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  "Non ho mai avuto il minimo desiderio di lasciare la mia diocesi"

Una conversazione di Jesse Dominick con padre Mark Tyson sulla sua decisione di lasciare il Patriarcato ecumenico

Orthochristian.com, 7 novembre 2018

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Padre Mark, poco prima dell'ingresso al Vespro durante la Veglia della Dormizione della Theotokos. Foto: Konstantin Shnurov

Padre Mark Tyson ha servito come rettore della Chiesa ortodossa della Dormizione della Madre di Dio a Bluefield, in Virginia Occidentale, una parrocchia della Diocesi Carpato-russa d'America (ACROD), una giurisdizione del Patriarcato ecumenico, per quasi due decenni. Tuttavia, seguendo la sua coscienza, si è recentemente trasferito nella giurisdizione della Chiesa ortodossa russa al di fuori della Russia (ROCOR), un organismo autonomo all'interno del Patriarcato di Mosca. Come è stato riferito da varie fonti in inglese e in russo, padre Mark ha fatto questa mossa a causa delle ultime azioni del Patriarcato ecumenico in Ucraina – la revoca del documento con il quale aveva trasferito la Metropolia di Kiev al Patriarcato di Mosca nel 1686 e la revoca delle sanzioni canoniche del Patriarcato di Mosca che avevano scomunicato Filaret Denisenko, Makarij Maletich e i loro seguaci.

Con la benedizione di sua Eminenza il metropolita Hilarion (Kapral), il primo ierarca della ROCOR, padre Mark ci ha offerto la seguente intervista in cui parla in modo più approfondito del suo tempo nella ACROD, delle sue ragioni per il trasferimento alla ROCOR e di cosa gli riserva il futuro.

Padre, prima di saltare agli eventi attuali, prima vorremmo sapere, lei è un convertito o è nato nella Chiesa? Come si è associato alla ACROD?

Sono un convertito. Sono stato battezzato nella chiesa cattolica romana di san Beda a Williamsburg, in Virginia (che svolgerà un ruolo un po' più avanti), ma a circa quindici anni ho deciso di voltare le spalle a ogni religione, e per circa nove anni non ho avuto niente a che fare con la preghiera o con Cristo, a meno che la mia vita non fosse in pericolo, cosa che durante i miei anni incerti dell'adolescenza è avvenuta un paio di volte.

Ho iniziato a studiare alla George Mason a Fairfax nel 1988 dove ho conseguito il diploma di laurea in studi russi e latinoamericani. Dopo aver finito lì, ho trascorso circa sei settimane a Mosca nell'estate del 1990. Studiavo all'Istituto di acciaio e leghe, dove avevano un piccolo dipartimento linguistico all'ultimo piano, quindi trascorrevamo le nostre giornate lassù con alcuni ottimi insegnanti russi e viaggiavamo, vacendo visite e vedendo mostre, e uno dei posti in cui siamo andati era il monastero di Novodevichy, dove ho visto la mia prima Liturgia ortodossa.

Sono rimasto davvero estasiato e toccato dal servizio. Una delle signore che vendevano candele ha potuto vedere che non stavo facendo foto né mi comportavo da rozzo turista. Ero riverente quanto potevo esserlo. Essendo cresciuto nella Chiesa romana e avendo suonato diversi strumenti in gruppi folk, questa mi sembrava una bellissima Liturgia, quindi ne ero molto commosso anche se non capivo niente di diverso da "Gospodi pomilui" ["Kyrie eleison"]. Questa signora anziana che stava sul retro della chiesa mi ha dato una candela, mi ha toccato la guancia e mi ha detto di prenderla, e l'ho accesa con una piccola preghiera. Più tardi, quando i miei amici andavano al bar o altrove, dicevo che dovevo studiare; poi, appena usciti, salivo sulla metropolitana e andavo a Novodevichy. Mi sedevo su una panchina e guardavo le persone che passavano. Non avevo idea di come comportarmi o cosa fare.

Ho ricevuto una lettera dalla mia fidanzata a Williamsburg, in Virginia, che voleva tornare in chiesa e mi aspettava da un po', ma con me fuori dal paese ha detto che sarebbe andata a san Beda. Ne sono stato così colpito, perché quella era la chiesa in cui ero battezzato. Tornato in America, ho visitato spesso quella chiesa con lei, e una delle prime cose che ho fatto è stata di confessarmi per la prima volta in nove anni. Ho iniziato regolarmente ad andare a Messa e col tempo sono diventato un cattolico serio, ma ero ancora interessato all'Ortodossia. In effetti, abbiamo anche aggiunto alcune petizioni della Grande Litania della Pace nella nostra messa di matrimonio a san Beda. Allora non mi rendevo conto che questo era inappropriato, ma quelle parti mi avevano toccato e sentivo che il mio cuore era al posto giusto.

Un paio di mesi dopo il nostro matrimonio ci siamo trasferiti in una piccola città chiamata Fisher, in Illinois, e andavamo alla chiesa cattolica romana il sabato sera e una chiesa ortodossa greca a Champaign-Urbana la domenica mattina. Mia moglie era insegnante in una scuola cattolica. Avevano una Messa una volta al mese, e una volta siamo andati insieme. Avevano ragazze in calzamaglia che sventolavano bandiere, portavano vasi d'incenso e ballavano attorno all'altare, e quando tutto è finito, ho detto a mia moglie: "Qui abbiamo finito, cominciamo ad andare alla chiesa greca. Non ce la faccio più". Abbiamo fatto così, e lì abbiamo seguito un catechismo di circa nove mesi.

Mentre eravamo nella zona di Washington, DC, prima di andare nel Midwest, ci siamo imbattuti in un monastero ortodosso gestito da due ex uniati che si erano uniti alla ACROD. Sono stati molto accoglienti e ci hanno aiutato con molte delle nostre domande sulla fede che stavamo scoprendo. Così attraverso di loro siamo andati a Johnstown, in Pennsylvania, dove ho incontrato il metropolita Nicholas e il cancelliere, padre Frank. Più tardi, mentre ero in una scuola di specializzazione in Illinois, mi sono reso conto che volevo davvero andare al seminario. Siamo stati accolti nella Chiesa la domenica di Pentecoste del giugno del 1992 e con il crisma ancora umido sulla fronte, siamo saliti in macchina e siamo andati al seminario. Ci penso con molto dispiacere – avrei forse voluto maturare per cinque anni come laico, ma è una tipica cosa da convertito – "Insegnerò al mondo l'Ortodossia!"

Certo, la conosco bene.

Ebbene, così sono andato al seminario e sono stato completamente conquistato dal metropolita Nicholas, che era uno degli uomini più ospitali e gentili che abbia mai conosciuto. Era il tipo di persona che ci portava da mangiare quando non avevamo introiti e aveva sempre dei seminaristi e altre persone della comunità della cattedrale che andavano a mangiare a casa sua. Il suo cognome era Smishko, che è ovviamente legato a "smeshno" – "divertente" in russo, ed era un uomo divertente; sempre scherzoso e, naturalmente, molto orgoglioso della sua eredità carpato-russa. Lo prendevo spesso in giro. Ricordo che una volta stavo pulendo il suo bagno al pianterreno (un altro modo in cui ci aiutava a guadagnare qualcosa) e ho iniziato a cantare "Ricordati di noi, Signore" – dicendo "Gospodi" con la pronuncia russa, e lui ha urlato "Si dice HOSPODI, sciocco! "

sua Eminenza il metropolita Nicholas (Smishko). Foto: tribdem.com

Sono stato ordinato al diaconato il 24 dicembre 1993 e, a causa dei problemi di salute del nostro protodiacono, ho iniziato a viaggiare con il vescovo. Durante il corso dei nostri viaggi, sono giunto ad amarlo e a rispettarlo ancora più di prima. Quando sono stato ordinato sacerdote, il 10 settembre 1995, sono entrato e ho venerato l'altare, e il metropolita Nicholas ha esteso le braccia per abbracciarmi e ha detto: "Sei pronto per questo grande giorno della tua vita, figliolo?". Ha battezzato il mio primogenito Nicholas nel pomeriggio di Pasqua del 1995. Lo abbiamo chiamato così in onore di san Nicola e del metropolita. Alcuni preti pensavano che stavo cercando di ingraziarmelo, ma non capivano. Era più vicino a me di mio padre. Mi ha tonsurato lettore, mi ha elevato a suddiacono e mi ha ordinato al diaconato e al sacerdozio. La nostra era una relazione meravigliosa.

Il mio primo incarico è stato nell'ottobre 1995 nell'area di Chicago e insieme come parrocchia abbiamo costruito una nuova chiesa. Abbiamo avuto alcuni momenti difficili con la "vecchia guardia" della parrocchia locale, e dopo cinque anni sono stato mandato in una delle più grandi parrocchie della diocesi a Bridgeport, nel Connecticut, che si trovava in una zona difficile con molta criminalità. Crescere tre ragazzini in quel quartiere era difficile per me e mia moglie, così dopo nove mesi ho chiesto di trasferirmi a St Mary's a Bluefield. Siamo arrivati ​​nel novembre del 2001 e ci sono stato per quasi diciassette anni.

Con questa storia, saltiamo a quello che sta succedendo ora. Ha passato praticamente tutta la sua vita ortodossa nella ACROD, tranne che per l'inizio alla parrocchia greca...

E anche per quel breve periodo in cui sono stato nell'arcidiocesi greca, ero sotto il Patriarcato ecumenico, quindi ogni secondo della mia vita ortodossa è stato sotto il patriarca Bartolomeo. Sono stato ortodosso esattamente per metà della mia vita – ventisei anni.

Quindi è stato sotto il patriarca Bartolomeo fino a circa due settimane fa?

Sì, il 15 ottobre.

Potrebbe spiegare cosa ha causato questa mossa? Certo, sappiamo che è collegato all'Ucraina, ma potrebbe dire di più a riguardo?

Sicuro. Avevo seguito qualcosa sul problema ucraino, per la verità sul vostro sito web. Ricordo un video che avevate postato qualche tempo fa su un povero prete ucraino che stava servendo all'aperto in paramenti rossi e questa ragazza arrabbiata si era avvicinata e aveva gettato vernice rossa su di lui. Doveva simboleggiare tutto il sangue ucraino versato dai "Moskaly". Questo mi ha davvero infastidito, ma non era qualcosa che aveva alzato il mio livello di guardia. Non avevo idea, non ci pensavo, mai nei miei sogni più sfrenati avrei creduto che il patriarca Bartolomeo avrebbe riconosciuto rinnegati assoluti come Filaret e quelli della sua stirpe. Vi prestavo lo stesso tipo di attenzione che avevo avuto per il Concilio di Creta: gli amici mi chiamavano e chiedevano cosa stava succedendo, e io dicevo loro di non preoccuparsi, è solo la costruzione di un lascito, e non vi ho mai nemmeno prestato attenzione fino a quando ho letto sul vostro sito web la relazione di padre Peter Alban Heers al Sinodo dei Vescovi della ROCOR su ciò che era realmente accaduto lì. Ho pensato, "Che cosa ti succede, Mark? Devi iniziare a seguire queste cose un po' più da vicino".

Poi, il 31 agosto, un amico prete mi ha chiamato e mi ha detto: "Ti rendi conto di cosa sta succedendo?" Quello, naturalmente, era il giorno in cui il patriarca Kirill ha visitato Costantinopoli. Ho detto "No, cosa sta succedendo?" Abbiamo iniziato a parlarne e la gravità del problema ha iniziato ad apparirmi, e ho trascorso le successive sei settimane a leggere avidamente tutto ciò che potevo da tutte le parti. Ho letto UNIAN, RISU e qualsiasi altro sito ucraino che potessi trovare. Ho letto qualunque cosa uscisse dal Patriarcato, il che non era molto. Naturalmente ho letto OrthoChristian.com, TASS, Interfax-Religion e l'ufficio stampa del DECR. In realtà ho completamente abbandonato le mie solite letture politiche laiche, un passatempo ovviamente distraente e peccaminoso, e ho iniziato a concentrarmi meno su Donald Trump e su quello che stava succedendo qui, e più su quello che stava succedendo laggiù. Ho imparato sempre di più, specialmente sulla storia del patriarcato nel ventesimo secolo, in particolare dopo la prima guerra mondiale, su ciò che accadde alle Chiese che erano state sotto l'Impero Russo, mentre il nascente governo bolscevico perseguiva una pace separata con la Germania, e come il Patriarcato ecumenico si è ingerito nelle Terre Ceche, in Slovacchia, Polonia, Estonia e Finlandia, e in che modo ha riconosciuto e abbracciato la Chiesa vivente dei rinnovazionisti. Quando il patriarca Kirill ha detto che questa è una ripetizione della storia, mi sono sentito davvero in sintonia con lui. Soprattutto quando ho appreso di più su Filaret, tutto è diventato più chiaro.

In passato ero sempre stato turbato da alcuni degli eccessi ecumenici, come il "patriarca verde", ma questo non bastava ad allontanarmi, perché pensavo che dovesse farsi vedere in Occidente e provare a fare appello alla sua classe dirigente e a tutto il resto – e l'ho lasciato fare. Non ero una di quelle persone che avrebbero detto "Oh mio Dio, ha toccato la mano del papa. Me ne vado! "Non ero quel tipo di persona. Ma quando è successo questo, ho capito cosa stava accadendo.

E, cosa abbastanza interessante, ho sperimentato una situazione simile ad aprile con un giovane ucraino molto per bene e molto calmo, probabilmente ventenne, che è venuto nella nostra parrocchia per il Vespro del Venerdì Santo e per la Pasqua. Poi, alla domenica di Tommaso, eravamo nella sala parrocchiale dopo la Liturgia e lui è venuto da me e mi ha chiesto cosa fare per ricevere la comunione nella nostra chiesa. Gli ho detto: "È piuttosto semplice. Sei ortodosso, giusto?" Ha detto: "Vengo dall'Ucraina, sì, sono ortodosso". Gli ho chiesto se il suo vescovo fosse il metropolita Onufrij, e ha detto: "No, sono sotto il patriarcato di Kiev; sono con Filaret" Gli ho detto: "Mi dispiace, non posso comunicarti. La tua chiesa non è una Chiesa, è un cadavere". Ma gli ho detto che mi sarei consultato con il vescovo, perché non volevo lasciarlo triste; ho cercato di essere pastorale. Non volevo umiliarlo.

padre Mark e la sua famiglia alla Pasqua del 2018

Ho chiamato il metropolita Gregory e lui mi ha dato la risposta più strana, che ho capito solo dieci giorni fa. Senza entrare nei dettagli di una chiamata privata, pastorale, posso dire che la sua risposta a me è stata assolutamente ambigua. Ora, penso che stesse solo evitando di dare una risposta "ufficiale" su questo tema. Sono certo che sapeva che il patriarcato stava per prendere una decisione e non voleva mettersi in difficoltà.

Così ho già avuto un assaggio di cosa sarebbe stato comunicare i fedeli sotto Filaret, e quando ho visto che non erano stati ripristinati solo i principali vescovi degli scismatici ucraini, ma anche tutto il loro clero, mi è cominciò a diventare abbastanza chiaro che alcuni di questi chierici avrebbero potuto aderire a Filaret per nazionalismo, e alcuni di loro potrebbero essere stati deposti dalla Chiesa ucraina canonica a causa di gravi errori morali, e neppure un singolo caso è stato indagato. Una bacchetta magica è stata sventolata su tutti e queste persone potevano presentarsi alla mia parrocchia in qualsiasi momento e dire "io sono del Patriarcato ecumenico, tu sei del Patriarcato ecumenico, e servirò con te", e io non avrei avuto motivi per rifiutare. Se lo avessi fatto, il metropolita mi avrebbe fatto cadere un'incudine sulla testa. E ho capito che non posso essere in comunione con questo patriarca, perché ha portato queste persone in comunione, e loro non sono affatto tornati alla Chiesa che li ha scacciati e scomunicati, né hanno mostrato alcun pentimento.

C'è una piccola parabola che ho raccontato alla gente della mia ex parrocchia che ha accettato di incontrarmi dopo le mie dimissioni: ipoteticamente, se avessi commesso un terribile peccato e avessi perso il mio sacerdozio per mano del metropolita Gregory, e poi avessi fondato una piccola chiesa a poca distanza, senza commemorare alcun vescovo, completamente "indipendente" e qualche anno più tardi un altro vescovo canonico avesse bisogno di un prete, allora facciamo una riunione, e io dico: "Ebbene, le accuse contro di me erano in realtà solo un mucchio di mezze verità e bugie; il mio vescovo, comunque, non mi è mai piaciuto" e quest'altro vescovo ha bisogno di un prete, così mi prende. Cosa farebbe, il metropolita Gregory? Darebbe di matto! Si infurierebbe! E renderebbe la vita difficile a me e all'altro vescovo per quanto possibile. E avrebbe ragione a reagire in quel modo! Tutti capiscono che in un caso come questo, l'unico modo per tornare alla Chiesa è attraverso chi ha originariamente emesso il giudizio, e noi dovremmo accettare questa pazzia in Ucraina perché... l'ha fatta Bartolomeo? Ma veramente? Non ha senso.

È interessante che lei abbia menzionato la ricezine di clero con gravi colpe morali. Il patriarca Bartolomeo è a conoscenza dell'immoralità di Filaret poiché la Chiesa russa lo ha informato su di esse quando queste cose sono accadute negli anni '90. Almeno conosce la storia di Filaret.

Vero, e ha scritto una lettera di risposta dicendo di aver accettato le decisioni della Chiesa russa e concordato con loro.

È stato interessante leggere di tutti i vescovi che sono morti attorno a Filaret. È come il Bill Clinton dell'ortodossia. È molto strano.

E ho letto che il patriarca Bartolomeo ha inviato il vescovo Vsevolod di Skopelos in Russia per sapere qualcosa su Filaret. Ho conosciuto abbastanza bene il vescovo Vsevolod. Era un ucraino con una storia molto strana. Ha praticato per qualche anno una sorta di terapia psichiatrica a New York City, poi in qualche modo è diventato sacerdote e vescovo ucraino. Era un personaggio molto interessante. Quando fu mandato in Russia per esaminare la situazione di Filaret, non so come abbiano reagito i russi, ma il patriarca Bartolomeo ha scritto una lettera che avete ristampato in inglese, che diceva: "Siamo così dispiaciuti che abbiate frainteso le nostre intenzioni nell'invio di questi due vescovi." Nella mia ex parrocchia avevo un parrocchiano greco che mi ha detto che "Mi dispiace, devi aver frainteso" è una classica scusa greca (risate).

Questo mi incuriosisce. Non sono sicuro a cosa si stia riferendo.

Non ne sono sicuro neancheio. La mia ipotesi è che il patriarca Bartolomeo abbia inviato due vescovi a indagare e scoprire qualsiasi prova possibile sulle violazioni di Filaret e sulle reazioni dei russi a tali violazioni. Ma sappiamo dal verbale che Bartolomeo ha accettato ufficialmente la deposizione e l'anatema di Filaret. Bartolomeo è stato in Ucraina due anni fa e non ha riconosciuto nemmeno Filaret a qualsiasi grado episcopale, per non parlare di "patriarca", mentre si è rivolto al solo metropolita Onufrij come capo canonico della Chiesa. Ora, tutto a un tratto, pochi anni dopo c'è un capovolgimento di 180 gradi. Perché?

Questa è una buona domanda, e penso che ci siano probabilmente diverse ragioni tutte in una volta.

In base alla storia personale che ha raccontato del suo tempo nella ACROD e della sua storia personale con il metropolita Nicholas, sembra che lei non fosse già incline all'uscita dalla ACROD e che questa sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma che questo problema è stato così grande per lei che l'ha spinto a uscirne.

È proprio così. Io ho una fattoria a trenta minuti dalla mia ex chiesa, che ho retto per tredici anni. Io e mia moglie abbiamo acquistato lotti sepolcrali al monastero della santa Croce a Wayne, in Virginia Occidentale. Mia moglie ha un lavoro fisso presso la biblioteca locale, con un'ottima assicurazione sanitaria per tutta la famiglia. Non ho mai avuto il minimo desiderio – non c'è modo in cui me ne sarei andato volontariamente. Non ho mai voluto lasciare la mia diocesi o la mia parrocchia.

Il metropolita Gregory ha pubblicato una lettera su di me qualche giorno fa dicendo che ho lasciato la diocesi che mi ha allevato e formato per tutti questi anni. Lo vedono come un tradimento della diocesi, ma non è niente del genere. Siamo stati tutti traditi dalle azioni senza precedenti, non canoniche e veramente pericolose del patriarca Bartolomeo in Ucraina; e per questo motivo, ho sentito che dovevo uscire da sotto il suo omoforio.

chiesa della Dormizione della Madre di Dio a Bluefield, in Virginia Occidentale, dove padre Mark precedentemente serviva. Foto: stmarysbluefield.org/

Ha menzionato la risposta del metropolita Gregory dopo il fatto, quindi voglio chiedere come si è trasferito alla ROCOR. Ha avuto un congedo canonico?

Ho scritto una lettera al metropolita Hilarion a metà settembre. Avevo servito con lui un paio di volte ed ero rimasto sempre colpito dalla sua devozione, dalla sua quiete, dalla sua serietà. Mi è venuto in mente circa dieci o dodici giorni dopo che ho sentito per la prima volta che questa cosa dell'autocefalia stava per andare avanti, così gli ho scritto e gli ho chiesto se potevo essere ricevuto se succedeva questo disastro. E nella sua comprensione, una volta interrotta la comunione, non c'è bisogno di un congedo canonico. Così ho inviato la mia lettera di dimissioni al metropolita Gregory dopo aver parlato con il metropolita Hilarion la sera in cui si sono completamente spezzati i rapporti eucaristici tra i due patriarcati.

La mattina dopo, il metropolita Gregory mi ha chiamato e abbiamo parlato per due ore. È stato molto conciliante e molto gentile. Mi ha offerto una serie di opzioni diverse per rimanere. Si è offerto di farmi servire la Liturgia senza commemorare il patriarca Bartolomeo, perché è così che fa l'arcidiocesi greca, ma gli dissi che stava dimenticando l'atto costitutivo della nostra diocesi dal 1938 del patriarca Beniamino di Costantinopoli che dice che potevamo entrare nell'Ortodossia a due condizioni: abbandonare il Filioque, dal momento che eravamo uniati, e commemorare il patriarca a tutti i servizi. Così, dalla fine del 1993 come diacono e durante tutti gli anni del mio sacerdozio, ho commemorato il patriarca più volte ad ogni servizio. Sentivo che mi stava offrendo una foglia di fico legale per calmare la mia coscienza e sebbene apprezzassi il suo tentativo di soddisfare le mie preoccupazioni, la mia decisione era ormai presa. Mi ha offerto davvero un congedo canonico per la ROCOR, ma voleva che il metropolita Hilarion lo contattasse. Ho informato il metropolita Hilarion dei pensieri del metropolita Gregory.

Nonostante questa telefonata, ha chiesto un congedo generale, giusto?

Sì, ho parlato con alcune persone che ne sanno molto più di me e hanno detto che un congedo generale sarebbe stata la cosa migliore, perché un atto che mi rilasciava ufficialmente alla ROCOR avrebbe portato l'ira del patriarcato sul capo del metropolita Gregory – è come dire a un soldato nell'esercito: "Vai pure dai nemnici e combatti per loro". Non ha alcun senso. Ma avrebbe potuto darmi un congedo generale, cosa che il metropolita Nicholas aveva fatto con altre persone in diverse occasioni; e poi, se Costantinopoli ne avesse fatto menzione, avrebbe potuto dire: "Beh, era scontento e voleva andarsene, così l'ho lasciato andare".

Gli ho scritto un'e-mail molto cordiale suggerendo che invece della richiesta del mio congedo da parte del metropolita Hilarion, avrei chiesto una una versione generale, come quelle che aveva fatto il suo sempre memorabile predecessore. Sono passate due settimane da quando ho inviato quell'e-mail e non ho ricevuto risposta.

Quindi ha provato a farlo nel miglior modo possibile per tutte le persone coinvolte.

L'ho fatto.

Perché andare alla ROCOR piuttosto che in un'altra giurisdizione che non è immediatamente coinvolta nella presente controversia? Perché non andare alla Chiesa serba, per esempio?

Ho già avuto legami con l'eremo della santa Croce, dove sono andsato alla confessione con la mia famiglia per dieci anni; il mio kum [1], padre Matthew, è un sacerdote della ROCOR, e abbiamo spesso concelebrato nella sua chiesa e nella mia; e un ex parrocchiano è divenuto un sacerdote della ROCOR, quindi avevamo un legame. Inoltre, non volevo preoccuparmi se la situazione continua così, e non posso vederla non continuare, specialmente data la dichiarazione molto "conciliante" del patriarca Bartolomeo secondo cui "i nostri fratelli russi dovranno accettare la nostra decisione perché non hanno altra scelta" (risate).

È così sicuro che solo lui sta leggendo i canoni giustamente e tutti alla fine concorderanno con lui.

Vero, compresi gli altri patriarcati. Ma ammettiamo che ci fosse nelle vicinanze un'altra chiesa non appartenente al Patriarcato ecumenico, in cui mi sentissi tentato di servire... chi ha detto che tra sei mesi o un anno, o due o tre, se tra i Patriarcati si tracciano delle divisioni, quella a cui aderisco non si unirà al Patriarcato ecumenico? Sento davvero che la scelta più sicura è stata la ROCOR. Sono stato molto contento di esservi ricevuto.

Certo questo ha fatto notizia e la gente ne parla. Io ho visto, e forse lei ha sentito, la critica che ha preso questa decisione troppo in fretta. Cosa succede se la crisi viene risolta presto?

Questa è una critica valida, penso. Capisco certamente perché la gente direbbe così. Forse è la mia personalità, ma il mio cuore e la mia coscienza mi hanno detto che non volevo commemorare il patriarca di Costantinopoli ed essere "di fatto" in comunione con persone come Filaret e il suo gruppo neanche una volta. Sentivo che se lo avessi fatto avrei dovuto confessarlo con grande dispiacere, e ho pensato: "Se questo accadrà, non servirò la Liturgia e non commemorerò il patriarca". E grazie a Dio, non l'ho fatto. Il patriarca Bartolomeo ha pubblicato il suo piano in cinque punti l'11 ottobre; Il giorno 8 ho avuto un intervento chirurgico alla cistifellea, e il 14 non stavo ancora bene, quindi quel fine settimana non ho servito i Vespri o la Liturgia. Il 15 ottobre mi sono dimesso. Quindi non ho mai dovuto nemmeno disturbare la mia coscienza per commemorarlo dopo questo atto. Prima dell'atto, non era un problema. Ero stato consapevole per sei settimane di cosa stava arrivando; ho fatto ancora tutti i servizi che faccio abitualmente e non ho avuto problemi con questo. Ma una volta che quella linea è stata varcata, è stato un passo troppo sbagliato per me.

Non mi sto vantando della mia sensibilità di coscienza e non sto giudicando nessuno che rimanga con il Patriarcato ecumenico. Amo molte persone e sacerdoti nel Patriarcato ecumenico, alcuni dei quali sono miei parenti spirituali, che hanno battezzato i miei figli o io ho battezzato i loro, quindi non è questo il problema. Non mi sono allontanato per poter guardare storto chi è rimasto con Costantinopoli. Era la mia decisione particolare ed era un limite che non potevo attraversare.

Ci ho pensato sopra: se restassi, per quanto tempo resterei? Forse fino a quando scorrerà il sangue tra gli edifici delle Lavre delle Grotte di Kiev o di Pochaev? Forse fino a quando qualcuno sparerà al metropolita Onufrij durante una processione della croce? [2] Qual è il confine che avrei tracciato se non avessi scavalcato questo confine particolare? Potevo scendere dall'ascensore al piano terra prima che salissem o avrei dovuto dire: "Beh, quarantasette persone sono state uccise, ma aspetterò fino a cinquanta". Davvero, dov'è il confine se non passi immediatamente? Io personalmente non lo so. Non so che cosa gli dica il cuore degli altri e non li giudico, ma so cosa mi ha detto il mio cuore.

Questo ha molto senso. Un'altra critica che abbiamo visto entrambi è che ha appena ceduto alla propaganda russa, o alla pressione russa, o che lei è una specie di russofilo.

Sì, l'ho sentita. Sono stato in Russia cinque volte: quando vi ho studiato, e poi con la benedizione del metropolita Nicholas nel 1997 e nel 1998, e con la benedizione del metropolita Gregory nel 2017 e nel 2018. I miei compagni di seminario e amici della diocesi sanno che ho un grande affetto e amore per la Chiesa russa. Ho visto la Russia svilupparsi molto. Ho vissuto per un po' in Perù e ho attraversato la Bolivia – nel 1990, ho visto città più belle nelle Ande che in Russia, un posto molto squallido in quel periodo. Ora, ovunque guardi, e non solo a Mosca o San Pietroburgo, ma a Kaluga, Pskov, Pechory, vedi nuovi imprese, vedi costruzioni e così via.

una veduta da vicino alla fattoria di oadre Mark

Quando sento le parole "propaganda russa" questo mi fa impazzire, perché da persona che segue molto attentamente i media americani, è spaventoso leggere le menzogne ​​e le distorsioni intenzionali della verità qui in America, certamente sulla Russia, e specialmente su tutto ciò che sa di cristianesimo tradizionale. La realtà è che se la gente pensa che la stampa americana stia dando loro tutta la verità, si è tristemente illusa. Quindi il fatto è che Filaret è stato deposto e scomunicato, come lo era Makary, come lo sono stati gli altri intorno a loro, e non hanno mostrato alcun pentimento – non sono tornati alla Chiesa Madre che originariamente ha imposto questa sentenza su di loro, che è al 100 per cento come dovrebbe essere fatto – è così che la Chiesa ha sempre fatto le cose. E il patriarca Bartolomeo li ha ricevuti nel seno della Chiesa canonica in modo inaudito. Questa è realtà, non propaganda.

Se sono caduto preda di menzogne ​​filo-russe, allora che ne è degli altri patriarcati che hanno scritto lettere severe al patriarca Bartolomeo, condannandole sue azioni come non canoniche? Sono anche loro vittime della propaganda? Lanciare frasi come "russofilo" e "propaganda russa" significa solo confondere le acque. Sfortunatamente, il relativismo è penetrato in tutta la nostra società occidentale – "padre Mark, la tua verità è ciò in cui tu credi, ma il patriarca Bartolomeo ha una verità diversa, ed è altrettanto valida". Questo è il tipo di ragionamento che sentiamo continuamente dalle persone in Occidente. Il loro santo protettore è Pilato, che notoriamente ha chiesto: "Cos'è la verità?"

È molto triste. Lo vediamo nei commenti, specialmente sulla nostra pagina Facebook. Se pubblichiamo un articolo sugli scismatici che cercano di impadronirsi di una chiesa, e la nostra fonte è un prete ucraino, la gente risponde immediatamente che è solo la propaganda di Mosca. La gente soffre e a loro non importa, perché hanno questo paradigma di Mosca contro Costantinopoli o della Russia contro l'Ucraina piuttosto che della verità contro la menzogna.

Un paio di settimane fa nella regione di Ivano-Frankovsk, la gente del gruppo radicale del Settore Destro ha preso possesso di una chiesa, ha rotto un certo numero di braccia e gambe, ha spaccato il cranio di un uomo, provocandogli una commozione cerebrale, e ha gettato il prete in strada. Hanno cambiato le serrature e hanno detto che ora è una chiesa del Patriarcato di Kiev. Questa è propaganda russa? È stato testimoniato da dozzine di persone che ne hanno parlato tutte. È stato pubblicato un video. Non è successo davvero? E adoro quando gli ucraini dicono che i provocatori sono agenti dell'FSB. Allora catturate alcuni di loro e interrogateli e scoprite chi sono e da dove vengono. Ma fatemi il piacere. Non prendetemi in giro.

Questa è solo una parte della guerra asimmetrica, con governi e gruppi di esperti che usano la Chiesa ortodossa, della quale non glie ne imperta un fico, come strumento.

Otto von Bismarck ha detto che se vuoi uccidere la Russia, devi colpirla attraverso l'Ucraina. Ed è esattamente quello che abbiamo visto dalla rivoluzione del Majdan del 2014 ispirata dall'Occidente.

Le ho detto, l'ultima volta che ci siamo sentiti, quello che mi ha detto una delle mie parrocchiane ucraine a Pasqua?

Credo di no.

Si è avvicinata per baciare la croce e io hp detto: "Christos Voskres" ["Cristo è risorto"] e lei ha detto: "к наш Патриарх Филарет сказал, Украина воскреснет, як Христос воскресил [" Come ha detto il nostro patriarca Filaret, risorga l'Ucraina come è risorto Cristo"]. Non avevo parole. Sono rimasto lì a bocca aperta. Anche allora sapevo chi era il patriarca Filaret, e pensavo tra me: "Questa donna sta mettendo l'Ucraina prima di Cristo". Era una specie di prefigurazione di ciò che sarebbe accaduto.

Non traggo piacere da nulla di tutto ciò. La gente potrebbe pensare che io stia apprezzando l'attenzione e la notorietà, e il più grande scherzo di tutti è che pensano che io sia pagato per questo. Ho perso il 75% delle mie entrate. La parrocchia di san Tikhon della ROCOR mi ha fatto un dono molto generoso che mi permetterà di coprire le bollette di questo mese, che era la maggior parte di ciò che avevano nel loro fondo per i poveri. Non sto chiedendo un centesimo dalla parrocchia, tranne forse per un po' di soldi per la benzina perché sto facendo viaggi di un'ora e mezza in entrambe le direzioni un paio di volte a settimana. Ho già detto a padre Matthew che non voglio nulla dal suo stipendio. È una piccola parrocchia e non ho intenzione di dire: "Aprite tutti il portafoglio, ho bisogno di soldi!". Non voglio regali e nessuno mi paga niente. Non ricevo un centesimo da Mosca, e anche se mi venisse offerto qualcosa dal patriarcato, vorrei che fosse perché lavoro per la Chiesa. Vorrei fare qualcosa che va a beneficio della Chiesa, non perché tendo la mano per mendicare. Un uomo gentile che gestisce un popolare blog ortodosso mi chiedeva se avessi iniziato un sito di crowdfunding e, quando l'ho scoperto, gli ho detto: "Ma stai scherzando?". Questo non farebbe altro che dare credito al cinismo di coloro che hanno detto che sto facendo questo per soldi. Non prenderei mai in considerazione di fare qualcosa del genere. È sbagliato; sarebbe come dire: "Sì, ho dei principi morali e sono sicuro che voglio guadagnarci".

Quindi, in termini materiali, non otterrà assolutamente nulla da questo...

Non un centesimo. Sto cercando lavoro. Spero di poter insegnare, di fare dei telelavori, forse correggere bozze, forse tradurre, magari insegnare l'inglese su Skype a studenti stranieri. Ci sono varie possibilità, ma tutte sono davvero nebulose a questo punto. Starò sul retro di un camion della spazzatura, lavorerò in un centro commerciale, e finché posso pagare l'ipoteca e portare cibo in tavola, sarò soddisfatto.

Ha detto che lei e la sua famiglia siete andati nella vostra ex parrocchia per cenare e salutare i vostri parrocchiani.

Sì, l'abbiamo fatto. Abbiamo preparato un arrosto e alcuni altri piatti e alcune persone hanno portato i dessert. C'erano circa quattordici persone, il che non è un male, considerando che la nostra presenza domenicale ordinaria in parrocchia era di circa venticinque persone. Dopo che abbiamo mangiato, mi sono alzato e ho risposto alle domande. Ho detto loro in sostanza ciò che le sto dicendo ora. Abbiamo abbracciato tutti, abbiamo detto loro che li amavamo e che detestavamo ferirli in questo modo. Siamo profondamente addolorati per quello che sta succedendo alla parrocchia, anche se penso che il metropolita Gregory si prenderà cura di lei, perché è una bella chiesa nuova, e non sarebbe un bene per lei o per la gente se non ci fosse la possibilità di mantenerla viva e vegeta.

Ieri sera ho parlato con uno degli uomini del consiglio parrocchiale di Bluefield e lui ha detto: "Non posso andare da nessuna parte, padre. Sono nato e cresciuto in questa parrocchia e sono stato con tutti in ogni passo del cammino. La vecchia generazione è passata e sento sulle mie spalle in compito di mantenere assieme questo posto". Gli ho detto: "Rispetto completamente la tua decisione". Non vorrei mai torcere loro le braccia e cercare di convincerli ad andare dove sto ora servendo, sebbene ci siano alcuni che stanno facendo proprio questo senza alcun incoraggiamento da parte mia. Voglio che tutti siano liberi di seguire la loro coscienza. Voglio il meglio per tutti loro. Spero davvero che quelli che resteranno abbiano una guarigione. Un'altra cosa che questo membro del consiglio parrocchiale ha detto: "Penso che molti di noi abbiano dato tutto per scontato, e non penso che lo faremo mai più." L'ho apprezzato molto e mi sento allo stesso modo. Anch'io ho dato tutto per scontato. Ho lavorato sodo e amavo essere un prete e ho cercato di essere il miglior prete che potessi essere. Ma sai, si va con il pilota automatico, e non si pensa mai che una cosa del genere possa accadere.

Potrebbe dire in generale che non c'è cattiva volontà nei suoi confronti lì in parrocchia?

No, non potrei dirlo. Ci sono molte persone nella parrocchia che sono decisamente arrabbiate: "Come ha potuto farci questo?" Capisco completamente i loro sentimenti. Ne sono totalmente rattristato. Vorrei poter cambiare idea. Ci sono un certo numero di persone dalla parte opposta di quella opinione, che sono molto rispettose e mi hanno persino detto che ammirano il passo che abbiamo fatto, e probabilmente ci sono persone che stanno nel mezzo. Un diacono verrà presto in parrocchia e poi un prete per servire la Liturgia domenicale, quindi il metropolita Gregory si sta prendendo cura della parrocchia. Gli sono grato per questo.

Qualcuno di quelli che sono venuti a questa riunione con i parrocchiani si è infuriato con lei? Se sì, come è andata?

No, tutti alla cena mi hanno sostenuto.

Ha mai incontrato il patriarca Bartolomeo?

Di fatto, l'ho incontrato alcune volte, ma solo brevemente e formalmente. Un incontro spicca davvero nella mia mente.

Alla fine degli anni '90, alcuni di noi hanno noleggiato un autobus per andare al Navy Pier di Chicago perché il patriarca sarebbe stato lì. Siamo andati laggiù aspettandoci forse una Paraclisi (Officio di intercessione, ndt) e un breve sermone e poi di andare a ricevere la sua benedizione e forse una piccola icona o medaglia e dire: "Wow, ho sentito il patriarca predicare e ho avuto la sua benedizione". È stato l'esatto opposto. C'era un gruppo rock & roll che cantava "Under the Banner of Christ". Posso ancora sentire il coro nella mia mente. Poi il patriarca è apparso sul palco come Donald Trump, agitando le braccia con le palme in alto, alla moda europea, e tutti hanno iniziato a urlare e ad acclamare come se fosse una grande celebrità. Ha tenuto un discorso, i cui dettagli ricordo a malapena, e poi quando siamo saliti a ricevere la sua benedizione, ci ha dato una piantina di pino da piantare! Siamo tornati in silenzio con gli alberelli del patriarca. Eravamo sbalorditi. È stata un'esperienza unica che non ho mai dimenticato.

L'ho anche visto un paio di altre volte – ha benedetto la costruzione della cancelleria diocesana a Johnstown, e questo era molto più normale, molto più ecclesiastico. Ho servito con il metropolita Hilarion, ho visto i servizi del patriarca Kirill molte volte in video, ho servito con altri sacerdoti e vescovi russi in Russia, ma non ho mai visto nulla di simile a quello che ho visto al Navy Pier. Non attraverserei la strada per vederlo di nuovo. È stato terribile. Sono sicuro che c'erano molte persone che pensavano che fosse abbastanza bello. Io no, e nemmeno i miei amici del clero. E non è che siamo un gruppo strano di lunatici che borbotta maledizioni a fior di labbra. Siamo andati lì perché era il nostro patriarca e volevamo vederlo, e non avevamo idea di cosa avremmo sperimentato.

Questa cosa con l'Ucraina è il primo passo. Penso che vedremo questo Patriarcato diventare il portabandiera dei valori e degli ideali occidentali. L'ambientalismo del Patriarcato ne è già solo un esempio. Allo stesso modo, la nuova regola esclusiva del Patriarcato ecumenico sui sacerdoti che possono divorziare e risposarsi... rimanendo preti! Chi sa dove si arriverà? Diciamo così: potremmo ben vedere il Patriarcato allineato su molte delle cose che abbiamo visto nelle chiese episcopaliane e cattoliche, e questo sarà molto accettabile per le élite occidentali in un modo in cui non lo è per la tradizionale mentalità ortodossa.

Il patriarca Kirill ha appena parlato di questo: come sia in corso un'attacco all'Ortodossia e alla sua moralità tradizionale.

Assolutamente. Non potrei essere più d'accordo con lui, e questa è un'altra ragione per cui sono molto contento di essere nella ROCOR e di commemorare il patriarca Kirill. Ho seguito diversi eventi in Russia il più vicino possibile, come l'espulsione dei testimoni di Geova stranieri e l'arresto di quelli domestici. [3] In America questo fa inorridire la gente, ma io penso che sia una buona cosa. Capisco perché sono tollerati qui, ma in un paese ortodosso, queste persone dovrebbero essere viste come ladri di anime delle persone, che le portano potenzialmente alla dannazione eterna, e questa è una cosa che la Chiesa come madre amorevole non può tollerare. Una madre in una casa permetterebbe a un serpente velenoso di entrare per la porta e di strisciare fino ai piedi dei suoi figli? Mai. Quella donna prenderebbe qualsiasi cosa abbia a portata di mano per distruggere quel serpente e per buttarlo fuori di casa.

nel 2011 padre Mark parla con il metropolita Hilarion (Kapral) durante una visita alla chiesa ortodossa russa di San Tikhon, dove ora serve. Foto: sainttikhonroc.org

I carpato-russi tendono a considerarsi parte della grande Rus', e non come ucraini. Dal suo periodo nella ACROD, potrebbe dire che questo sentimento è persistito, o che è cambiato sotto il Patriarcato ecumenico in tutto questo tempo? C'è qualche pensiero o desiderio di unirsi con una delle giurisdizioni russe in America?

Beh, i fondatori carpato-russi della ACROD hanno avuto qualche problema con i preti russi quando volevano lasciare l'Unia ed entrare nella Chiesa ortodossa. Ho sentito un sacco di storie da sacerdoti anziani che hanno affermato che il clero russo dell'epoca guardava davvero dall'alto in basso la loro gente e voleva togliere loro molte delle tradizioni che consideravano davvero care. In cima alla lista c'era l'unico e meraviglioso "prostipinie", o canto piano, che è il gioiello della mia ex diocesi. Come sapete, la Chiesa russa utilizza in modo schiacciante la musica corale, e immagino che abbia infastidito i sacerdoti russi il fatto che i loro nuovi convertiti non volevano un coro – volevano che l'intera congregazione cantasse.

Altre cose criticate dal clero russo erano ovvie latinizzazioni, come certi tipi di paramenti o certe rubriche liturgiche, ma ho sentito che alcuni membri del clero russo erano così ferocemente critici che intere parrocchie tornarono all'unia piuttosto che essere derise dai loro nuovi sacerdoti. Una delle prime grida di raduno dei fondatori diocesani fu: "Ani do Rima, ani do Moskvy!" ("Non andremo né a Roma, né a Mosca!") Ecco perché, per quella generazione, la loro ovvia scelta di giurisdizione è stata il Patriarcato ecumenico. Anche se ho sentito dire che la generazione più vecchia della ACROD era decisamente anti-ucraina politicamente, non ricordo nessuno, chierico o laico, che si identificasse come russo. Questo è molto più comune nella prima conversione di massa degli uniati all'Ortodossia nel XIX secolo: le persone che sarebbero diventate la spina dorsale dell'OCA.

Nella mia ex diocesi, si faceva sempre una distinzione nel linguaggio, nel canto e nell'etnia tra i carpato-russi e i grandi russi. Per quanto fosse piccola la ACROD, non sono mai stato consapevole di alcun desiderio da parte di qualcuno di unirsi, nel passato oppure ora, con qualsiasi giurisdizione russa in America. L'unica eccezione di cui sono a conoscenza è avvenuta subito dopo la seconda guerra mondiale, quando padre Stephen Varzaly, che aveva prestato servizio nell'area di Pittsburgh, ha portato diverse parrocchie nella Metropolia. Il suo punto di vista era che dovevamo unirci con i nostri fratelli slavi e allontanarci dai greci stranieri, ma la contaminazione comunista nella Chiesa russa di quel tempo, e la generale soddisfazione della diocesi per il Patriarcato ecumenico insieme con le preferenze dell'altamente rispettato primo vescovo della diocesi, il metropolita Orestes (Chornock), ha impedito che tali opinioni avessero molto seguito. Quelle parrocchie che seguirono il suo esempio in seguito tornarono alla ACROD.

Quando il metropolita Nicholas si è addormentato nel Signore, ho sentito un sacco di chierici e fedeli che erano contrari a qualsiasi altra giurisdizione, compresi gli ucraini e i greci! Ovviamente tutte e tre queste diocesi sono sotto la giurisdizione del Patriarcato ecumenico in America, ma la ACROD è sempre stata fieramente orgogliosa del suo status autonomo di "piccola Svizzera" sotto Costantinopoli. È stato il predecessore del metropolita Nicholas, il vescovo John (Martin), che ha coniato quella frase.

Anche se potrebbe non sapere di altri preti che stanno facendo la sua stessa mossa, ha la sensazione di quanto almeno sia diffuso lo stesso sentimento nella ACROD? Potrebbe esserci qualche malcontento, o la diocesi è abbastanza conforme a ciò che fa e dice il Patriarcato ecumenico?

Onestamente, non so davvero come si sentano gli altri preti della diocesi sulla situazione in Ucraina. Ho servito per quasi vent'anni in quello che per scherzo chiamavo "il lato oscuro della luna diocesana". Questo non vuole essere un rimprovero alla mia parrocchia o alla mia posizione, riflette solo la realtà di essere lontano dalle aree dove le chiese diocesane sono "più fitte". Il mio ex decano, a Barton, nell'Ohio, serve una parrocchia a sei ore di auto da Bluefield! La parrocchia diocesana più vicina a Bluefield si trova a Morgantown, in Virginia Occidentale o a Candler, nella Carolina del Nord. Ognuna è a circa tre ore di distanza.

Quindi, ho sentito molte battute scherzose sui sinodi dei sacerdoti o su altri raduni: "Cosa? Sei ancora nella diocesi? Dove servi ora?" Non mi dispiaceva, perché sapevo che tipo di gemma nascosta era la mia chiesa; e francamente, può essere bello avere un po' di privacy nella vita familiare e servire da prete senza altri "esperti" che ti criticano o indulgono in pettegolezzi.

Anche se considero molti sacerdoti diocesani come amici, non potevo correre il rischio di "sondarli" sui problemi in Ucraina, su come si sentono riguardo alla direzione del metropolita Gregory o ai loro sentimenti sul Fanar. Ciò non dovrebbe portare a un'impressione negativa sui miei ex confratelli del clero: è solo una buona politica da seguire in ogni professione.

Tuttavia, ora tutto d'un tratto padre Matthew è il mio parroco e si china all'indietro a dirmi: "Siamo fratelli, siamo uguali" e io dico "No, tu sei il rettore – tu mi dici cosa devo fare e io lo farò". Ogni volta che qualcuno della stampa mi raggiunge, mando immediatamente un'email al metropolita Hilarion per chiedere se benedice o no quel colloquio. Farò qualsiasi cosa lui dica. L'ho fatto anche con lei. È una sorta di interessante obbedienza da affrontare. Non sono molto abituato a farlo, non che fossi stato disobbediente in passato, ma non avevo motivo di cercare costantemente benedizioni. Quindi sto cercando di farlo il più possibile perché ne so abbastanza da non fidarmi di me stesso e del mio ragionamento.

Come discutevamo spesso in seminario, quando ti metti sulla via dell'umiltà, ti metti sul sentiero di Cristo e lo incontri lì.

Come mi ha detto padre Jonah Campbell durante l'assemblea generale nel New Jersey, l'obbedienza porta sempre buoni frutti. Me lo sono impresso dietro gli occhi per ricordarlo, e sono felice di pensare a quella bella frase il più spesso possibile.

Vorrei chiudere dicendo che ricordo tutti i miei ex confratelli diocesani con rispetto e molti con sincero affetto. Sono un clero solido e dedicato in un'eccellente diocesi. Spero che il tempo e il buon senso guariscano le ferite che il patriarcato ha causato. Anche se forse non avrò più occasione di parlarne, spero che altri cerchino di essere comprensivi. Voglio anche ringraziare il clero della ROCOR che mi ha accolto calorosamente nella sua diocesi. Non vedo l'ora di conoscerli meglio e di costruire solidi rapporti con loro.

Le siamo molto grati per il tempo che ci ha dedicato e per la benedizione che le ha dato il metropolita Hilarion per parlare con noi.

Apprezzo molto il tempo che si è preso per parlare con me. È stato un piacere!

Note

[1] Padrino di battesimo.

[2] Il metropolita Onufrij è già stato etichettato come nemico dell'Ucraina e ha ricevuto minacce di morte: v. articolo.

[3] I testimoni di Geova sono stati banditi nella Federazione Russa come gruppo estremista che incitava l'odio per i non testimoni di Geova. Sono stati banditi anche in un certo numero di altri paesi.

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