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  Arcivescovo Antonij di Borispol: Un sacerdote dovrebbe conoscere le opere dei grandi scrittori e poeti

pravoslavie.ru, 22.5.2012

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L'arcivescovo Antonij di Borispol, cancelliere della Chiesa ortodossa ucraina, rettore delle scuole teologiche di Kiev e membro del consiglio di fondazione del Premio letterario patriarcale, in previsione del conferimento del premio è stato intervistato da Olga Bogdanova de "Il giorno di Tatiana" sul perché la Chiesa debba valutare le opere d'arte, sul perché siano necessari nelle scuole teologiche i corsi di letteratura, e su quale letteratura gli piaccia personalmente.

Vladyka, lei è un membro del Consiglio di fondazione del Premio letterario patriarcale "Santi Cirillo e Metodio". Quali pensa che siano l'importanza e il significato dei premi letterari oggi, e perché ne abbiamo bisogno?

Stiamo vivendo in tempi molto complessi, in cui le persone stanno perdendo i loro punti di riferimento morale. Quei valori e ideali che sono stati inculcati in noi attraverso la letteratura e la poesia di qualità vengono ora sostituiti dai feticci dell'industria dell'intrattenimento. Oggi è semplicemente orribile vedere come il paese che ha dato al mondo Puskin, Gogol e Dostoevskij si stia trasformando in una società di stracci glamour e pop. Tuttavia, nonostante l'invasione aggressiva della mancanza di gusto e della volgarità, l'interesse per la letteratura è ancora vivo nella società. Questo è incoraggiante.

Internet, varie risorse elettroniche, cinema e televisione non possono sostituire la nostra conoscenza  di un libro vivente, e le attività degli editori moderni ne sono una chiara affermazione. Inoltre, non possiamo non notare il gran numero di pubblicisti scrittori e poeti moderni di talento, quelli che tutti conosciamo e quelli le cui opere sono note solo a un gruppo ristretto di fan, sui blog, forum e che hanno letto le loro opere nel corso di serate letterarie. Basta guardare i siti internet dedicati a questi fenomeni per convincersi dell'enorme quantità di persone creative là fuori - innovatori della penna.

Penso che questi fattori (da un lato, il degrado spirituale e morale nella società e lo stato degli affari di mercato che dettano le loro condizioni, e dall'altro un interesse immortale nella creatività nel suo complesso e in particolare nella grande importanza della letteratura nella formazione di personalità integrate) siano i motivi conduttori dell'istituzione dei Premi letterari patriarcali. Portare alla luce perle letterarie dalla massa generale, determinare i punti di riferimento spirituali e morali della cultura moderna, combattere contro la volgarità e mancanza di gusto: questi, per come la vedo io, sono i suoi obiettivi e il significato. Un altro obiettivo importante è quello di cercare nuovi nomi, scrittori che siano in grado di sostenere l'alto livello della nostra grande cultura. Per questo, come sostiene Andrei Vosnesenskij, abbiamo bisogno di "campioni dello spirito":

Non sulla strada o alla radio,

posso sentire col mio udito interiore:

sono aperti i concorsi

per campioni dello spirito!

Stiamo cercando anargiri

da Kushki a Udnelnaya!

Siamo la nazione di Blok e Khlebnikov.

Abbiamo forse finito le scorte?

La Chiesa dovrebbe mettersi a valutare l'arte? Dovrebbe esprimere la sua preferenza, dare particolare plauso ad alcune opere e autori, o sottolineare le cose inaccettabili dal punto di vista ortodosso? Questo non limiterebbe la creatività dell'autore?

Solo l'assenza di talento può limitare la creatività di un autore. Se invece di un dono di Dio vediamo solo l'ambizione, allora invece un capolavoro potremmo ottenere solo kitsch e "azione", e talvolta semplice volgarità, cioè quelle cose che sono in grado di catturare l'attenzione, creando uno scandalo, facendo rumore e nulla più. Se l'obiettivo principale dell'autore è quello di diffondere il suo nome e fare più soldi possibile, può certamente utilizzare tali metodi. Ma questi non hanno nulla a che fare con la letteratura e la creatività. Una vera e propria opera d'arte, qualcosa di grande, eterno, e in grado di influenzare le menti e trasformare le anime – deve venire della sofferenza. Richiede un immenso lavoro e talento dato da Dio. Come ha detto Vasilij Kljuchevskij, "Il talento è una scintilla divina con cui una persona di solito si brucia, illuminando la strada ad altri con il suo fuoco".

Senza dubbio la missione della Chiesa si interseca con questo, e questo è il suo ruolo di illuminazione e di direzione. Sono i Vangeli che hanno influenzato la formazione della cultura e della moralità slava, e la mentalità del nostro popolo. La Chiesa ortodossa ha aiutato la gente a separare il grano dal loglio per secoli. Oggi il nostro compito è quello di sottolineare l'inaccettabilità della volgarità e degli spot pubblicitari nel campo della creatività; di posizionare punti di riferimento morali, in modo che la cultura preservi la sua finalità educativa e continui a servire nella missione di trasfigurare l'uomo. Nikolaj Vasil'evich Gogol ha espresso questo pensiero quando ha descritto il vero obiettivo della creatività: "Rendere questa terra di dolori l'anticamera del Cielo attraverso la propria arte".

Ma quali criteri potrebbero essere utilizzati (e potrebbero essere utilizzati in modo fattivo) per valutare la letteratura? Quali sono i suoi criteri per le opere letterarie di qualità?

Come ha detto lo scrittore e poeta inglese John Raskin, "Quando l'amore e la maestria si uniscono, ci si può aspettare un capolavoro". Penso che i criteri principali per le opere letterarie di qualità siano costituiti dalla risposta interiore a ciò che viene letto. Ciò diventa possibile se l'autore investe nel lavoro creativo una piccola parte della propria anima, tutto il suo amore, talento e abilità. Anche il tempo è un indicatore globale di una vera opera d'arte. Quello che non perde la sua importanza, ciò che la gente di tutte le diverse generazioni può apprezzare, ciò che nel corso dei secoli, senza perdere la sua rilevanza, eleva le persone e le fa pensare, è vera arte.

Si fanno corsi di storia letteraria nelle scuole teologiche di Kiev? Qual è il significato di questo corso nell'educazione dei futuri pastori?

Ci sono diversi corsi obbligatori inseriti nel programma delle scuole teologiche di Kiev che sono dedicati alla letteratura creativa. Si deve notare che oggi siamo di fronte a una questione molto dolorosa in materia di istruzione moderna. Le persone che entrano in seminario conoscono poco perfino i classici, e dobbiamo colmare il divario. Senza letteratura creativa non è possibile parlare di sviluppo teologico e culturale personale a pieno titolo. Non riesco a immaginare un prete che non abbia alcuna conoscenza delle opere dei grandi scrittori e poeti i cui nomi sono l'orgoglio e la ricchezza spirituale della nostra nazione. Sono profondamente convinto che il livello di intelligenza e di cultura di un giovane sacerdote sia direttamente dipendente da questo problema.

Come possiamo coltivare il nostro gusto letterario? Dopo tutto, non è così facile dare un senso a un numero enorme di testi, soprattutto se non stiamo parlando di classici internazionali, ma di opere di autori moderni.

Il buon gusto si forma sotto l'influenza di buoni insegnanti. Chi è a conoscenza delle opere dei grandi maestri della parola scritta troverà più facile distinguere un lavoro di qualità da un surrogato. Inoltre, è perfettamente chiaro che il consumo indiscriminato distrugge il buon gusto. Una persona dovrebbe essere schizzinosa nelle sue preferenze letterarie, e selezionare molto attentamente solo cibo degno e salutare per la sua mente.

Personalmente, che tipo di letteratura preferisce leggere quando ne ha il tempo?

I miei scrittori preferiti sono Dostoevskij, Chekhov, e Nechui-Levitskij. Tra gli autori moderni, spiccano i nomi di Valentin Rasputin e Vladimir Kuprin. Sono anche felicissimo della comparsa di un genere letterario che potremmo definire "prosa sacerdotale". Ho sempre letto con grande piacere le storie dell'arciprete Nikolaj Agafonov, dell'arciprete Mikhail Shpokjanskij e del sacerdote Jaroslav Shipova. E non posso non citare il libro dell'archimandrita Tikhon (Shevkunov), Santi quotidiani, che mi ha fatto una grande impressione.

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