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  L'Ortodossia in Gran Bretagna 50 anni fa

di John M. Harwood

dal sito ROCOR Studies, 18 aprile 2010

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Sull'autore

Chi scrive è diventato un cristiano ortodosso nel 1963, anche se aveva frequentato chiese ortodosse già da un certo tempo. Fu ricevuto in quella che era allora la diocesi di Richmond e di Gran Bretagna della ROCOR, e il suo padrino fu Timothy Ware, ora metropolita Kallistos di Diokleia. Il signor Harwood è un docente in pensione e bibliotecario e ora è stato ordinato lettore e aiuta al metochio episcopale di Bodiam nel Sussex, in Inghilterra.

 

L'arcivescovo John Maximovich (san Giovanni di Shanghai) a Londra con l'icona di Kursk, nel 1955. Accanto a lui padre Giorgio Cheremetieff, la badessa Elisabetta e l'arcivescovo Nikodem

L'articolo che segue non è in alcun modo uno studio completo o accademico: sono solo i miei ricordi personali offerti nella speranza che possano essere di interesse per i lettori della rivista Sourozh e come un'illustrazione degli enormi cambiamenti che hanno avuto luogo nella vita della Chiesa ortodossa dal 1960.

Posso comodamente iniziare con l'anno 1960 perché in quest'anno morì la Granduchessa Xenia Alexandrovna, sorella del beato tsar-martire Nicola, e la sua liturgia funebre è stato il primo servizio ortodosso che abbia mai frequentato. Avevo avuto un interesse di adolescenza per la casa imperiale russa, ma la vista dell'arcivescovo (oggi san) Giovanni Maximovich e di tanti altri sacerdoti che servirono al servizio funebre fu per me una rivelazione assoluta, più preziosa di molti libri sulla Chiesa ortodossa. Era anche, naturalmente, la fine di un'era - anche se non lo capivo - e molti famosi russi dell'emigrazione avrebbero presto seguito la granduchessa nella tomba. Per l'ultima volta, la chiesa russa di Londra ospitò non solo molti membri della famiglia imperiale, ma i rappresentanti della Regina e anche della famiglia reale jugoslava e di altre famiglie reali europee. Non c'era posto dove mettere tutti i fiori che erano stati inviati e tutta l'atmosfera era più una Pasqua che un evento di lutto. Infatti ho scoperto in seguito che i servizi avevano avuto luogo nella settimana dopo la domenica di san Tommaso, e riflettevano parte della gioia della Pasqua.

Ma qual era la condizione dell'Ortodossia a Londra e nel resto della Gran Bretagna in quell'anno? Due anni dopo, nel 1962, l'Associazione della gioventù ortodossa pubblicò per la prima volta un elenco completo delle parrocchie ortodosse e del clero in questo paese. Possiamo guardare a questo elenco in dettaglio perché è lungo solo otto pagine! Esso illustra chiaramente i cambiamenti che hanno avuto luogo in mezzo secolo.

Allora, come oggi, l'arcidiocesi greca di Thyateira era la più grande giurisdizione ortodossa, ma mentre ora ha parrocchie in tutte le principali città inglesi, nel 1962 possedeva solo tre chiese a Londra [1] e sei in provincia, molte delle quali erano state fondate nel XIX secolo e costruite come chiese ortodosse - l'uso di chiese anglicane ridondanti era sconosciuto in quei giorni. Seconda per dimensioni era la Chiesa Ortodossa Russa all'Estero, organizzata come un vicariato il cui vescovo aveva il titolo "di Richmond" (in precedenza "di Preston") con una cattedrale e un convento a Londra e quattro parrocchie con sacerdoti residenti nelle province. La Chiesa serba aveva quattro chiese, una delle quali era a Londra, e la Chiesa Ortodossa Russa (Patriarcato di Mosca) due - a Londra e a Oxford - anche se a quel tempo anche il monastero di recente costituzione a Tolleshunt Knights in Essex era all'interno del Patriarcato di Mosca. Infine c'era una giurisdizione che non esiste più, la "Chiesa ortodossa polacca all'estero", con un vescovo [2] e cinque parrocchie. Non aveva chiese a Londra . Questa Chiesa polacca era una persona giuridica riconosciuta dal governo polacco in esilio e che comprendeva emigranti della seconda guerra mondiale - dalla vecchia Polonia i cui confini di prima della guerra aveva arrivavano a est fino a Minsk - ucraini, bielorussi e russi, gente della stessa provenienza di coloro che hanno frequentavano le parrocchie della Chiesa Russa all'Estero nelle Midlands e nel nord dell'Inghilterra. E questo era tutto. Solo due sacerdoti risiedevano in Scozia e mancavano del tutto in Irlanda. Molti ortodossi ritenevano abbastanza normale viaggiare e frequentare la funzione della notte pasquale una volta l'anno e poi non andare assolutamente da nessuna parte fino alla Pasqua successiva .

Ma che dire del clero e dei fedeli che formavano la carne su queste ossa statistiche? Io frequentavo spesso le chiese di tutte le diocesi menzionate sopra, ma i miei ricordi più vivi sono ancora quelli della cattedrale londinese della Chiesa Russa all'Estero, dove aveva avuto luogo il funerale di Xenia Alexandrovna.

Nel 1960 la Chiesa all'estero nel Regno Unito era presieduta dal vescovo Nikodem, anche se il Regno Unito era in realtà nella diocesi dell’'Europa occidentale sotto la suprema autorità del celebre arcivescovo Giovanni (Maximovich). Il nome secolare del Vescovo Nikodem era Nikolaj Vasil'evic Nagaieff, ed era stato una volta un generale. Da giovane ufficiale aveva fatto parte del battaglione di fanteria della Guardia a Tsarskoe Selo e conosceva l'imperatore abbastanza bene. Una volta mi disse che anche lui aveva spesso partecipato alle incredibili liturgie servite da san Giovanni di Kronstadt alla cattedrale di sant'Andrea sull'isola. Nikolaj Vasil'evic aveva avuto molte decorazioni per il suo servizio nella prima guerra mondiale, e durante la guerra civile russa aveva fatto parte dello stato maggiore del barone Wrangel nel sud della Russia. Qui conseguì il grado di generale. Visse tra le guerre in Jugoslavia, come molti russi che avevano combattuto nella guerra civile, e dopo la morte di sua moglie prese i voti monastici ed era conosciuto da tutti per l'ascetismo tranquillo e nascosto della sua vita. Fu consacrato vescovo e nominato alla diocesi inglese nel 1954. Nato nel 1883, egli non morì che nel 1976, ancora un vescovo attivo, servendo quasi alla fine le piene liturgie archieratiche alla sua cattedrale ogni domenica, con grande senso di dignità e preghiera.

Con lui serviva alla cattedrale [3] l'ampiamente venerato arciprete Giorgio Cheremetieff (che ha sempre usato questa traslitterazione del suo celebre cognome). Come uno degli uomini più ricchi della Russia il giovane conte aveva lasciato la sua patria terrena alla rivoluzione con pochi averi imballati in una valigia. Durante tutta la sua vita successiva, a ogni anniversario di questo evento, controllava se i suoi vestiti e libri stavano ancora nella valigia, e poi scartava tutto ciò che aveva in più. Padre Giorgio era estremamente ben conosciuto come uomo di preghiera e come padre spirituale, anche tra quelli al di fuori della Chiesa. I suoi consigli erano sempre nuovi e sorprendenti. Era lui il mio padre spirituale in quel momento e mi ricordo molte delle sue parole. Una volta mi disse: "Non lasciare mai che le parole dei Vangeli diventino stantie per un eccesso di familiarità, se trovi che è così, prova a utilizzare il testo greco originale o, se questo è troppo difficile, leggi una versione in una lingua non conosci molto bene, e leggi lentamente". Padre Giorgio, nato a san Pietroburgo nel 1887, servì per tutta la prima guerra mondiale come ufficiale di cavalleria e poi di nuovo nella guerra civile. Alla fine si stabilì a Parigi, ma durante la seconda guerra mondiale fu requisito dai tedeschi come interprete sul fronte orientale (conosceva perfettamente cinque lingue). Questa fu per lui un'esperienza terribile, e l'unica volta che l'ho sentito parlare in dettaglio di quegli eventi fu per correggere la versione ufficiale sovietica di chi aveva minato la cattedrale della Dormizione alla Lavra delle Grotte di Kiev. Egli aveva visto in realtà come era stata distrutta la più venerabile delle cattedrali della Russia e chi ne era responsabile.

Durante la sua permanenza in Inghilterra, Padre Giorgio visse in una minuscola stanza sotterranea nel centro di Londra, dove riceveva i suoi figli spirituali e gli altri visitatori con grande calore e allegria. Servì la Liturgia per l'ultima volta la Domenica dell'Ortodossia del 1971, nel suo amato Convento dell'Annunciazione. A Mezza Pentecoste dello stesso anno morì.

Un altro sacerdote che serviva con il vescovo Nikodem nel 1960 era l'archimandrita Amvrossii [4 ] Pogodin, della famosa famiglia di storici russi. Questo brillante uomo, nato in esilio in Jugoslavia nel 1925, merita di essere meglio ricordato. Ha vissuto in Inghilterra tra il 1953 e il 1964 e fu qui che scrisse la sua tesi di dottorato, per l'Istituto St Serge di Parigi, Su San Marco di Efeso e l'Unione fiorentina. Questo testo fu successivamente pubblicato in russo a Jordanville ma ha ancora urgente bisogno di una traduzione in inglese. Segue una linea di fermezza ortodossa ma equilibrata e non fanatica sul problema delle relazioni tra ortodossi e cattolici romani, non solo al Concilio di Firenze, ma anche oggi. Ha anche tradotto una serie di importanti testi patristici e liturgici dal greco in russo, per esempio il servizio slavonico di sant'Agostino di Ippona è suo. È degno di nota che il padre Ambrosius lasciò Londra per prendere in carico la parrocchia della Chiesa Russa all'Estero di Roma e fu un osservatore ortodosso ufficiale alla prima sessione del Concilio Vaticano II. Morì negli Stati Uniti nel 2004, dopo un lungo servizio sacerdotale nelle parrocchie della Chiesa ortodossa d'America.

Qualcosa va detto sul convento ortodosso russo dell'Annunciazione, che ho già menzionato in connessione con Padre Giorgio. Lo stabilì la badessa Elisabetta (Ampenoff ) nel 1954. La famiglia Ampenoff aveva vissuto a Londra, tra le due guerre, ma nel 1940 Madre Elisabetta era andata in Palestina (allora sotto controllo britannico) per farsi suora. Nel 1945 divenne badessa del famoso Convento a Ein Karim (Gornee) presso il luogo di nascita di san Giovanni Battista. Le monache di questo e degli altri conventi russi in Terra Santa erano per la maggior parte arabe palestinesi. Durante le ostilità che portarono alla creazione dello Stato di Israele, il Convento fu portato via alla Chiesa Russa all'Estero (verso la quale gli israeliani erano molto ostili) e madre Elisabetta con cinque giovani novizie iniziò una vita di vagabondaggio fino a quando l'arcivescovo Giovanni Maximovich le benedisse per stabilire a Londra un convento dedicato all'Annunciazione. A quel tempo nessuna delle suore aveva un visto, tranne la badessa. Tutto si risolse bene e nel 1959, non solo fu formalmente benedetta e aperta la Cattedrale a Emperor's Gate, ma madre Elisabetta e le suore si trasferirono nella loro nuova e definitiva sede, una grande casa edoardiana isolata in Willesden Green con spazio sufficiente per ospitare tutte loro e per stabilire una cappella intima e bella. I servizi monastici regolari vi furono serviti fin dall'inizio e il convento acquisì un proprio sacerdote, padre John Sawicz, già della Chiesa ortodossa polacca all'estero. Anche se non era in buona salute, aveva un aspetto e una voce imponente, e ricordo bene le sue liturgie in cui indossava gli splendidi paramenti che avevano fatto le sorelle.

Da quel momento, sono morte sia la badessa Elisabetta sia la sua fedele assistente, Madre Seraphima, ma il convento esiste ancora, anche se molto tristemente la sua posizione è ora non canonica perché le restanti suore non si sono sentiva in grado di accettare il ripristino della comunione tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa russa all'Estero, che ha avuto luogo a Mosca il giorno dell'Ascensione del 2007.

Per molti anni le suore hanno dato istruzione religiosa ai bambini, nonché lezioni di russo, lettura ecclesiastica e canto. I funerali di Madre Elisabetta (1908-1999) e Madre Seraphima (†2000) erano affollati di persone in lutto che da bambini avevano studiato al convento.

Altri due eventi hanno avuto luogo nella vita della Chiesa Russa all'Estero nei primi anni '60. Il primo, che ricordo vividamente, è stata la Liturgia finale servita, molto solennemente, a Londra dall'arcivescovo Giovanni (Maximovich). Questo avvenne il 28 agosto 1962, festa della Dormizione e della dedicazione della chiesa a Emperor's Gate. Il santo era stato appena nominato arcivescovo di San Francisco e c'era una sensazione generale che non l'avremmo più visto in questo mondo. Posso vividamente ricordare l'occasione, il santo era una piccola figura fragile, con i capelli e la barba arruffati ma con una presenza elettrizzante. A questa Liturgia indossava nuovi e bei paramenti blu scuro e tutti gli occhi erano puntati su di lui. Poco dopo partì per l'America e morì non molto tempo dopo, a Seattle nel 1966.

Il secondo evento è stato un'occasione più felice, la visita nel 1965 dell'icona miracolosa della Madre di Dio "della radice di Kursk" - custode dell'emigrazione russa - accompagnata dal metropolita Filarete, che era stato appena eletto capo della Chiesa ortodossa russa all'estero in successione all'anziano metropolita Anastassy. [5] La visita del metropolita e dell'icona a Londra è stata ampiamente riportata, con la partecipazione di un gran numero di ortodossi di diverse nazionalità e del clero da tutta la Gran Bretagna. Uno di questi era Kallistos Ware, che era appena stato ordinato diacono dell'arcidiocesi greca. Ora è il metropolita Kallistos, ampiamente conosciuto come scrittore prolifico e relatore su tutti gli aspetti della Chiesa ortodossa.

Nulla è stato detto finora sui parrocchiani ordinari a Emperor's Gate, né su quelli della chiesa recentemente acquisita della Chiesa ortodossa russa del patriarcato di Mosca presso Ennismore Gardens. Venivano naturalmente da ambienti simili. La divisione della vecchia parrocchia della Dormizione a Londra datava dal 1926, quando alcuni seguirono il metropolita Evlogy a Parigi (che di lì a poco si pose sotto il patriarcato di Costantinopoli), mentre un gruppo leggermente più grande rimaste con il metropolita Anthony (Khrapovitsky) e la Chiesa Russa all'Estero. Dopo la seconda guerra mondiale gli ex "evloghiani" si sottomisero al Patriarcato di Mosca. Tuttavia, entrambi i gruppi di questi russi della "prima emigrazione" e i loro figli venivano dalla piccola nobiltà, da famiglie di militari e navali, funzionari, ingegneri e tecnici che erano stati consiglieri sul fronte occidentale durante la prima guerra mondiale. Un certo numero erano russi i cui antenati erano originariamente provenuti dalla Gran Bretagna e che spesso conservavano cognomi anglosassoni. Un lettore russo, ferocemente patriottico e che parlava inglese molto male, si chiamava effettivamente "gallese" (Walshe). Negli anni '20, per qualche ragione burocratica, a questo gruppo era data la priorità nelle domande di permesso di soggiorno, rispetto ai russi che parlavano un inglese perfetto ma avevano cognomi ovviamente stranieri.

Non c'è spazio per descrivere in dettaglio i membri della vecchia emigrazione. Ne cito solo uno di passaggio, perché è ormai piuttosto dimenticato, il barone George Knupffer. Era forse la persona più attiva nella politica di emigrati, aveva fondato l'Associazione della stampa monarchica (che credo esista ancora) e vari altri gruppi monarchici e conservatori, russi e inglesi. Era anche quello che oggi si chiama rappresentante per le pubbliche relazioni dell'erede imperiale, il granduca Vladimir Kirillovich, di cui ha fatto molto per far conoscere le rivendicazioni e i manifesti. Il suo libro più importante, The Struggle for World Power, che attacca sia il capitalismo sia il comunismo sovietico, è ancora molto ricercato dai venditori di libri su internet.

Molti ortodossi russi, tuttavia, non erano della vecchia emigrazione ma erano venuti in Gran Bretagna nell'ondata di sconvolgimenti in Europa orientale alla fine della seconda guerra mondiale. Questi erano in realtà più numerosi dei vecchi emigrati, anche se erano in declino negli anni '60, quando molti si trasferirono in America, e la maggior parte viveva nelle Midlands e nel nord industriale piuttosto che a Londra. Quasi tutto questo gruppo aderiva alla Chiesa Russa all'Estero (il cui clero in Germania li aveva spesso aiutati a venire in Gran Bretagna) o alla già citata Chiesa ortodossa polacca. Erano in gran parte di origine contadina e un numero sorprendentemente grande proveniva dalla regione di Kiev. Nonostante gli sforzi della Chiesa russa all'estero, alcuni si persero in varie "chiese" ucraine e bielorusse non canoniche, che anche se politicamente attive avevano pochissimo clero per organizzare una corretta vita di chiesa per gli esuli. C'erano anche a quel tempo piccoli gruppi di estoni, lettoni e ucraini ortodossi con il loro clero (uno per ciascun gruppo). Questi non avevano edifici ecclesiastici ma, anche se tecnicamente sotto Costantinopoli, di solito usavano la cattedrale e il convento della Chiesa russa all'Estero.

Qualche idea sull'atmosfera e la vita della seconda emigrazione può essere acquisita dalla storia raccontatami dall'unico sacerdote degli ucraini "costantinopolitani" che si era rifiutato di unirsi agli "autocefalisti" in Inghilterra. Teneva nascoste tutte le informazioni riguardanti il suo indirizzo e i dettagli di dove teneva le funzioni "per paura di essere assassinato" dai nazionalisti estremi. Né questa paranoia era solo da parte sua, poiché diversi vescovi e membri del clero erano stati uccisi alla fine della guerra da parte di tali estremisti per "attività filo-russe", cioè per aver voluto rimanere nell'Ortodossia canonica. [6]

Molto è stato scritto sull'allora vescovo Anthony di Sergievo, più tardi metropolita Anthony di Sourozh, da parte di coloro che lo conoscevano meglio di me - anche se io lo conoscevo abbastanza bene in quei tempi. Alcuni lettori possono essere sorpresi di apprendere che nei primi anni '60 non aveva clero residente con lui a Londra e serviva quasi tutte le funzioni da solo, anche se naturalmente anche allora era molto conosciuto e molto richiesto in qualità di conferenziere in tutto il paese.

Sono convinto che la sua più grande e più duratura eredità si deve ricercare nei suoi libri spirituali, tutti ancora fortunatamente in stampa e facilmente disponibili, piuttosto che nei ricordi dei suoi ammiratori, che tanto spesso ci dicono più di loro che non dello stesso metropolita Anthony.

Un evento importante ha avuto luogo presso la cattedrale nel 1963, e lo vorrei ricordare come un altro segno della fine di un'epoca. Questo è stato il funerale dell'archimandrita Nicholas Gibbes, morto a Londra in quell'anno. Viveva in una piccola stanza a Camden Town dove gli ho più volte fatto visita. Ho anche occasionalmente frequentato sue rare Liturgie che serviva in inglese, ma con l'aiuto di un amico anglicano che rispondeva a gran voce in greco con il canto bizantino. Non credo che Padre Nicholas lo apprezzasse, ma da allora sia la sua vista sia l'udito stavano svanendo così forse non lo sapeva davvero [7]. Un altro prete ortodosso inglese, Padre Kyril Taylor, fu assegnato alla giurisdizione del Vescovo Anthony e serviva la parrocchia di Oxford. Più tardi nel corso degli anni '60 fu trasferito alla parrocchia russa nelle Hawaii (USA) .

Una figura ortodossa molto conosciuta fu Padre Vladimir Rodzianko (1917-1988). Aveva forti legami spirituali e personali con entrambe le giurisdizioni russe e fu in grado di mantenere una certa neutralità essendo canonicamente un sacerdote della Chiesa serba - aveva guidato una parrocchia in Jugoslavia prima della guerra - e quindi in comunione con entrambi. È stato un grande personaggio che, come il vescovo Anthony, ha fatto molto per elevare il profilo dell'Ortodossia in questo paese. [8] Inoltre ha stabilito a Londra regolari Liturgie in inglese dopo una lunga pausa. A quel tempo le celebrava una volta al mese presso la chiesa serba, coadiuvato dal diacono inglese Cyril Browne, dal clero del vescovo Matteo. L'archimandrita Ambrosius più tardi, nel 1963, iniziò anch'egli a servire liturgie in lingua inglese, in diverse domenicche del mese, presso il Podvorie di Tutti i Santi in St Dunstan's Road a Baron's Court.

La chiesa serba a Londra , allora come oggi, era dedicata a san Sava, nella bella ex chiesa anglicana di san Colombano a Lancaster Gate. Il suo sacerdote anziano era l'arciprete Miloje Nikolich (1910-1989), che era il rappresentante del patriarca serbo in Europa occidentale e profondamente rispettato da tutte le parti, compresa la famiglia reale jugoslava in esilio, che aveva acquistato il primo edificio adibito a chiesa ortodossa e centro culturale serbo dopo la seconda guerra mondiale.

Ho lasciato alla fine la menzione della presenza ortodossa greca anche se ovviamente era la più grande, sia a Londra sia nelle province. A quel tempo non era così conosciuta nemmeno dagli altri ortodossi, per non parlare della popolazione generale, come sarebbe stato più tardi. Tutto cambiò all'inizio del 1964 con la nomina dell'arcivescovo Atenagora (Kokkinakis), un leader dinamico che ha completamente trasformato la sua diocesi con l'apertura di nuove parrocchie in tutto il paese. Il suo predecessore, Atenagora (Kavadas), morto nel mese di ottobre 1962, era stato un gerarca più tradizionale e schivo, ma un grande uomo di preghiera; serviva la Santa Liturgia nella cappella della sua residenza ogni mattina verso le 4 del mattino. Il suo funerale è stato certamente un altro punto di svolta nella storia della chiesa ortodossa in Gran Bretagna. Dall'essere concentrata sulle vicende politiche dell'isola di Cipro, la comunità greca iniziò ora a pensare di più alla propria situazione di cristiani ortodossi in questo paese. I graffiti dell'EOKA (cioè l'organizzazione che aveva lottato per l'unione di Cipro con la Grecia) che si trovavano in tutte le aree cipriote a Londra iniziarono a scomparire in tutti i sensi.

Nel 1962, i greco-ortodossi di Londra possedevano la vecchia cattedrale di Santa Sofia a Bayswater che era stata costruita come chiesa ortodossa nel XIX secolo, in parte con l'aiuto della famiglia imperiale russa. Questa era per lo più frequentato dalle più antiche famiglie greche Londra, tra cui famosi armatori. La nuova comunità di immigrati greco-ciprioti viveva per lo più a nord e aveva due chiese, entrambe molto ben frequentate, Tutti i Santi a Camden Town e Sant'Andrea a Kentish Town. Queste chiese erano state acquisite dalla Chiesa d'Inghilterra ed erano molto adatte alle esigenze liturgiche ortodosse. Il prete anziano di Tutti i Santi era l’archimandrita Gregorios Theocharous, ancora felicemente con noi a Londra come Arcivescovo Gregorios di Thyateira e Gran Bretagna. Oltre al Metropolita Kallistos, è l'unica figura tra quelle che ho finora menzionato che vive ancora oggi.

Anche prima dell'invasione turca di Cipro nel 1974, che ha portato molti rifugiati in Gran Bretagna, la popolazione greca a nord di Londra era grande. Mi ricordo di una delle visite a Londra del famoso arcivescovo Makarios III, che in qualità di presidente di Cipro era venuto a qualche conferenza del Commonwealth, nei primi anni '60. La folla era immensa e ​​io fortunatamente ero riuscito a trovare un posto all'interno della chiesa di Tutti i Santi per la sua liturgia archieratica. Un momento davvero storico, mentre osservavo questo famoso uomo politico, che indossava un rason da semplice monaco e stava in piedi al centro della chiesa, in attesa della sua vestizione solenne come vescovo.

Come posso concludere allora questa piccola analisi? Chiaramente il più grande cambiamento che ha avuto luogo nel corso dell'ultimo mezzo secolo è quello di una crescita stupefacente. Prendiamo solo una statistica (probabilmente più significativa di quella delle parrocchie o delle comunità): il numero dei membri del clero. Nell'annuario del 1962 il numero dei vescovi, sacerdoti e diaconi ortodossi in Gran Bretagna era esattamente 50. Ora (2010) è di circa 250. Soprattutto, la maggior parte dei cristiani ortodossi è in grado di trovare un luogo di culto non troppo lontano dalle loro case.

Nel 1962 , tutte le giurisdizioni erano intensamente consapevoli della propria identità etnica e sospettose di ogni tentativo di esprimere l'Ortodossia in lingua inglese (per non parlare di cultura inglese). Questo è ovviamente cambiato, anche se un non in modo uniforme tra le diverse giurisdizioni.

Poi ci sono i drammatici cambiamenti nella disponibilità di letteratura ortodossa in inglese. Un visitatore di una grande libreria religiosa a Londra negli anni '60 , diciamo la vecchia Mowbrays vicino a Oxford Circus, avrebbe trovato forse la metà uno scaffale di libri direttamente connessi con l'Ortodossia. Uno o due traduzioni di classici spirituali, una versione insoddisfacente della Liturgia ortodossa, qualche libro da parte di non ortodossi sui rapporti tra anglicani e ortodossi e forse un resoconto ben poco ecumenico dell'Ortodossia da uno scrittore cattolico romano (prima del Concilio Vaticano II) . Il cambiamento che ha avuto luogo nell'ultimo mezzo secolo ha appena bisogno di essere descritto. Nel 1963, è stato pubblicato il libro del metropolita Kallistos (Ware), The Orthodox Church. [9] Da allora abbiamo visto riversarsi un enorme numero di libri di case editrici inglesi e americane. Ora abbiamo tutti i libri dei servizi, classici patristici e spirituali come la Filocalia, tutte le vite dei santi, grandi opere sulla dottrina della Chiesa e la storia della Chiesa. Si producono decine di riviste. La mezza mensola di libreria degli anni '60 si è trasformata in una biblioteca di decenti dimensioni.

Questi sono cambiamenti positivi e per questi abbiamo molto da ringraziare Dio. Ce ne sono anche un paio di negativi e devo ammettere forse a malincuore che gli standard di comportamento durante il culto sono declinati negli ultimi 50 anni! Ma non ho nessuna voglia di concludere con una nota acida. Siamo benedetti con vescovi che lavorano duramente e con sacerdoti uguali a quelli del passato e sotto la cui guida non vediamo l'ora di costruire una Chiesa locale duratura. Soprattutto non ci limitiamo più a cercare di prenderci cura congregazioni che invecchiano e diminuiscono in pochi luoghi, ma siamo in grado di raggiungere e servire i cristiani ortodossa e i potenziali cristiani ortodossi in ogni parte di questa terra.

 

Questo articolo è ripubblicato dalla rivista Sourozh, vol . 107, 2011, pp 80-88

 

Note

[1] L'Elenco delle parrocchie ortodosse e Clero in Gran Bretagna e Irlanda del 2010 elenca 24 parrocchie a Londra.

[2] Il Vescovo Matteo di Wilno, oggi (a seguito di cambiamenti di confine) Vilnius, Lituania (1894-1985). I suoi sacerdoti erano per lo più cappellani militari, che originariamente servivano i soldati e gli aviatori polacchi in Gran Bretagna durante la guerra.

[3] Un ex cappella protestante a Emperor's Gate, SW7, un edificio poco attraente, anche se ben arredato all'interno.

[4] In realtà usava sempre la forma Ambrosius.

[5] Il metropolita Anastassy era stato consacrato vescovo nel 1906 (!) ed era stato il principale sostenitore della granduchessa martire Elisabetta nella sua lotta per ottenere l'approvazione sinodale per la regola che voleva stabilire nel suo convento di Marta e Maria recente fondato a Mosca. Successe al Metropolita Anthony (Khrapovitsky) come primate della Chiesa all'estero nel 1936 e morì nel 1965 .

[6] Il metropolita Alexis (Gromadskii) di Kiev fu assassinato nel 1943, così come diversi vescovi e membri del clero della Chiesa autonoma ucraina da parte di banderisti e altri sostenitori del gruppo autocefalista rivale.

[7] Per maggiori informazioni sulla sua vita e il suo significato si veda l'articolo di Padre Michael in Sourozh 105. È stato anche oggetto di due biografie di recente pubblicazione: C. Benagh, An Englishman in the Court of the Tsar" (2000) e F. Welch, The Romanovs and Mr Gibbes (2002).

[8] Vi è una sua biografia completa in inglese, "Rodzianko - an Orthodox Journey" (1991) , di L. Witham. V. anche Sourozh 105 .

[9] Questo è ancora in stampa e rimane di gran lunga la migliore introduzione alla storia e agli insegnamenti della Chiesa ortodossa.

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