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  Metropolita Ilarion: "Spero che questa non sia che un'opinione personale "

pravoslavie.ru

7 febbraio 2014

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Diversi ierarchi greci si sono recentemente espressi sulla stampa a proposito della posizione della Chiesa ortodossa russa sulla modalità di esistenza di tutte le Chiese ortodosse locali. Il metropolita Ilarion, presidente del Dipartimento Relazioni Ecclesiastiche Esterne del Patriarcato di Mosca, ha rilasciato un'intervista al portale "Pravoslavie.ru" riguardo alle recenti dichiarazioni del metropolita Atanasio di Calcedonia e del metropolita Elpidoforo di Bursa.

Eminenza, alla fine dello scorso anno, l'agenzia di stampa di Atene ha pubblicato un'intervista del metropolita Atanasio di Calcedonia, ierarca del Patriarcato di Costantinopoli, in cui incolpava soprattutto il Patriarcato di Mosca di sabotare il Concilio pan-ortodosso. Un altro ierarca della stessa Chiesa, il metropolita Elpidoforo di Bursa, ha recentemente pubblicato un articolo intitolato "Primo senza pari." Egli dice che la Chiesa russa "ha scelto ancora una volta di isolarsi... dalla comunione delle Chiese ortodosse". Può commentare queste accuse?

Non vi è certamente altra Chiesa ortodossa che mantenga contatti tanto intensi con le altre Chiese locali. Sua Santità il patriarca di Mosca e di tutta la Rus' ha celebrato e ha avuto incontri fraterni con i primati di 13 Chiese ortodosse locali (vale a dire tutte tranne una), e questo solo nel corso del 2013. Alcuni li ha incontrati più volte. Gli scambi di delegazioni a livello di ierarchi, teologi, sacerdoti e laici sono estremamente intensi.

Per quanto riguarda i contatti pan-ortodossi, il Concilio si sta preparando da 50 anni, e la Chiesa ortodossa russa sin dall'inizio e fino a oggi ha preso parte attiva ai lavori preparatori. Inoltre, il Patriarcato di Mosca riconosce l'importanza di un futuro Concilio e per questa ragione studia con attenzione tutti gli argomenti che verranno sollevati. È vero che i metodi di preparazione utilizzati finora a livello pan-ortodosso si sono dimostrati non sufficientemente efficaci, motivo per cui la fase preparatoria si è molto prolungata. Per intensificare il processo preconciliare, mi sembra che ci dovrebbe essere un efficace organo pan-ortodosso, in grado di condurre a buon fine le cose. Se l'obiettivo è così importante, non bisognerebbe aspettare diversi anni per le riunioni preparatorie, ma incontrarsi, diciamo, su base mensile.

Questo tema del Concilio pan-ortodosso è discusso a livello dei capi delle Chiese?

Il tema del Concilio figura necessariamente tra le questioni affrontate dal Patriarca Cirillo nei suoi colloqui con i primati delle altre Chiese ortodosse. È stato particolarmente discusso all'incontro dei primati durante le celebrazioni del 1025° anniversario del Battesimo della Rus' alla fine di luglio 2013. L'incontro di sua Santità il patriarca Bartolomeo di Costantinopoli con sua Santità il patriarca di Mosca, che ha avuto luogo all'inizio di ottobre in Montenegro, è stato in gran parte incentrato sulla preparazione del Concilio pan-ortodosso. Inoltre ha occupato un posto centrale nelle discussioni del primate della Chiesa russa con sua Santità il patriarca Giovanni di Antiochia durante la visita di pace di quest'ultimo al Patriarcato di Mosca.

Recentemente, un invito del Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli a un incontro (synaxis) è stato fatto ai primati delle Chiese ortodosse locali. Uno dei temi principali sarà la preparazione del Concilio pan-ortodosso.

Come vorrebbe rispondere alle critiche del metropolita Atanasio al Patriarcato di Mosca, accusato di "tendenze egemoniche con il sostegno dello Stato e dell'esercito (Repubblica Ceca, Polonia...)"?

È difficile commentare una dichiarazione che non è supportata da alcun argomento. La Chiesa ortodossa russa sta lavorando con strutture di governo di Russia, Ucraina, Bielorussia e in altri paesi in cui ha la responsabilità per i fedeli. Questa collaborazione si applica ai settori dell'opera sociale, dell'educazione culturale e religiosa della nuova generazione, della pastorale dei carcerati e dei militari, della conservazione dei monumenti storici. Abbiamo ereditato la tradizione bizantina di cooperazione tra Stato e Chiesa, il desiderio di una "sinfonia" di autorità ecclesiastiche e politiche.

Per quanto riguarda i nostri rapporti con le Chiese ortodosse locali sorelle, la chiesa russa mantiene tali rapporti in maniera del tutto autonoma, dunque difende il diritto di ogni Chiesa autocefala, indipendentemente dalle sue dimensioni, a un'autonomia interna completa.

Aggiungerei che la terminologia usata senza valide ragioni dal metropolita Atanasio nella sua valutazione delle relazioni inter-ortodosse viene direttamente dal lessico politico dell'era della "guerra fredda". Si sono verificati seri mutamenti nel mondo politico. Da lungo tempo non esiste più il blocco dei paesi del Patto di Varsavia, né la divisione dell'Europa in due campi ostili.

Fino a che punto è giustificata la definizione di un sistema amministrativo ortodosso "a tendenza protestante" proposta dal metropolita Atanasio?

Perché dovremmo obbligatoriamente avere un modo di pensare binario basato sull'opposizione "cattolico-protestante"? Il sistema di gestione in atto nella Chiesa ortodossa corrisponde all'ecclesiologia ortodossa, e permette di evitare gli estremi del sistema cattolico (il papismo), tanto quanto quelli del sistema protestante.

A mio parere, piuttosto che riflettere sulle modalità dell'amministrazione dell'Ortodossia nel mondo, sarebbe meglio chiedersi quale dovrebbe essere la nostra reazione comune alle questioni chiave quali la minaccia alla presenza cristiana in Siria e in Medio Oriente, e la necessità di rafforzare i nostri sforzi nella lotta per gli standard morali evangelici. L'autonomia amministrativa delle Chiese autocefale non lo impedisce affatto.

Come commenterebbe la dichiarazione del Metropolita Elpidoforo che afferma nel suo articolo che il primo tra i primati delle Chiese ortodosse locali dispone di un potere eccezionale, che fa di lui un "primus sine paribus" la Chiesa "è sempre ipostatizzata nella persona" e il primo ierarca non deve il suo primato a nessuno, ma ne è lui stesso la fonte?

Questo punto di vista è a mio parere una violazione di secoli di tradizione ortodossa: ignora il saldo di quasi un millennio di controversia con l'Occidente latino ed è quanto mai vicino al modello ecclesiologico papista.

Per non parlare dei problemi seri che possono causare dichiarazioni simili nei rapporti inter-ortodossi, direi che questo tipo di discorsi crea seri ostacoli allo sviluppo ulteriore di un onesto dialogo ortodosso-cattolico. Il metropolita di Bursa presenta di fatto la posizione ortodossa come se non esistesse praticamente alcuna differenza tra le dottrine ecclesiologiche ortodosse e cattoliche. Spero che questa sia solo l'opinione personale di sua Eminenza Elpidoforo, e non la posizione ufficiale della gerarchia della Chiesa di Costantinopoli.

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