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  Un metropolita che merita di essere venerato come santo

Il Metropolita Gavriil Bănulescu-Bodoni (1746-1821)

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185 anni dal transito alla vita eterna

Nella mattina di questa data commemorativa i fratelli del monastero di Căpriana, accanto a molte personalità della cultura, hanno celebrato una funzione commemorativa per il riposo dell’anima di questo ierarca.

L’abate del monastero, l’Archimandrita Filaret, ci ha testimoniato che “il fatto che le ossa di questo distinto arcipastore della terra moldava trovano l’eterno riposo al santo monastero di Căpriana è significativo per chi arriva qui e per chi vi lavora. Ci dà gioia il fatto che sempre più persone si interessano alla vita del metropolita, hanno la possibilità di visitare il suo sepolcro, facendo in tal modo anche un ingresso e un legame con quegli inizi dell’attività e della vita dell’Eparchia di Chișinău”.

Per grazia di Dio, il santo monastero di Căpriana è una delle più antiche dimore monastiche della Repubblica di Moldova. Nel corso di circa cinque secoli di esistenza, ha goduto in permanenza della cura e del sacrificio di molte persone che hanno manifestato amore per le nostre contrade e si sono interamente dedicati alla causa del loro sviluppo.

Una delle personalitatà preeminenti tra costoro è stato Sua Eminenza Gavriil, primo metropolita di Chișinau e di Hotin.

S. Em. Gavriil è nato nel 1746 nella città transilvana di Bistriţa, da Grigorie e Anastasia Bănulescu-Bodoni. Al battesimo prende il nome di suo padre, Grigorie. I genitori del Metropolita Gavriil non erano uomini ricchi, ma in cambio erano molto pii e credenti, dando prova di virtù che il piccolo Grigorie ha amato fin dalla prima fanciullezza. Al tempo dei primi studi Grigorie è stato iscritto alla scuola della località d’origine, ma qui non ha accumulato conoscenze serie. A causa delle difficili condizioni materiali, i genitori non hanno mai avuto possibilità di assicurargli i pagamenti richiesti dagli istituti di studio del tempo. In un momento cruciale della vita del giovane Grigorie interviene uno zio materno, prete di un villaggio nei pressi di Bistriţa, che, “all’inizio, gli ha insegnato la grammatica moldava elementare, così come egli stesso la conosceva.” All’età di nove anni, per mezzo dello zio segue la scuola normale di Sedmigrad, dove impara le lingue latina e russa.

Vedendo e apprezzando le distinte capacità del nipote, nell’anno 1771, il suo zio lo aiuta a diventare studente all’Academia di Teologia Ortodossa di Kiev, fondata molti anni prima dal nostro compatriota, il Metropolita Petru Movila. Qui il giovane Grigorie sta per due anni, dopo i quali decide di partire per la Grecia per continuare gli studi nelle note scuole greche al Monte Athos, e a quelle di Chios, Patmos, Smirne e altre.

Nell’anno 1776 torna nella natia Transilvania, dove è assunto come professore alla scuola della città di Nasaud.

Un anno più tardi, nel 1777, si reca in Moldova e giunge a Iași, dove era Metropolita Gavriil Calimachi. Avendo appreso che Grigorie Bănulescu-Bodoni aveva imparato alla perfezione le lingue latina e francese, in parte il greco antico e moderno, la storia della chiesa antica e moderna, la geografia e altre materie, Gavriil Calimachi lo aiuta a divenire professore di lingua latina alla Scuola signorile di Iași. Apprezzando l’intelligenza e le capacità del giovane professore, vedendo in lui una grande personalità ecclesiastica e sapendo del suo desiderio di divenire monaco, il metropolita di Iași gli crea la possibilità di tornare ancora una volta in Grecia per perfezionare le conoscenze nel campo della lingua greca. Nel 1779 Grigorie Bănulescu-Bodoni giunge a Costantinopoli, dove è accolto generosamente dal patriarca Sofronio. Nello stesso anno è tonsurato monaco al monastero della “Dormizione della Madre di Dio” di Costantinopoli da parte di S. Em. Partenio Cemik, e gli vene dato il nome della sua guida, Gavriil. Poi va all’isola di Patmos, dove, per raccomandazione del patriarca di Costantinopoli è iscritto come allievo alla scuola dell’isola. Qui Gavriil, con lo zelo che lo caratterizza, nel corso di circa tre anni studia i fondamenti della lingua greca. Il suo grande desiderio di studiare è interrotto da una grave pestilenza che si abbatte su parte di quei luoghi, affrettando il suo ritorno in Moldova. Nel cammino vero casa, gli accade di pernottare in case infette e persino di stare a tavola con persone che soffrivano di questa grave malattia, ma il giovane monaco che conduceva una vita esemplare e gradita a Dio, per i suoi sforzi ascetici è risparmiato dalla pestilenza, e giunge sano e salvo a Iași.

Tornando in patria nel 1781, il 31 agosto è ordinato ierodiacono e nel settembre dello stesso anno – ieromonaco. In seguito l’Archimandrita Gavriil Bănulescu-Bodoni è avanzato al grado di vescovo per Bender e Acherman (Cetatea Alba), e l’11 febbraio 1792 è nominato Metropolita di Moldova e di Valacchia. Ma non gli è dato di condurre a lungo la metropolia, perché il patriarca di Costantinopoli, che non si dà pace del fatto che il Metropolita Gavriil sia stato nominato alla sua alta funzione dai russi, dispone il suo arresto. Alla sera del 19 giugno 1792, un centinaio di soldati armati, per ordine del governatore, circonda la casa del Metropolita. All’annuncio del suo arresto, simile a quello di San Giovanni Crisostomo, il Metropolita Gavriil comprende che è giunto il tempo difficile della sua prova. Entrando in fretta in casa i soldati armati lo prendono, mentre ha addosso solo una tonaca corta e pantofole.

Il nemico del genere umano ha cercato di mettere alla prova quest’uomo pio, e Dio ha pemesso questa tentazione perché si manifestasse ancora una volta l’umiltà e la fede del suo servo.

Dopo l’arresto, è stato condotto in modo forzato a Costantinopoli, dove il patriarca, minacciandolo di morte, cercava di convincerlo a dissociarsi dalla gerarchia di Pietroburgo e dal seggio metropolitano della Moldova e Valacchia. Ma il Metropolita Gavriil ha risposto: “Il patriarca mi può perseguitare, ma non può togliermi ciò che non mi ha dato, visto che ho ricevuto il rango di vescovo dalla gerarchia di Pietroburgo, che considero superiore, coordinando con essa le mie azioni; essendo allo stesso tempo in unione, per mezzo del santo Spirito, con la Chiesa universale, condivido un’unica fede assieme a voi. Io sono un monaco, non c’è chi pianga per me, una volta o l’altra devo pur morire. Considero un peccato calpestare il giuramento fatto per poter vivere alcuni anni in più nel peccato”.

Come risultato di questa dura persecuzione, non solo il patriarca di Costantinopoli ma anche tutti i greci ortodossi hanno cambiato la loro attitudine nei confronti di S. Em. Gavriil, accordandogli alla fine alti onori e distinzioni ecclesiastiche, e in breve tempo lo hanno liberato dalla prigionia. Per la prima volta, tutto il clero di Costantinopoli si è convinto non per sentito dire di cosa significhi essere metropolita nello stato ortodosso russo.

Il 10 maggio 1793 è stato designato metropolita nell’eparchia di Ekaterinoslav, in seguito chiamata eparchia di Novorosiisk.
Il 29 settembre 1799, Gavriil Bănulescu-Bodoni, metropolita di Novorosiisk, è nominato metropolita di Kiev e della Galizia, e allo stesso tempo eletto membro del Santo Sinodo e decorato con l’ordine di Sant’Andrea il primo chiamato. In questa funzione di Metropolita di Kiev è rimasto per circa 5 anni.

Il 13 ottobre 1803, nel discorso di congedo del clero dal loro buon arcipastore, si dice quanto segue: “...noi siamo di nuovo orfani. Il Metropolita Gavriil non è più il nostro, ma le sue gesta rimangono nella storia di Kiev e nei ricordi nei nostri cuori. È un mistero impenetrabile, come separarti dal tuo amato Padre, mentre il suono delle campane di tutta la città esprime il gemito del popolo intero.”

Più oltre, nel 1808, è stato nominato per la seconda volta Metropolita di Moldova e di Valacchia, dove per quattro anni si è occupato intensivamente dell’ordine della Chiesa, facendo sforzi considerevoli per il miglioramento della situazione dei preti e per elevare la loro autorità. Qui si è manifestato come un vero patriota, occupandosi in tutto della cura e dell’ordine di questa metropolia, riuscendo a seminare una buona semente nell’esarcato che gli era stato affidato. E qui la metropolia gli rimarrà in eterno riconoscente per tutte le sue grandi e buone azioni, fatte in un periodo di tempo tanto breve.

Ma non è riuscito a vedere i frutti della sua attività, poiché in breve tempo, per varie circostanze storiche, si è ritirato nel territorio tra il Dniestr e il Prut, chiamato Bessarabia, dove si è occupato della costituzione della nuova eparchia di Chișinău e Hotin.

Giungendo in Bessarabia come metropolita, ha avuto grande cura, così come nelle altre eparchie, del nuovo gregge a lui affidato. Per contro, qui ha avuto molto di più da lavorare, perché doveva costituire l’eparchia alla quale era stato nominato.

Nonostante tutte le difficoltà, ancor più pesanti all’età di 66 anni, ricomincia tutto praticamente da capo. Il suo primo problema era la preparazione dei preti, perché potessero essere buoni pastori nelle parrocchie della nuova eparchia da lui costituita. Apre il Seminario Teologico di Chișinău nel 1813, solo un anno dopo il suo arrivo, e nel 1814 apre a Chișinău la Tipografia Eparchiale e si occupa in gran parte personalmente della preparazione attraverso la pubblicazione di libri di funzioni ecclesiastiche.

Dal poco che si è finora presentato dell’attività del Metropolita Gavriil, vediamo quanto tale attività è stata fruttuosa. Per quanto riguarda la Bessarabia, neppure un aspetto della sua vita ecclesiale è stato lasciato privo di attenzione da Sua Eminenza. Per questo la Bessarabia gli deve in tutto la sua esistenza. Con la grazia di un alto servizio alla Chiesa e alla patria è stato, come dice l’Apostolo, fervente nello spirito (Romani 12, 11), vale a dire ha lavorato con tutto il cuore. Solo questo tipo di lavoro può dare simili frutti, ed essere degno dell’apprezzamento da parte di Dio.

Il Metropolita Gavriil sentiva l’avvicinarsi della fine, ma non si spostava neppure un poco dalle sue attività generali utili al bene della Chiesa Ortodossa in Bessarabia. Era solito dire: “Ora aspetto molto tranquillamente la mia partenza. Presto la voce del misricordioso Signore mi chiamerà”! S. Em. Gavriil si era preparato da tempo un luogo di sepoltura, al suo caro monastero di Căpriana, per la ricostruzione della cui chiesa dedicata alla Dormizione della Madre di Dio aveva fatto ogni sforzo.

Al mattino del 30 marzo 1821, dopo tanto lavoro e tanta beneficienza, ha reso l’anima a Dio. Non ha forse avuto di che comparire di fronte al giudice dei vivi e dei morti?

Perciò, amati fedeli, per quanto abbiamo letto, ci rendiamo ben conto che questo arcipastore, vivendo una vita terrena gradita a Dio si è donato in tutto alla volontà dell’Altissimo, come egli stesso ha testimoniato: “Io non sono che uno strumento nelle mani di Dio: che Egli disponga di me secondo la sua volontà”.

Il monastero di Căpriana fino a oggi sente l’aiuto del Metropolita Gavriil, un’ulteriore prova di quanto ha amato questo monastero. Allo stesso modo, anche tutti quelli che hanno la beata occasione di visitare questo monastero e venerano sempre con gran fede la tomba del metropolita, hanno sentito l’aiuto delle sue preghiere e a molti di loro si sono realizzare richieste molto attese, altri sono guariti dalle loro infermità e nessuno è rimasto senza l’aiuto del Metropolita Gavriil.

Siamo convinti che tutti quelli che leggeranno ciò che si scrive del Metropolia Gavriil, non avranno dubbi che questo metropolita merita di essere venerato tra i santi, cosa che desideriamo noi padri e fratelli di questo monastero, e tutti i fedeli del nostro paese.

L’abate del Santo Monastero di Căpriana

Archimandrita FILARET (Cuzmin)

La tomba del metropolita Gavriil nel monastero di Căpriana

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