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  Diveevo, la capitale nascosta della Santa Rus'

di Roman Iljushenko

Orthochristian.com, 15 gennaio 2018

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Durante le vacanze di Capodanno, che, ahimè, lasciano molti ubriachi e insensati, sono andato con un gruppo di amici della mia stessa mentalità alla quarta eredità della Madre di Dio [Le altre tre eredità sono la Georgia, il Monte Athos e la Lavra delle Grotte di Kiev. Ndt].

Ci ero già stato, ma forse perché hai bisogno di essere particolarmente maturo per questi viaggi, o forse per altri fattori, è stato proprio durante questo viaggio che sono stato in grado di vedere quello che avevo cercato dentro e intorno a me stesso, da tanto tempo e senza risultati reali. Diveevo, la quarta e ultima eredità della Madre di Dio, mi ha rivelato solo una piccola parte del suo segreto mistico nella misura che ero pronto ad accettare. Ho alcune idee su questo argomento e mi affretto a condividerle con voi. Inizierò con la storia che la maggior parte delle persone conosce del monastero o del suo significato per la Russia, e poi alcune metafore e paralleli storici nati sotto l'impressione dei servizi della Natività, la preghiera lungo il Canale della Madre di Dio o l'immersione nelle sorgenti sante.

Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal numero e dalla qualità dei pellegrini: durante i quattro giorni trascorsi a Diveevo, le chiese erano piene; c'erano molti uomini e coppie e non pochi bambini. Inoltre si poteva sentire che avevano una consapevolezza cosciente del motivo per cui erano qui e cosa stavano facendo, queste persone provenienti da tutti gli angoli della terra russa. Era commovente vedere i volti ispirati, belli e tipicamente russi, come se fossero emersi da vecchie fotografie o dipinti - non solo fisionomie barbute o scure, ma qualcosa di più, che evocava sentimenti teneri e persino delizia. Tra tutti questi tipi, o tra i dialoghi momentanei con loro, vorrei annotarne due.

Una lezione da un mendicante

Diveevo. Camminata lungo il Canale della Madre di Dio

Era un tipo che di solito vedi in quei luoghi, di un'età incerta, un mendicante barbuto con una chitarra dietro la schiena, una borsa a tracolla con pochi vestiti, e infine una scatola per raccogliere i soldi con un cartello interessante su di essa: "Per la fede, Putin e la Russia!" I suoi occhi erano insoliti, erano chiari come quelli di un bambino. Si era seduto vicino alle tende del cibo nei terreni del monastero e faceva tranquillamente colazione con un pirozhok (un panino al forno imbottito). Volevo dargli dei soldi, ma mi ha fermato rapidamente. "No, no! Qui è proibito! Solo fuori dai cancelli". Sono rimasto sorpreso dalla sua fedeltà alla benedizione del monastero riguardo alla raccolta di donazioni e ho ricevuto una risposta ragionevole: "Non ho bisogno di questi soldi. Dio vede tutto!"

Nessun commento qui: un uomo bisognoso fa solo ciò che è permesso, e non di più. Ma devo ammettere che non ero pronto a ricevere una lezione così elementare da un mendicante. Immediatamente ho ricordato le mie numerose violazioni di tutte le possibili, apparentemente inutili regole, proibizioni dirette e istruzioni che ostacolavano il mio stile, anche con i miei meandri sull'erba o quando attraversavo la strada col rosso. Sono stato colto alla sprovvista, non sapevo cosa dire a questo uomo benedetto e semplice, e non l'ho ringraziato per la sua lezione non invadente sull'obbedienza. Dopotutto, mi sono sempre considerato un monarchico e ho svuotato più di un "calamaio" cercando di convincere i miei lettori e amici che dobbiamo meritare uno tsar e dobbiamo cominciare da noi stessi, con il nostro adempimento dei requisiti e delle regole più elementari. Dopotutto, una vera monarchia può essere solo cosciente e altruista. Ma senza umiliarci e avere obbedienza, è impossibile! Vogliamo la felicità e la beatitudine in Russia, bruciando per la prossima idea – questa volta monarchica – e dimenticando che per ogni idea non c'è bisogno tanto di combattenti e creatori estatici e ardenti, ma piuttosto di servi obbedienti e umili e attivisti zelanti, cosa che richiede routine e un lavoro scrupoloso su noi stessi Siamo lontani da questo, no?

Un incontro nella trapeza

alla funzione della Natività a Diveevo

Un altro memorabile incontro ha avuto luogo nella

trapeza [refettorio] dei pellegrini al monastero, dove "chiunque fosse venuto qui" poteva avere qualcosa da mangiare. Tutti qui incontrano la stessa ospitalità e magnanimità di san Serafino. L'unica richiesta applicabile a tutti è di togliersi il cappotto o la giacca. Allo stesso tavolo con me c'era una delle grandi famiglie che incontri nel monastero. Li avevo notati prima nella cattedrale della santa Trinità ai servizi: una giovane donna incinta con un vero sorriso alla Monna Lisa, suo marito, un gigante robusto, robusto, con la barba rossa e due bambini, un fratello di tre anni e sorella di cinque anni. Era un archetipo davvero scomparso di una famiglia russa che è come inserito nella lista delle specie in via di estinzione. Hanno messo le candele e pregato in silenzio; i bambini non erano rumorosi, ed erano sereni e riverenti per quanto permetteva la loro età.

Mentre mangiavano, il padre ha raccontato ai bambini una breve storia delle Vite delle sorelle martiri Fede, Speranza e Amore, le cui icone di carta erano appese alla parete opposta. Ha raccontato loro la storia in modo molto discreto, come a quanto pare era abituato a fare a casa, senza moralismi o insegnamenti morali. E dimenticando la sua kasha [pappa di cereali], la bambina ha cominciato a guardare attentamente i volti delle martiri, la più giovane dei quali era in ogni caso più vecchia di lei. Ha cominciato a chiedere i dettagli: quanti anni avevano, che tipo di giocattoli avevano... Il bambino guardava attentamente la copia cartacea e vedeva qualcosa che era sconosciuto, perso e ignorato da noi adulti.

Questa è stata un'altra lezione di un vero esempio genitoriale di educazione di bambini cristiani che avessi mai assimilato fino ad allora – e io sono già nonno! All'uscita, mentre aiutavo questa meravigliosa famiglia a indossare i loro cappotti, ho approfittato del momento per chiedere loro da dove venissero. "Da Donetsk", rispose la donna, con una faccia che non ha perso mai la sua espressione pacifica per tutto il tempo. "Come fate a conservare una tale pace vivendo in prima linea?!" mi è uscito involontariamente d chiedere. Ovviamente non mi capiva e ha espresso sincera sorpresa per la mia domanda. Non volevo confonderla ancor di più, rischiare di far saltare la copertura sul segreto di questa famiglia e mettere a nudo gli inevitabili problemi familiari nascosti agli altri; dopotutto, la cosa più importante era già ovvia per me.

Korin si sbagliava

La Rus' scomparsa. Un dipinto dell'artista Pavel Korin

Nel riassumere le mie osservazioni che (purtroppo, temporaneamente) ho espresso ora, ho capito che Pavel Korin aveva torto nel suo famoso dipinto, "La Rus' scomparsa", creato dall'artista durante i giorni bui del regime teomachico. Tutti i volti che dipinse dei vescovi e dei servitori della chiesa di quel tempo ci mostrano l'irrevocabilità di quella scomparsa della Rus', pianta molte volte e troppo tardi (come spesso accade) dai loro contemporanei che avevano finalmente visto la luce. Sì, personalità straordinarie e potenti si sono allontanate verso l'eternità: figure colorite che hanno incarnato quella Rus' che, come ha annunciato Korin, non esiste più! Gloria a Dio, si sbagliava. La Rus' non è scomparsa – Dio non ha permesso che ciò accadesse. E ho trovato dozzine di conferme di questo fatto!

La Rus' non se n'è andata, e in effetti non poteva andarsene senza adempiere alla sua missione principale. Si è nascosta nell'aspettativa della gloriosa Seconda Venuta del Salvatore, per la quale il presepe si è preparato non solo a Diveevo! Per inciso, per tutto il tempo in cui ero lì, nel settore privato, non ho mai visto un singolo ubriaco, nonostante le drogherie aperte che vendono alcolici 24 ore al giorno. No, non cercherò di dire che gli abitanti e gli ospiti di questo villaggio unico osservano tutti le norme anti-alcoliche o che mantengono tutti il digiuno, ma per me è chiaro che al contrario di molti altri posti nella nostra Russia, sembra che si osservi un rito speciale di autocontrollo. C'è una spiegazione per questo naturalmente; dopotutto, in questa possente cittadella spirituale – l'avamposto di una santa Rus' preservata – una preghiera comune è elevata ai cieli almeno due volte al giorno! Non ho nemmeno il coraggio di pensare che sia lasciata senza attenzione o risposta!

È noto da fonti attendibili che durante questi giorni di bevute non è stato commesso un singolo grave crimine nella zona di Diveevo, cosa che non si può dire per l'intera regione di Nizhny Novgorod [dove si trova Diveevo]. E abbiamo anche la Lavra della Trinità e di san Sergio, il monastero di Optina e altri monasteri in cui, mi piacerebbe credere, c'è la stessa atmosfera pentito, orante, controllata della santa Rus', che si estende ben oltre le mura del monastero. In questi monasteri è nascosta la forza spirituale del popolo russo, che è forgiata nel pentimento e nella Comunione, e in molte ore di funzioni e veglie di preghiera.

Possano le chiese piene, i volti puri, gli occhi aperti a Dio, e le non rare lacrime che purificano i peccati essere accettabili al Signore attraverso le intercessioni dei santi Serafino, Sergio e gli anziani di Optina! La Rus' sta risorgendo, sta pentendosi e si sta illuminando.

alla funzione della Natività a Diveevo

Essendo permeato di quiete, avendo sentito sotto i miei piedi l'abisso dei miei peccati non lavati da lacrime, avendo intravisto la mia povertà spirituale attraverso la nebbia della prosperità illusoria, non voglio scendere in chiacchiere moraleggianti e oziose. Ma personalmente ho ricevuto a Diveevo una grande consolazione spirituale, che mi sono precipitato a condividere con voi, fratelli e sorelle. La cosa più bella di questo è che vivendo in Russia, abbiamo l'opportunità assolutamente unica di trovare a qualsiasi ora del giorno o della notte, la nostra santa Rus'nascosta e amata da Dio.

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