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  Eroi quotidiani: Intervista all'archimandrita Tikhon (Shevkunov)

Intervista condotta da Elena Jakovleva

da Pravoslavie.ru, 16 marzo 2013

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Archimandrita Tikhon (Shevkunov)

Nel suo discorso all'Assemblea federale [12 dicembre 2012, ndt], il presidente Vladimir Putin ha dichiarato: "È doloroso per me dirlo, ma devo dirlo: la società russa sta vivendo un evidente deficit di legami spirituali".

La dissociazione tra "padri e figli", la mancanza di comprensione fra i popoli, anche tra persone della stessa generazione, e, talvolta, anche la perdita dei valori morali tradizionali della Russia... Fino a quest'anno non avevamo sentito nulla di simile da parte dei leader del nostro governo.

Che ci piaccia o no, dopo il periodo sovietico con la sua ideologia coercitiva, ci siamo scagliati, come al solito, nella direzione opposta: in questo caso, verso la completa confusione ideologica e l'ambiguità di significato e di scopo. Pur mantenendo ogni avversione all'ideologia coercitiva, sempre più persone stanno gradualmente arrivando alla conclusione che l'estremo opposto, uno stato completamente de-ideologizzato, è spiritualmente debole e semplicemente insostenibile.

E che cosa cercare, invece? Una nuova ideologia?

Questo è proprio quello che non vorrei affatto: un'ideologia preparata dietro le scrivanie e obbligatoria per tutti. Fortunatamente, però, nel campo delle convinzioni umane e delle visioni del mondo ci sono cose che sono molto più significative ed efficaci di ogni ideologia.

Per esempio?

Valori eterni.

Per le persone di oggi questo suona un po' troppo passionale. Forse sarebbe meglio dire "valori fondamentali"? Questo è ciò che la gente di oggi dice che dovrebbe essere attivamente coltivato quando si parla di politica per la gioventù della Russia.

E posso chiedere quali "valori fondamentali" sono più richiesti tra i giovani di oggi?

Lo sappiamo da numerosi sondaggi di opinione. La salute viene prima, quindi la qualità della vita e della famiglia, quindi il denaro e i beni materiali. La sicurezza. La capacità di trovare lavoro redditizi e interessanti. Poi gli amici. E infine, l'amore per la patria.

Beh, se questi sono davvero i valori principali dei giovani d'oggi, allora la nostra posizione è molto peggiore di quanto si possa immaginare. Dopo tutto, se traduciamo questa gerarchia di valori dal linguaggio della sociologia in russo, questo è ciò che sente: "Garantitemi una formazione di qualità, un lavoro redditizio, sicurezza, un alloggio decente, e tutto il necessario per una buona salute, e poi i miei amici e io ameremo la patria".

Non ho assolutamente alcuna intenzione di fare moralismo. Tutto ciò che i sociologi hanno enumerato rappresenta i desideri naturali e normali della maggior parte delle persone. Solo una cosa non mi è chiara: perché, come si è detto, gli sforzi della politica giovanile di un intero governo sono dedicati a coltivare il desiderio di ricevere alloggi di qualità? O a coltivare con pazienza la palese lotta per una paga più alta? Ovviamente, quando parliamo di indebolimento dei "legami spirituali," abbiamo in mente qualcos'altro.

"Valori eterni", dopo tutto?

Sembra di sì. Trascurarli e ignorarli porta a rotture tragiche e alla mancanza di comprensione tra le persone e le generazioni. Ricordiamo le parole di Shakespeare: "Il tempo è fuori dai cardini" [Amleto, Atto 1, scena 5, ndt].

Sì, i valori più alti: misericordia, bontà, coraggio, amore sacrificale per la gente e per la patria, saggezza, lealtà, generosità, correttezza e modestia ... Questo per non menzionare nemmeno la fede in Dio e la scoperta del suo piano per il mondo e per l'uomo. Sono queste qualità spirituali e morali, che per la maggior parte i genitori vogliono vedere nei loro figli. Ed è il loro nutrimento e coltivazione che dovrebbe probabilmente essere oggetto delle politiche per i giovani. Ma ecco il problema: né l’insegnamento morale né il tipo più giusto di predicazione ha alcun effetto positivo. Inoltre, questi provocano un’allergia persistente e prolungata.

In tal caso, come pensa che dovrebbe essere la politica della gioventù di oggi?

Non so cosa dire sulla politica dei giovani di oggi, ma cerchiamo di ricordare quella della Grecia antica.

La base etica e il fondamento dell'antica società greca era l'eroe, sia quello mitico che quello completamente reale. Tali erano Pericle, Alessandro Magno, e gli eroi dell’arte e della filosofia: Omero, Fidia, Platone.

A. Patrakov. Muzio Scevola nel campo di Porsenna

Roma antica era anche una civiltà di eroi: Tiberio e Gaio Gracco, Cesare, Muzio Scevola. Al fine di trasmettere alle nuove generazioni un alto senso di amore sacrificale per la patria, non era affatto necessario dare lezioni di morale ai giovani. Era sufficiente raccontare loro di Muzio Scevola. Fatto prigioniero ed esortato a tradire Roma, proclamò: "Ecco quello che un romano libero può fare", ponendo la mano sul fuoco dell'altare e tenendola lì fino a quando non fu carbonizzata.

Anche Bisanzio, in senso etico, fu una civiltà di eroi. Si può leggere di loro nei libri speciali chiamati "Vite dei Santi." In questa società, erano gli eroi dello spirito a essere ricercati in primo luogo. Nell'Europa medievale il cavaliere era l'eroe. Nell'antica Russia sono stati i santi e i guerrieri-cavalieri. Possiamo trovare i nostri eroi nella storia sia recente che contemporanea, e questo senza nemmeno parlare del recente periodo sovietico, che è stato totalmente impregnato di culto degli eroi, sia originali che contraffatti.

Gli eroi sono portatori di quei valori importanti ed eterni - di nazione, cultura e civiltà - di cui abbiamo appena parlato. Ma, cosa più importante, sono più che semplici portatori. La società ha assegnato loro un compito che va oltre la forza di chiunque altro: trasmettere in modo efficace questi valori di generazione in generazione, da cuore a cuore. Nessun, sermone edificante e moraleggiante, seminario, o "forum Seliger" porterà a compimento questo compito senza questi portatori autentici di valori più alti. La funzione pedagogica degli eroi sta nella continuazione del loro particolare servizio anche molti secoli dopo la loro morte. Non è un caso che le Vite parallele di Plutarco (biografie di grandi romani e greci) erano studiate, per esempio, nei ginnasi russi fino alla rivoluzione, quando eroi completamente diversi sono stati sostituiti a quelli vecchi.

E cosa sta accadendo oggi con gli eroi?

Icona del santo principe Aleksander Nevskj. Atelier dell’iconografa Ekaterina Il’inskaja / icon-art.ru

Purtroppo, non cosa "sta accadendo", ma cosa "è già accaduto." Nel corso degli ultimi decenni è avvenuta la completa "de-eroizzazione" della Russia. Come ha scritto Vladimir Majakovskij, "Il lavoro infernale sarà fatto e si sta già facendo" [Dalla poesia "Conversazione con il compagno Lenin", 1929, ndt].

In generale, la "de-eroizzazione" è, a ragione, un processo positivo e talvolta anche necessario che si svolge di volta in volta nei vari paesi e culture, quando i venti della storia hanno portato via i gusci e i resti del pantheon.

Ma nel nostro caso della Russia, questa revisione è stata intrapresa dalla classe "creativa" e dalla società "benpensante" di storici dilettanti altamente progressisti. Come risultato di questa purga, condotta con spietatezza bolscevica, siamo stati lasciati senza alcun eroe nazionale. Sono stati tutti rovesciati. Sono stati tutti trasformati in mostri spietati, feccia, canaglie, vigliacchi, pervertiti e opportunisti senza scrupoli. I metodi utilizzati sono le calunnie, la beffa cinica e spietata, e la distorsione dei fatti. In campo accademico, questo pregiudizio. Nella raccolta dei fatti, è una falsificazione fatta con le modalità dei paparazzi. E tutto questo, naturalmente, con il pretesto della "lotta per la verità" e del pio desiderio di rivelare a noi, ciechi e ingannati, la verità su noi stessi.

Recentemente sono andato in una libreria nel centro di Mosca. Nel luogo più importante, tra i best seller, c’era l'ultima ristampa della satira di Vladimir Rezun sul maresciallo Georgij Zhukov (1896-1974). [Rezun scrive sotto lo pseudonimo di Viktor Suvorov, il libro in questione è Ombra della vittoria - ndt] Facciamo un altro esempio: da più di un anno o due circola l'idea che "il vostro Aleksander Nevskij" non è stato niente di più che un comune oppoertunista, un leccapiedi dei principi tartari. E cercano anche di diffamare Pushkin come un volgarizzatore privo di talento!

Ma ci sono un bel po' di elementi di fatto per quanto riguarda la brutalità di Zhukov.

Gli studiosi accademici sia russi che occidentali hanno da tempo completamente smontato i concetti "storici" di Rezun. Ma non è questo il punto. Ogni capo militare senza eccezione può essere accusato di brutalità. Ricordiamo le parole di Pushkin:

Lasciate che l'eroe mantenga il suo cuore!

Che cosa sarà senza di esso? Un tiranno ...

V. Tropinin. Aleksander Pushkin.

questo viene dal suo poema "L’eroe" (1830), che è dedicato, tra l'altro, non a uno qualunque, ma al nemico della Russia - Napoleone. Qui ci sono la saggezza del genio e una profonda, penetrante visione storica.

Il libro di Rezun e la campagna che ne è seguita è il più chiaro esempio di uno sforzo concertato internazionale e nazionale per trasformare da cima a fondo non solo la storia della Seconda Guerra Mondiale, ma anche la nostra mentalità nazionale. Il suggerimento, implicito o esplicito, è questo: se i vostri grandi eroi erano in realtà, più spesso che no, mostri ed eccentrici, allora che tipo di paese è questo? Che tipo di nazione? Chi siete voi stessi?

Nella storia recente, sembra che siano stati lasciati solo due eroi: gli anziani accademici Dmitrij Likhachov (1906-1999) e Andrej Sakharov (1921-1989) con la loro opposizione al governo sovietico in disintegrazione. È vero, c'era anche Aleksandr Solzhenitsyn (1918-2008), ma nei suoi ultimi anni, a giudizio della "classe creativa", la sua scrittura si è in qualche modo spenta ed è stato espulso dalla loro società.

Tuttavia, la "classe creativa" ci offre ancora alcuni eroi moderni: vale a dire gli "eroi" della moda. Essi portano e trasmettono con successo ai giovani "valori" che sono diametralmente opposti ai valori più alti: invece della modestia, la presunzione sfacciata, invece della nobiltà, la meschinità, l’opportunismo dimostrativo e il consumismo. E così via, andando verso il basso.

Allora dove possiamo trovare veri eroi nel nostro paese?

Questa è l’eterna domanda! Il personaggio di Chatskij, di Aleksandr Griboedov di [in Che disgrazia l’ingegno! - ndt] era già tormentato da questo:

Dove sono, mostrateceli, i padri della Patria,

Chi dobbiamo prendere come esempio?

Solo, ricordiamoci di quando Chatskij mosse questo rimprovero alla Russia. Fu nel 1827, a quanto pare, quando Griboedov lesse il manoscritto completo a Pietroburgo. È davvero possibile che non si trovasse nessuno che potesse servire da modello nobile e da alto "esempio"?

Ma erano proprio gli anni in cui il genio di Pushkin era in fiore. Evgenij Baratynskij (1800-1844) e Vasilij Zhukovskij (1783-1852) stavano creando la loro poesia. Nikolaj Karamazin (1766-1826) compiva la dotta impresa letteraria di pubblicare la sua Storia dello Stato russo, scritta in russo letterario contemporaneo. Fabian Gottlieb von Bellingshausen (1778-1852) e Mikhail Lazarev (1788-1851) scoprirono l'Antartide nel 1820. Nella pittura, ci furono Aleksej Venetsianov (1780-1847), Karl Brjullov (1799-1852), e Orest Kiprenskij (1782-1836). Nella musica, ci furono Mikhail Glinka (1804-1857) e Aleksandr Aljab’ev (1787-1851). Questo per non parlare dei grandi soldati: i generali, ufficiali e soldati che hanno espulso Napoleone e hanno raggiunto Parigi! Questi non possono essere "presi come esempi"? E Mikhail Speranskij (1772-1839) e Fedor Uvarov (1773-1824)? E in effetti i decabristi, se qualcuno voleva prenderli come esempio, erano pure loro a portata di mano, per così dire.

Come possiamo rispondere a persone, come Chatskij, che stanno sempre pensando alla Russia? Che tipo di enorme miopia è questo? La risposta è semplice, e ci è stata data dallo stesso Aleksandr Pushkin, in una delle sue lettere a Pjotr Vjazemskij (1792-1878). Ha scritto del personaggio principale del Che disgrazia l’ingegno!: "Chatskij non è affatto un uomo intelligente!"

Non ci sono eroi ... Ma se negli ultimi due anni i nostri soldati si sono gettati sulle granate per salvare combattenti. Ci ricordiamo i loro nomi?

Senza guardare su Internet, no.

Il maggiore Sergej Solnechnikov.

Questo è il problema. Il maggiore Sergej Solnechnikov (1980-2012) e il sergente Evgenij Epov (1988-2012). E qual è la differenza tra la loro impresa di eroismo e quello di Aleksandr Matrosov (1924-1943)? Possiamo citare numerosi esempi di persone che hanno compiuto opere veramente eroiche: in campo militare, nel governo, negli studi, e nel mondo del lavoro.

Che cosa dobbiamo fare nei loro confronti?

"Dobbiamo" non è la parola migliore. Quando parlavamo di valori più alti, non abbiamo menzionato una delle più alte e nobili qualità umane: la gratitudine. Ci sono poche anime nobili che coltivano questa sensazione rara e bella di per sé. L'abilità di sentire sincera gratitudine deve essere appresa con pazienza e (cosa particolarmente importante) delicatamente da bambini e adulti. Non si può pretendere gratitudine verso se stessi, questo è sfacciatamente volgare, ma si può inculcare nelle persone la capacità di essere grati a coloro che sono veramente meritevoli, e questo è di importanza vitale.

C'è solo un comandamento per il cui compimento Dio promette una ricompensa molto specifica: Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra [Esodo 20:12; cfr. Deuteronomio 5:16, ndt]. Lo stesso si applica alla vita delle nazioni e delle società. Date un'occhiata a quanti secoli e persino millenni sono sopravvissuti i paesi in cui la venerazione degli antenati e degli eroi nazionali è stata istituita come una tradizione inviolabile e diffusa ovunque, indipendentemente da quali cataclismi potrebbero essersi verificati. Al contrario, non appena un paese comincia arditamente a distruggere la tradizione degli antenati e a infangare i migliori figli e figlie della sua gente, la degradazione rapida e il collasso sono inevitabili.

Le persone che incarnano le migliori qualità dell'uomo, come previsto da Dio, e le migliori qualità del loro popolo sono il tesoro più prezioso di qualsiasi paese. Sono loro, conosciuti o sconosciuti, il tesoro più grande della Russia. Nessuna misura adottata dallo Stato o dalla società può essere considerata eccessiva se è diretta verso la gratitudine e per non far passare inosservate espressioni genuine di eroismo.

Quante volte leggiamo sui giornali di come, in qualche città di provincia, dei furfanti hanno preso una ragazza e l’hanno trascinata in una macchina lungo un viale di fronte a tutti, ma è intervenuto qualche giovane secchione - che è stato ucciso per questo. Quante storie del genere ci sono ... E questo giovane è un vero, genuino eroe! Ma che cosa facciamo a riguardo? Ci sarà un piccolo articolo sul giornale locale. Qualcuno sorriderà: "Non erano affari di quello sciocco." Un altro lo compatirà: "Povero ragazzo." E questo è tutto. E torneremo a essere colpiti dalla passività, viltà, e indecisione dei nostri giovani...

È improbabile che queste storie verranno a conoscenza dei governatori, per esempio.

È un peccato, se è effettivamente così. La glorificazione degli eroi è sempre stata compito dei superiori. Vogliamo che i nostri giovani siano coraggiosi e non si abituino alla vigliaccheria? Vogliamo che durante il servizio militare non si lascino sopraffare dalla natura passionale dei loro coetanei orientali (che, per inciso, non hanno alcuna carenza di eroi nella vita)? Vogliamo che non si girino dall’altra parte, uno dopo l'altro, quando una ragazza viene stuprata? Se si costruisse un monumento a questo "secchione" caduto, un vero eroe russo, nella piazza in cui la tragedia ha avuto luogo, e se il governatore facesse sfilare tutta la città alla dedicazione di questo monumento, allora la vita dei farabutti locali potrebbe non sembrare più così sicura; il grato ricordo degli eroi può ispirare anche i timidi.

Il sergente Evgenij Epov

I governatori le direbbero che non hanno tempo per queste cose.

Pensa che il presidente degli Stati Uniti abbia tanto più tempo? Ma ogni anno si incontra con i vigili del fuoco che erano ai grattacieli l'11 settembre. Si reca personalmente, perché sa che questo è uno dei suoi compiti più importanti. Ma perché usare esempi lontani? Il 1 marzo è stato l'anniversario dell’impresa eroica degli ufficiali e soldati della 6a compagnia [della 76a Divisione aerotrasportata Guardie da Pskov nella battaglia per la cima 776 durante la seconda guerra cecena, 29 febbraio-1 marzo, 2000, ndt]. Il presidente Putin è andato a Pskov appositamente per onorare la loro memoria. Sì, la storia è stata mostrata in televisione. E questo è tutto... I media "hanno fatto la loro parte", e se ne sono dimenticati. Ma chieda ai giovani se sanno di quell’azione eroica senza eguali dei paracadutisti. Qui non abbiamo alcun’opera progettata in modo sistematico a tutti.

O forse questo in realtà non è il momento migliore per gli eroi?

Negli anni venti e trenta, durante la grande depressione negli Stati Uniti, la situazione era, a questo proposito, anche peggiore di quella attuale in materia di eroi. All'improvviso sembrava che non ci fossero eroi in giro, né potessero esserci. Che cosa hanno fatto gli americani? Riconoscendo che avere tali portatori senza tempo di valori importanti ed eterni era particolarmente necessario, sono riusciti a trovare un eroe. E chi era? Un semplice pastore: il cowboy. Fu su di lui, su questa immagine, che fu essenzialmente caricato l'onere di trasmettere le tradizioni e i  valori spirituali e morali del popolo americano.

Portava associazioni positive: libertà, responsabilità, forza, abilità ...

Sì, e anche gratitudine, coraggio, ottimismo, pazienza, benevolenza, e un senso di giustizia e di sacrificio. Per molti anni ha svolto la "funzione dell’eroe" splendidamente.

Ma era soprattutto un eroe del cinema e della cultura. Con tutta l'importanza educativa di questi esempi, sembra tutto abbastanza semplice con loro. Ma che dire degli eroi storici? In questo momento sta avendo luogo un intenso dibattito su come dovrebbero essere i libri di testo di storia russa. Sarà mai possibile approccio unificato per un tema così contraddittorio come la storia? Non è un'utopia?

Nella Chiesa di Cristo, quando una decisione generale deve essere accettata da persone delle più diverse posizioni e punti di vista, siamo guidati da questo antico principio cristiano: "Nelle cose essenziali, l'unità; nelle cose secondarie, la libertà; e in tutte le cose, l'amore."

Forse i partecipanti a questa discussione lo prenderanno a cuore?

Già da due decenni siamo alla ricerca di una idea nazionale. Fino ad ora abbiamo deciso che quest’idea dovrebbe essere il patriottismo. Questo è vero, ovviamente, ma ogni formulazione finale, purtroppo, prima o poi diventerà un luogo comune; tali idee sono sempre limitate, vulnerabili, e quasi sempre diventano fastidiosamente ideologizzate. Tali formulazioni inevitabilmente variano a seconda dei cambiamenti sia nel sistema politico che in direzione della politica. Ma ci sono qualità umane e valori eterni e più alti come la fede, l'onore, la nobiltà, la giustizia, la ricerca della verità, il servizio, il lavoro per scoprire i talenti ricevuti da Dio, il sacrificio, la gentilezza, l'amore per le persone, l'amore per la propria patria e la fedeltà ad essa. Non si tratta di una formulazione dell'idea nazionale, ma piuttosto delle persone che incarnano le migliori qualità spirituali presenti nella nostra storia millenaria, che esprimono lo scopo e l'idea nazionale della Russia. Di fatto, le persone in generale non hanno mai formulato la propria idea nazionale, ma hanno identificato infallibilmente i portatori di tale idea.

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