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  L'icona di Port Arthur del trionfo della Theotokos

http://holycross-hermitage.com/port-arthur-icon

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Non ci è dato di percepire ciò che ci attende nel futuro della Chiesa. Dolori e persecuzioni spesso accompagnano la vita di un cristiano. Ma la riapparizione dell'icona miracolosa della Santissima Madre di Dio dimostra la sua intercessione di grazia per tutti i cristiani ortodossi. Questo ci darà coraggio e abnegazione nel portare la nostra croce.

- Arcivescovo Veniamin di Vladivostok e Primorje

 

Nel dicembre 1903 un marinaio anziano che era stato uno degli ultimi difensori di Sebastopoli durante la guerra di Crimea giunse alla città di Kiev per pregare davanti alle sante reliquie della Lavra delle Grotte.

Una notte, qualche strano rumore svegliò il vecchio che vide la Madre di Dio con angeli intorno a lei, tra i quali l'Arcangelo Michele e l'Arcangelo Gabriele. La Theotokos era in piedi su due spade scartate e rotte sulla riva di una baia, con la schiena rivolta verso l'acqua. Teneva in mano un velo bianco con frange blu, su cui c'era l'immagine del Salvatore "non dipinta​​ da mano umana". Angeli nelle nuvole di luce accecante le tenevano una corona sulla testa e il Signore degli eserciti era seduto ancor più in alto sul trono della gloria, circondato da una radiosità accecante.

Il vecchio fu sconvolto ed ebbe un enorme timore, ma la Theotokos lo confortò e gli disse: "la Russia sarà presto coinvolta in una guerra molto difficile, sulle rive di un mare lontano, molti guai la attendono. Dipingi un'icona che mostra il mio aspetto come lo vedi ora e invia l'icona a Port Arthur [1]. Se l'icona sarà in quella città, l'Ortodossia trionferà sul paganesimo e i soldati russi otterranno il mio aiuto, il mio patronato e la loro vittoria". La luce accecante riempì la stanza e la visione scomparve.

Quest'apparizione è stata la prima rivelazione di questo tipo nella Russia del XX secolo. Il XX secolo è stato chiamato il tempo del Golgota russo, ma anche l'età della gloria e trionfo della Santissima Madre di Dio, perché in esso la Theotokos ha manifestato molti miracoli, segni e rivelazioni. La Tutta santa è sempre presente dove suo figlio è crocifisso. Quindi lei non ha abbandonato la Croce della Russia in quel momento funereo.

A Kiev diedero ascolto della storia del vecchio marinaio, e solo due mesi dopo si parlava dell'apparizione della Vergine in tutta la Russia. All'inizio del 1904 scoppiò la guerra russo-giapponese [2] con l'attacco di torpediniere giapponesi sulle navi russe nel porto di Incheon, in Corea.

I russi si ricordarono del volere della Theotokos e cominciarono a raccogliere fondi. Diecimila persone fecero donazioni, dando un copeco dopo l'altro, e l'icona è fu realizzata esattamente sulla base della descrizione del vecchio marinaio. Fu benedetta durante la Settimana Santa e inviata a San Pietroburgo, affidata alle cure dell'Ammiraglio Verkhovskij. La gente di Kiev espresse la propria speranza che l'ammiraglio avrebbe fatto ogni sforzo possibile, senza perdere l'opportunità di consegnare l'icona in modo sicuro e il più rapidamente possibile alla fortezza di Port Arthur.

L'icona fu nella casa dell'ammiraglio a Pascha, ma egli non si affrettò a inviarla in Estremo Oriente. Per diversi giorni la sua casa fu come il salotto di un artista. Generali, senatori e rappresentanti delle autorità locali passarono a dare uno sguardo all'icona. Anche il metropolita Antonio di San Pietroburgo fece un visita e ricordò all'ammiraglio che l'icona doveva giustamente essere consegnata a Port Arthur e che egli avrebbe dovuto affrettarsi a compiere la volontà della Madonna.

Il 31 marzo, il comandante della marina russa, Stepan Makarov, perì non lontano da Port Arthur. In quei giorni l'imperatore Nicola II scrisse nel suo diario, "Tutto il giorno non ho potuto darmi pace a causa di questo dolore straziante. Che la volontà di Dio si compia in tutto, ma dobbiamo chiedere la sua misericordia verso di noi peccatori".

L'ammiraglio Verkhovskij apparentemente non vide la tragedia della morte di Makarov come causa sufficente per consegnare l'icona del trionfo della Theotokos. Infatti, questa continuò ad essere un elemento decorativo del suo appartamento.

L'ammiraglio Nikolai Skryidlov fu nominato alla posizione del defunto Makarov. Quando si stava preparando a partire per il campo di battaglia di Port Arthur, l'imperatrice vedova Maria (madre di Nicola II ) decise di assumersi la responsabilità dell'icona. Dopo una breve Moleben l'icona è stata consegnata al carro-vagone dell'ammiraglio Skryidlov. Questi promise personalmente di portare l'icona proprio nella cattedrale di Port Arthur.

Ma il treno dell'ammiraglio non andò subito verso l'Estremo Oriente, e lui stesso fu occupato a rimettere a posto affari di casa e di famiglia. Alla fine di aprile del 1904 Port Arthur fu assediata e di conseguenza Skryidlov andò a Vladivostok, invece che a Port Arthur.

Uno dei suoi contemporanei ha commentato in un resoconto scritto quello che è avvenuto, "L'icona miracolosa del Trionfo della Theotokos è stata temporaneamente collocata nella Cattedrale di Vladivostok, il 2 agosto 1904". Questo indica che non fu posta nella Chiesa per pubblica venerazione fino a 90 giorni dopo l'arrivo dell'ammiraglio Skryidlov. Questi, preso da preoccupazioni, si era semplicemente dimenticato dell'icona. Fu per un decreto dell'imperatrice Maria che l'icona fu finalmente portata dalla casa dell'ammiraglio alla cattedrale della Dormizione.

Un testimone oculare scrisse:

Gente inginocchiata in lacrime e con profonda fede pregava davanti all'icona. Quelli della marina e della fanteria, dai soldati all'ammiraglio e al generale si prosternavano davanti all'icona e chiedevano nelle loro preghiere zelanti la consolazione, l'incoraggiamento, e l'intercessione della Santissima Madre di Dio.

Il vescovo Evsevij di Vladivostok disse queste parole il 6 agosto prima di servire il primo Moleben davanti a quest'icona miracolosamente rivelata:

Anche se l'icona non ha raggiunto Port Arthur, non lasciamo che siano turbati il cuore del vecchio marinaio che è stato fatto degno di questa visione, né il cuore di coloro che hanno raccolto fondi per l'icona. Il Signore è misericordioso e onnipotente, e anche se l'icona della sua Purissima Madre è a Vladivostok, lei è in grado di aiutare i soldati di Port Arthur, e tutti i soldati russi. E noi, cittadini di Vladivostok, esultiamo per la gioia di avere una cosa così sacra.

Ma quasi tutti pensavano che era stato fatto qualcosa di sbagliato. La casa editrice delle notizie ortodossa e le autorità militari ricevevano decine di lettere al giorno. Questa riassume le opinioni della gente:

Dato che l'icona non è arrivata al punto della sua destinazione finale, non può dare l'aiuto pieno di grazia e di tutela della Theotokos. Ora è giunto il momento di chiedere l'intercessione celeste, e se questo aiuto è stato promesso al verificarsi di determinate condizioni, non dobbiamo lasciare le cose fatte a metà. Fate in modo che sia tentato ogni mezzo per consegnare l'icona, comunque pericoloso, perché se questa è la volontà della Theotokos, la sua icona arriverà sicuramente a Port Arthur. Anche se non sarà così sottomettamo la nostra volontà alla Theotokos, e non ci sarà nessun rimprovero nella nostra anima per la nostra disattenzione a ciò che la Regina celeste ci ha detto attraverso il vecchio marinaio.

Un gruppo di giovani ufficiali ortodossi provò diverse volte, ma non riuscì a consegnare copie dell'icona a Port Arthur. Nella Cattedrale della Dormizione i moleben di fronte all'icona non cessarono, un testimone oculare scrisse che c'erano sempre molti che piangevano e pregavano e si poteva sentire spesso ripetere la domanda: perché non mandano l'icona a Port Arthur, dopo tutto? Perché non c'era persona che per puro amor di patria poteva intraprendere la missione pericolosa ma nobile di consegnare l'icona della Madre di Dio ?

Fu allora che comparve l'interessato che poteva tentare un tale nobile gesto: un ufficiale in pensione, Nikolaj Fjodorov. Era sulla cinquantina e soffriva di reumatismi e malattie dello stomaco, e sicuramente non aveva mai pensato ad alcun gesto audace, vivendo tanto lontano dall'Estremo Oiente a Gatchina (vicino a San Pietroburgo). Ma poi si era imbattuto in un articolo di giornale che esprimeva il parere che nessuno poteva compiere la missione di portare l'icona alla sua destinazione.

Così Nikolaj Fjodorov disse alla moglie che avrebbe fatto un viaggio rischioso verso l'Estremo Oriente e partì immediatamente per la città di Kronstadt a chiedere la benedizione del grande pastore della terra russa, san Giovanni di Kronstadt. In seguito raccontò che durante il suo viaggio erano avvenuti tanti piccoli miracoli e tutti i problemi difficili erano stati in qualche modo risolti facilmente. Ha detto che non era sorprendente, dal momento che aveva la benedizione di san Giovanni.

Il 7 ottobre Nikolai arrivò a Vladivostok. Lo stesso giorno l'ammiraglio Skryidlov ricevette da Copenhagen un telegramma dall'imperatrice vedova, che diceva che avrebbe dovuto lasciare al signor Fjodorov il compito di prendersi cura dell'icona da quel momento in poi.

Portare l'icona per via di terra era fuori questione, così Nikolaj decise di dirigersi in primo luogo alla città di Shanghai, in Cina. Il piroscafo norvegese Eric doveva prendere l'icona il 22 novembre. Il notiziario diocesano scrisse che durante tutto il tempo prima della data fissata Fjodorov digiunò, fece la confessione, e ricevette la santa comunione.

Il piroscafo partì e i credenti attesero con speranza qualche notizia, ma questa non venne; Port Arthur cadde il 20 dicembre.

Finalmente l'11 gennaio giunse a Vladivostok una lettera, in cui Fjodorov diceva che vi era stata calma di vento per qualche tempo e si era dovuto fermare a Chifu. A quel tempo quattro torpediniere tornarono da Port Arthur con la notizia più triste. Port Arthur si era arresa. Ma le vie di Dio sono sconosciute, e quindi non era la volontà di Dio che Fjodorov per raggiungesse la città.

Il capo della missione ortodossa russa in Corea, l'archimandrita Pavel, disse:

Gloria a Dio che c'era in Russia un uomo che ha manifestato il coraggio e la fede cristiana che a noi manca. Ahimè! La storia dell'icona del Trionfo della Theotokos è stata un banco di prova per la nostra fede, e il fatto che è stata dipinta a Kiev è tanto insolito quanto la lezione che Port Arthur ci ha insegnato.

Entrati nel XXI secolo non dobbiamo dimenticare la volontà della Tutta santa rivelata a noi un centinaio di anni fa. Non è stata soddisfatta perché ad alcuni funzionari militari è mancata la convinzione nella sua intercessione. Tutto questo ha lasciato un ricordo doloroso e una ferita nel cuore russo. San Giovanni di Kronstadt era solito dire che la Russia ha fallito a causa della negligenza verso la santa icona.

Nikolaj Fjodorov dovette restituire l'icona ai suoi comandanti militari. Successivamente l'icona tornò a Vladivostok nel maggio 1905, dopo essere stata nella chiesa itinerante del comandante in capo.

Dopo la rivoluzione del 1917 la cattedrale della Dormizione fu chiusa e poi demolita. L'icona di Port Arthur fu persa nel vortice di eventi tragici che si abbatté sulla Russia nel XX secolo. Ci furono molte congetture sul luogo in cui l'icona poteva essere. Allora il Signore si è compiaciuto di rivelare un altro dei suoi miracoli.

Anche se molti hanno tentato di cancellare i ricordi del passato, un comando della Theotokos non può essere revocato. Il 18 febbraio 1998, pellegrini da Vladivostok si sono imbattuti nell'icona di Port Arthur in un negozio di antiquariato a Gerusalemme!

Il 6 maggio 1998 l'icona di Port Arthur del "Trionfo della Theotokos" è tornata a Vladivostok. I credenti gioiosi l'hanno accolta con una processione della Croce e campane a festa. Ora l'icona originale è nella cappella della diocesi di Vladivostok della Chiesa ortodossa russa.

Alla Pasqua del 2003 le porte di una nuova chiesa in onore di questa icona si sono aperte a Vladivostok. La chiesa cominciò a tenere i servizi durante l'anno del 100 ° anniversario dell'apparizione della Theotokos. Poi è emerso un movimento pubblico chiamato "benedizione dell'Estremo Oriente". Presto è stata prodotta una copia esatta dell'icona, e questa copia è stata portata in una processione Croce lungo il mare sulla costa della regione di Primorje.

Nel 2004 ha avuto luogo una seconda processione della Croce. Una nave, la Pallada, ha portato l'icona alla città di Port Arthur (ora Lushun, in Cina). L’organizzazione della Benedizione dell'Estremo Oriente, la chiesa dedicata all'icona di Port Arthur, e l’Università tecnica della pesca dell'Estremo Oriente hanno compiuto questo evento memorabile. Il progetto è stato guidato da padre Romano, il decano della chiesa dedicata all'icona di Port Arthur, così come da Dmitrij Astapenko, il direttore del club russo a Dalian, in Cina. Essi, con il capitano e l'equipaggio della Pallada, hanno celebrato un servizio trionfale nel cimitero russo di Port Arthur con preghiere di penitenza per chi aveva messo in dubbio la volontà della Theotokos. Così i soldati russi che sono morti lì hanno ricevuto l'icona dopo un centinaio di anni di attesa.

Un'altra copia di questa icona da San Pietroburgo aveva visitato il cimitero un anno prima, il 9 maggio 2003. Questa copia era stata fatta lo stesso anno e aveva viaggiato in tutta la Russia, in Estremo Oriente, in Serbia, in Caucaso e in Ucraina.

Nel gennaio 2004 due ospiti dall'America, Dan Kendall e Gale Armstrong, della comunità ortodossa di san Giovanni in Alaska, hanno visitato la chiesa dell'icona Port Arthur a Vladivostok. Hanno fatto conoscenza con la storia dell'icona. Una copia, con iscrizioni in lingua inglese, è stata data loro dopo la Divina Liturgia alla festa della Natività. È iniziata così la glorificazione trionfale dell'icona in tutto il Nord America.

Nel settembre 2006, la Società Missionaria ortodossa di sant'Innocenzo di Toronto ha consegnato in Canada una copia miracolosa dell'icona che era stata eseguita nel salone di iconografia russa dell'Arcangelo Michele esclusivamente per i cristiani ortodossi del Nord America. Il direttore dell'organizzazione Benedizione dell'Estremo Oriente, Jurij Korsakov, e il presidente della società russa di sant'Innocenzo, Arkadij Mukhin, hanno sostenuto questo progetto missionario. Il Vescovo di Anchorage, Sitka e Alaska fu il primo ad accogliere l'icona nel suo cammino verso il Canada nella sua terra benedetta spiritualmente legata alla Russia. Poi l'Akathistos all'icona è stato tradotto in inglese alla cattedrale di san Giovanni (Eagle River, Alaska). L'icona di Port Arthur del Trionfo della Theotokos ha iniziato il suo giro trionfale in tutto il Nord America. Oggi questa copia miracolosa ha trovato la sua sede permanente nel monastero della Santa Trinità, a Jordanville, New York.

Pensiamo: non è forse perché i russi hanno abbandonato la loro unità religiosa e le antiche cose sante e il retaggio dei loro antenati, che ora guai e disastri tormentano la Russia? Il Signore ha elargito alla nostra nazione il ruolo di custode e protettore delle cose sante. Queste cose sante sono le fondamenta religiose e morali per l'istituzione della vita personale, familiare e sociale, in modo da scacciare il male e lasciare un ampio spazio al bene.

- Metropolita Ioann di San Pietroburgo

Sono assolutamente certo che durante il mio viaggio ho sentito sia fisicamente che spiritualmente la grazia di Dio procedere dall'icona.

- Nikolaj Fjodorov

Note

[1] Port Arthur era una città che portava il nome del capitano del vascello inglese Algerino. Fu fondata in Manciuria nel 1858 sul sito di un antico insediamento cinese, Lao Shun. Quaranta anni dopo la Cina diede in affitto questa città (insieme con i territori confinanti) alla Russia a causa della minaccia giapponese. Così la Russia divenne la protettrice e difensore dei territori dell'Estremo Oriente. Nel 1902 vi fu costruita la chiesa ortodossa di San Nicola presso il presidio militare.

[2] La guerra russo-giapponese del 1904-1905 fu combattuta per la competizione di rivendicazioni sul dominio della Cina nord-orientale e della Corea. Nel febbraio del 1904 il Giappone iniziò la guerra attaccando Port Arthur, la cui difesa durò fino all'inizio del 1905. I giapponesi sconfissero l'esercito russo nella battaglia generale a Moukden, e la marina russa nel Golfo coreano (isola di Tsushima).

Quando la guerra finì, le risorse militari del Giappone erano alla fine, ma la Russia era solo all'inizio delle sue azioni militari. Tuttavia, il trattato di pace di Portsmouth lasciò Port Arthur e la metà dell'isola di Sakhalin al Giappone, portò la Corea sotto l'influenza giapponese, e liquidò completamente la marina russa del Pacifico.

Uno storico americano, Dennett, ha scritto nel 1925 :

Ora pochissimi suppongono che il Giappone sia stato privato dei frutti delle sue future vittorie concludendo il trattato di pace di Portsmouth. Predomina il parere contrario: il Giappone era già all'esaurimento alla fine di maggio e solo quel trattato lo salvò dalla disfatta completa nel suo scontro con la Russia.

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