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  Un confessore ortodosso non ha il diritto di sopprimere la volontà delle persone, sostiene un noto anziano

Interfax-Religion - 19 novembre 2010

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I confessori ortodossi dovrebbero rispettare il libero arbitrio di una persona, proprio come ha fatto Cristo, secondo l'anziano di Optina, lo schema-archimandrita Elia (Nozdrin), che è il confessore del Patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Rus'.

"Guardate come ha agito il Salvatore, e come hanno agito gli apostoli. Questo è ciò che deve fare anche un confessore. Se non agisce secondo gli insegnamenti delle Scritture, se non custodisce i consigli evangelici, se cerca di usare la forza... come può pretendere di essere un istruttore spirituale dei cristiani?" Ha detto padre Elia in un'intervista sul numero di dicembre 2010 della rivista "Фома" (Foma = Tommaso).

A suo parere, è necessario incoraggiare una persona a cambiare il proprio percorso, è necessario correggerla e dirigerla ", ma allo stesso tempo, in ogni caso, non si dovrebbe cercare di sopprimerne la personalità". 

"Il Signore avrebbe potuto salvare Giuda dal suo tradimento? Certo, l’avrebbe potuto fare, ma allora perché non lo ha fatto? Perché l'unico modo per farlo sarebbe stato con mezzi violenti. È inaccettabile usare la coercizione in nome di Dio, invaliderebbe tutto, e sarebbe contro la santità di Dio. La bontà forzata non è affatto bontà," ha continuato lo starets.

Ha citato un altro esempio, quello del Salvatore crocifisso, che "avrebbe potuto rendere il mondo perfetto, in modo che non rimanesse in esso alcun difetto, in modo che l'umanità non avesse più bisogno di eserciti e governi". Tuttavia, il Signore poteva farlo solo usando la coercizione, sopprimendo il libero arbitrio delle persone: "non ha voluto farlo, invece, ha voluto dare agli uomini la possibilità di scegliere tra il bene e il male".

Padre Elia ha anche osservato che lo scopo della vita spirituale è la conoscenza, dicendo: "Questa è, forse, la lezione più importante nel nostro mondo, senza la quale la nostra società è perduta. In questo senso, "lezioni" in termini di vita spirituale significa che dobbiamo "combinare la preghiera e l'istruzione".

"E naturalmente, è particolarmente importante capire che un confessore non può dare a qualcuno in cinque o dieci minuti ciò che in una normale vita spirituale viene solo dopo alcuni anni. Spesso, infatti, c’è chi va in chiesa pensando che questo lo renda automaticamente santo, e che questo voglia dire che ha ricevuto speciali doni spirituali da Dio. Tuttavia, in realtà ciò non accade", ha sottolineato padre Elia.

A suo parere, una vera crescita umana e spirituale può avvenire solo quando un penitente e confessore cooperano, quando sono collaboratori, con un canale di comunicazione aperto tra di loro.

Padre Elia ha esortato la gente a scegliere un confessore con attenzione, ricordando che "anche un confessore molto buono può, per qualche motivo, non adattarsi a voi personalmente".

Secondo lo starets, se una persona ha imparato a pentirsi, ha un cambiamento di cuore, e prega, può interagire con qualsiasi confessore, perché ha preso una decisione indipendente di fare una scelta a favore del bene, e perciò si sforza, ma se non ha imparato questo, "nessun confessore l’aiuta".

 

Ogonjok - La fiamma (Padre Elia a Optina)

 

Rus' Sleza Gospodnja - La Rus', lacrima del Signore (Padre Elia in viaggio)

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