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  Intervista all'arcivescovo Gabriel di Montreal e del Canada

A proposito delle celebrazioni del 400° anniversario della dinastia Romanov

Dal sito della Chiesa russa all'Estero

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In accordo con un decreto del Sinodo dei Vescovi della Chiesa ortodossa russa fuori dalla Russia, la città di Toronto, in Canada, ha ospitato le celebrazioni del 400° anniversario della salita al trono russo della dinastia Romanov dal 4 all'8 settembre 2013. Iniziatore di questo evento è stato sua Eminenza l'arcivescovo Gabriel (Chemodakov) di Montreal e del Canada, così le celebrazioni principali di uno dei momenti chiave nella storia russa si sono svolti nella Russia canadese.

Vladyka, perché questa parte della diocesi canadese è stata scelta per questo onore, e in particolare la Chiesa della Santa Trinità a Toronto?

La richiesta è stata presentata dalla parrocchia stessa attraverso il suo rettore, l'arciprete mitrato Vladimir Malchenko, Decano del Canada orientale. La parrocchia della Santa Trinità a Toronto, per la misericordia di Dio, oggi ha il maggior numero di parrocchiani in una singola chiesa nella Chiesa all'estero. È di scala reale moscovita, come le chiese in patria: alla Liturgia della domenica ci possono essere fino a 500 fedeli, e altri ancora nelle feste. L'arredamento della chiesa e gli affreschi non possono essere lodati abbastanza, e un progetto generale di ristrutturazione è stato recentemente completato. La "parrocchia di Henry Street", come viene spesso chiamata, ha una storia lunga e gloriosa. Oggi il cuore della parrocchia è costituito da fedeli venuti in Canada recentemente, da tutti i punti della nostra Patria, e vi è da parte di di questi membri del gregge un reale interesse nel destino della Russia, che oserei dire provvidenziale.

Vorrei aggiungere che Toronto è dove è stata sepolta sua altezza imperiale la granduchessa Olga Aleksandrovna Romanova, la sorella del nostro ultimo tsar. Ci auguriamo di poter celebrare una panichida presso la sua tomba. Tutto questo è stato preso in considerazione, e alla fine del 2012, ho inviato da Toronto questo appello per considerazione da parte del Sinodo dei Vescovi. La richiesta è stata accolta. La parrocchia ha istituito una commissione speciale, che ha iniziato ad organizzare i festeggiamenti: è iniziata in primavera, e gli eventi si svolgeranno nel mese di settembre. Finora, grazie a Dio, tutto sta andando bene. Rilevo, per inciso, che ci sarà contemporaneamente anche una riunione del Sinodo dei Vescovi a Toronto. Un elenco dettagliato di tutti gli eventi in programma è stato pubblicato .

Il 300° anniversario della casa dei Romanov (che è stato l'ultimo grande evento a livello nazionale prima del secondo Periodo dei Torbidi della Russia) è stato ampiamente celebrato. Ma perché è così importante per noi il 400° anniversario di questa dinastia, quasi un secolo dopo il crollo della monarchia russa?

Non possiamo dimenticare chi siamo, sia in patria che all'estero. Tra l'altro, mentre le memorie della Santa Rus' ortodossa, degli zar russi, unti da Dio, della monarchia per mandato divino, sono state letteralmente strappate via dal popolo, la diaspora russa non ha mai dimenticato la monarchia russa. L'ideale monarchico, il rifiuto di ciò che ha portato prima alla rivoluzione di febbraio, poi alla rivoluzione d'ottobre del 1917, non sono svaniti nella diaspora. In realtà, il numero di aderenti alla monarchia era piccolo in un primo momento, perché nella Russia pre-rivoluzionaria c'erano pochi monarchici in una qualsiasi delle classi sociali, soprattutto tra le persone colte, o almeno quelle che si consideravano tali. Eppure, per la divina Provvidenza, molti, molti russi, dopo aver vissuto all'estero per alcuni anni, hanno cominciato ad abbandonare il liberalismo progressista e altri simili errori così comuni tra gli intellettuali. Questo ritorno alle loro radici ha quasi sempre coinvolto prima di tutto un ritorno alla Chiesa, l'auto-consapevolezza della loro Ortodossia russa. Per quanto si poteva vedere dai sentimenti della cosiddetta "seconda emigrazione ", qualcosa di simile stava cominciando ad accadere anche in Russia. La gente cominciò a percepire una perdita, uno spreco dei veri valori morali. In ogni modo, anche molto tempo prima della glorificazione dei martiri imperiali, il 17 luglio nel nuovo calendario, il giorno dell'omicidio del giusto tsar Nicola II Aleksandrovich e della sua augusta famiglia, è stato designato dalla nostra Chiesa all'Estero come un giorno di digiuno rigoroso, e si celebravano ovunque panichide per l'Unto di Dio assassinato. È così che è iniziata la realizzazione che il secondo Periodo dei Torbidi russo non è stato il risultato di una politica infruttuosa, erronea, di astute cospirazioni di nemici esterni ed interni della Patria, ecc, ma la punizione divina per l'apostasia generale da una regola divinamente stabilita. Naturalmente, ci sono stati errori bestiali, fatali, e ci sono state davvero cospirazioni. C'è stato "tradimento, viltà e inganno" ovunque, come si legge nella diario del santo imperiale spfferente della passione, lo tsar Nikolaj Aleksandrovich. Ma questo era il nocciolo della questione: a causa della nostra apostasia dalla volontà di Dio, non potevamo fuggire da quegli errori, o correggerli, e non abbiamo trovato la forza di resistere a queste cospirazioni. Abbiamo rifiutato l'Unto di Dio, e il Signore si è ritirato da noi fino a quando siamo ritornati ​​ai nostri sensi. In realtà, quando il "trattenitore del male" è stato portato via da noi, il mondo intero è stato travolto da un'ondata di male. Oggi, con le parole di sua Santità il patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Rus', il Signore ha rimpiazzato l'ira con la misericordia verso la Russia, e dobbiamo soprattutto ricordare questo e dire a noi stessi: "Fammi sapere, o Signore, la via su cui dovrei camminare".

Legalmente, la Russia rimane una monarchia costituzionale, che non poteva essere annullata né dall'abdicazione dello zar, né peraltro dal decreto del governo Kerenskij del 10 settembre 1917, in cui la Russia fu dichiarata una repubblica. Cosa ci aspetta per la Russia nella sua opinione, vladyka?

Dobbiamo cercare di ristabilire la sovranità divinamente stabilita in Russia, in tutta la sua pienezza. Lei ha parlato di una monarchia costituzionale, limitata. Questa limitazione non viene da Dio, ma dall'uomo. Ma anche una monarchia simbolica, quasi rituale, come in Gran Bretagna, evoca ancora un senso di rispetto e buona volontà tra le persone, anche coloro che sono estranee all'idea di una monarchia. Perché è così? Perché tutte le creature percepiscono il loro Creatore, anche se possiamo resistere e rifiutare questo sentimento. Dobbiamo andare verso la comprensione che l'ordine monarchico divinamente stabilito è l'unico in grado di far risorgere la Russia come Santa Rus'. Tutto il resto, sia un governo "liberale", sia quella che chiamavano la "civiltà Rosso", il cui simbolo del male non è ancora sepolto nel passato e continua a profanare la piazza principale del paese, tutto questo è stato già provato da noi sulla nostra stessa carne e sullo spirito, e ci hanno portato solo da un tempo dei torbidi a un altro. La Russia costituzionale si è avvicinata alla prima guerra mondiale con i migliori indicatori economici, sembrava grande e potente. Oggi sappiamo che cosa è successo solo tre anni più tardi. La Russia sovietica si è avvicinata all'ultimo decennio del XX secolo come una vera superpotenza. Solo uno o due anni più tardi, è arrivato il terzo Periodo dei Torbidi russo. Ma per grazia di Dio, in quel periodo di collasso, la Chiesa ortodossa russa è aumentata e si è rafforzata, mentre i suoi nemici, per cecità spirituale, l'hanno ritenuta completamente distrutta e priva di alcuna influenza. La comprensione da parte di tutto il popolo e di ognuno di noi individualmente della necessità di una monarchia divinamente stabilita per la Russia è un processo complesso, e un punto dolente. Ma forse, mentre ci stanchiamo di contemplare la corruzione politica e la crudeltà del mondo, possiamo più facilmente riconoscere che solo uno tsar sovrano è incorruttibile, solo lui non ha bisogno di subdoli intrighi politici, non ha alcun interesse per qualsiasi lobby, ma l'essenza stessa del suo servizio non può sacrificare gli interessi della sua nazione ai suoi nemici. Sembra che i tempi siano maturi per una tale comprensione. Il presidente russo di oggi, che ho avuto l'onore di conoscere, ha un vero senso del percorso regale di costruzione dello Stato, che sta portando la Russia fuori dal baratro in cui è quasi perita "a causa del reciproco litigio per disperazione" (parole dello ieromartire metropolita Veniamin di Pietrogrado ). Particolarmente incoraggiante è come il presidente si sforzi di trovare una variazione della Sinfonia della Chiesa e dello Stato, senza la quale il ristabilimento della Santa Rus' è impossibile in linea di principio. Questi punti di vista del presidente della Russia hanno trovato espressione nella importante ruolo storico da lui giocato nello sforzo gradito a Dio di restaurare l'unità della Chiesa russa nel 2007. Si può deplorare che alcuni che si definiscono zeloti della Chiesa Russa e patrioti della Russia storica, che hanno resistito a questa unità cerchino di sabotarla, ricorrendo anche alla calunnia e altri metodi simili. Alla fin fine, tutti questi "zeloti" e "patrioti" non sanno quello che fanno, e sono tra i più estremi odiatori della Chiesa russa, del popolo ortodosso russo e dello Stato russo.

A proposito, quando si parla di politica estera , non dimentichiamo , inoltre, che per i primi 130 anni dopo la dichiarazione d'indipendenza, gli Stati Uniti e la Russia imperiale non erano solo partner strategici, per così dire, ma i più stretti alleati. La Russia  di Caterina la Grande ha respinto l'offerta di intervenire nella guerra di indipendenza americana, la Russia di Paolo I, "lo tsar cavaliere", ha contribuito a sviluppare e approfondire i legami economici russo-americani, e la Russia di Alessandro II , "l'emancipatore", ha sostenuto il presidente Lincoln e ha salvato gli Stati Uniti dal collasso. Voglia Dio che torniamo a questa condivisione amichevole tra due grandi potenze.

Per quanto riguarda la restaurazione della monarchia, quando il Signore permetterà che si adempiano le profezie di san Serafino di Sarov, di san Giovanni di Kronstadt e di altri santi padri, allora possiamo sperare che sia convocato un Pomestnij Zemskij Sobor [Concilio Nazionale della Terra, ndt], come nel 1613. Naturalmente, sarebbe improprio e persino impossibile insistere sul fatto che questo Concilio si limiti a una determinata dinastia. Questo Concilio, di cui ancora non osiamo parlare, convocherà - ripeto, convocherà, non eleggerà "per voce dei suoi delegati" colui a cui il Signore affiderà la tutela della terra russa.

Che le sue parole si avverino, vladyka. Che cosa attende chi va a Toronto ?

Questa sarà una celebrazione globale per tutta la Chiesa ortodossa russa, sia in patria che all'estero. Sarà l'unica celebrazione del genere, non solo per la Chiesa all'estero, ma per tutta la Russia. Il mio fratello ierarca canadese, capo delle Parrocchie Patriarcali in Canada, sua Grazia il vescovo Iov, parteciperà. Altri vescovi rappresentativi delle Chiese fraterne che servono in Canada sono inoltre invitati. Ci aspettiamo ospiti provenienti da tutto il Nord America, e ci auguriamo che vengano anche dalla Russia. Ho già detto che si terrà un Sinodo dei Vescovi. Ci troviamo in una delle regioni più pittoresche della "Russia canadese" - al campo giovanile Ruskoka sul fiume Muskoka c'è una splendida chiesa di legno costruita in stile tradizionale russo, dedicata allo tsarevic martire Aleksej Nikolaevich. La nostra celebrazione sarà abbellita dalla presenza di icone miracolose: l'Odigitria [colei che mostra la via] della diaspora russa, l'icona della Madre di Dio "del Segno" della radice di Kursk e l'icona della Madre di Dio Semistrelnaja [delle sette spade] "addolcitrice dei cuori induriti" dalla patria. 

Dall'album fotografico della celebrazione a Toronto

 

 

 

 

 

 

 

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