorarle. Penso per esempio alle tradizioni continentali, pragmatiste e scolastiche. Anche queste possono essere partner in un dialogo produttivo con il pensiero ortodosso (in particolare la tradizione scolastica).

Temo di essere molto poco erudito nella filosofia politica americana, quindi non mi arrischierò a dire nulla sul prof. Pogge!

Sarei molto interessato a scoprire come lei comprende la spiritualità ortodossa in Nord America, in particolare in Canada, con il suo patrimonio, le sue tradizioni e le sue particolarità. Parliamo per esempio dei contributi di John Meyendorff all'evoluzione dell'Ortodossia americana e del suo mondo accademico. Non vorrei dimenticare neanche Seraphim Rose, che è profondamente apprezzato soprattutto nell'Europa orientale. Quindi mi dica, per favore: come definirebbe l'Ortodossia americana?

Dio lavora sempre per trasformare il male in bene, e un meraviglioso esempio di quest'opera provvidenziale può essere trovato nella tradizione intellettuale scatenata dalla diaspora russa. Dopo la rivoluzione comunista del 1917, molti importanti intellettuali ortodossi sono fuggiti a Parigi e in altri importanti centri accademici, inclusi, a suo tempo, i centri in Nord America. Molti dei più importanti studiosi ortodossi nordamericani sono i prodotti di questa diaspora, anche se di seconda generazione. Naturalmente, l'Ortodossia era presente in America del Nord anche prima dell'avvento del bolscevismo in Russia, come dimostrato (per esempio) dalla storia ispiratrice dei missionari ortodossi in Alaska. E, vivendo in Alberta, devo menzionare anche le enormi ondate di immigrazione ucraina nel Canada occidentale, a partire dal tardo XIX secolo. Anche quella diaspora pre-rivoluzionaria ha lasciato un notevole retaggio ortodosso in Canada. Mi fa piacere sentire che padre Seraphim è ampiamente letto nell'Europa orientale. Ho sicuramente beneficiato dei suoi scritti (anche se sono in disaccordo con alcune delle sue idee, per esempio i suoi punti di vista sul creazionismo).

Cosa significa per lei essere un cristiano ortodosso? E che cosa significa per lei essere un filosofo ortodosso in Canada?

Essere un cristiano ortodosso, in parte, ha i privilegi incredibili di (a) accedere alla pienezza della verità e (b) accedere a sacramenti validi. Altri corpi cristiani, naturalmente, insegnano una grande quantità di verità, ma mescolata con errori. E mentre altri corpi cristiani hanno alcuni sacramenti validi (in particolare il battesimo), solo nella Chiesa ortodossa possiamo partecipare con fiducia al vero corpo e sangue di Cristo nell'eucaristia. Amo la scena filosofica in Canada; Abbiamo una comunità filosofica energica e una varietà di associazioni filosofiche che partecipano attivamente a conferenze, ecc. Essendo un filosofo ortodosso in Canada, cerco di portare la mia fede come sostegno almeno in alcuni dei miei lavori filosofici. Infatti sono molto fortunato a insegnare presso un'istituzione (Concordia University of Edmonton) che incoraggia il perseguimento di un distinto percorso accademico cristiano.

Una delle idee spirituali più profonde che mi ha impressionato molto e ha influenzato il mio pensiero rimane, e sempre rimarrà, "la santità nascosta", idea che appartiene a Michael Plekon. Vorrei che mi dicesse: come capisce la santità nascosta, partendo dalla sua prospettiva ortodossa?

A mio discredito, non ho molta familiarità con le opere di Plekon.

Quale sarebbe a suo parere il ruolo più importante dell'Ortodossia nel mondo postmoderno e pragmatico? Potrebbe esistere un comune denominatore tra l'ortodossia e il pragmatismo?

Penso che dipenda dalla particolare versione del pragmatismo in discussione. Personalmente sono scettico di molte idee che vengono dalle scuole di pensiero pragmatiste, ma alcune versioni sono più amichevoli verso l'Ortodossia rispetto ad altre. Per esempio, le opere di C. S. Peirce sono (in larga parte) compatibili con molte idee ortodosse. Al contrario, qualcuno come Richard Rorty è molto antitetico ai modi di pensare cristiani. Qualcosa di simile potrebbe essere detto del postmodernismo; ci sono nel postmodernismo alcuni filoni di pensiero compatibili con il cristianesimo, che possono anche fornire nuove intuizioni ai pensatori cristiani (un punto sottolineato dal filosofo americano James K.A. Smith), ma in questo campo molto mi sembra profondamente problematico.

Data la sua intera esperienza ortodossa, e direi il modo di vivere, qual è la più rilevante e la più profonda idea che possiamo trovare nella spiritualità e nella teologia ortodossa? Sarebbe giusto dire che l'Ortodossia rappresenta il modo di vivere più alto e più profondo?

Penso che l'idea più profonda che possiamo trovare nella teologia ortodossa è di fatto l'idea più profonda che possiamo trovare nel cristianesimo in genere: Dio ci ama tanto che ha mandato il suo Figlio unigenito a morire per noi. Questo è assolutamente sorprendente, e se una persona ci crede davvero, avrà un profondo impatto su ogni area della sua vita.

Se dovesse consigliare un libro, solo un libro, a qualcuno che vuole comprendere meglio la spiritualità ortodossa, quale sarebbe?

Una bella domanda! Non ne sono veramente sicuro; tuttavia, mi piace un libretto del metropolita Anthony Bloom, intitolato Living Prayer. Questo è certamente un buon punto d'inizio.

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