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  Dialogo tra Tudor Petcu e Vlad Herman sui martiri delle prigioni comuniste in Romania
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Tudor Petcu: prima di tutto, la prego di dirmi come percepisce il martirio cristiano delle prigioni comuniste romene e come pensa che questa realtà spirituale possa essere meglio conosciuta oggi, considerando le tendenze contemporanee a respingere e a ignorare i valori della fede ortodossa per cui tanti testimoni si sono sacrificati?

Vlad Herman: il martirio nelle carceri comuniste può essere paragonato al martirio dei primi secoli del cristianesimo, quando gli idolatri terrorizzavano e uccidevano con vari metodi chi amava Cristo Signore, l'unico Dio. Quelli che hanno sofferto nelle prigioni comuniste sono la spina dorsale del popolo romeno, insieme agli altri santi ed eroi. Il sacrificio e il sangue sparso dai martiri delle carceri per Cristo e per il popolo non può essere trascurato così facilmente, quindi è necessario, per quanto possibile, mostrare al mondo che queste persone sono esistite, ma soprattutto che esistono ancora e che sono tra noi tali santi, a dispetto di quelli che, in vari modi, cercano di farli dimenticare o li calunniano.

Sui miracoli della fede nelle carceri comuniste romene non è stato ancora scritto tanto quanto si dovrebbe, ma è certo che questo tema comincia lentamente ad attirare l'attenzione. Dato l'interesse che lei ha per questo argomento, le chiedo di parlare in generale di quelle testimonianze di cui ha sentito e che hanno lasciato un segno sulla sua coscienza spirituale.

Sono rimasto molto impressionato dai miracoli compiuti nelle prigioni comuniste, miracoli che mi hanno notevolmente rafforzato nella fede e che mi hanno fatto avvicinare, soprattutto all'inizio, ai suddetti santi delle carceri. Come mio punto di riferimento avrei quel miracolo della festa dei santi tre Ierarchi a Periprava, raccontato da padre Iustin Pârvu, quando i detenuti (incoraggiati da padre Ilie Lăcătuşu) sono entrati nell'acqua senza ammalarsi, anche se fuori era gelato, e poi un sole caldo li ha riscaldati. Ci sarebbe anche il miracolo vissuto da Valeriu Gafencu quando la Madre di Dio gli è apparsa a Natale, e i momenti in cui a padre Arsenie Boca si sono aperte le serrature alle porte delle celle. Questi sono quelli che ricordo ora, ma naturalmente ci sono molti altri casi in cui la fede, la preghiera e la provvidenza di Dio hanno rovesciato piani diabolici. Un altro miracolo, che considero forse il più grande, è che le carceri hanno "prodotto" una moltitudine di santi, che ora intercedono per noi e delle cui sante reliquie possiamo godere oggi.

D'altra parte, sarei molto interessato a sapere come lei percepisce esattamente la personalità spirituale di padre Iustin Pârvu del monastero di Petru Voda e, cosa non meno importante, che mi dica quali sono i principali miracoli di fede a lui legati.

Per me, padre Iustin Pârvu è un vero e proprio punto di riferimento della vita, soprattutto nei tempi dell'Anticristo in cui viviamo. Un santo, un eroe, un romeno, che non riesco a descrivere in tante parole, perché per me è un compito troppo grande. È certo solo che siamo rimasti impoveriti dalla sua partenza al Signore, ma allo stesso tempo ci siamo arricchiti di un santo e di un mediatore presso il trono celeste. Il santo padre Iustin è stato forse una delle ultime trombe con cui il Signore ci ha avvertiti mettendoci in guardia sui tempi in cui viviamo, in particolare con l'implementazione della tecnologia antichistica dei chip nei documenti personali. Lo stesso padre ha messo i puntini sulle i così tante volte, anche nel campo orribile dell'ecumenismo che cerca di espandere i suoi tentacoli su quante più anime possibili. Padre Iustin ha fatto molti miracoli sia durante la sua vita terrena, sia dopo aver lasciato il corpo (guarigioni corporee e spirituali). Di uno di questi miracoli sono stato testimone anch'io. È successo il 27 luglio 2014, quando mi trovavo presso la sua tomba. A un certo punto, dalle sue due fotografie collocate sulla croce della tomba ha cominciato a scorrere miro, cosa che mi ha impressionato e che non potrò mai dimenticare.

Lei ritiene che i miracoli della fede nelle carceri comuniste rappresentino allo stesso tempo una benedizione per la coscienza del popolo romeno?

Sicuramente miracoli che si sono verificati nelle carceri sono stati e sono una grande benedizione per il popolo romeno, che oggi, come ieri, è combattuto da varie forze occulte che cercano di spodestare Dio e la Chiesa attraverso vari metodi selvaggi. Attraverso questi miracoli, il Signore ha mostrato la sua grande misericordia e l'amore che ha per le sue pecore, lasciandoci fiduciosi – allora e oggi – che è accanto a noi, nonostante tutte le difficoltà.

Da quanto sappiamo, il libro di Ioan Ianolide, "Întoarcerea la Hristos" ("Il ritorno a Cristo"), attira molto l'attenzione per il modo in cui mette in evidenza la forza e la resistenza dei martiri ortodossi delle prigioni comuniste romene. Lei crede che questo libro sia una fonte di riferimento per una migliore conoscenza e comprensione dei miracoli di fede nelle carceri comuniste romene? Ultimo ma non meno importante, quali altri libri consiglierebbe su questo argomento?

Il libro "Întoarcerea la Hristos" è un vero miracolo, soprattutto dal punto di vista di come è giunto a essere pubblicato. Sappiamo che le innumerevoli pagine scritte da Ioan Ianolide sono state nascoste in vari luoghi dagli occhi della Securitate, così che l'apparizione del libro è davvero una grande benedizione. Un documento sconvolgente, che mostra una certa misura gli orrori, ma anche la santità, che si trovavano nelle carceri comuniste. Una santità a cui sono giunti molti di quelli menzionati da Ioan Ianolide, dei quali un caso speciale è stato quello del santo Valeriu Gafencu, di cui ci sono molti dettagli nel libro. Vi troviamo miracoli senza numero, che non possono non scaldare il cuore di chi li leggerà. Un libro del genere dovrebbe essere studiato nelle scuole, e non solo, ma questo rimane solo un'utopia al nostro tempo. Raccomando calorosamente la sua lettura, considerando questo libro un dono per noi da parte dei santi delle carceri. Posso consigliare in questa categoria anche libri come "Imn pentru crucea purtată – Virgil Maxim", "Mărturisitorii din închisorile comuniste", "Din temniţe spre sinaxare", "Sfântul Închisorilor", "Sfinţii Închisorilor – Stâlpi ai Ortodoxiei si Neamului Românesc", "Octavian Anastasescu – Lângă Valeriu Gafencu, Sfântul Închisorilor".

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